Ipotesi sul nucleo di un atomo di berillio

INTRODUZIONE

Questo articolo contiene delle ipotesi sul nucleo di un atomo di berillio.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque[1].

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

IPOTESI
Si dà un nucleo di un atomo di berillio 113 in condizione statica. Al suo interno si rinviene una struttura a forma di cono di colore verde con il vertice rivolto verso il basso.
Osservando dall’alto la base del cono, si nota che il cono gira in senso antiorario.
Osservando dal basso il vertice del cono, ci si rende conto che la struttura è composta da due coni uno dentro l’altro.
Il cono esterno è un tronco di cono con la circonferenza minore molto vicina al cono interno.
Il cono interno è intero e ha la parte sommitale che emerge dalla circonferenza minore del cono esterno.
Il cono interno gira in senso orario all’interno del cono esterno.

 

ESPERIMENTI

Per studiare il nucleo dell’atomo di berillio ora ipotizzato, propongo di effettuare i seguenti esperimenti.

 

1° gruppo di esperimenti
Se viene arrestata la rotazione antioraria del cono esterno, la rotazione in senso orario del cono interno non subisce variazioni, mentre le particelle subatomiche che compongono il nucleo dell’atomo di berillio 113 si disperdono nello spazio circostante.

Se si consente al cono esterno di riprendere a ruotare in senso antiorario, le particelle subatomiche che componevano il nucleo dell’atomo di berillio 113 tornano ad aggregarsi fra loro.

Se viene arrestata la rotazione oraria del cono interno, aumenta la velocità della rotazione antioraria del cono esterno e aumenta altresì la velocità del moto degli elettroni che girano attorno al nucleo dell’atomo di berillio 113 da circa 200 mila chilometri al secondo a circa 280 mila chilometri al secondo.

Se si consente al cono interno di riprendere a ruotare in senso orario, la rotazioni citate del cono esterno e degli elettroni tornano alle loro velocità originarie.

 

2° gruppo di esperimenti
Il neutrone del nucleo dell’atomo di berillio 113 è composto da tre particelle: una gialla e una blu tangenti e una rossa sotto di loro tangente a entrambe.

Se viene tolta la particella gialla, la particella rossa di allontana e si disperde nello spazio circostante.

Se viene tolta la particella blu, la particella rossa esplode.

Se viene tolta la particella rossa, le particelle gialla e blu si fondono tra loro e si trasformano in un quark down che si disperde nello spazio circostante.

 

TESI

Se uno o più degli esperimenti che ho poc’anzi proposto – e/o altri esperimenti che verranno effettuati – confermeranno la validità delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica delle particelle sub-atomiche.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTA A PIE’ DI PAGINA

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.