Ipotesi sui viaggi nei tunnel spazio – temporali

Questo articolo contiene delle ipotesi sui viaggi nei tunnel spazio – temporali.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque.[1]

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

INTRODUZIONE

L’11 febbraio 2021, ho visto la puntata “Alla ricerca dei buchi bianchi” della serie televisiva “Universo ai raggi X”.[2]

Nella puntata in parola, tra l’altro, si parla della teoria secondo la quale un buco nero e un buco bianco potrebbero essere collegati tramite un tunnel spazio – temporale.[3] [4]

Si afferma, inoltre, che esso potrebbe essere attraversato per giungere in un altro luogo dell’universo e forse anche in un tempo diverso rispetto a quello di partenza.

Riflettendo sul contenuto ora esposto, pensavo che, per poter attraversare un tunnel spazio – temporale, è necessario prima entrarci.

Per entrare dalla parte di un buco nero, è necessario affrontare la disgregazione della materia da esso operata, mentre, per entrare dalla parte di un buco bianco, sarebbe necessario affrontare l’imponente espulsione di materia ed energia che da esso promana.

Quale oggetto – con o senza pilota senziente – potrebbe affrontare con successo queste forze?

 

IPOTESI

Continuando a riflettere su tutto questo mi sono domandato: perché, per viaggiare nell’universo, si dovrebbe andare alla ricerca di un ipotetico tunnel spazio – temporale dentro un buco nero o dentro un buco bianco?, non sarebbe meglio viaggiare nell’universo creando un tunnel spazio – temporale artificiale e stabile?

Per rispondere a questa seconda domanda, ipotizzo di piegare lo spazio – tempo attorno a un vettore in modo che quest’ultimo venga attratto all’interno della piega spazio – temporale così generata come avviene quando si mette in funzione un’aspirapolvere.

Per generare la piega nel tessuto dello spazio – tempo, ipotizzo di usare l’elettro-magnetismo generato da un plasma freddo e confinato.

Mi spiego meglio.

 

Il plasma è gas ionizzato[5], cioè carico elettricamente.

Uno dei progetti più noti, oggi in fase di studio, si prefigge di usare il plasma per generare energia elettrica tramite la fusione nucleare.[6]

In questo caso, l’ostacolo da superare è la gestione delle radiazioni prodotte e delle temperature assai elevate che il plasma deve raggiungere e mantenere perché si abbia una reazione di fusione nucleare stabile e prolungata nel tempo.[7]

 

Per generare la piega nel tessuto dello spazio – tempo evitando questi problemi, ipotizzo di usare un campo magnetico per sottrarre un elettrone dal livello più esterno di uno dei gas nobili[8]: l’argon.[9]

Se nel campo magnetico vengono fatti rimanere gli elettroni sottratti, ipotizzo che il campo magnetico sia il seguente:

½ d al quadrato . [2a . (3 b/k)] = 2m . a + [(a / b al quadrato) . (3/2 m k)]

Se gli elettroni sottratti non vengono fatti rimanere nel campo magnetico, ipotizzo che quest’ultimo sia il seguente:

2 d al quadrato . (sopra la linea di frazione 2a . 3b sotto la linea di frazione k) = 2 (m . a) al quadrato + (a/b . 3 m k) al quadrato

Il primo dei due è più stabile e richiede una minore quantità di energia.

Per riportare il gas al suo stato inerte, è sufficiente immettere nuovamente in esso gli elettroni in precedenza sottratti.

 

Ipotizzo che l’argon così ionizzato generi un campo magnetico confinato di questo tipo:

a . k al quadrato – [(sopra la linea di frazione 2 n/b sotto la linea di frazione a al quadrato) + (2 b/2 . k al quadrato)] . (a/2) . b al quadrato

Tramite la conduzione magnetica del campo verso l’esterno del vettore, ipotizzo che lo spazio – tempo intorno a quest’ultimo possa essere curvato.

Ipotizzo che la diffusione del campo vada limitata a pochi centimetri dalla superficie esterna del vettore tramite la magnetizzazione capillare di quest’ultima con un elemento a polarizzazione opposta rispetto a quella del campo.[10]

 

Ipotizzo che la piega dello spazio – tempo attorno al vettore sia direttamente proporzionale alla intensità nel campo generato e che il vettore, attratto nella piega in parola, sia in grado di viaggiare nello spazio.

 

TESI

Se uno o più degli esperimenti che verranno effettuati confermeranno la validità di una o più delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[2] Titolo originale “Strip the Cosmos” stagione 4, episodio 2: “Hunting White Holes”.

In inglese: https://trakt.tv/shows/strip-the-cosmos/seasons/4/episodes/2

In italiano: https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/universoairaggix4/alla-ricerca-dei-buchi-bianchi_F310519401000204

 

[3] “Un ponte di Einstein-Rosen o cunicolo spazio-temporale, detto anche wormhole (in italiano letteralmente “buco di verme”), è un’ipotetica caratteristica topologica dello spaziotempo.”

Cito da: https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Einstein-Rosen

 

[4] Nota 2, filmato in italiano, da 34’ 35’’ a 38’ 12’’.

 

[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Plasma_(fisica)

 

[6] “A differenza del progetto ITER, che ha lo scopo di dimostrare la possibilità di ottenere plasma in grado di sostenere la reazione di fusione nucleare per un tempo abbastanza lungo (1000 s), lo scopo principale del progetto DEMO è quello di dimostrare esplicitamente la possibilità di generare energia elettrica tramite reazioni di fusione nucleare.

Lo scopo di DEMO è di dimostrare la possibilità di produrre energia elettrica dalla reazione di fusione nucleare, mentre dimostrare l’economicità di questa forma di produzione di energia è lasciato a successive filiere di reattori.”.

Cito da: https://it.wikipedia.org/wiki/DEMO

 

[7] “The materials nuclear design requirements and the effects of radiation damage are briefly analysed with emphasis on a pulsed ‘low extrapolation’ system, which is being used for the initial design integration studies, based as far as possible on mature technologies and reliable regimes of operation (to be extrapolated from the ITER experience), and on the use of materials suitable for the expected level of neutron fluence. The main technical issues arising from the plasma and nuclear loads and the effects of radiation damage particularly on the structural and heat sink materials of the vessel and in-vessel components are critically discussed. The need to establish realistic target performance and a development schedule for near-term electricity production tends to favour more conservative technology choices. The readiness of the technical (physics and technology) assumptions that are being made is expected to be an important factor for the selection of the technical features of the device.”

Cito da: European DEMO design strategy and consequences for materials, G. Federici et al 2017 Nucl. Fusion 57 092002.

 

View the article online for updates and enhancements on:

Visualizzate l’articolo online per aggiornamenti e miglioramenti su:

https://iopscience.iop.org/article/10.1088/1741-4326/57/9/092002#back-to-top-target

 

[8] https://it.wikipedia.org/wiki/Gas_nobili

 

[9] https://it.wikipedia.org/wiki/Argon

 

[10] Per impedire che la partenza del vettore porti alla disgregazione dei suoi occupanti, è necessario che all’interno del vettore venga diffuso un campo magnetico biologicamente inerte, con una polarizzazione uguale a quella del campo magnetico esterno al vettore.

Sulla preconizzazione dello smorzatore inerziale nella serie televisiva di fanta-scienza Star Trek si veda: https://it.wikipedia.org/wiki/Smorzatore_inerziale 

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito www.giorgiocannella.com

Gestione e aggiudicazione di un asteroide

Supponiamo che un asteroide sia in rotta di collisione con la Terra.

Supponiamo inoltre che si intervenga sull’asteroide in modo da evitare un impatto catastrofico e farlo atterrare in un luogo desiderato.

Penso che si dovranno applicare le seguenti regole.

 

1

L’obiettivo primario è cercare di salvare vite umane quanto più è possibile.

 

2

Sull’asteroide e nel luogo di impatto vengono effettuate prima le rilevazioni di potenziali pericoli e la messa in sicurezza, poi si procede con gli esami e con il prelievo di campioni a fini scientifici, successivamente ha luogo la visita del luogo aperta al pubblico organizzata e guidata, infine l’impiego dell’asteroide a qualsiasi scopo.

 

3

L’esame e il prelievo di campioni non devono essere svolti in modo tale da evitare per se stesso e/o per altri[1] o comunque in modo da vanificare[2] l’applicazione di quanto previsto per l’aggiudicazione dell’impiego dell’asteroide.

 

4

Affinché l’aggiudicazione dell’impiego dell’asteroide avvenga in modo legittimo e ordinato, in deroga a qualsiasi previsione contraria, si procede nel modo seguente.

L’asteroide viene diviso in parti che sono:

  • non più grandi di un millesimo dell’asteroide;
  • ciascuna parte deve essere composta per non meno dell’80% da una delle seguenti categorie: un solo elemento chimico, solfuri, alogenuri, ossidi, carbonati, solfati, fosfati, silicati.

Ciascuna parte così ottenuta viene aggiudicata in una pubblica asta, in inglese, via internet, alla quale possono partecipare solo gli Stati membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. 

I proventi dell’asta sono interamente attribuiti allo Stato sul cui territorio l’asteroide ha terminato la sua corsa.

 

5

La divisione dell’asteroide in parti avviene a cura dello Stato sul cui territorio l’asteroide ha terminato la sua corsa e/o a cura di persone fisiche e/o giuridiche incaricate dal medesimo Stato.

Se l’asteroide ha terminato la sua corsa nel territorio di più di uno Stato, si divide l’asteroide tra essi secondo la linea di confine riconosciuta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e si procede come è stato detto fin qui.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Ad esempio, Tizio preleva dieci chilogrammi di quanto interessa a se stesso e/o ad altri.

 

[2] Ad esempio, data la presenza del materiale “x” in quantità pari a undici chilogrammi, Tizio preleva dieci chilogrammi del materiale “x”.

Ipotesi sulla crescita dell’universo

Questo articolo ipotizza perché l’universo e i funghi mucillaginosi sulla Terra crescono secondo percorsi analoghi.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque.[1]

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

IPOTESI

Il 21 gennaio 2021, ho visto la puntata “Dentro la grande muraglia dello spazio” della serie televisiva “Universo ai raggi X”.[2]

Nella puntata in parola viene descritto un super ammasso di galassie[3] osservato a sei miliardi di anni luce di distanza dalla Terra.

Tra l’altro, viene fatto un parallelo tra la struttura delle galassie che lo compongono e la struttura di un fungo mucillaginoso unicellulare presente sulla Terra e ci si chiede perché l’universo e i funghi mucillaginosi sulla Terra crescono secondo percorsi analoghi.[4]

Ipotizzo che la risposta possa essere formalizzata come segue:

½ . 2 k . (linea di frazione base) (sopra c’è un’altra linea di frazione) (sopra quest’ultima) 1 / k . a (sotto quest’ultima) 2 b al quadrato / ½ k (sotto la linea di frazione base c’è (3 / 2 b) . (sopra la linea di frazione) 9 a . 2 b al quadrato (sotto la linea di frazione) (k – a) . 3/2 b al quadrato

 

ESPERIMENTO

Per la verifica sperimentale dell’ipotesi che ho ora formulato, propongo di effettuare il seguente esperimento.

Dopo avere trovato e verificato l’algoritmo con il quale cresce il fungo mucillaginoso sulla Terra e l’algoritmo con il quale cresce l’universo, si metta un fungo mucillaginoso in coltura sia sulla Terra sia in un ambiente quanto più possibile simile allo spazio interstellare.

Si usi la formalizzazione matematica espressa poc’anzi nel paragrafo “IPOTESI” per fare il raffronto tra l’algoritmo di crescita dell’universo e quello di crescita del fungo mucillaginoso in ciascuno dei due ambienti.

Ipotizzo che le discrepanze rilevate possano essere utili per la misurazione delle variabili di sistema (gravità, temperatura, pressione, etc.).

 

TESI

Se uno o più degli esperimenti che verranno effettuati confermeranno la validità di una o più delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo dell’astrofisica.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[2] Titolo originale “Strip the Cosmos” stagione 4, episodio 6: “Inside Space’s Great Wall”.

In inglese: https://trakt.tv/shows/strip-the-cosmos/seasons/4/episodes/6

In italiano: https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/universoairaggix4/dentro-la-grande-muraglia-dello-spazio_F310519401000604

 

[3] Denominato “Grande Muraglia BOSS” https://it.wikipedia.org/wiki/BOSS_Great_Wall

 

[4] Nota 2, filmato in italiano, da 29’ 10’’ a 34’ 20’’.

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito www.giorgiocannella.com

Il vicolo cieco

È possibile che la fisica entri in un vicolo cieco?

In caso affermativo, come può uscirne?

Approfondisco qui di seguito le criticità e la possibile soluzione delle quali ho parlato nell’articolo “La nuova fisica”.[1]

 

 

I PROBLEMI ANCORA IRRISOLTI

 

Sebbene siano passati quasi quattro anni dalla pubblicazione di “La nuova fisica”, le criticità lì messe in luce non hanno ancora una soluzione.

 

Il primo grave problema è nella fisica cosmologica.

Infatti, a oggi non sono ancora a conoscenza di una spiegazione di come funzioni tecnicamente la forza di gravità.[2]

Questa mancata spiegazione è particolarmente grave perché la forza di gravità viene usata per elaborare il modello di universo oggi più accreditato.[3]

Come è possibile usare la forza di gravità per elaborare un modello di universo, se non si conosce come funziona tecnicamente la forza di gravità?

 

Un altro grave problema è nella fisica delle particelle sub-atomiche.

Il modello così detto standard comprende le interazioni forte, elettromagnetica e debole, ma non l’interazione gravitazionale.[4]

Se la fisica è la scienza che studia il comportamento della materia e l’interazione gravitazionale è un dato di fatto del comportamento della materia – acquisito anche nel sapere dei non fisici -, come si può accogliere un modello delle particelle sub-atomiche e delle interazioni fondamentali che escluda l’interazione gravitazionale?

 

Il terzo grave problema riguarda la fisica fondamentale.

Non sono a conoscenza di una spiegazione del perché il campo del bosone di Higgs, nel vuoto – cioè in stato di non eccitazione –, abbia un valore di 250 GeV.[5] [6]

Questa mancata spiegazione è assai rilevante se si pensa che il bosone di Higgs dovrebbe essere la particella sub-atomica che conferisce la massa alle particelle elementari, ovvero, dà consistenza alla materia.[7]

Come si può sostenere che il bosone di Higgs sia la particella sub-atomica che conferisce la massa alle particelle elementari se non si conoscono la natura fisica e il funzionamento tecnico del bosone di Higgs?

 

Il quarto grave problema è nella coerenza tra le affermazioni della fisica in due campi diversi.

Il citato valore del campo del bosone di Higgs è un ostacolo alla elaborazione di un modello fisico-matematico che possa descrivere la gravità in maniera compatibile con la meccanica quantistica.

Il problema che emerge da questi dati può essere spiegato nei termini seguenti: è come comparare un elefante (la gravità) con una cellula umana (la fisica quantistica).

Per tenerli in equilibrio ci vorrebbe una leva nella quale il fulcro disti dall’elefante quanto una cellula umana e la cellula umana disti dal fulcro quanto la distanza che c’è tra il Sole e Plutone.[8]

 

 

LA GRAVITA’ DEL PROBLEMA

 

Attenzione, non sto dicendo che è sbagliato formulare delle teorie che spieghino più eventi della fisica.

Sto dicendo che è sbagliato farlo senza avere prima consolidato scientificamente le basi sulle quali quelle teorie poggiano.

 

Agendo in questo modo infatti, anche se si giunge a fare nuove scoperte, vi sono due problemi.

Primo, si è portati a leggere le nuove scoperte nel modo utile a confermare l’ipotesi.

La mancanza di una base scientificamente consolidata impedisce di confutare questa lettura.

Secondo, non si possono fare delle affermazioni tra loro congruenti.

La mancanza di una base scientificamente consolidata fa in modo che le nuove affermazioni contrastino con quello che già si conosce al punto che esse non sono un progresso nel sapere, ma delle affermazioni paradossali.

 

È il caso dei problemi che ho poc’anzi esposto.

Prendiamo il primo problema.

Chi può confutare un modello di universo basato sull’interazione gravitazionale se nessuno conosce il funzionamento tecnico dell’interazione gravitazionale?

Prendiamo il secondo problema.

Come ho detto poc’anzi, come si può accogliere un modello delle particelle sub-atomiche e delle interazioni fondamentali che escluda l’interazione gravitazionale?

 

 

LA RADICE DELL’ERRORE

 

Salvo errori od omissioni da parte mia, i problemi che ho ora esposto sono di una gravità tale da meritare una pausa di riflessione da parte di tutti gli addetti ai lavori.

 

Non ritengo possibile che studenti, laureati, dottorandi, ricercatori, professori e premi Nobel nel campo della fisica non si rendano conto che i problemi che ho ora esposto minano la congruenza delle affermazioni della fisica.

 

La mia opinione è che i soggetti ora elencati siano vittime della loro stessa passione per la fisica.

Mi spiego meglio.

 

Un essere umano non è una macchina.

La possibile conquista di nuovo sapere con la notorietà che essa comporta provoca nel cervello umano uno stato eccitazione che dà un senso di grande benessere.

Questo stato si alimenta di se stesso.

Si rimane eccitati se si continua a svolgere l’attività eccitante.

Al contrario, consolidare scientificamente il terreno sul quale le teorie si poggiano è un’attività necessaria, ma non è un’attività eccitante.

 

È possibile che il desiderio di conoscere e di scoprire – molla del progresso del sapere in tutti i campi – abbia eccitato gli addetti ai lavori nella fisica al punto tale da portarli a compiere il passo più lungo della gamba: fare delle affermazioni senza avere prima consolidato con metodo scientifico le basi sulle quali quelle affermazioni poggiano.

 

È umano essere appassionati del proprio campo del sapere al punto tale da non vedere dove si mettono i piedi.

È utile in questo caso avere qualcuno che riporti l’attenzione di tutti sul pavimento prima di inciampare e cadere.

 

 

UNA POSSIBILE SOLUZIONE

 

Come gestire la situazione data, ad esempio, dal primo problema?

Si rinuncia a formulare un’ipotesi sul modello di universo?

No, perché la formulazione di ipotesi è il primo passo del metodo scientifico: ipotesi, esperimento, tesi.

Si costruisce un modello di universo prescindendo dalla interazione gravitazionale?

No, perché essa è un dato di fatto del comportamento della materia nell’universo che conosciamo.

E allora?

Come si esce da questo vicolo cieco?

 

Nell’unico modo possibile: tornando indietro.

Prima ci si dedica a consolidare scientificamente la base – il funzionamento tecnico dell’interazione gravitazionale – e poi si formulano una o più ipotesi che poggiano su quella base.

 

Chiarito questo mi domando: quando si è passati dalla fisica condotta un passo dopo l’altro alla fisica condotta facendo il passo più lungo della gamba?

 

Penso che questa fuga in avanti sia iniziata con la formulazione delle teorie che comprendono molte delle nozioni di fisica fondamentale fino ad allora possedute, senza avere prima consolidato scientificamente le basi sulle quali queste teorie poggiano.

 

 

TESI

 

È necessario quindi che la fisica riprenda il cammino dagli anni 60 del ventesimo secolo e proceda al consolidamento, con metodo scientifico, delle basi sulle quali ogni affermazione si poggia.

 

Solo in questo modo la fisica uscirà dal vicolo cieco nel quale ora si trova e del quale sono espressione i problemi che ho elencato all’inizio di questo articolo.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Nell’articolo “La nuova fisica” – pubblicato il 10 dicembre 2016 all’indirizzo https://giorgiocannella.com/index.php/2016/12/10/la-nuova-fisica/ – ho descritto come è nato il mio interesse a formulare delle ipotesi nel campo della fisica e ho offerto altresì una possibile via da percorrere.

 

Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[2] Si badi bene: ho scritto “come funzioni tecnicamente” e non “come possa essere calcolata”.

Su questo argomento rinvio al già citato articolo “La nuova fisica” – pubblicato il 10 dicembre 2016 all’indirizzo https://giorgiocannella.com/index.php/2016/12/10/la-nuova-fisica/ .

 

[3] “La teoria più moderna dell’Universo oscillante, basata sulla cosmologia quantistica, sostiene che questo processo si ripeterà, attraverso il meccanismo del Grande Rimbalzo (Big Bounce), ma solo se la forza di gravità supererà l’energia oscura (o se l’energia oscura non esistesse). Molti esperti di gravità quantistica concordano col Big Bounce.”.

Cito da: https://it.wikipedia.org/wiki/Universo_oscillante .

 

Big Bounce (in inglese “Grande Rimbalzo”), è una teoria cosmologica elaborata dal fisico tedesco Martin Bojowald, esperto di gravità e cosmologia quantistiche, e dal suo team della Pennsylvania State University, e pubblicata nel luglio 2007 su Nature Phisics online.”.

Cito da: https://it.wikipedia.org/wiki/Big_Bounce .

 

[4]Il Modello standard (MS) è la teoria fisica che descrive tre delle quattro interazioni fondamentali note: le interazioni forte, elettromagnetica e debole (le ultime due unificate nell’interazione elettrodebole) e tutte le particelle elementari ad esse collegate.

 

Basato sulla teoria quantistica dei campi, matematicamente è una teoria di gauge non abeliana (teoria di Yang-Mills), rinormalizzabile e coerente con la relatività ristretta.

 

Le sue previsioni sono state in larga parte verificate sperimentalmente con un’ottima precisione ed esso rappresenta l’attuale modello teorico di riferimento delle forze fondamentali. Tuttavia presenta vari aspetti di incompletezza; in particolare, non comprendendo l’interazione gravitazionale, per la quale non esiste ad oggi una teoria quantistica coerente, non costituisce quella teoria del tutto obiettivo del sapere fisico.

Cito da: https://it.wikipedia.org/wiki/Modello_standard

 

[5] Notte europea dei ricercatori 2016,

Università degli studi Roma Tre,

Dipartimento di matematica e fisica,

lezione pubblica “LHC – Dal bosone di Higgs alla Nuova Fisica: cosa ci sta svelando lo strumento scientifico più potente al mondo”,

tenuta dal ricercatore dottor Biagio Di Micco nei locali dell’Università in Roma, Largo San Leonardo Murialdo, n. 1, dalle 22.00 alle 23.00 del 30 settembre 2016.

Il dottor Di Micco citava misurazioni effettuate nei laboratori del CERN di Ginevra.

 

Ringrazio la Commissione dell’Unione Europea, l’Università Roma Tre, il Dipartimento di matematica e fisica dell’Università Roma Tre, il dottor Biagio Di Micco e tutti coloro che rendono possibile offrire degli eventi di divulgazione scientifica chiari e interessanti al pubblico dei non addetti ai lavori come me.

 

[6]In fisica l’elettronvolt (simbolo eV) è un’unità di misura dell’energia, molto usata in ambito atomico e subatomico. Viene definito come l’energia guadagnata (o persa) dalla carica elettrica di un singolo elettrone, quando viene mosso nel vuoto tra due punti di una regione in cui ha sede un potenziale elettrostatico, tra i quali vi è una differenza di 1 volt.”.

 

Il gigaelettronvolt (simbolo GeV) è un multiplo dell’elettronvolt (1 GeV = 109 eV).

Cito da: https://it.wikipedia.org/wiki/Elettronvolt .

 

[7] “Il bosone di Higgs è un bosone elementare, massivo e scalare associato al campo di Higgs, che svolge un ruolo fondamentale nel Modello standard conferendo la massa alle particelle elementari. Inoltre il bosone di Higgs garantisce la consistenza della teoria, che senza di esso porterebbe a un calcolo di probabilità maggiore di uno per alcuni processi fisici.

 

Fu teorizzato nel 1964 e rilevato per la prima volta nel 2012 negli esperimenti ATLAS e CMS, condotti con l’acceleratore LHC del CERN[1]. Nel 2013 Peter Higgs e François Englert sono stati insigniti del premio Nobel per la fisica per la sua scoperta.” (il sottolineato è mio)

 

Nota 1

^ ATLAS – Observation of a New Particle in the Search for the Standard Model Higgs Boson with the ATLAS Detector at the LHC (PDF), su arxiv.org. URL consultato il 09-03-2013.

Cito da: https://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs

 

[8] L’esempio che riporto è stato esposto dal dottor Biagio Di Micco durante la lezione che ho citato nella nota 5 di questo articolo.

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito www.giorgiocannella.com

https://orcid.org/0000-0002-9912-6273

Ipotesi sul funzionamento del bosone di Higgs – parte II^

 

INTRODUZIONE

Questo articolo è la parte II^ dell’articolo con il medesimo titolo che ho pubblicato il 22 febbraio 2018.[1]

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque.[2]

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

IPOTESI

Come ho ipotizzato nella parte I^ di questo articolo, il bosone di Higgs funziona in modo simile a un regolatore di tensione elettrica.

Dati per eseguiti gli esperimenti che ho proposto nella parte I^, passo ora a trarne le conclusioni.

 

Domanda

Che tipo di regolatore di tensione è il bosone di Higgs: elettronico?, elettro-meccanico?, automatico?[3]

Risposta

Il bosone di Higgs è un regolatore di tensione di tipo automatico.

 

Domanda

Che tipo di regolatore di tensione automatico è il bosone di Higgs: attivo o passivo?[4]

Risposta

Il bosone di Higgs è un regolatore di tensione automatico di tipo attivo.

 

Domanda

Che tipo di regolatore di tensione automatico attivo è il bosone di Higgs: lineare?, di commutazione?, SCR?, ibrido?[5]

Risposta

Il bosone di Higgs è un regolatore di tensione automatico, attivo, di commutazione.

 

Domanda

Il bosone di Higgs è un regolatore di tensione per corrente alternata[6] o per corrente continua[7]?

Risposta

Il bosone di Higgs è un regolatore di tensione sia per corrente alternata, sia per corrente continua.

 

Domanda

Che tipo di regolatore di tensione per corrente alternata è il bosone di Higgs: con rotazione a bobina?, elettro-meccanico?, di tensione statica PWM?, a tensione costante?, elettro-chimico?[8]

Risposta

Il bosone di Higgs è un regolatore di tensione per corrente alternata di tipo elettro-chimico.

 

Domanda

Che tipo di regolatore di tensione per corrente continua è il bosone di Higgs?[9]

Risposta

Su questo dovrò scrivere la parte III^ di questo articolo.

 

TESI

Se uno o più degli esperimenti che ho proposto – e/o altri esperimenti che verranno effettuati – confermeranno la validità di una o più delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica delle particelle sub-atomiche.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Nell’articolo “La nuova fisica” – pubblicato il 10 dicembre 2016 all’indirizzo https://giorgiocannella.com/index.php/2016/12/10/la-nuova-fisica/ – ho descritto come è nato il mio interesse a formulare delle ipotesi nel campo della fisica e ho offerto altresì una possibile via da percorrere.

Nell’articolo “Ipotesi sulla funzione e sulla struttura del bosone di Higgs” – pubblicato il 28 agosto 2017 all’indirizzo https://giorgiocannella.com/index.php/2017/08/28/funzione-e-struttura-del-bosone-higgs/ – ho formulato delle ipotesi sulla funzione (vale a dire, a che cosa serve) e sulla struttura (vale a dire, come è fatto) del bosone di Higgs.

Nella parte I^ di questo articolo – pubblicata il 22 febbraio 2018 all’indirizzo https://giorgiocannella.com/index.php/2018/02/22/ipotesi-funzionamento-bosone-di-higgs/ – ho formulato delle ipotesi su come funziona il bosone di Higgs e ho proposto degli esperimenti al riguardo.

 

[2] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[3] Voltage regulator (regolatore di tensione): https://en.wikipedia.org/wiki/Voltage_regulator

 

[4] La differenza tra regolatori di tensione attivi e passivi:

https://en.wikipedia.org/wiki/Voltage_regulator#Active_regulators

 

[5] I tipi di regolatore di tensione automatico:

https://en.wikipedia.org/wiki/Voltage_regulator#Automatic_voltage_regulator

 

[6] Corrente alternata: https://it.wikipedia.org/wiki/Corrente_alternata

 

[7] Corrente continua: https://it.wikipedia.org/wiki/Corrente_continua

 

[8] Alcuni tipi di regolatore di tensione per corrente alternata:

https://en.wikipedia.org/wiki/Voltage_regulator#AC_voltage_stabilizers

 

[9] Alcuni tipi di regolatore di tensione per corrente continua:

https://en.wikipedia.org/wiki/Voltage_regulator#DC_voltage_stabilizers

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito www.giorgiocannella.com

https://orcid.org/0000-0002-9912-6273

Poveri nella grotta di Alì Babà

Ieri mattina sono andato al Passo del Moncenisio.

Sul versante francese c’è un lago artificiale che alimenta una centrale idroelettrica.

Il lago è circondato da un prato senza alberi.

Il Colle del Moncenisio, panoramica
Credits image: https://www.wikiwand.com/it/Colle_del_Moncenisio

 

 

 

 

 

Nel 1971, è stato piantato il Giardino del Moncenisio con molte piante della zona alpina.

Giardino botanico presso la Piramide
Credits image: https://www.wikiwand.com/it/Colle_del_Moncenisio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È stata edificata una chiesa in cemento armato a forma di piramide e, nei pressi, dei bagni pubblici.

La piramide-chiesa
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La chiesa è officiata da una comunità di suore che alloggia in stanze sul retro della chiesa.

Sono state edificate tre strutture turistiche (ristoranti e luoghi di soggiorno) ed è stato tracciato il sentiero che costeggia il lago.

Quando vi sono stato, il luogo era frequentato da molte persone tra chi prendeva il sole, chi passeggiava e chi si aggirava per il giardino.

Un luogo senza alcuna attrattiva è divenuto un luogo piacevole e invitante.

Questa mattina un amico mi ha portato a vedere la Torre Delfinale di Oulx.

È datata 1350-1370.

La struttura esterna (mura e merlatura) della Torre è ancora intatta, gli interni sono stati restaurati.

Si pensa che fu edificata per testimoniare il potere del Delfino del re di Francia in alta Val di Susa.

La Torre si raggiunge percorrendo un vicolo del Borgo antico di Oulx dove io non sarei mai entrato perché è stretto, buio e senza alcuna indicazione che parli della Torre.

Attorno alla torre ho trovato dei resti di deiezioni dei cani, nonostante un cartello vieti di abbandonarle sul posto.

Un prato leggermente in pendenza verso la Torre non era accessibile perché recintato.


Le potenzialità della Torre sono consistenti:

– struttura di accoglienza turistica;

– sosta all’interno di un percorso storico artistico nel Borgo vecchio di Oulx: palazzi, chiese e strutture del passato da visitare anche al loro interno (mi è stato detto che alcune case del Borgo antico di Oulx hanno degli splendidi affreschi al loro interno);

– testimonianza di storia locale e di architettura medievale da scoprire accompagnati da una guida;

– ubicazione per un punto vendita di cibi e artigianato locali ispirati al 1300: i cibi e le bevande prodotte a Oulx e dintorni ispirate a quello che si mangiava e beveva nel 1300, le ceramiche decorate come quelle che si facevano nel 1300, le statue di legno a soggetto religioso o laico lavorate a mano come avveniva nel 1300, et cetera;

– luogo di rappresentazione di testi teatrali e opere musicali del Medioevo con lo sfondo della scena teatrale costituito dalla Torre Delfinale opportunamente illuminata.

Mi è stato detto che, in passato, la Torre ha ospitato una mostra di artisti piemontesi contemporanei e che il prato attorno è stato l’ambientazione di alcune rappresentazioni teatrali e musicali.

Nulla di tutto questo era presente durante la mia visita, probabilmente a causa delle prescrizioni sanitarie di contrasto al Covid-19 Coronavirus.

Ciò non ostante, mi chiedo quante delle attività che ho elencato poc’anzi sono state realizzate negli scorsi anni e con quale frequenza?


Un moto di rabbia mi ha colto pensando al fatto che, mentre in Francia un luogo senza attrattive è stato lodevolmente trasformato in un luogo piacevole e accogliente, in Italia, un luogo con una Torre del 1350 con mura e merlatura ancora intatte e con potenzialità artistiche, turistiche e commerciali consistenti non è minimamente valorizzato.


Quanti altri luoghi così esistono in Italia?

Che senso ha lamentarsi della mancanza di opportunità di lavoro in Italia, se non valorizziamo le immense opportunità che ci offrono questi luoghi?

Mentre ci riflettevo, mi veniva in mente un’amara constatazione: la mancata valorizzazione delle innumerevoli potenzialità che l’Italia ci offre è il modo migliore per essere poveri nel Paese più bello e più ricco del mondo.

Poveri nella grotta di Alì Babà!

Democrazia sì, populismo no

 

Alcuni si chiedono se sia giusto ammettere dei non addetti ai lavori a esprimere il loro voto su questioni la cui soluzione richiede il possesso di specifiche competenze teoriche e/o tecniche.

Alcuni rispondono affermativamente affermando che in democrazia a ogni individuo corrisponde un voto.

Altri rispondono negativamente affermando che la democrazia non ha l’incompetenza tra le regole del suo funzionamento.

Chi ha ragione?

 

Iniziamo il cammino che ci porterà alla risposta tornando con il pensiero a una recente vicenda della storia politica italiana: il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.

In quella occasione, gli elettori furono chiamati a esprimere il loro voto su una proposta di modifica della Costituzione italiana.

Il dibattito precedente al voto divenne vivace quando il Capo del Governo italiano all’epoca in carica dichiarò che si sarebbe dimesso se il referendum avesse avuto esito negativo.

 

Riporto qui di seguito le scelte di voto manifestate in quella occasione da tre persone diverse.

Lo scopo che mi prefiggo non è quello di criticare chi espresse quelle opinioni, ma comprendere quale fu l’errore alla base del loro ragionamento.

Comprendere questi errori ci consentirà di avvicinarci alla risposta da dare alla domanda che è stata posta all’inizio di questo articolo.

 

Una persona disse che aveva votato negativamente al referendum perché era stata convinta da quanto aveva ascoltato da un uomo politico in televisione.

Questa persona non aveva fatto del diritto l’oggetto del suo studio e del suo lavoro.

Per tutta la sua vita, infatti, aveva con impegno e con fatica coltivato la terra e aveva a poco a poco edificato la sua casa.

L’errore che commise questa persona fu quello di esprimere un voto senza avere letto la proposta di modifica della Costituzione oggetto del referendum e senza avere verificato personalmente se quello che aveva ascoltato in televisione fosse vero o no.

 

Lo sbaglio commesso da questa persona è già stato messo in luce dal filosofo greco Aristotele.

Egli distinse le forme di governo buone da quelle cattive e affermò che il governo del popolo buono è la politìa, dalla parola greca politèia che significa Costituzione.

La politìa è il governo di molti a vantaggio di tutti.

Al contrario, il governo del popolo cattivo è la democrazia: il governo della plebe o dei poveri inteso come il dominio dei demagoghi.[1]

Non avere le competenze teoriche e/o tecniche necessarie per orientare il proprio voto e dare fiducia a quello che si ascolta senza averlo personalmente verificato, significa consegnare il proprio voto nelle mani dell’oratore più abile.

In questo modo, la democrazia diviene il governo dei demagoghi.

 

Un’altra persona disse che avrebbe votato negativamente al referendum perché desiderava le dimissioni del Capo del Governo italiano all’epoca in carica.

Questa seconda persona era un avvocato abilitato al patrocinio nelle giurisdizioni superiori.

Una terza persona disse che avrebbe votato negativamente al referendum a causa di errori presenti nel testo della proposta di modifica della Costituzione.

Questa persona svolgeva la docenza universitaria nella materia di diritto costituzionale italiano ed era interessata alla nomina a giudice della Corte costituzionale italiana.

Sebbene fossero due addetti ai lavori, queste due persone commisero l’errore di non tenere separati il dato personale e il dato oggettivo.

Il quesito referendario, infatti, non chiedeva agli elettori di esprimersi sulla simpatia o sulla capacità politica del Capo del Governo italiano allora in carica.

Parimenti, orientare la propria scelta di voto in base a un auspicato futuro professionale non aveva alcuna attinenza con il quesito posto dal referendum.

 

L’errore commesso da queste due persone ci porta al cuore della domanda che abbiamo posto all’inizio di questo articolo.

Se persino gli addetti ai lavori permettono al loro dato personale di sovrapporsi al dato oggettivo e di orientare in modo errato il ragionamento che li conduce al voto, allora chi può votare?

Per rispondere a questa domanda è necessario trovare una conciliazione tra le due affermazioni esposte all’inizio: in democrazia a ogni individuo corrisponde un voto, la democrazia non ha l’incompetenza tra le regole del suo funzionamento.

La conciliazione in parola viene ottenuta facendo un uso ragionato della tecnologia disponibile.

 

Un algoritmo è “un procedimento o programma che risolve una classe di problemi attraverso un numero finito di istruzioni elementari, chiare e non ambigue.”.[2]

Un algoritmo al quale sono state impartite istruzioni sui limiti ai quali si deve attenere e sulla realtà di fatto e di diritto da prendere in considerazione, è in grado di offrire una soluzione anche al quesito oggetto del referendum costituzionale italiano del 4 dicembre 2016.

La chiarezza e la non ambiguità delle istruzioni impartite all’algoritmo faranno in modo che esso non cada negli errori fatti dalle tre persone delle quali abbiamo parlato poc’anzi.

 

L’obiezione per la quale in questo modo non è più necessario chiedere il voto agli elettori viene superata con la previsione che gli elettori non devono svolgere il compito che può svolgere un algoritmo, ma andare oltre e battere l’algoritmo.

L’algoritmo ha un compito: elaborare una gran quantità di dati e offrire una soluzione.

Gli elettori hanno due compiti:

  • esaminare il procedimento seguito dall’algoritmo per escludere la presenza di errori,
  • migliorare la soluzione offerta dall’algoritmo con il contributo di intuizione e di adattamento alla realtà che la mente umana può offrire.

Mi spiego con un esempio.

Nel servizio di posta cartacea, l’essere umano si occupa sia di scrivere la lettera, sia di recapitarla.

Nel servizio di posta elettronica, il compito dell’essere umano non è recapitare la posta elettronica, di quello si occupa l’algoritmo; il compito dell’essere umano è scrivere la lettera con il contenuto che un individuo senziente può esprimere.

 

In questo modo, la democrazia non sarà più populismo né ricerca del bene individuale a danno del bene comune, ma solo politìa: il governo di molti a vantaggio di tutti.

 

Vi ringrazio del vostro tempo e della vostra attenzione.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Tra le molte fonti su questo argomento, qui mi limito a ricordare:

– Enrico Berti, Storia della filosofia. Antichità e Medioevo, Laterza, 1991,

    paragrafo Costituzioni e rivoluzioni, pagine 124-125;

– Enciclopedia Treccani, voce Democrazia, di Anna Lisa Schino – Enciclopedia dei ragazzi (2005),

    in: http://www.treccani.it/enciclopedia/democrazia_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/

 

[2] Cito da: https://it.wikipedia.org/wiki/Algoritmo

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito www.giorgiocannella.com

La Costituzione dell’Unione Europea

 

Gli Stati europei si trovano oggi di fronte all’alternativa che si presentò alle repubbliche marinare italiane dopo la scoperta del continente americano.

Se faranno la scelta sbagliata, si avvieranno verso lo stesso futuro: essere inglobati nella sfera di influenza di altri Stati.

 

Facciamo un passo indietro.

A partire dal Medioevo, alcune città portuali italiane aumentarono il loro volume di scambi fino al punto di ottenere autonomia politica e forte prosperità economica.

Le quattro di esse più conosciute sono: Amalfi, Genova, Pisa e Venezia.[1]

Questo articolo non è un saggio di storia e pertanto verrà presa in considerazione una macro-tendenza piuttosto che il lungo elenco di episodi della storia di ciascuna di esse.

 

A partire dalla scoperta del continente americano, il mar Mediterraneo perse importanza come centro dei commerci a favore dell’oceano atlantico.

Le repubbliche marinare italiane non si unirono per formare un centro di interessi e di potere in grado di competere con gli Stati europei attivi nella colonizzazione delle Americhe.[2]

Finirono per perdere la loro indipendenza e, come abbiamo detto, entrarono a far parte del territorio di altri Stati.

 

Oggi gli Stati europei non sono in grado di competere da soli con il complesso dei fattori economici, militari e politici che caratterizzano le nazioni più importanti sulla scena mondiale.

Per rendercene conto, poniamoci delle domande.

Che cosa è l’Italia da sola in confronto all’India?

Che cosa è la Spagna da sola in confronto al Brasile?

Che cosa è la Francia da sola in confronto agli Stati Uniti d’America?

Che cosa è la Gran Bretagna da sola in confronto al Giappone?

Che cosa è la Germania da sola in confronto alla Cina?

Che cosa sono gli Stati dell’Europa orientale singolarmente considerati in confronto alla Russia?

 

La realtà dei fatti va guardata in faccia, anche quando è amara.

L’amore e il patriottismo che ciascun cittadino degli Stati europei può provare per il suo Paese non cambia il pesante squilibrio a favore delle altre nazioni che ho ora nominato.

 

Stando così le cose, gli Stati europei devono scegliere:

  • o si estinguono come soggetti di diritto internazionale pubblico per devolvere la loro sovranità all’Unione Europea costituita come Strato federale e democrazia rappresentativa;
  • oppure entrano a far parte della sfera di influenza economica e politica di altri Stati più forti, esattamente come è successo alle repubbliche marinare italiane.

 

Io non prevedo il futuro, ma è sufficiente raffrontare la posizione geografica le risorse economiche dei Paesi europei con gli interessi economico e politico di alcune delle nazioni oggi più dinamiche per ipotizzare una ripartizione dei primi secondo le seguenti sfere di influenza:

  • il Brasile e l’America Latina che desiderano la penisola iberica come approdo logistico per il trasporto delle loro merci e come luogo di trasformazione delle loro materie prime in prodotti finiti da commerciare sul mercato europeo;[3]
  • la Cina che ambisce all’Italia, alla Grecia, ai Balcani occidentali e alle Nazioni insulari del Mediterraneo per lo sbocco dei propri prodotti in Europa;
  • la Russia che offre ai Paesi dei Balcani orientali, dell’Europa orientale e della penisola scandinava un interessante sbocco dei loro prodotti nell’Unione economica euroasiatica in cambio dell’adesione alle sue linee di politica estera;
  • gli Stati Uniti d’America che vogliono una diretta influenza sulla Gran Bretagna, la Francia, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo e la Germania per non perdere ascendente sull’Europa e sul suo mercato, nonché per confrontarsi con una sorgente Cina e una risorgente Russia.

 

Pensate che questa sia fanta-politica estera?

Poniamoci delle domande riguardo al passato.

La repubblica marinara di Amalfi vi avrebbe creduto se, all’apice della sua potenza, le aveste detto che sarebbe diventata parte del Regno delle due Sicilie?

La repubblica marinara di Pisa vi avrebbe mai dato ascolto se, all’apice della sua potenza, le aveste detto che sarebbe diventata parte del Gran Ducato di Toscana?

La repubblica marinara di Genova vi avrebbe mai preso sul serio se, all’apice della sua potenza, le aveste detto che sarebbe diventata parte del Regno di Sardegna?

La repubblica marinara di Venezia vi avrebbe mai considerato attendibili se, all’apice della sua potenza, le aveste detto che sarebbe diventata parte dell’impero austro-ungarico?

 

 

In conclusione, se pensate che quanto ho scritto sulla ripartizione dell’Europa in sfere di influenza non possa realizzarsi, non avete bisogno di proseguire nella lettura di questo articolo.

Se al contrario pensate che quanto ho scritto è uno scenario possibile, è necessario che i Paesi europei si uniscano per formare una nuova entità in grado di confrontarsi costantemente alla pari con i Paesi che ho citato.

Per fare questo è necessaria un’Unione Europea che sia uno Stato federale con, tra le altre, la competenza esclusiva in materia di politica estera.

L’Unione Europea che esiste oggi non è in grado di esprimere questa capacità perché i suoi Stati membri sono tutti Stati sovrani, Paesi membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali.

Per decidere di rinunciare alla soggettività di diritto internazionale pubblico è necessario che ciascuno Stato europeo comprenda che l’Unione Europea costituita come Stato federale è l’unica possibilità di realizzare i suoi interessi nazionali.

 

Il primo atto di questa nuova Unione Europea è la sua Costituzione.

 

Qui sotto allego il testo con la mia proposta di Costituzione dell’Unione Europea e vi chiedo di adoperarvi perché venga discussa e approvata.

 

Ringrazio tutti coloro che, con i loro suggerimenti, mi hanno permesso di migliorarne il testo.

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Per uno sguardo di assieme sulla storia delle repubbliche marinare si veda:

https://it.wikipedia.org/wiki/Repubbliche_marinare

 

[2] Per un riassunto della colonizzazione europea delle Americhe si veda:

https://it.wikipedia.org/wiki/Colonizzazione_europea_delle_Americhe

 

[3] A questo proposito non ho in mente il recente accordo Unione Europea – Mercosur concluso dopo venti anni di trattative.

 

 

COSTITUZIONE DELL’UNIONE EUROPEA                                                            

 

PREAMBOLO

 

I Paesi membri dell’Unione Europea decidono di stare insieme sulla base di questa Costituzione per sviluppare una coesione tra le loro culture e i loro stili di vita.

La coesione di cui al paragrafo precedente dovrà consistere in una pluralità di stili di vita, pensieri, parole e culture tutti ordinati al bene comune, al progresso della conoscenza, allo stabilimento di relazioni pacifiche con le altre Nazioni e culture e al miglioramento della qualità della vita nei Paesi membri dell’Unione Europea.

Quando la descritta coesione tra i Paesi membri dell’Unione Europea verrà raggiunta, essi si adopereranno per l’entrata in vigore di una nuova Costituzione.

Quest’ultima riguarderà tutte le nazioni e le culture presenti sul pianeta Terra e mirerà al raggiungimento, su scala mondiale, dei medesimi risultati che nel frattempo avranno raggiunto i Paesi membri dell’Unione Europea.

 

L’Unione Europea non può in alcun caso avere un solo soggetto al comando e/o in grado di paralizzare il funzionamento dell’Unione Europea.

L’unica eccezione è la dittatura concepita come l’omonima magistratura dell’antica Roma repubblicana.

La dittatura è un ufficio di diritto pubblico, attribuito a un solo soggetto, per la durata di tre mesi non prorogabili, durante i quali quello che l’incaricato decide viene fatto.

La dittatura viene attribuita con deliberazione del Parlamento dell’Unione Europea assunta con il voto favorevole di non meno dei sette decimi dei suoi membri.

L’ufficio di diritto pubblico della dittatura non può essere rinnovato alla sua scadenza.

Nessuno può essere dittatore a vita.

Allo scadere dell’incarico o dopo le dimissioni anticipate da parte dell’incaricato, l’operato di quest’ultimo è sottoposto al giudizio del Parlamento dell’Unione Europea.

 

Questa Costituzione struttura l’Unione Europea come un’organizzazione che funziona.

L’espressione “un’organizzazione che funziona” fa riferimento alla teoria della musica.

Come la teoria della musica impone delle regole per chi vuole comporre e/o suonare della musica, così questa Costituzione impone delle regole per il funzionamento dell’Unione Europea.

 

Questo preambolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

ORGANIZZAZIONE

 

Forma di governo

 

Articolo 1

1 – L’Unione Europea è uno Stato federale.

2 – La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti di questa Costituzione.

3 – Gli Stati membri dell’Unione Europea non sono soggetti di diritto internazionale pubblico.

4 – Per fare parte dell’Unione Europea, uno Stato deve estinguersi come soggetto di diritto internazionale pubblico e deve devolvere la soggettività in parola all’Unione Europea.

5 – L’Unione Europea esercita tutte le competenze che fanno capo ai suoi Stati membri a eccezione di quelle che gli Stati membri dell’Unione Europea, unanimemente fra loro, decidono di trattenere presso di sé.

 

Articolo 2

1 – La forma di governo dell’Unione Europea è la democrazia rappresentativa.

2 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 3

1 – Tutte le cariche, le funzioni, gli impieghi e gli incarichi a favore dell’Unione Europea sono servizi da rendere per il bene comune.

2 – Il bene comune è l’insieme delle condizioni materiali e non materiali necessarie o utili perché ogni individuo possa sviluppare se stesso.

 

Competenze

 

Articolo 7

1 – L’Unione Europea ha la competenza esclusiva nelle seguenti materie:

  • politica estera;
  • difesa e partecipazione alle missioni internazionali;
  • politica monetaria;
  • politica economica;
  • banche;
  • mercati finanziari;
  • unione doganale;
  • unione fiscale;
  • concorrenza necessaria al funzionamento del mercato interno;
  • politica commerciale nei confronti di soggetti diversi dagli Stati membri.

2 – Gli organi e gli istituti predisposti o integrati da ciascuno Stato membro dell’Unione Europea per i compiti previsti in questo articolo vengono rimodellati, riorganizzati e, se necessario, ridotti di numero e/o di personale da parte della Commissione dell’Unione Europea al fine di creare le strutture che l’Unione Europea dedica ai suoi compiti.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 8

L’Unione Europea esercita tutte le sue competenze con giustizia, equilibrio e una buona regolamentazione.

 

Articolo 9

1 – Tutte le funzioni amministrative relative alle materie sulle quali il Parlamento dell’Unione Europea legifera sono attribuite a soggetti diversi da quelli ai quali sono assegnate le funzioni amministrative relative alle competenze degli Stati membri dell’Unione Europea.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Il potere legislativo

 

Articolo 13

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea è eletto a suffragio universale, diretto, personale, uguale, libero e segreto dai cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea che abbiano compiuto il ventunesimo anno di età.

2 – Per poter votare ci si deve registrare.

3 – Sono salve le limitazioni all’elettorato attivo e/o passivo previste dalla legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

 

Articolo 14

Ciascuno Stato membro dell’Unione Europea elegge un numero di membri del Parlamento dell’Unione Europea in proporzione al numero di cittadini che lo Stato membro ha sul totale dei cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea.

 

Articolo 15

1 – Nessuno può essere membro a vita del Parlamento dell’Unione Europea.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 16

Ciascuno Stato membro dell’Unione Europea stabilisce le modalità di esercizio del voto e della candidatura per l’elezione dei membri del Parlamento dell’Unione Europea.

 

Articolo 17

1 – Le elezioni del nuovo Parlamento dell’Unione Europea hanno luogo entro settanta giorni dalla scadenza del mandato elettorale del precedente Parlamento dell’Unione Europea.

2 – La prima riunione del nuovo Parlamento dell’Unione Europea ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni dalle quali esso ha avuto il suo mandato elettorale.

3 – Il precedente Parlamento dell’Unione Europea rimane in carica finché non sia riunito il nuovo Parlamento dell’Unione Europea.

 

Articolo 18

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea esercita il potere legislativo in tutte le materie relative alle competenze dell’Unione Europea.

2 – L’iniziativa di legge compete a ciascun membro del Parlamento dell’Unione Europea, alla Commissione dell’Unione Europea, al Governo nazionale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

3 – I cittadini dell’Unione Europea esercitano l’iniziativa di legge mediante la proposta, da parte di almeno cinquecentomila elettori, di un progetto redatto in articoli.

4 – Il Parlamento dell’Unione Europea esercita altresì le funzioni attribuitegli da questa Costituzione.

 

Articolo 19

1 – La competenza legislativa concorrente è vietata.

2 – La competenza regolamentare esercitata da un soggetto diverso da quello che ha emanato l’atto al quale il regolamento si riferisce è vietata.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

4 – Questo articolo si applica anche agli Stati membri dell’Unione Europea.

5 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 20

1 – Non può essere sottoposta al voto finale di approvazione da parte del Parlamento dell’Unione Europea, e in ogni caso non può entrare in vigore, una legge priva di tutti i regolamenti attuativi che la riguardano in versione completa.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

3 – Questo articolo si applica anche agli organi dotati del potere legislativo negli Stati membri dell’Unione Europea.

4 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 21

1 – Può essere membro del Parlamento dell’Unione Europea solo una persona fisica con la cittadinanza di uno dei Paesi membri dell’Unione Europea.

2 – Il Parlamento dell’Unione Europea è composto da quattrocentonovantanove membri.

3 – Il comma 1 di questo articolo si applica anche ai membri del Parlamento nazionale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

4 – Ciascuno Stato membro dell’Unione Europea può scegliere di avere un numero di membri del Parlamento nazionale inferiore a quattrocentonovantanove.

5 – Il comma 1 di questo articolo si applica anche ai membri dei Parlamenti degli enti locali di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

6 – I membri dei Parlamenti degli enti locali di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea non possono essere più di ottanta.

7 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 22

1 – Il mandato elettorale di ciascun membro del Parlamento dell’Unione Europea dura cinque anni.

2 – Nessuno può essere membro del Parlamento dell’Unione Europea per più di due mandati elettorali consecutivi.

3 – Alla scadenza del mandato elettorale e, in caso di rielezione, alla scadenza del secondo mandato elettorale consecutivo, il mandato elettorale non è rinnovabile prima del decorso di un periodo di tempo pari a quello del mandato elettorale esercitato.

4 – Alla scadenza della legislatura decadono i mandati elettorali di tutti i membri del Parlamento dell’Unione Europea, a prescindere dalla durata di esercizio effettivo delle loro funzioni parlamentari durante la legislatura.

5 – Questo articolo si applica anche ai membri del Parlamento nazionale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea e ai membri dei Parlamenti degli enti locali di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

6 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 23

1 – I membri del Parlamento dell’Unione Europea hanno la stessa posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea nel quale si trovano.

2 – Nel caso in cui un membro del Parlamento dell’Unione Europea non si trovi nel territorio di un Paese membro dell’Unione Europea, esso ha la posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea del quale ha la cittadinanza.

3 – Nel caso in cui un membro del Parlamento dell’Unione Europea sia cittadino di più di un Paese membro dell’Unione Europea, si prende in considerazione solo la cittadinanza che, in ordine di tempo, è stata acquisita per prima.

4 – Questo articolo si applica anche ai membri del Parlamento nazionale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea e ai membri dei Parlamenti degli enti locali di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

5 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 24

Il Parlamento dell’Unione Europea adotta ogni decisione con una votazione.

 

Articolo 25

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea rende noto al pubblico gratuitamente per via telematica l’esito di ogni votazione per non meno di cinque anni dalla data della stessa, con l’indicazione del membro del Parlamento dell’Unione Europea e del voto espresso, compresa l’indicazione di ogni membro assente e/o astenuto.

2 – Questo articolo si applica anche ai membri del Parlamento nazionale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea e ai membri dei Parlamenti degli enti locali di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 26

1 – Ciascun Paese membro dell’Unione Europea stabilisce l’ammontare del compenso unico e onnicomprensivo che spetta a ciascun membro del Parlamento dell’Unione Europea che viene eletto nel suo territorio.

2 – Il comma 1 di questo articolo si attua attraverso un referendum popolare di tipo confermativo.

3 – Il referendum di cui al comma 2 di questo articolo è necessario anche per modificare il compenso di cui al comma 1 di questo articolo.

4 – I membri del Parlamento dell’Unione Europea ricevono il compenso disciplinato in questo articolo solo durante il loro mandato elettorale.

5 – Questo articolo si applica anche ai membri del Parlamento nazionale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea e ai membri dei Parlamenti degli enti locali di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

6 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 27

1 – I membri del Parlamento dell’Unione Europea contribuiscono al e beneficiano del regime generale della previdenza sociale del Paese membro dell’Unione Europea nel cui territorio sono stati eletti al pari dei comuni cittadini del medesimo Paese.

2 – I membri del Parlamento dell’Unione Europea contribuiscono al e beneficiano del sistema di assistenza sociale del Paese membro dell’Unione Europea nel cui territorio sono stati eletti al pari dei comuni cittadini del medesimo Paese.

3 – Questo articolo si applica anche ai membri del Parlamento nazionale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea e ai membri dei Parlamenti degli enti locali di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 28

1 – Ogni omessa partecipazione a una votazione da parte di un membro del Parlamento dell’Unione Europea comporta automaticamente la decurtazione del compenso di cui all’articolo 26, comma 1, pari all’uno per cento dello stesso.

2 – Il comma 1 di questo articolo non si applica in caso di assenza o di impedimento che siano riconosciuti validi e certificati dal presidente del Parlamento dell’Unione Europea e anche resi noti come prevede l’articolo 25.

3 – Questo articolo si applica anche ai membri del Parlamento nazionale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea e ai membri dei Parlamenti degli enti locali di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 29

Il Parlamento dell’Unione Europea stabilisce con regolamento interno: la propria unica sede; le norme per l’esercizio delle proprie funzioni; il codice etico di comportamento dei membri e dei dipendenti del Parlamento dell’Unione Europea con le relative sanzioni e il procedimento per applicarle; le commissioni parlamentari e gli uffici parlamentari, le loro funzioni, i loro poteri, la loro composizione e gli stipendi dei loro membri che non siano membri del Parlamento dell’Unione Europea; il periodo di tempo nel quale il Parlamento dell’Unione Europea non tiene seduta per consentire a ogni parlamentare di occuparsi del proprio collegio elettorale.

 

Articolo 30

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.

2 – A tele scopo nomina tra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi presenti in Parlamento.

3 – La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria del Paese membro dell’Unione Europea nel quale il Parlamento dell’Unione Europea si trova.

4 – Al fine di garantire l’efficacia dell’azione del Parlamento e di evitare qualsiasi occultamento di informazioni, al termine del suo lavoro la commissione di inchiesta trasmette alla magistratura tutti i fatti e i documenti dei quali è venuta in possesso e/o a conoscenza.

5 – La commissione di inchiesta trasmette senza indugio alla magistratura le notizie di reato attinenti a reati in corso di esecuzione o di prossima esecuzione.

 

Articolo 31

Il Parlamento dell’Unione Europea autorizza con legge la ratifica degli atti di diritto internazionale pubblico pattizio che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio o oneri alle finanze o modificazioni di leggi.

 

Il potere esecutivo

 

Articolo 35

La Commissione dell’Unione Europea esercita il potere esecutivo in tutte le materie nelle quali il Parlamento dell’Unione Europea legifera.

 

Articolo 36

1 – Può essere membro della Commissione dell’Unione Europea solo una persona fisica con la cittadinanza di uno dei Paesi membri dell’Unione Europea.

2 – Il Parlamento dell’Unione Europea elegge il presidente della Commissione dell’Unione Europea.

3 – La Commissione dell’Unione Europea dura in carica cinque anni ed è composta da un numero di commissari scelti e revocabili dal presidente della Commissione dell’Unione Europea.

4 – Il presidente della Commissione dell’Unione Europea può scegliere come commissario solo chi ha una competenza dimostrata nel settore al quale viene assegnato.

5 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni dei commi 1 e 4 di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 37

1 – I membri della Commissione dell’Unione Europea hanno la stessa posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea nel quale si trovano.

2 – Nel caso in cui un membro della Commissione dell’Unione Europea non si trovi nel territorio di un Paese membro dell’Unione Europea, esso ha la posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea del quale ha la cittadinanza.

3 – Nel caso in cui un membro della Commissione dell’Unione Europea sia cittadino di più di un Paese membro dell’Unione Europea, si prende in considerazione solo la cittadinanza che, in ordine di tempo, è stata acquisita per prima.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 38

Il presidente della Commissione dell’Unione Europea e ogni commissario, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento di fronte al Parlamento dell’Unione Europea.

 

Articolo 39

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea può votare la sfiducia a uno o più membri della Commissione dell’Unione Europea o all’intera Commissione dell’Unione Europea.

2 – L’approvazione della mozione di sfiducia di cui al comma 1 di questo articolo implica la decadenza automatica da tutte le funzioni svolte nella Commissione dell’Unione Europea.

 

Articolo 40

La Commissione dell’Unione Europea adotta ogni decisione tramite una votazione.

 

Articolo 41

La Commissione dell’Unione Europea rende noto al pubblico gratuitamente per via telematica l’esito di ogni sua votazione per la durata di non meno di cinque anni dalla data della stessa, con l’indicazione, per ogni membro della Commissione dell’Unione Europea, del voto espresso, nonché l’indicazione di ogni membro assente e/o astenuto.

 

Articolo 42

Il compenso unico e onnicomprensivo spettante a ciascun membro della Commissione dell’Unione Europea è determinato, in base all’articolo 26, dal Paese membro dell’Unione Europea del quale il membro della Commissione stessa è cittadino.

 

Articolo 43

1 – Ogni omessa partecipazione a una votazione da parte di un membro della Commissione dell’Unione Europea comporta automaticamente la decurtazione del compenso di cui all’articolo 42, pari all’uno per cento dello stesso.

2 – Il comma 1 di questo articolo non si applica in caso di assenza o di impedimento che siano riconosciuti validi e certificati dal presidente della Commissione dell’Unione Europea e anche resi noti come prevede l’articolo 41.

 

Articolo 44

La Commissione dell’Unione Europea stabilisce con regolamento interno: la propria unica sede; le norme per l’esercizio delle proprie funzioni; il codice etico di comportamento dei membri e dei dipendenti della Commissione dell’Unione Europea con le relative sanzioni e il procedimento per applicarle; gli uffici della Commissione dell’Unione Europea, le loro funzioni, i loro poteri, la loro composizione e gli stipendi dei loro membri che non siano membri della Commissione dell’Unione Europea.

 

Il potere giudiziario

 

Articolo 48

1 – La Corte di giustizia dell’Unione Europea esercita il potere giudiziario nelle seguenti materie:

  1. giudica le controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi dell’Unione Europea;
  2. giudica le impugnazioni di cui all’articolo 62;
  3. risolve i conflitti di attribuzione tra le istituzioni dell’Unione Europea;
  4. risolve i conflitti di attribuzione tra le istituzioni dell’Unione Europea e i Parlamenti nazionali.
  5. risolve i conflitti di attribuzione tra le istituzioni dell’Unione Europea e i soggetti ai quali sono assegnate le funzioni amministrative relative alle materie attribuite ai Parlamenti nazionali.

2 – La Corte di giustizia dell’Unione Europea esercita altresì le funzioni attribuitegli da questa Costituzione.

 

Articolo 49

1 – Può essere membro della Corte di giustizia dell’Unione Europea solo una persona fisica con la cittadinanza di uno dei Paesi membri dell’Unione Europea.

2 – I membri della Corte di giustizia dell’Unione Europea sono eletti a suffragio universale secondo quanto previsto dagli articoli 13, 14 e 16.

 

Articolo 50

1 – Il mandato elettorale della Corte di giustizia dell’Unione Europea dura cinque anni.

2 – Nessuno può essere membro della Corte di giustizia dell’Unione Europea per più di due mandati elettorali consecutivi.

3 – Alla scadenza del mandato elettorale e, in caso di rielezione, alla scadenza del secondo mandato elettorale consecutivo, il mandato elettorale non è rinnovabile prima del decorso di un periodo di tempo pari a quello del mandato elettorale esercitato.

 

Articolo 51

1 – I membri della Corte di giustizia dell’Unione Europea hanno la stessa posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea nel quale si trovano.

2 – Nel caso in cui un membro della Corte di giustizia dell’Unione Europea non si trovi nel territorio di un Paese membro dell’Unione Europea, esso ha la posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea del quale ha la cittadinanza.

3 – Nel caso in cui un membro della Corte di giustizia dell’Unione Europea sia cittadino di più di un Paese membro dell’Unione Europea, si prende in considerazione solo la cittadinanza che, in ordine di tempo, è stata acquisita per prima.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 52

1 – I membri della Corte di giustizia dell’Unione Europea possono svolgere, o le funzioni di giudice, o le funzioni di pubblico ministero rappresentante degli interessi della legge.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione del comma 1 di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 53

Il Parlamento dell’Unione Europea stabilisce con legge le norme processuali alle quali la Corte di giustizia dell’Unione Europea si attiene per adottare le proprie decisioni.

 

Articolo 54

La Corte di giustizia dell’Unione Europea adotta ogni decisione tramite una votazione.

 

Articolo 55

La Corte di giustizia dell’Unione Europea rende noto al pubblico gratuitamente per via telematica il risultato di ogni sua votazione per la durata di non meno di cinque anni dalla data della stessa, senza l’indicazione del voto espresso dal singolo membro della Corte, ma con l’indicazione di ogni membro assente e/o astenuto.

 

Articolo 56

Il compenso unico e onnicomprensivo spettante a ciascun membro della Corte di giustizia dell’Unione Europea è determinato, in base all’articolo 26, dal Paese membro dell’Unione Europea del quale il membro della Corte stessa è cittadino.

 

Articolo 57

1 – Ogni omessa partecipazione a una votazione da parte di un membro della Corte di giustizia dell’Unione Europea comporta automaticamente la decurtazione del compenso di cui all’articolo 56, pari all’uno per cento dello stesso.

2 – Il comma 1 di questo articolo non si applica in caso di assenza o di impedimento che siano riconosciuti validi e certificati dal presidente della Corte di giustizia dell’Unione Europea e anche resi noti come prevede l’articolo 55.

 

Articolo 58

La Corte di giustizia dell’Unione Europea stabilisce con regolamento interno: la propria unica sede; le norme per l’esercizio delle proprie funzioni; il codice etico di comportamento dei membri e dei dipendenti della Corte di giustizia dell’Unione Europea con le relative sanzioni e il procedimento per applicarle; gli uffici della Corte di giustizia dell’Unione Europea, le loro funzioni, i loro poteri, la loro composizione e gli stipendi dei loro componenti che non siano membri della Corte stessa.

 

Impugnazione di atti

 

Articolo 62

1 – Tutti possono agire in giudizio contro uno o più atti di qualsiasi istituzione dell’Unione Europea e contro gli atti presupposti, conseguenziali e collegati all’atto o agli atti oggetto della impugnazione, anche al fine di ottenere il risarcimento dei danni.

2 – Sono esclusi dall’applicazione del comma 1 di questo articolo gli atti politici, per essi intendendo i provvedimenti che, per la loro causa obiettiva, attengono a superiori esigenze di ordine generale, si riferiscono alla direzione suprema dell’Unione Europea nella sua unità e hanno lo scopo di tutelare, in situazioni contingenti, gli interessi della collettività e le istituzioni fondamentali dell’Unione Europea.

 

Articolo 63

1 – L’azione giudiziale di cui all’articolo 62 comma 1 può esplicarsi sulla legittimità e/o sul merito dell’atto o degli atti oggetto della impugnazione.

2 – L’impugnazione di legittimità di cui al comma 1 di questo articolo consta di tre possibili motivi: violazione di legge, incompetenza, eccesso di potere.

3 – L’impugnazione di merito di cui al comma 1 di questo articolo consta di due possibili motivi: opportunità, convenienza.

4 – A pena di inammissibilità, l’azione giudiziale di cui all’articolo 62 comma 1 richiede la dimostrazione che l’atto o gli atti impugnati siano idonei a ledere o abbiano leso una o più situazioni giuridiche di chi agisce in giudizio.

5 – La dimostrazione di cui al comma 4 di questo articolo non è necessaria per agire in giudizio contro tutti gli atti che questa Costituzione sanziona con la nullità insanabile e nei casi in cui la decurtazione automatica del compenso o dello stipendio, prevista da questa Costituzione e/o dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea, non sia stata concretamente applicata in tutto o in parte.

 

Articolo 64

Le leggi dell’Unione Europea possono essere sindacate solo per quanto riguarda la loro legittimità costituzionale.

 

Articolo 65

Gli atti della Corte di giustizia dell’Unione Europea si impugnano secondo le norme processuali di cui all’articolo 53.

 

Istituzioni

 

Articolo 69

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea può istituire e disciplinare il servizio di Capo dello Stato dell’Unione Europea qualora ravvisi gravi e fondati interessi pubblici ai quali le istituzioni esistenti dell’Unione Europea non sono in grado di fare fronte.

2 – Il Parlamento dell’Unione Europea dà conto di quanto sancito nel comma 1 di questo articolo nella legge con la quale istituisce e disciplina il servizio di Capo dello Stato dell’Unione Europea.

3 – Quando i gravi e fondati interessi pubblici di cui al comma 1 di questo articolo cessano, il Parlamento dell’Unione Europea abroga ogni disposizione con la quale ha istituito e disciplinato il servizio di Capo dello Stato dell’Unione Europea.

 

Articolo 70

Le istituzioni dell’Unione Europea, comunque denominate, sono solo e soltanto quelle istituite e disciplinate da questa Costituzione e/o dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea.

 

Articolo 71

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea può creare, modificare o abolire altre istituzioni dell’Unione Europea diverse da quelle fin ora menzionate.

2 – Il Parlamento dell’Unione Europea crea o modifica altre istituzioni dell’Unione Europea secondo quanto previsto dagli articoli 72, 73, 74, 75, 76, 77.

 

Articolo 72

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea identifica le funzioni amministrative dell’istituzione e nomina i membri dell’organo di vertice dell’istituzione.

2 – I membri dell’organo di vertice di cui al comma 1 di questo articolo non possono essere più di cinque e durano in carica cinque anni.

3 – Nessuno può essere membro dell’organo di vertice di cui al comma 1 di questo articolo per più di due incarichi consecutivi.

4 – Alla scadenza dell’incarico e, in caso di nuova nomina, alla scadenza del secondo incarico consecutivo, l’incarico non è rinnovabile prima del decorso di un periodo di tempo pari a quello dell’incarico o degli incarichi ricevuti.

5 – I membri dell’organo di vertice di cui al comma 1 di questo articolo hanno la stessa posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea nel quale si trovano.

6 – Nel caso in cui un membro dell’organo di vertice di cui al comma 1 di questo articolo non si trovi nel territorio di un Paese membro dell’Unione Europea, esso ha la posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea del quale ha la cittadinanza.

7 – Nel caso in cui un membro dell’organo di vertice di cui al comma 1 di questo articolo sia cittadino di più di un Paese membro dell’Unione Europea, si prende in considerazione solo la cittadinanza che, in ordine di tempo, è stata acquisita per prima.

8 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 73

1 – L’organo di vertice dell’istituzione adotta ogni decisione tramite una votazione.

2 – Il quorum costitutivo per ogni decisione prevista dal comma 1 di questo articolo è pari a tre membri.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 74

L’organo di vertice dell’istituzione rende noto al pubblico gratuitamente per via telematica il risultato di ogni sua votazione per la durata di non meno di cinque anni dalla data della stessa, con l’indicazione, per ogni membro dell’organo di vertice, del voto espresso, nonché l’indicazione di ogni membro assente e/o astenuto.

 

Articolo 75

Il compenso unico e onnicomprensivo spettante a ciascun membro dell’organo di vertice dell’istituzione è determinato, in base all’articolo 26, dal Paese membro dell’Unione Europea del quale il membro dell’organo di vertice è cittadino.

 

Articolo 76

1 – Ogni omessa partecipazione a una votazione da parte di un membro dell’organo di vertice dell’istituzione comporta automaticamente la decurtazione del compenso di cui all’articolo 75, pari all’uno per cento dello stesso.

2 – Il comma precedente non si applica in caso di assenza o di impedimento che siano riconosciuti validi e certificati dal presidente dell’istituzione e anche resi noti come prevede l’articolo 74.

 

Articolo 77

L’organo di vertice dell’istituzione stabilisce con regolamento interno: la propria unica sede; le norme per l’esercizio delle proprie funzioni; il codice etico di comportamento dei membri dell’organo di vertice e dei dipendenti dell’istituzione con le relative sanzioni e il procedimento per applicarle; gli uffici dell’istituzione, le loro funzioni, i loro poteri, la loro composizione e gli stipendi dei loro membri che non siano membri dell’organo di vertice dell’istituzione.

 

Articolo 78

Qualsiasi atto compiuto da una o più istituzioni dell’Unione Europea le quali non siano state istituite e disciplinate da questa Costituzione e/o dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 79

1 – Nessuno può svolgere contemporaneamente più di un incarico – comunque denominato e di qualsiasi tipo esso sia – all’interno delle istituzioni dell’Unione Europea.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di quanto stabilito da una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

 

PRINCIPI E VALORI DELL’UNIONE EUROPEA

 

Uguaglianza

 

Articolo 84

1 – Tutti hanno pari dignità nei confronti della legge.

2 – Fermo restando il rispetto della legge, il principio di uguaglianza si attua nel trattare in modo uguale situazioni uguali e in modo diverso situazioni diverse.

3 – Fermo restando il rispetto della legge, non si può avere la parità dei diritti e delle facoltà se, nella situazione presa in esame, non si ha anche la parità degli obblighi e dei doveri.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 85

L’Unione Europea e i suoi Stati membri rimuovono gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri.

 

Libertà

 

Articolo 89

1 – La libertà personale è inviolabile.

2 – Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

3 – In casi eccezionali di necessità e urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

4 – È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

5 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea stabilisce i limiti massimi della custodia cautelare.

 

Articolo 90

1 – Libertà non significa abuso. Per questo nell’Unione Europea la libertà di ciascuno finisce dove comincia la libertà degli altri.

2 – Libertà non significa arbitrio. Per questo nell’Unione Europea è consentito fare tutto ciò che la legge non proibisce.

 

Domicilio

 

Articolo 94

1 – Il domicilio è inviolabile.

2 – Non vi si possono eseguire ispezioni, perquisizioni, sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

3 – Nei casi in cui la legge prevede l’arresto in flagranza, l’autorità di pubblica sicurezza può eseguire ispezioni, perquisizioni, sequestri in via provvisoria nel domicilio che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

4 – Il fine della raccolta di informazioni necessarie alla prevenzione e repressione dei reati autorizza i servizi di informazione alla non osservanza di questo articolo.

5 – Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità, di incolumità pubblica, a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.

 

Comunicazione

 

Articolo 98

1 – La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.

2 – La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

3 – Nei casi in cui la legge prevede l’arresto in flagranza, l’autorità di pubblica sicurezza può eseguire ispezioni, perquisizioni, sequestri in via provvisoria della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

4 – Il fine della raccolta di informazioni necessarie alla prevenzione e repressione dei reati autorizza i servizi di informazione alla non osservanza di questo articolo.

 

Circolazione

 

Articolo 102

1 – Ogni cittadino dell’Unione Europea può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio dell’Unione Europea, salvo le limitazioni che la legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea stabilisce in via generale per motivi di sanità e/o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

2 – Ogni cittadino dell’Unione Europea è libero di uscire dal territorio dell’Unione Europea e di rientrarvi, salvo gli obblighi che la legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

3 – Lo straniero può entrare, soggiornare, circolare e uscire dall’Unione Europea nel rispetto delle disposizioni di legge dell’Unione Europea, salvo le limitazioni che la legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea stabilisce in via generale per motivi di sanità e/o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

 

Riunione

 

Articolo 106

1 – I cittadini dell’Unione Europea hanno il diritto di riunirsi pacificamente e senza armi.

2 – Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto alcun preavviso.

3 – Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato il preavviso alle autorità competenti di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea le quali possono vietarle solo per comprovati motivi di sicurezza, di salute pubblica, di incolumità pubblica.

 

Associazione

 

Articolo 110

1 – I cittadini dell’Unione Europea hanno il diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale del Parlamento dell’Unione Europea.

2 – Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, i loro scopi mediante organizzazioni di carattere militare.

 

Fede

 

Articolo 114

1 – Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari all’ordine pubblico – in tutte le sue definizioni di cui all’articolo 223 – e/o al buon costume di cui all’articolo 224.

2 – Dell’esercizio di un culto in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità locali che possono disporne il rinvio a un altro giorno e/o a un’altra ora del giorno al fine di conciliarlo con la quiete pubblica e con le attività lavorative.

3 – Le autorità locali possono vietare l’esercizio di un culto in qualsiasi luogo si svolga soltanto per comprovati motivi di sicurezza, di salute pubblica, di incolumità pubblica.

 

Articolo 115

Il principio di non contraddizione non si applica alle verità di fede.

 

Articolo 116

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto di una associazione o istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività, fermo restando il rispetto dell’ordine pubblico – in tutte le sue definizioni di cui all’articolo 223 – e/o del buon costume di cui all’articolo 224.

 

Pensiero

 

Articolo 120

1 – Tutti possono manifestare liberamente il loro pensiero con la parola, con lo scritto, con qualsiasi altro mezzo di diffusione.

2 – La libera manifestazione del pensiero di cui al comma 1 di questo articolo si svolge nel rispetto delle norme che disciplinano i reati di ingiuria, minaccia, diffamazione, calunnia, apologia di reato, vilipendio, istigazione a delinquere, istigazione all’odio.

Stampa

 

Articolo 124

1 – La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

2 – Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge penale del Parlamento dell’Unione Europea espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

3 – In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito dalla polizia giudiziaria, che deve immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

4 – In occasione della pubblicazione del primo numero di ogni anno, ogni organo della stampa periodica deve rendere noti gratuitamente al pubblico i suoi mezzi di finanziamento.

5 – Fintanto che perdura la violazione del comma 4 di questo articolo, l’organo della stampa periodica non può eseguire pubblicazioni.

5 – Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume di cui all’articolo 224. La legge di ogni Stato membro dell’Unione Europea stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni di questo comma.

 

Diritti e obblighi

 

Articolo 128

1 – L’Unione Europea riconosce e garantisce i diritti e gli obblighi umani, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.

2 – Ciascun cittadino dell’Unione Europea ha i diritti e gli obblighi umani affermati dagli atti di diritto internazionale pubblico pattizio ratificati dal Parlamento dell’Unione Europea con legge e/o disciplinati dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea.

 

Articolo 129

1 – Tranne che durante l’ufficio di diritto pubblico della dittatura di cui al preambolo di questa Costituzione, l’Unione Europea e i suoi Stati membri sono articolati secondo la separazione dei poteri, il principio di legalità secondo il quale è consentito fare tutto ciò che la legge non proibisce, la giurisdizione ordinaria e quella amministrativa, il riconoscimento e la garanzia dei diritti e degli obblighi umani.

2 – L’attribuzione di fondi da parte dell’Unione Europea a uno o più dei suoi Stati membri e/o a uno o più altri Stati è subordinata a una relazione biennale positiva da parte della Commissione dell’Unione Europea su quanto sancito dal comma 1 di questo articolo.

3 – La relazione di cui al comma 2 di questo articolo può essere impugnata da uno o più degli Stati di cui al medesimo comma innanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per i motivi di legittimità di cui all’articolo 63 comma 2.

4 – Il Parlamento dell’Unione Europea può prevedere con legge ulteriori misure per i casi di violazione di quanto disposto dal comma 1 di questo articolo.

5 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 130

Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.

 

Articolo 131

Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge dell’Unione Europea e/o di uno o più dei suoi Stati membri.

 

Articolo 132

1 – Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.

2 – La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.

 

Articolo 133

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.

 

Articolo 134

1 – Se non si hanno una o più prove, non si può pretendere di avere ragione.

2 – Il metro di giudizio per accertare se una opinione è corretta e/o un fatto è vero è la dimostrazione, tramite una o più prove, che il suo contenuto è vero, vale a dire conforme alla realtà oggettiva, e il suo modo di ragionare è corretto.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni previste da questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 135

1 – Indipendenza non significa autoreferenzialità.

2 – Al di fuori dei casi previsti negli atti di diritto internazionale pubblico pattizio ratificati a condizione di reciprocità dal Parlamento dell’Unione Europea con legge e nel rispetto delle ipotesi di segreto disciplinate dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea, ogni persona fisica e/o giuridica è soggetta al controllo delle proprie azioni e/o omissioni secondo quanto la legge prevede per i comuni cittadini.

3 – Se l’applicazione del comma 2 di questo articolo fa emergere un illecito, esso comporta in ogni caso l’obbligo di ridurre le persone e i luoghi danneggiati al loro pristino stato e di risarcire l’eventuale ulteriore danno.

4 – Se la riduzione in pristino di cui al comma 3 di questo articolo fosse impossibile in tutto o in parte, all’obbligo di riduzione in pristino si ottempera con il risarcimento del danno, rispettivamente, in tutto o in parte.

5 – Se il risarcimento del danno di cui ai commi 3 e 4 di questo articolo fosse impossibile in tutto o in parte, all’obbligo di risarcimento del danno si ottempera con la compensazione per equivalente, rispettivamente, in tutto o in parte.

6 – Il denaro e/o altra utilità a qualsiasi titolo percepito o dato in violazione di quanto previsto da questo articolo viene attribuito a chi ha subito l’illecito secondo quanto dispongono i commi 3, 4 e 5 di questo articolo.

7 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 136

1 – La volontà e/o i desideri di una persona fisica non corrispondono automaticamente alle sue attitudini fisiche e/o psicologiche e/o alla sua capacità giuridica e/o di agire.

 

Articolo 137

1 – La reputazione di una persona fisica o giuridica non è quella che la persona in esame ritiene essere tale, ma quella che risulta da una o più prove.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di quanto previsto da questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 138

1 – Il riconoscimento legale dello stato matrimoniale, della qualifica di adottante, dello stato di ministro di un culto, dello stato di religioso, religiosa, monaco, monaca non può essere effettuato senza il superamento di un test della personalità che accerti l’idoneità del soggetto esaminato all’acquisizione dello stato e/o qualifica elencati in questo comma.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 139

1 – La riduzione in schiavitù, il lavoro schiavistico, il commercio in qualsiasi forma di uno o più individui umani, il commercio in qualsiasi forma di parti di uno o più corpi di individui senzienti, l’esclusione di uno dei due sessi dall’istruzione scolastica e/o post scolastica, la subordinazione legale e/o religiosa di uno dei due sessi nei confronti dell’altro, il matrimonio prima dell’età fissata dalla legge per contrarlo, la mutilazione di una o più parti del corpo umano che non abbia una giustificazione medica, la poligamia non possono avere alcun riconoscimento legale, nemmeno in presenza del consenso degli interessati. 

2 – La violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionata con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

3 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea stabilisce le sanzioni per le condotte di cui al comma 1 di questo articolo.

 

Articolo 140

L’accertamento definitivo della evasione fiscale totale comporta l’automatica e irrimediabile perdita della cittadinanza dell’Unione Europea.

 

Articolo 141

1 – I cittadini dell’Unione Europea non acquistano la capacità di agire tutta intera in un determinato momento, ma per gradi.

2 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina i casi e i modi con i quali ogni cittadino dell’Unione Europea e ogni persona giuridica:

  • acquista la capacità giuridica;
  • acquista la capacità di agire per gradi;
  • subisce una diminuzione o perde del tutto la capacita di agire.

3 – La perdita della capacità di agire implica l’automatica perdita dell’elettorato attivo e passivo.

4 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina altresì la rimodulazione della capacità di agire di tutti i cittadini e di tutte le persone giuridiche che già la possiedono alla data di entrata in vigore di questa Costituzione.

5 – Per attuare i commi 2 e 4 di questo articolo, il Parlamento dell’Unione Europea si ispira a quanto avveniva nell’antica Roma con il cursus honorum, rispetta il principio di uguaglianza di cui all’articolo 84, il principio generale dell’ordinamento giuridico “dare a ciascuno il suo”, il criterio “chi dà di più alla società deve avere di più”.

 

Articolo 142

1 – L’elettorato attivo e passivo di qualsiasi individuo è automaticamente sospeso nel momento in cui non è più impugnabile in via ordinaria il provvedimento che commina una condanna a una pena detentiva.

2 – La sospensione automatica di cui al comma 1 di questo articolo ha una durata pari a quella della pena detentiva inflitta.

3 – Questo articolo si applica anche negli Stati membri dell’Unione Europea.

4 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 143

1 – Le relazioni individuali e sociali si svolgono nel rispetto dei seguenti principi generali dell’ordinamento giuridico: vivere onestamente, non nuocere ad alcuno, dare a ciascuno il suo.

2 – Le decisioni le prende chi si assume la responsabilità in caso di fallimento della decisione presa.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 144

1 – I cittadini dell’Unione Europea hanno il diritto di petizione nei confronti di tutti gli organi dei quali sono elettori.

2 – Il comma 1 di questo articolo si applica sia agli organi monocratici sia agli organi collegiali, sia dell’Unione Europea sia degli Stati membri dell’Unione Europea.

 

Articolo 145

1 – I membri e i dipendenti di tutte le istituzioni dell’Unione Europea hanno la stessa posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea nel quale si trovano.

2 – Nel caso in cui la sede e/o l’ufficio nel quale i membri e/o i dipendenti di cui al comma 1 di questo articolo prestano servizio non si trovano nel territorio di un Paese membro dell’Unione Europea, essi hanno la posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea del quale hanno la cittadinanza.

3 – Nel caso in cui i membri e/o i dipendenti di cui al comma 1 di questo articolo siano cittadini di più di un Paese membro dell’Unione Europea, si prende in considerazione solo la cittadinanza che, in ordine di tempo, è stata acquisita per prima.

 

Lavoro

 

Articolo 149

1 – Affinché la possibilità di trovare un lavoro sia concreta per il maggior numero possibile di persone, l’Unione Europea e i suoi Stati membri si adoperano costantemente perché le infrastrutture mantengano sempre un alto livello di efficienza, l’azione amministrativa si svolga sempre con elevati standard di efficacia, il tasso di criminalità sia sempre al di sotto della media dei venti Paesi con il tasso di criminalità più basso al mondo.

2 – Ogni istituzione dell’Unione Europea e ogni istituzione di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea pubblica ogni anno gratuitamente sul proprio sito internet per la durata di cinque anni un resoconto con le azioni intraprese e i risultati ottenuti per l’attuazione del comma 1 di questo articolo.

 

Articolo 150

Ogni Stato membro dell’Unione Europea adotta lo standard di trattamento minimo inderogabile nel mondo del lavoro fino al punto in cui esso erode la rendita del monopsonio strutturale nel mercato del lavoro.

 

Articolo 151

1 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea riconosce a tutti i cittadini dell’Unione Europea la possibilità di lavorare e promuove le condizioni che rendano effettiva questa possibilità.

2 – Al fine di attuare il comma 1 di questo articolo e di combattere il monopsonio dinamico nel mercato del lavoro, ogni Stato membro dell’Unione Europea promuove la più ampia pluralità di imprese in concorrenza tra loro sul lato della domanda e della offerta di lavoro e assicura ai lavoratori le necessarie informazione, formazione efficace e mobilità in relazione alla domanda di lavoro.

3 – La formazione efficace di cui al comma 2 questo articolo è quella mirata agli sbocchi effettivi nel mercato del lavoro e della quale sia conoscibile il tasso di coerenza tra la formazione impartita e gli sbocchi occupazionali effettivamente ottenuti.

4 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea realizza la coerenza di cui al comma 3 di questo articolo con le seguenti azioni: l’anagrafe della formazione professionale, l’incrocio dei dati sulla formazione professionale con le comunicazioni obbligatorie alle autorità pubbliche competenti in materia di lavoro previdenza e assistenza, la pubblicazione del dato relativo agli effettivi sbocchi di lavoro ottenuti da ciascun corso di formazione professionale e da ciascun contratto di formazione professionale.

5 – La distribuzione dei finanziamenti pubblici per le politiche attive di lavoro avviene prediligendo i soggetti con il più alto tasso di coerenza di cui al comma 3 di questo articolo.

6 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 152

1 – È vietato il monopolio nel servizio di collocamento al lavoro.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 153

1 – Le tutele spettanti al lavoratore possono essere graduate unicamente con un contratto di lavoro a tutele crescenti.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 154

1 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea può stabilire delle protezioni contro il licenziamento nei rapporti di lavoro subordinato.

2 – Le protezioni di cui al comma 1 di questo articolo si applicano anche ai rapporti di collaborazione continuativa svolta in via prevalente o esclusiva per un unico committente.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 155

Ogni cittadino dell’Unione Europea ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

 

Articolo 156

1 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni.

2 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea disciplina la formazione e l’elevazione personale dei lavoratori.

3 – L’Unione Europea promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

4 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea tutela il lavoro dei propri cittadini all’estero.

5 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea riconosce la libertà di emigrazione salvi gli obblighi stabiliti nell’interesse generale dalla legge nazionale e/o dalla legge dell’Unione Europea.

 

Articolo 157

1 – Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

2 – La legge di ogni Stato membro dell’Unione Europea disciplina il diritto del lavoratore al riposo settimanale e alle ferie annuali.

3 – Il lavoratore non può rinunciare al riposo settimanale e/o alle ferie annuali.

4 – Il riposo settimanale e le ferie del lavoratore non sono retribuiti perché durante questi periodi il lavoratore non lavora.

5 – La tredicesima mensilità di stipendio e ogni altra forma di retribuzione del lavoratore per periodi di tempo fittizi sono vietati perché costituiscono dei pagamenti senza causa e accrescono il costo del lavoro.

6 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 158

1 – La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di mansioni svolte, la stessa retribuzione che spetta all’uomo lavoratore.

2 – La legge di ogni Stato membro dell’Unione Europea prevede le modalità con le quali vengono conciliati il lavoro e la famiglia.

3 – La legge di ogni Stato membro dell’Unione Europea stabilisce il limite minimo di età per il lavoro per il quale è dato un compenso.

4 – La legge di ogni Stato membro dell’Unione Europea tutela il lavoro dei minorenni con norme speciali e garantisce ad essi, a parità di mansioni svolte, la stessa retribuzione che spetta ai lavoratori maggiorenni.

 

Articolo 159

1 – Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea disciplina i modi e i limiti del diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende.

2 – I lavoratori, al fine di crearsi un’alternativa occupazionale e di salvaguardare il know how acquisito, possono riunirsi in cooperativa per prendere in affitto o acquistare l’azienda dal datore di lavoro, dal liquidatore o dal curatore fallimentare. La legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea disciplina i modi di attuazione di questo comma.

 

Articolo 160

1 – La legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata, ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.

2 – La legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.

 

Previdenza e assistenza

 

Articolo 164

1 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea disciplina le forme di mantenimento e di assistenza sociale a beneficio dei cittadini inabili al lavoro e sprovvisti dei mezzi necessari per vivere.

2 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea disciplina i mezzi adeguati alle esigenze di vita dei lavoratori in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia, disoccupazione involontaria.

3 – Per quanto concerne la disoccupazione involontaria, ogni Stato membro dell’Unione Europea disciplina altresì le azioni che il soggetto deve compiere per poter tornare ad avere un lavoro e subordina l’attribuzione di ogni forma di sussidio al compimento delle azioni in parola.

4 – Ogni Stato membro dell’Unione Europea disciplina l’educazione e l’avviamento professionale per gli inabili e i soggetti portatori di handicap.

 

Sindacati

 

Articolo 168

1 – L’organizzazione sindacale è libera.

2 – Perché un sindacato possa rappresentare i lavoratori e/o partecipi alla determinazione delle condizioni del lavoro è necessario che esso abbia uno statuto che sancisca un ordinamento interno a base democratica.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 169

1 – L’attività sindacale che si svolge e/o che in qualsiasi modo ha effetto nel territorio dell’Unione Europea ha come fine la difesa del lavoratore e non la difesa del posto di lavoro.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 170

Lo sciopero si esercita nell’ambito delle leggi di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea che lo regolano.

 

Economia

 

Articolo 174

1 – L’iniziativa economica privata è libera.

2 – Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

3 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 175

1 – La proprietà è pubblica o privata.

2 – I beni economici appartengono all’Unione Europea, a uno o più Stati membri dell’Unione europea, a uno o più enti, a uno o più privati.

3 – La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

4 – La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea, e salvo indennizzo pari al valore medio di mercato degli ultimi cinque anni, espropriata per motivi d’interesse generale.

5 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 176

1 – È vietato il salvataggio condotto in tutto o in parte con denaro pubblico di aziende e/o imprese operanti nell’Unione Europea.

2 – È possibile l’investimento condotto in tutto o in parte con denaro pubblico a beneficio di aziende e/o imprese operanti nell’Unione Europea al fine di ristrutturare l’azienda e/o l’impresa e ricollocarla sul mercato entro un tempo massimo di cinque anni.

3 – La differenza tra l’investimento di cui al secondo comma di questo articolo e il salvataggio di cui al primo comma di questo articolo è costituita dal fatto che nell’investimento il ricollocamento sul mercato dell’azienda e/o dell’impresa avviene a un prezzo più alto rispetto a quello pagato.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 177

La legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea stabilisce le norme e i limiti della successione legittima e della successione testamentaria e i diritti del medesimo Stato membro sulle eredità.

 

Articolo 178

A fini di utilità generale, la legge del Parlamento dell’Unione Europea può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo pari al valore medio di mercato degli ultimi cinque anni, allo Stato, a enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio e abbiano carattere di preminente interesse generale.

 

Articolo 179

1 – Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge del Parlamento dell’Unione Europea impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove e impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive, aiuta la piccola e la media proprietà.

2 – Il prelievo fiscale per i casi di riuso del suolo già edificato da almeno dieci anni è pari alla metà di quello previsto per l’edificazione su suolo non edificato. Questo comma si applica per i primi cinque anni di riuso del suolo.

 

Articolo 180

1 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

2 – I provvedimenti di cui al comma 1 di questo articolo non possono consistere in erogazioni a fondo perduto.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 181

1 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme.

2 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea prevede la disciplina, il coordinamento e il controllo dell’esercizio del credito.

3 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi presenti nell’Unione Europea.

 

Autonomie e minoranze

 

Articolo 185

1 – L’Unione Europea, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali dei suoi Stati membri.

2 – I servizi che dipendono dall’Unione Europea sono attuati secondo il decentramento amministrativo attuato in via telematica, l’efficienza e l’efficacia.

3 – L’Unione Europea adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze delle autonomie locali dei suoi Stati membri e del decentramento amministrativo dei propri servizi attuato in via telematica.

 

NOTA

In data 27 ottobre 2020 ho aggiunto le parole “attuato in via telematica” nei commi 2 e 3 dell’articolo 185.

Questa aggiunta serve a evitare la creazione di un numero molto alto di uffici sul territorio con le relative spese di gestione e le spese per il personale.

 

Articolo 186

1 – In ogni Stato membro dell’Unione Europea vi può essere un solo soggetto pubblico intermedio tra lo Stato e il Comune, comunque localmente denominato.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di quanto stabilito da una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 187

La tutela delle minoranze linguistiche è di competenza degli Stati membri dell’Unione Europea.

 

Cultura

 

Articolo 191

1 – Lo sviluppo della cultura, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico sono di competenza degli Stati membri dell’Unione Europea.

2 – Un abuso edilizio non abbattuto o non del tutto regolarizzato impedisce di percepire sgravi e agevolazioni fiscali comunque denominati e di qualsiasi tipo siano.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di cui al comma 2 di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 192

1 – In ognuna delle Regioni dell’Unione Europea non si procede a nuovi scavi archeologici fino a quando non è stato messo in sicurezza e musealizzato tutto quanto è già stato scoperto e rinvenuto in scavi già effettuati.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile e impedisce alla Regione di ricevere fondi pubblici, comunque denominati e di qualsiasi tipo essi siano, fino alla completa attuazione di quanto sancito in questo articolo.

 

Articolo 193

1 – In tutta l’Unione Europea, l’ingresso nei luoghi di interesse storico, artistico, architettonico è gratuito.

2 – Ogni luogo di interesse di cui al comma 1 di questo articolo non è fine a se stesso, ma rappresenta un polo d’attrazione che permette il sorgere e lo sviluppo di molteplici attività economiche a esso collegate.

3 – In ogni luogo di interesse di cui al comma 1 di questo articolo viene creato un complesso di percorsi sensoriali e di attività economiche che si indirizzano a persone di tutte le età al fine di conferire al luogo un’immagine meno accademica e renderlo attraente, non solamente per gli appassionati di cultura, ma per un pubblico più vasto.

4 – La violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo impedisce al luogo di interesse e a chi lo gestisce di ricevere fondi pubblici comunque denominati e di qualsiasi tipo essi siano e di percepire sgravi e agevolazioni fiscali comunque denominati e di qualsiasi tipo essi siano.

 

Articolo 194

In tutta l’Unione Europea, se il soggetto competente per il restauro di un’opera d’interesse storico, artistico, architettonico non ha i fondi necessari per procedere al restauro, si procede come segue:

  • il soggetto titolare del diritto di committenza relativo all’opera di volta in volta presa in esame organizza un’asta pubblica per l’aggiudicazione della sponsorizzazione del restauro dell’opera;
  • al fine di consentire la più ampia partecipazione possibile all’asta, sia per rendere quest’ultima più trasparente, l’asta si svolge unicamente con modalità telematiche;
  • l’intervento sull’opera è svolto unicamente dal personale della competente Soprintendenza per i beni storici, artistici, architettonici;
  • il soggetto che si aggiudica l’asta ottiene il diritto di avere il proprio nome o ragione sociale scritto sulla struttura che verrà allestita attorno all’opera durante l’intervento sulla stessa in modo che esso sia chiaramente leggibile da parte di tutti;
  • nel caso in cui gli aggiudicatari siano più di uno, la grandezza del carattere con il quale il nome di ognuno è scritto è proporzionale alla somma di denaro da costui concretamente versata;
  • l’aggiudicatario, inoltre, ottiene il diritto allo sfruttamento economico dell’immagine dell’opera per i due anni successivi all’apertura al pubblico della stessa a conclusione del restauro;
  • al termine dei due anni ora descritti, il diritto allo sfruttamento economico dell’immagine dell’opera restaurata torna al precedente titolare.

 

Famiglia

 

Articolo 198

1 – La famiglia è la società naturale fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna che sono nati tali.

2 – Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

3 – In applicazione del principio generale dell’ordinamento giuridico “dare a ciascuno il suo” e considerato che chi dà di più alla società deve avere di più, la convivenza, comunque denominata e di qualsiasi tipo essa sia, non può essere equiparata al matrimonio.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 199

1 – In materia di matrimonio e/o filiazione e/o adozione non è consentita l’equiparazione di un dato affettivo con un dato naturale, e viceversa.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 200

1 – La gravidanza surrogata non è consentita e il suo frutto non può essere dato in affidamento e/o in adozione a colui, a colei, a coloro che, in qualsiasi modo, hanno chiesto e/o ottenuto la gravidanza surrogata e/o il suo frutto. 

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 201

1 – La disciplina delle adozioni ha di mira unicamente l’inserimento dell’adottando in una famiglia che possegga tutti e tre i seguenti connotati: un clima familiare sereno, relazioni familiari stabili, la condivisione dei principi e dei valori di questa Costituzione.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 202

1 – È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

2 – Nei casi di incapacità dei genitori, la legge dello Stato membro dell’Unione Europea nel quale si svolge in via continuativa la vita della famiglia provvede a che siano assolti i loro compiti.

3 – La legge dello Stato membro dell’Unione Europea nel quale si svolge in via continuativa la vita della famiglia assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

4 – La legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

 

Articolo 203

1 – La legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

2 – La legge di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

 

Salute

 

Articolo 207

1 – L’Unione Europea e i suoi Stati membri considerano la salute come un fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

2 – Ciascuno Stato membro dell’Unione Europea garantisce cure gratuite agli indigenti.

3 – Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge di uno Stato membro dell’Unione Europea.

4 – La legge di cui al comma 3 di questo articolo non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

 

Articolo 208

1 – Nell’Unione Europea, il conflitto tra il diritto alla salute umana e alla salubrità dell’ambiente, da una parte, e il diritto alla libera iniziativa economica, dall’altra parte, viene risolto a favore del diritto alla salute umana e alla salubrità dell’ambiente.

2 – Nell’Unione Europea, il conflitto tra il diritto alla salute umana e alla salubrità dell’ambiente, da una parte, e le esigenze di ordine e sicurezza pubbliche, dall’altra parte, può essere risolto a favore delle esigenze di ordine e sicurezza pubbliche solo in esecuzione di una previsione di legge del Parlamento dell’Unione Europea, per un periodo di tempo determinato, con l’obbligo di compensare per equivalente il danno alla salute umana e alla salubrità dell’ambiente eventualmente causato e con l’obbligo di ridurre le persone e i luoghi eventualmente danneggiati al loro pristino stato.

3 – Se la riduzione in pristino di cui al comma 2 di questo articolo fosse impossibile in tutto o in parte, all’obbligo di riduzione in pristino si ottempera con il risarcimento del danno, rispettivamente, in tutto o in parte.

4 – Se il risarcimento del danno di cui al comma 3 di questo articolo fosse impossibile in tutto o in parte, all’obbligo di risarcimento del danno si ottempera con la compensazione per equivalente, rispettivamente, in tutto o in parte.

5 – Il denaro e/o altra utilità a qualsiasi titolo percepito o dato in violazione di quanto previsto da questo articolo viene attribuito a chi ha subito l’illecito secondo quanto dispongono i commi 2, 3 e 4 di questo articolo.

6 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 209

1 – Le sostanze stupefacenti, comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano, nuocciono alla salute umana; tutte le azioni a esse collegate sono proibite e sanzionate dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea.

2 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina la somministrazione di sostanze stupefacenti unicamente per la terapia anti-dolorifica e per la terapia di disintossicazione.

3 – Nelle terapie di cui al comma 2 di questo articolo, le droghe sono somministrate unicamente dietro prescrizione medica valida per una singola somministrazione.

4 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina il consumo di bevande alcoliche e ne sanziona l’abuso.

 

Sussidiarietà

 

Articolo 213

1 – Quello che i singoli, da soli o associati fra loro, possono fare da sé con i propri mezzi non deve essere loro tolto e avocato alle istituzioni dell’Unione Europea o di uno Stato membro dell’Unione Europea.

 

Semplificazione

 

Articolo 217

1 – Al fine di evitare il formarsi di una burocrazia elefantiaca, costosa e opprimente, in tutta l’Unione Europea non vige il principio secondo il quale ogni attività dei pubblici poteri deve trovare fondamento in una legge, ma vige il principio secondo il quale è lecito tutto ciò che non è vietato dalla legge.

2 – La legge di cui al comma 1 di questo articolo consiste nel diritto internazionale pubblico consuetudinario, negli atti di diritto internazionale pubblico pattizio ratificati dal Parlamento dell’Unione Europea con legge, nelle norme di questa Costituzione e nelle leggi del Parlamento dell’Unione Europea.

3 – Le disposizioni di questo articolo si applicano anche agli Stati membri dell’Unione Europea con l’aggiunta all’elenco delle fonti normative di cui al comma 2 di questo articolo della Costituzione nazionale e della legge del Parlamento dello Stato membro dell’Unione Europea.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

5 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 218

1 – Il controllo preventivo di legittimità sugli atti amministrativi è un requisito per la emanazione unicamente degli atti che prevedono una spesa di denaro pubblico.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

3 – Questo articolo si applica anche agli Stati membri dell’Unione Europea.

4 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Solidarietà, ordine pubblico, buon costume

 

Articolo 222

1 – La solidarietà risponde a un principio etico superiore di fraternità verso chi si trova in condizioni di povertà.

2 – L’Unione Europea esercita la sua competenza in materia di unione fiscale in modo che la solidarietà di cui al comma 1 di questo articolo sia conveniente per il funzionamento complessivo della società.

3 – L’Unione Europea esercita la sua competenza in materia di politica estera in modo che l’interdipendenza che scaturisce dalla globalizzazione combatta l’esclusione con la solidarietà, l’emarginazione con la giustizia, la conflittualità con la pace.

 

Articolo 223

1 – Ai fini di questa Costituzione e per ogni fine di legge e/o di regolamento, le definizioni di ordine pubblico sono le seguenti:

  1. l’ordine pubblico internazionale è composto dai principi che si ricavano dallo statuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite;
  2. l’ordine pubblico interno costituzionale è lo stato generale della società nel quale le istituzioni, le strutture democratiche e i diritti costituzionali dei cittadini sono garantiti da ogni attentato tendente a modificarli o a renderli inoperanti mediante l’uso o la minaccia illegale della forza;
  3. l’ordine pubblico interno ai fini del diritto internazionale privato è il complesso dei principi, compresi quelli desumibili da questa Costituzione e dalla Costituzione dello Stato membro dell’Unione Europea il cui ordinamento si accinge ad applicare il diritto internazionale privato, i quali formano il cardine della struttura economico sociale dell’Unione Europea e della comunità dello Stato membro dell’Unione Europea in un determinato momento storico, nonché le regole inderogabili e fondamentali immanenti ai più importanti istituti giuridici del medesimo Stato;
  4. l’ordine pubblico interno nei rapporti tra privati è l’insieme delle diposizioni che non possono essere derogate dai privati;
  5. l’ordine pubblico interno processuale è composto dai principi inviolabili posti a garanzia del diritto di agire e di resistere in giudizio, non anche dalle modalità con cui tali diritti sono regolamentati o si esplicano nelle singole vicende giudiziarie.

2 – A titolo meramente esemplificativo non esaustivo, i principi dell’ordine pubblico internazionale di cui al comma 1 di questo articolo sono: il divieto dell’uso della forza nelle relazioni internazionali salvo il caso di legittima difesa e salvo il caso di uso della forza deliberato in base alla Carta istitutiva dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, il divieto di genocidio, il divieto di schiavitù, il divieto di sterminio, il divieto di apartheid, il divieto di porre in essere trattamenti disumani o degradanti, il principio di non discriminazione razziale, il diritto all’autodeterminazione dei popoli, l’obbligo di non adottare comportamenti che possano pregiudicare l’economia di altri Stati.

3 – L’Unione Europea riconosce la validità e la cogenza dei principi dell’ordine pubblico internazionale di cui ai commi 1 e 2 di questo articolo.

4 – In aggiunta ai principi dell’ordine pubblico internazionale di cui ai commi 1 e 2 di questo articolo, l’Unione Europea riconosce la validità e la cogenza del principio della sovranità permanente degli Stati sulle loro risorse naturali e del principio della protezione dell’ambiente da fenomeni di aggressione e/o di inquinamento.

 

Articolo 224

Ai fini di questa Costituzione e per ogni fine di legge e/o di regolamento, la definizione di buon costume è la seguente: i principi etici che costituiscono la morale sociale, in quanto a essi uniforma il suo comportamento la generalità delle persone oneste, corrette, di buona fede e di sani principi, in un determinato ambiente e in una determinata epoca.

 

Materia penale

 

Articolo 228

1 – In tutto il territorio dell’Unione Europea, la materia penale è devoluta alla riserva assoluta di legge del Parlamento dell’Unione Europea.

2 – La legge di cui al comma 1 di questo articolo può delegare la definizione di dati tecnici e/o scientifici a uno o più soggetti diversi dal Parlamento dell’Unione Europea, solo se essa ha previsto: il soggetto che li deve emanare, il dato tecnico e/o scientifico da definire.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 229

1 – Nel disciplinare il diritto penale sostanziale, il Parlamento dell’Unione Europea si attiene ai seguenti principi.

2 – Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso, né per un fatto che non sia espressamente previsto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa espressamente stabilite.

3 – Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso e fuori dai casi dalla legge stessa espressamente previsti.

4 – Le leggi penali e quelle che fanno eccezione ad altre leggi non si applicano oltre i casi e i tempi in esse considerati.

5 – Nessun soggetto, persona fisica e/o giuridica, è ritenuto colpevole di un reato prima che divenga definitivo il provvedimento che accerta la sua colpevolezza per quel reato.

6 – Ogni reato deve offendere un bene giuridico.

7 – La legge prevede i casi di reato tentato.

8 – Ogni reato deve consistere in un’azione e/o in un’omissione.

9 – L’interpretazione analogica è vietata.

10 – L’interpretazione estensiva è consentita fintanto che non amplia il contenuto della norma, ma è diretta a impedire che fattispecie a essa soggette si sottraggano alla sua disciplina per la mancanza di espressioni letterali.

11 – La legge penale obbliga ogni persona fisica e/o giuridica che si trova nel territorio dell’Unione Europea, salve le eccezioni stabilite dagli atti di diritto pubblico pattizio ratificati dal Parlamento dell’Unione Europea con legge.

12 – La legge penale obbliga ogni persona fisica e/o giuridica che si trova al di fuori del territorio dell’Unione Europea limitatamente ai casi stabiliti dalla legge e/o dagli atti di diritto internazionale pubblico pattizio ratificati dal Parlamento dell’Unione Europea con legge.

13 – Per uno stesso fatto una persona non può essere chiamata a rispondere di titoli diversi di reato.

14 – Il fatto imputato perché sia punibile deve includere almeno la colpa dell’agente persona fisica e/o giuridica.

15 – Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

16 – La pena per il reato commesso può consistere anche in forme di riparazione del male compiuto o verso le persone offese o verso gruppi lesi dal reato, con azioni positive di servizio gratuito in favore di ideali simili agli ideali che il reato ha violato.

17 – La pena detentiva è l’estremo rimedio temporaneo ma necessario per sanzionare colui che calpesta il valore sacro della vita e/o il senso della convivenza sociale.

18 – Non è ammessa la sospensione condizionale della pena detentiva.

19 – La pena di morte non è ammessa.

20 – La pena di morte eventualmente comminata è automaticamente convertita nella pena detentiva massima prevista dalla legge.

21 – L’amnistia e l’indulto sono vietati.

 

Articolo 230

1 – In tutte le branche del diritto, l’avvenuto decorso del tempo della prescrizione non consente di esercitare un diritto, il tempo della prescrizione inizia a decorrere quando il diritto può essere fatto valere e cessa definitivamente quando il diritto è stato esercitato.

2 – Nella materia penale, il decorso del tempo della prescrizione inizia quando la notizia di un fatto costituente reato è comunicata al pubblico ministero o ad altro organo che a questo abbia l’obbligo di riferire e cessa definitivamente quando il pubblico ministero ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio.

 

Articolo 231

1 – L’estradizione del cittadino dell’Unione Europea può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dagli atti di diritto internazionale pubblico pattizio ratificati dal Parlamento dell’Unione Europea con legge.

2 – L’estradizione di cui al comma 1 di questo articolo non può in alcun caso essere ammessa per reati politici.

3 – Il comma 2 di questo articolo non si applica ai delitti di genocidio.

 

Articolo 232

1 – Nel disciplinare il diritto penale processuale, il Parlamento dell’Unione Europea si attiene ai seguenti principi.

2 – Il processo penale è la parte del procedimento penale che inizia con l’esercizio dell’azione penale e termina con il deposito del provvedimento che definisce un grado di giudizio.

3 – Il processo penale è disciplinato secondo il sistema accusatorio e il principio della separazione delle funzioni e delle carriere dell’avvocato, del pubblico ministero, del giudice.

4 – Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l’interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell’accusa e l’acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo.

5 – Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova.

6 – La colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo difensore.

7 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell’imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.

8 – La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento penale.

9 – Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.

10 – Nessuno può essere distolto dal giudice precostituito per legge.

11 – L’imputato è considerato non colpevole fino al passaggio in giudicato del provvedimento di condanna.

12 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina i casi e i modi di applicazione delle misure cautelari e delle misure di prevenzione, della convalida dell’arresto e del fermo, della autorizzazione alle intercettazioni.

13 – Nel processo penale, la dichiarazione a viva voce deve precedere ma non escludere la lettura di una o più dichiarazioni scritte, purché sia stata chiesta o disposta d’ufficio dal giudice la deposizione del testimone o sia stato ammesso o disposto d’ufficio dal giudice l’esame della parte.

14 – Nel processo penale, qualora l’organo giudicante sia collegiale, a parità di voti prevale la soluzione più favorevole all’imputato.

15 – Le prove utilizzate in un procedimento penale contro un imputato possono essere usate nel medesimo procedimento penale contro uno o più altri imputati e/o contro il medesimo imputato per fatti storici diversi.

16 – Salvi i casi di revocazione, la sentenza passata in giudicato di un giudice, anche non penale, può essere usata come prova della verità legale e storica del fatto in essa accertato.

 

Articolo 233

1 – Per conciliare la segretezza delle indagini sui reati con l’informazione da rendere al pubblico, la pubblicazione di notizie, atti, fatti attinenti a un procedimento penale non può avvenire prima che l’atto che li contiene sia stato depositato nei modi di legge.

2 – Il comma 1 di questo articolo non si applica ai fatti accaduti durante un’udienza penale che non sia celebrata a porte chiuse.

3 – La violazione di quanto disposto nel comma 1 di questo articolo comporta la sospensione della licenza della pubblicazione su qualsiasi mezzo di comunicazione per la durata di una settimana e il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio dei ricavi generati con la violazione.

 

Articolo 234

1 – Una persona fisica e/o giuridica prosciolta o condannata con provvedimento definitivo non può essere di nuovo sottoposta a procedimento penale per lo stesso fatto.

2 – Il provvedimento definitivo non impedisce l’esercizio dell’azione penale per il medesimo fatto e contro la medesima persona, qualora successivamente si accerti che la morte dell’indagato o dell’imputato è stata erroneamente dichiarata.

3 – Il provvedimento definitivo con il quale è stata dichiarata la mancanza della querela, della istanza, della richiesta o dell’autorizzazione a procedere, non impedisce l’esercizio dell’azione penale per il medesimo fatto e contro la medesima persona se è in seguito proposta la querela, l’istanza, la richiesta o è concessa l’autorizzazione ovvero se è venuta meno la condizione personale che rendeva necessaria l’autorizzazione.

4 – Il comma 3 di questo articolo si applica anche quando il giudice accerta la mancanza di una condizione di procedibilità diversa da quelle in esso indicate, nonché quando, dopo che è stato pronunciato il provvedimento di non luogo a procedere o di non doversi procedere, lo stato di incapacità dell’imputato viene meno o si accerta che è stato erroneamente dichiarato.

 

Giustizia

 

Articolo 238

La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina i casi e i modi con i quali i non abbienti possono agire e difendersi davanti a ogni giurisdizione.

 

Articolo 239

Nell’applicare la legge di qualsiasi branca del diritto non si può a essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore.

Fermo restando il divieto di analogia di cui all’articolo 229 comma 9, se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decida secondo i principi generali dell’ordinamento applicabile alla controversia.

 

Articolo 240

Le norme processuali, a qualsiasi branca del diritto appartengono, sono rette dal principio tempus regit actum, salvo che la legge disponga altrimenti.

 

Articolo 241

1 – In tutto il territorio dell’Unione Europea, non è possibile incardinare al ruolo un procedimento giudiziario se il soggetto al quale esso viene assegnato ha più di trecento procedimenti sul suo ruolo.

2 – La norma di cui al comma 1 di questo articolo si applica anche al soggetto che concretamente istruisce il procedimento e/o al soggetto che decide la controversia oggetto del procedimento.

3 – A decorrere dalla data di entrata in vigore di questa Costituzione, le disposizioni di questo articolo sono direttamente applicabili anche nell’ordinamento giuridico di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea in tutti i procedimenti giudiziari pendenti e in tutti quelli che verranno incardinati.

4 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

5 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Responsabilità

 

Articolo 245

La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina i casi e i modi per la riparazione dell’errore giudiziario e la responsabilità per dolo o colpa grave di chi lo ha commesso.

 

Articolo 246

1 – Tutti i dipendenti dell’Unione europea, di uno Stato membro dell’Unione Europea, degli enti pubblici di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili, amministrative degli atti compiuti in violazione di legge.

2 – Nei casi di cui al comma 1 di questo articolo, la responsabilità civile si estende al datore di lavoro pubblico solo dopo che il responsabile sia stato escusso per l’intero ammontare.

3 – I dipendenti di cui al comma 1 di questo articolo sono al servizio esclusivo del loro datore di lavoro pubblico. A beneficio di altri soggetti possono esercitare solo volontariato.

4 – Qualora i dipendenti di cui al comma 1 di questo articolo divengano membri del Parlamento dell’Unione Europea, della Commissione dell’Unione Europea, della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, dell’organo di vertice di qualsiasi istituzione dell’Unione Europea, del Parlamento di uno Stato membro dell’Unione Europea, del Governo nazionale di uno Stato membro dell’Unione Europea, dell’organo legislativo o dell’organo esecutivo di qualsiasi ente locale territoriale di uno Stato membro dell’Unione Europea, dell’organo di vertice di qualsiasi istituzione o ente di uno Stato membro dell’Unione Europea o di un suo ente locale territoriale, sono collocati in aspettativa a stipendio zero nel loro lavoro dipendente.

5 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

6 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Arte e scienza

 

Articolo 250

1 – L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

2 – Il progresso della scienza e/o della tecnica non può essere disgiunto dalla riflessione etica di natura filosofica condotta secondo la logica formale simbolica di Bokensky.

3 – Qualsiasi espressione del progresso della scienza e/o della tecnica che violi la disposizione del comma 2 di questo articolo non può in qualsiasi modo essere iniziata, proseguita, utilizzata.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 251

1 – Il dibattito su questioni scientifiche non viene risolto con l’applicazione del principio della maggioranza, ma con l’esibizione di una o più prove.

2 – Il metodo scientifico è il metodo sperimentale e si articola in tre fasi: ipotesi, esperimento, tesi.

3 – Le ipotesi possono essere formulate da chiunque.

4 – Tutte le ipotesi sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

Bandiera

 

Articolo 255

1 – La bandiera dell’Unione Europea è costituita da un cerchio di 12 stelle dorate su uno sfondo blu.

2 – Il numero delle stelle non dipende dal numero dei Paesi membri dell’Unione Europea.

 

FUNZIONAMENTO

 

Commissione

 

Articolo 259

1 – La Commissione dell’Unione Europea può negoziare ogni accordo attinente alle proprie competenze.

2 – Ogni accordo di cui al comma 1 di questo articolo, per entrare in vigore, deve prima essere ratificato dal Parlamento dell’Unione Europea con legge.

 

Lingua

 

Articolo 263

1 – Ciascuno ha il diritto di rivolgersi alle istituzioni dell’Unione Europea nella sua lingua.

2 – La lingua di lavoro delle istituzioni dell’Unione Europea è una sola: l’inglese.

3 – Tutti gli atti delle istituzioni dell’Unione Europea devono essere pubblicati mediante il loro deposito in lingua inglese nelle forme e nei modi stabiliti dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea, altrimenti sono nulli – vale a dire privi di effetto fin dalla loro origine – in modo insanabile.

 

Prelievo fiscale

 

Articolo 267

1 – Qualsiasi persona fisica e/o giuridica che nell’Unione Europea svolge un’attività dalla quale scaturisce un profitto, dopo aver pagato le spese e gli stipendi, destina la somma che residua dei ricavi nel modo seguente: un terzo per il prelievo fiscale, un terzo per il soggetto che ha generato i ricavi, un terzo per il progresso materiale e/o non materiale della società.

2 – Il denaro e/o altra utilità a qualsiasi titolo percepito o dato in violazione di quanto previsto da questo articolo viene attribuito a chi ha subito il mancato impiego delle somme stabilito dal comma 1 di questo articolo.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di quanto previsto da questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 268

In applicazione del principio generale dell’ordinamento giuridico “dare a ciascuno il suo”, l’Unione Europea esercita la sua competenza in materia di unione fiscale in modo che il quaranta per cento del prelievo fiscale netto rimanga nello Stato membro dal quale esso è esatto.

 

Articolo 269

1 – Ciascun reddito prodotto nell’Unione Europea è soggetto all’imposizione fiscale in vigore nel luogo nel quale quel reddito è stato prodotto.

2 – Nella prestazione di servizi di qualsiasi tipo, il luogo nel quale il reddito è stato prodotto è il luogo di residenza del soggetto che fruisce del servizio.

3 – L’imposizione fiscale è improntata al criterio di progressività.

4 – Nessun accordo tra contribuente e fisco può decurtare l’ammontare dovuto, al netto delle sanzioni, di più del quaranta per cento.

5 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Articolo 270

1 – L’ammontare dello stipendio minimo degli operai e l’ammontare dello stipendio minimo degli impiegati non sono soggetti a imposizione fiscale.

2 – Qualsiasi compenso pagato con denaro pubblico non può essere più alto dello stipendio minimo degli impiegati moltiplicato per quindici.

3 – Questo articolo si applica anche ai Paesi membri dell’Unione Europea.

4 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

5 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Finanziamento

 

Articolo 274

1 – Qualsiasi soggetto che eroga un finanziamento pubblico rende nota l’avvenuta erogazione per la durata di non meno di cinque anni dalla data della erogazione stessa, con l’indicazione, per ciascuno di coloro che l’hanno deliberata, del voto espresso, nonché l’indicazione di ogni membro assente e/o astenuto.

2 – La comunicazione al pubblico di cui al comma 1 di questo articolo avviene tramite iscrizione della stessa in un database unico per tutta l’Unione Europea e accessibile a chiunque per via telematica.

3 – Fino a quando l’erogazione non è stata pubblicata ai sensi dei commi 1 e 2 di questo articolo, il soggetto che ha erogato il finanziamento non può erogare altri finanziamenti.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 275

1 – Chiunque riceve un finanziamento pubblico per la ricerca deve redigere un rendiconto nel quale autocertifica: le proprie generalità, il proprio codice fiscale e la partita i.v.a. oppure uno solo di questi ultimi due dati se non li possiede entrambi, quanti soldi ha ricevuto, che uso ne ha fatto, perché ne ha fatto quell’uso, che risultato ha ottenuto dall’uso che ha fatto del finanziamento ricevuto.

2 – Il risultato ottenuto di cui al comma 1 di questo articolo deve essere spiegato e dimostrato con una o più prove in una pubblicazione di carattere scientifico il cui riferimento bibliografico o telematico deve essere citato nel rendiconto di cui al comma 1 di questo articolo.

3 – La mancata trasmissione del rendiconto di cui al comma 1 di questo articolo al soggetto che ha erogato il finanziamento pubblico è rilevabile da chiunque e preclude al soggetto finanziato di ricevere altri finanziamenti pubblici.

4 – Il soggetto che ha erogato il finanziamento allega il rendiconto di cui al comma 1 di questo articolo alla pubblicazione della avvenuta erogazione del finanziamento di cui al comma 1 dell’articolo 91.

5 – L’inesistenza della pubblicazione di carattere scientifico di cui al comma 2 di questo articolo è rilevabile da chiunque e preclude al soggetto finanziato la possibilità di ricevere altri finanziamenti pubblici.

6 – Le preclusioni di cui ai commi 3 e 5 di questo articolo cessano al momento della pubblicazione, rispettivamente, del rendiconto e della pubblicazione di carattere scientifico di cui ai commi 1 e 2 di questo articolo.

7 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Denaro

 

Articolo 279

1 – L’inveramento della moneta dell’Unione Europea deve avvenire per grandezze finanziarie corrispondenti al valore di mercato dei beni e dei servizi realmente prodotti ogni anno nei Paesi membri dell’Unione Europea.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 280

1 – Nella obbligazione pecuniaria, sugli interessi scaduti non maturano interessi.

2 – Nella obbligazione pecuniaria, l’interesse è costituito da qualsiasi somma pagata a qualsiasi titolo per il capitale incluse le commissioni, le remunerazioni, le spese, il prelievo fiscale di qualsiasi tipo.

3 – Nella obbligazione pecuniaria, si ha usura al superamento del tasso medio europeo per la categoria di operazioni di riferimento.

4 – Il tasso di cui al comma 3 di questo articolo è rilevato ogni trimestre dalla Banca centrale europea per ciascuna categoria di operazioni ed è da essa pubblicato gratuitamente via internet per almeno venti anni.

5 – Nella obbligazione pecuniaria, la presenza dell’usura comporta la non debenza degli interessi, oltre alle altre sanzioni previste dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea e dalla legge di ciascuno degli Stati membri dell’Unione Europea.

6 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Articolo 281

1 – Il denaro pubblico può essere investito in soggetti commerciali privati solo per:

  • creare un soggetto commerciale privato destinato a operare con le regole di mercato;
  • acquistare una partecipazione azionaria di un soggetto commerciale privato in crisi al fine di rimetterlo in buone condizioni economiche e vendere la partecipazione azionaria acquisita entro tre anni dall’acquisto realizzando una plusvalenza;
  • sostenere l’attività economica di uno o più soggetti commerciali danneggiati da una o più calamità pubbliche per il tempo necessario a superare le calamità in parola.

2 – Per salvaguardare la concorrenza, i soggetti che operano in violazione delle disposizioni di cui al comma 1 di questo articolo non possono operare nell’Unione Europea in qualsiasi modo.

3 – Per salvaguardare la concorrenza, i beni, i servizi, i lavori che sono prodotti, realizzati, acquistati, venduti, effettuati in violazione delle disposizioni di cui al comma 1 di questo articolo non possono avere ingresso e/o circolare nell’Unione Europea.

4 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Banca

 

Articolo 285

1 – Qualsiasi persona fisica e/o giuridica non può svolgere contemporaneamente l’attività di banca commerciale e l’attività di banca d’affari.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Coperture

 

Articolo 289

1 – Qualsiasi atto, di una o più istituzioni dell’Unione Europea, che comporti una spesa deve contenere l’indicazione della copertura finanziaria integrale e non a debito con la quale farvi fronte.

2 – La disposizione di cui al comma 1 di questo articolo si applica anche alle istituzioni pubbliche e agli enti pubblici degli Stati membri dell’Unione Europea.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Prodotti

 

Articolo 293

1 – Qualsiasi prodotto che non sia completamente biodegradabile o reso chimicamente neutro in fase di produzione non può essere prodotto, introdotto, circolare, essere detenuto nel territorio dell’Unione Europea.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 294

1 – Tutti i prodotti destinati all’alimentazione umana, all’alimentazione animale, alla coltivazione delle piante prodotti, introdotti, commercializzati o detenuti a qualsiasi titolo nel territorio dell’Unione Europea non possono contenere sostanze che nuocciono alla salute pubblica e/o danneggiano l’ambiente.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

Articolo 295

1 – Tutti i prodotti destinati all’alimentazione umana e/o animale prodotti, introdotti, commercializzati o detenuti a qualsiasi titolo nel territorio dell’Unione Europea devono avere sull’etichetta apposta sul prodotto l’indicazione dell’origine di tutte le sostanze impiegate per la fabbricazione del prodotto e la percentuale di ciascuna sostanza sul totale della massa del prodotto finito.

2 – Le informazioni di cui al comma 1 di questo articolo devono essere scritte in modo chiaro e comprensibile per il consumatore di media diligenza ed esperienza.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Istruzione

 

Articolo 299

1 – Il titolo di studio, comunque denominato e di qualsiasi tipo esso sia, non ha valore legale.

2 – La scelta dell’istituto di istruzione scolastica e dell’istituto di istruzione universitaria da frequentare è libera.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

4 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 300

1 – In ogni istituto di istruzione scolastica, comunque denominato e di qualsiasi tipo esso sia, il direttore dell’istituto sceglie autonomamente il progetto educativo, il programma didattico, il metodo didattico e infine i docenti tra quelli abilitati a norma di legge.

2 – Il progetto educativo, il programma didattico e il metodo didattico di cui al comma 1 di questo articolo non possono essere contrari all’ordine pubblico – in tutte le sue definizioni di cui all’articolo 223 – e/o al buon costume di cui all’articolo 224.

3 – In ogni caso, il metodo didattico di cui al comma 1 di questo articolo deve contenere i seguenti requisiti minimi:

  1. contenere lo studio della teoria generale del diritto e dell’educazione civica perché ogni studente sappia cosa sono e come si usano le libertà e le situazioni giuridiche;
  2. ogni argomento che viene affrontato viene studiato dagli studenti prima della lezione;
  3. durante la lezione in classe, gli studenti, guidati dal docente, individuano i punti fondamentali della vita, delle azioni e omissioni e infine del contesto vitale che riguardano l’argomento oggetto di studio per poi discutere tra loro e con il docente, secondo la modalità che quest’ultimo riterrà più opportuna, della valenza che i punti fondamentali così individuati hanno oggi per gli studenti;
  4. l’attività compiuta da ogni studente nell’espletamento di quanto previsto dai numeri 2 e 3 di questo comma è oggetto di valutazione da parte del docente.

4 – Fin dal primo giorno di istruzione scolastica, ogni studente deve imparare a integrare i contenuti didattici con le competenze che da essi derivano.

5 – Al termine di ogni anno di studio, ogni studente deve avere appreso le nozioni di pensiero critico, capacità creativa, capacità di risolvere i problemi, capacità di prendere delle decisioni, capacità di collegare quello che ha appreso alla vita e a situazioni nuove.

6 – Quanto previsto dal comma 5 di questo articolo è oggetto di un apposito esame al termine di ogni anno di studio necessario per il superamento dell’anno scolastico.

7 – L’esame di cui al comma 6 di questo articolo viene predisposto, per tutti gli istituti di istruzione scolastica che si trovano nel territorio dell’Unione Europea, da un’unica istituzione individuata con decreto del presidente della Commissione dell’Unione Europea.

8 – L’esame di cui al comma 6 di questo articolo mira a valutare il grado di raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 5 di questo articolo da parte di un individuo di età pari a quella degli studenti cui l’esame è indirizzato.

9 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle diposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 301

1 – Gli Stati membri dell’Unione Europea dettano le norme sull’istruzione di ogni ordine e grado nel rispetto di quanto affermato in questa Costituzione.

2 – L’istruzione obbligatoria è vietata.

3 – Ciascuno Stato membro dell’Unione Europea può prevedere un livello di istruzione minima.

4 – Gli Stati membri dell’Unione Europea, gli enti e i privati possono istituire scuole per tutti gli ordini e i gradi.

5 – La scuola è aperta a tutti.

6 – Le istituzioni di alta cultura, università e accademie hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato membro dell’Unione Europea nel quale si trovano.

 

Articolo 302

1 – Lo studente iscritto in un’università ubicata in un Paese membro dell’Unione Europea può chiedere di svolgere una parte del suo piano di studi presso un’università ubicata in un altro Paese membro dell’Unione Europea.

2 – Il Consiglio di Facoltà può dichiarare l’equivalenza del piano di studi di cui al comma 1 di questo articolo, ma essa diventerà effettiva solo dopo che lo studente avrà prodotto la documentazione degli esami superati.

3 – Possono essere previste analoghe forme di mobilità nell’ambito del mondo della produzione, del lavoro, dell’istruzione scolastica e dello sport.

4 – Le forme di mobilità di cui ai commi 1 e 3 di questo articolo possono essere estese anche a Paesi che non sono membri dell’Unione Europea.

5 – Il Parlamento dell’Unione Europea e la Commissione dell’Unione Europea, nell’ambito delle rispettive competenze, varano i provvedimenti necessari a dare attuazione alle disposizioni di questo articolo sul piano normativo, amministrativo e finanziario.

 

Articolo 303

1 – In tutto il territorio dell’UE, non possono essere oggetto di riconoscimento i titoli di studio rilasciati dalle Facoltà di teologia, comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano, che non siano esclusivamente Facoltà statali.

2 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Articolo 304

1 – In tutto il territorio dell’Unione Europea non viene riconosciuto in alcun modo il diritto allo studio inteso come diritto a superare l’anno scolastico e/o diritto a superare un esame e/o diritto a ottenere un titolo di studio.

2 – In tutto il territorio dell’Unione Europea viene riconosciuto il diritto a studiare.

3 – In tutto il territorio dell’Unione Europea chiunque vuole avvalersi del diritto a studiare è obbligato a contribuire al pagamento della retta prevista per il servizio di istruzione.

4 – La retta di cui al comma 3 di questo articolo è determinata dal direttore di ciascun istituto in base agli scaglioni del reddito complessivo del nucleo familiare al quale appartiene chi vuole avvalersi del diritto a studiare.

5 – I capaci e i meritevoli, se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. A tal fine ogni Stato membro dell’Unione Europea rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

 

Libera professione

 

Articolo 308

1 – In ciascuno Stato membro dell’Unione Europea, l’accesso a una libera professione si ottiene con l’esibizione alle autorità designate da ciascuno Stato membro dell’Unione Europea della documentazione che attesti tre anni di pratica della libera professione alla quale si chiede di accedere.

2 – Per poter esercitare una libera professione in uno Stato membro dell’Unione Europea diverso da quello nel quale si è ottenuto l’accesso a essa, si può scegliere tra il superamento di un esame abilitativo disciplinato da ciascuno Stato membro dell’Unione Europea o l’esibizione alle autorità designate da ciascuno Stato membro dell’Unione Europea della documentazione che attesti tre anni di pratica della libera professione nello Stato nel quale si chiede il nuovo accesso.

 

Articolo 309

1 – In tutto il territorio dell’Unione Europea non è ammesso lo svolgimento di una o più libere professioni in forma associativa con la presenza di uno o più soci di capitale.

2 – In tutto il territorio dell’Unione Europea non sono derogabili i parametri professionali minimi stabiliti con una contrattazione collettiva nazionale svolta in ciascuno Stato membro dell’Unione Europea tra i rappresentanti di una categoria di liberi professionisti e la pubblica amministrazione nazionale di riferimento per la loro professione.

3 – I parametri professionali di cui al comma 2 di questo articolo sono automaticamente aggiornati ogni anno ai tre quarti dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato all’interno dello Stato membro dell’Unione Europea nel quale i parametri da aggiornare sono in vigore.

4 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Lavoro

 

Articolo 313

1 – Nelle istituzioni dell’Unione Europea, tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, stipulati a partire dalla data di entrata in vigore di questa Costituzione, sono nulli – vale a dire privi di effetto fin dalla loro origine – in modo insanabile.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione del comma 1 di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 314

1 – Nelle istituzioni dell’Unione Europea, tutti i rapporti di lavoro, comunque denominati, in essere alla data di entrata in vigore di questa Costituzione, sono automaticamente risolti.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione del comma 1 di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 315

1 – Qualsiasi rapporto di lavoro, comunque denominato nel Parlamento dell’Unione Europea, nella Commissione dell’Unione Europea, nella Corte di giustizia dell’Unione Europea, in un’istituzione dell’Unione Europea diversa dalle prime tre può sussistere solo se è incardinato in un membro, rispettivamente, del Parlamento dell’Unione Europea, della Commissione dell’Unione Europea, della Corte di giustizia dell’Unione Europea, dell’organo di vertice dell’istituzione dell’Unione Europea.

2 – L’incardinazione di cui al comma 1 di questo articolo non può essere fatta allo stesso tempo in più di un membro, rispettivamente, del Parlamento dell’Unione Europea, della Commissione dell’Unione Europea, della Corte di giustizia dell’Unione Europea, dell’organo di vertice dell’istituzione dell’Unione Europea.

3 – Ai fini di questo articolo, la procedura concorsuale, comunque denominata e di qualsiasi tipo essa sia, è vietata.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 316

1 – Qualsiasi rapporto di lavoro, comunque denominato e di qualsiasi tipo esso sia, nel Parlamento dell’Unione Europea, nella Commissione dell’Unione Europea, nella Corte di giustizia dell’Unione Europea, in un’istituzione dell’Unione Europea diversa dalle prime tre viene stipulato per chiamata diretta da parte del membro, rispettivamente, del Parlamento dell’Unione Europea, della Commissione dell’Unione Europea, della Corte di giustizia dell’Unione Europea, dell’organo di vertice dell’istituzione dell’Unione Europea nel quale il rapporto di lavoro è incardinato.

2 – Ciascun membro del Parlamento dell’Unione Europea, della Commissione dell’Unione Europea, della Corte di giustizia dell’Unione Europea, dell’organo di vertice dell’istituzione dell’Unione Europea può avere al massimo tre collaboratori.

3 – Ai fini di questo articolo, la procedura concorsuale, comunque denominata e di qualsiasi tipo essa sia, è vietata.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 317

1 – Tutti i rapporti di lavoro incardinati in un membro del Parlamento dell’Unione Europea, della Commissione dell’Unione Europea, della Corte di giustizia dell’Unione Europea, dell’organo di vertice di un’istituzione dell’Unione Europea diversa dalle prime tre si risolvono automaticamente, sia alla data della scadenza del mandato, rispettivamente, del Parlamento dell’Unione Europea, della Commissione dell’Unione Europea, della Corte di giustizia dell’Unione Europea, dell’organo di vertice dell’istituzione dell’Unione Europea, sia alla data dello scioglimento anticipato del Parlamento dell’Unione Europea, sia alla data della morte o della decadenza dall’ufficio per qualsiasi causa del membro, rispettivamente, del Parlamento dell’Unione Europea, della Commissione dell’Unione Europea, della Corte di giustizia dell’Unione Europea, dell’organo di vertice dell’istituzione dell’Unione Europea.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Bilancio

 

Articolo 321

1 – Il bilancio redatto dalle istituzioni dell’Unione Europea è uno solo: il bilancio federale dell’Unione Europea.

2 – I soggetti ai quali sono assegnate le funzioni amministrative relative alle materie attribuite ai Parlamenti nazionali non possono redigere il bilancio federale dell’Unione Europea.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 322

1 – Il bilancio federale dell’Unione Europea nel suo complesso, le sue voci e tutti gli atti delle procedure di spesa che lo riguardano sono sempre accessibili a chiunque, in tempo reale, per via telematica, a opera della Commissione dell’Unione Europea, per non meno di cinque anni decorrenti dalla data di pubblicazione di ogni singolo bilancio, voce, atto.

2 – Fintanto che perdura la violazione di quanto previsto dal comma 1 di questo articolo, è privo di effetti ogni bilancio, voce, atto, di cui al comma 1 ora citato, dell’istituzione dell’Unione Europea che viola il comma 1 in parola.

 

Articolo 323

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea approva il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dalla Commissione dell’Unione Europea.

2 – L’esercizio provvisorio del bilancio può essere concesso con legge del Parlamento dell’Unione Europea per un periodo di tempo non superiore a quattro mesi.

3 – Ogni legge del Parlamento dell’Unione Europea che importi delle spese deve indicare le coperture integrali e non a debito con le quali farvi fronte.

4 – Il comma 3 di questo articolo si applica anche a tutti gli organi dotati del potere legislativo negli Stati membri dell’Unione Europea.

5 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Giustizia

 

Articolo 327

1 – In tutto il territorio dell’Unione Europea il potere giudiziario, in qualsiasi ordine e grado, è esercitato esclusivamente da parte di persone fisiche.

2 – Le persone fisiche di cui al comma 1 di questo articolo sono elette a suffragio universale secondo quanto previsto dagli articoli 4 e 8.

3 – Il mandato elettorale di cui al comma 2 di questo articolo dura dieci anni, non è prorogabile e non è rinnovabile per un tempo pari a quello del mandato elettorale esercitato.

4 – Le persone fisiche di cui al comma 1 di questo articolo hanno la stessa posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea nel quale si trovano.

5 – Nel caso in cui la sede e/o l’ufficio nel quale le persone fisiche di cui al comma 1 di questo articolo prestano servizio non si trovano nel territorio di un Paese membro dell’Unione Europea, essi hanno la posizione giuridica soggettiva dei comuni cittadini del Paese membro dell’Unione Europea del quale hanno la cittadinanza.

6 – Nel caso in cui le persone fisiche di cui al comma 1 di questo articolo siano cittadini di più di un Paese membro dell’Unione Europea, si prende in considerazione solo la cittadinanza che, in ordine di tempo, è stata acquisita per prima.

7 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

8 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 328

1 – Le elezioni di cui al comma 2 dell’articolo 327 si tengono a partire dal giorno seguente a quello di entrata in vigore di questa Costituzione.

2 – Tutti coloro che, in qualsiasi modo e/o con qualsiasi configurazione giuridica, sono titolari del potere giudiziario all’interno dell’Unione Europea alla data di entrata in vigore di questa Costituzione decadono automaticamente da tutte le funzioni giudiziarie un anno dopo l’entrata in vigore di questa Costituzione.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

4 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 329

1 – Qualsiasi controversia di diritto civile che debba essere decisa secondo il diritto dell’Unione Europea e/o secondo il diritto di uno o più dei suoi Stati membri può essere compromessa in arbitri.

2 – La dichiarazione di voler deferire la controversia agli arbitri comporta la automatica devoluzione della controversia agli arbitri.

3 – La dichiarazione di cui al comma 2 di questo articolo deve essere fatta entro la prima udienza e può essere resa anche da una sola delle parti in causa.

4 – L’eventuale contrasto tra le dichiarazioni di cui al comma 3 di questo articolo è risolto con la devoluzione della controversia a un arbitrato amministrato che si svolge nel Comune di residenza del consumatore e che viene condotto da parte di un organismo iscritto a un apposito albo nazionale.  

5 – La violenza e il dolo sono ciascuno un motivo di nullità insanabile della dichiarazione di cui al comma 3 di questo articolo.

6 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 330

1 – Tutti gli arbitrati, comunque denominati e di qualsiasi tipo essi siano, che si svolgono nel territorio dell’Unione Europea e/o secondo il diritto dell’Unione Europea e/o secondo il diritto di uno o più dei suoi Stati membri vengono decisi da professionisti del diritto.

2 – I dipendenti pubblici, comunque denominati e di qualsiasi tipo siano, non possono essere arbitri negli arbitrati di cui al comma 1 di questo articolo, né emanare il lodo arbitrale.

3 – Il termine per la decisione, la rilevanza del decorso del termine, le norme per la deliberazione, i requisiti del lodo, il numero degli originali e delle copie del lodo sono disciplinati nella clausola compromissoria o dal regolamento dell’arbitrato amministrato scelto ai sensi dell’articolo 329, comma 3.

4 – Il lodo arbitrale reso negli arbitrati di cui al comma 1 di questo articolo ha l’efficacia della sentenza pronunciata dall’autorità giudiziaria nazionale.

5 – Il regolamento dell’arbitrato amministrato, la clausola compromissoria, il lodo arbitrale possono essere impugnati solo per contrarietà all’ordine pubblico – in tutte le sue definizioni di cui all’articolo 223 – e/o al buon costume di cui all’articolo 224.

6 – L’impugnazione di cui al comma 5 di questo articolo e la procedura di correzione del lodo avvengono in un unico grado di giudizio, tramite reclamo, da decidere in camera di consiglio.

7 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina la procedura di impugnazione di cui al comma 5 di questo articolo, la procedura per fare eseguire il lodo, i casi e la procedura di correzione del lodo.

8 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 331

1 – I magistrati, i militari in servizio attivo, i funzionari e gli agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari non possono essere iscritti a partiti politici e/o a movimenti politici.

2 – La violazione del comma 1 di questo articolo comporta l’automatica decadenza dalle mansioni esercitate dal trasgressore.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 332

1 – Per avviare qualsiasi procedimento giudiziario che si svolga in tutto o in parte nel territorio dell’Unione Europea è necessario pagare una somma di denaro unica e onnicomprensiva. 

2 – Non è ammesso alcun pagamento ulteriore – che abbia attinenza al medesimo procedimento e/o a uno o più dei suoi atti – effettuato direttamente o indirettamente.

3 – La somma di denaro di cui al comma 1 di questo articolo è pari all’uno per cento del valore del procedimento giudiziario che viene avviato.

4 – Per il procedimento giudiziario di valore indeterminabile, la somma di denaro di cui al comma 1 di questo articolo è pari alla metà del salario medio mensile di un impiegato nel territorio dello Stato membro dell’Unione Europea nel quale il procedimento giudiziario si svolge.

5 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

6 – Le disposizioni di questo articolo sono direttamente applicabili anche nell’ordinamento giuridico di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea in tutti i procedimenti giudiziari che verranno incardinati a partire dalla data di entrata in vigore di questa Costituzione.

7 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 333

1 – In qualsiasi procedimento giudiziario che si svolga in tutto o in parte nel territorio dell’Unione Europea, il diritto processuale prevede che in ogni grado di giudizio vi può essere una sola udienza. 

2 – L’unica udienza di cui al comma 1 di questo articolo ha luogo solamente per l’assunzione dei mezzi istruttori, deve iniziare e concludersi nel tempo massimo di 10 ore e non può essere rinviata e/o sospesa per alcun motivo, ad eccezione di quanto disposto dal comma 3 di questo articolo.

3 – La proposizione della querela di falso nei confronti di uno o più dei documenti depositati nel procedimento, la necessità di decidere una controversia dalla cui decisione dipende la decisione da assumersi nel procedimento, la morte o la perdita della capacità di stare in giudizio di una o più delle parti e/o di uno o più dei loro rappresentanti e/o di uno o più dei loro difensori muniti di procura, la morte o la radiazione o la sospensione di uno o più dei difensori delle parti muniti di procura comportano la sospensione dell’unica udienza di cui al comma 1 di questo articolo se una o più delle cause di sospensione elencate in questo comma si verificano nel lasso di tempo che inizia dalla costituzione in Cancelleria della parte alla quale la causa di sospensione si riferisce fino alla conclusione dell’unica udienza di cui al comma 2 di questo articolo.

4 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

5 – Le disposizioni di questo articolo sono direttamente applicabili anche nell’ordinamento giuridico di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea in tutti i procedimenti giudiziari che verranno incardinati a partire dalla data di entrata in vigore di questa Costituzione.

6 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 334

1 – In tutti i procedimenti giudiziari che si svolgono in tutto o in parte nel territorio dell’Unione Europea non può svolgere la funzione giudicante e/o la funzione inquirente – comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano – chi, oltre al corso di laurea in giurisprudenza, non ha superato tutti gli esami di un corso di laurea di durata almeno triennale in psicologia.

2 – In tutti i procedimenti giudiziari che si svolgono nel territorio dell’Unione Europea non può svolgere la funzione giudicante e/o la funzione inquirente – comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano – chi non ha superato un test della personalità che attesti l’idoneità alla funzione concretamente svolta, giudicante e/o inquirente che sia.

3 – Il test della personalità di cui ai commi 1 e 2 di questo articolo è disciplinato con un decreto del presidente della Commissione dell’Unione Europea.

4 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

5 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Energia

 

Articolo 338

1 – Le fonti di energia rinnovabile sono soggette a un’imposizione fiscale pari alla metà di quella in vigore per le fonti di energia non rinnovabili.

2 – Il petrolio, il gas, il carbone, in qualsiasi stato e/o forma siano o vengano trasformati, e la fissione nucleare sono fonti di energia non rinnovabile.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 339

1 – Entro dieci anni dall’entrata in vigore di questa Costituzione, tutti i Paesi membri dell’Unione Europea non producono e non usano energia ottenuta dal carbone. 

2 – Fintanto che perdura la violazione del comma 1 di questo articolo, il Paese membro trasgressore e tutte le imprese aventi un ufficio e/o uno stabilimento all’interno dei suoi confini non possono percepire fondi europei comunque denominati e da chiunque erogati.

3 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Fede

 

Articolo 343

1 – Il diritto ecclesiastico è la branca del diritto che disciplina i rapporti tra l’Unione Europea e le confessioni religiose.

2 – Le norme del diritto ecclesiastico sono emanate solo dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea.

3 – L’Unione Europea può stipulare intese con le rappresentanze delle confessioni religiose.

 

Articolo 344

Le attività con fine di lucro gestite o in qualunque modo riconducibili a uno o più ministri di un culto, laici consacrati, laiche consacrate, religiosi, religiose, monaci, monache sono soggette all’imposizione fiscale prevista per i soggetti appartenenti alla categoria professionale, commerciale, imprenditoriale di riferimento.

 

Articolo 345

1 – Le scelte in materia di fede religiosa non devono essere motivo di violenza, minaccia o frode, commesse o subite.

2 – Il Parlamento dell’Unione Europea disciplina con legge la prevenzione e la repressione delle violazioni di quanto stabilito dal comma 1 di questo articolo.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 346

1 – L’Unione Europea è uno Stato laico che offre pari opportunità alle confessioni religiose.

2 – I culti, i dogmi e il modo di vivere di una confessione religiosa sono stabiliti dalle autorità competenti della fede religiosa che esprime quei dogmi, quei culti e quel modo di vivere.

3 – I culti, i dogmi e il modo di vivere di cui al comma 2 di questo articolo non possono essere contrari all’ordine pubblico – in tutte le sue definizioni di cui all’articolo 223 – e/o al buon costume di cui all’articolo 224.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 347

1 – La riflessione teologica non è dogma di fede.

2 – La riflessione teologica è libera.

3 – La riflessione teologica si svolge nel rispetto delle norme che disciplinano i reati di ingiuria, minaccia, diffamazione, calunnia, apologia di reato, vilipendio, istigazione a delinquere, istigazione all’odio.

4 – I reati di cui al comma 3 di questo articolo non possono essere usati per difendere un interesse politico e/o economico e/o religioso di una fede religiosa.

5 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Articolo 348

1 – Il dialogo inter-religioso si svolge senza verità di fede valide a priori.

2 – La dottrina e la morale sono oggetto del dialogo inter-religioso solo dopo avere terminato il dialogo sulla mistica e sulla spiritualità.

3 – Il dialogo inter-religioso sulla mistica e sulla spiritualità di cui al comma 2 di questo articolo è svolto esclusivamente dai monaci.

4 – Può partecipare al dialogo inter-religioso sulla dottrina e sulla morale di cui al comma 2 di questo articolo solo chi fornisce la dimostrazione, al di là di ogni ragionevole dubbio, che ciascun testo sacro e/o profano al quale fa riferimento è integrale e originale oppure è conforme al testo originale e integrale.

Articolo 349

1 – Fermo restando l’articolo 346, al fine di evitare che la scelta di ciascuno in materia fede conduca a episodi di violenza fatta o subita, la fede:

  • può fare delle affermazioni contro la realtà della natura;
  • può fare delle affermazioni oltre la ragione;
  • non può fare delle affermazioni consistenti in un racconto di un’azione che deve essere interpretata diversamente dal suo significato letterale, perché questa è l’allegoria;
  • non può fare delle affermazioni consistenti in qualsiasi fatto, manifestazione, fenomeno da cui si possono trarre indizi, deduzioni, conoscenze, perché questo è il segno;
  • può fare delle affermazioni consistenti in qualsiasi cosa – segno, gesto, oggetto, animale, persona – la cui percezione susciti un’idea diversa dal suo immediato aspetto sensibile, perché questo è il simbolo.

2 – La fede può usare l’allegoria e il segno per spiegare le sue affermazioni.

3 – La violazione del disposto di questo articolo influisce negativamente sull’assegnazione di fondi pubblici alla fede religiosa la cui autorità competente ha fatto e/o non ha rimediato alla violazione in parola.

 

Vita

 

Articolo 353

1 – La vita umana inizia a partire dall’avvenuta fusione del patrimonio genetico della cellula maschile con quello della cellula femminile, poiché a partire da questo momento si ha un patrimonio genetico nuovo e diverso da quello di ciascuno dei due genitori.

2 – L’interruzione di gravidanza, comunque denominata e in qualsiasi modo essa avvenga, è vietata a partire dall’avvenuta fusione del patrimonio genetico della cellula maschile con quello della cellula femminile.

3 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 354

1 – La vita umana termina al momento della morte.

2 – La morte di cui al comma 1 di questo articolo è la permanente cessazione di tutte le funzioni vitali dell’individuo umano.

3 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Gravidanza

 

Articolo 358

1 – In tutto il territorio dell’Unione Europea, il problema della gravidanza inattesa si risolve nel modo seguente: si prende in considerazione il giorno di picco della fertilità, si aggiungono cinque giorni prima e cinque giorni dopo e ci si astiene dall’avere rapporti sessuali all’interno dell’interno arco temporale risultante dalla somma ora descritta.

2 – In tutto il territorio dell’Unione Europea, il problema della gravidanza indesiderata si risolve nel modo seguente: la persona che ha partorito può dichiarare di non riconoscere il frutto del parto, il mancato riconoscimento in parola avvia la procedura di adozione.

3 – Il Parlamento dell’Unione Europea disciplina con legge il mancato riconoscimento e la procedura di adozione di cui al comma 2 di questo articolo.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Obiezione di coscienza

 

Articolo 362

1 – Il diritto all’obiezione di coscienza passiva è riconosciuto fino a quando non mette a rischio la salute pubblica e/o la vita umana.

2 – Qualora l’esercizio del diritto di cui al comma 1 di questo articolo comporti l’impossibilità di svolgere le proprie mansioni, si procede all’assegnazione a delle mansioni equivalenti che non presentino per l’individuo in esame un problema di coscienza, oppure, se questa assegnazione non sia possibile, alla risoluzione del rapporto di lavoro.

 

Spazio

 

Articolo 366

1 – I viaggi nello spazio, a qualsiasi fine essi sono svolti, si svolgono senza l’abbandono di oggetti che non siano in grado di tornare autonomamente sulla Terra, oppure che non siano recuperati prima della fine del viaggio.

2 – Il comma 1 di questo articolo non si applica alle strutture permanenti o semi permanenti destinate a rimanere nello spazio, a patto che sia organizzato fin dall’inizio il loro smaltimento non inquinante al termine del loro impiego.

3 – Il comma 1 di questo articolo si applica a tutti i viaggi nello spazio che partano dal territorio dell’Unione Europea e/o a quelli ai quali prendano parte una o più persone, fisiche e/o giuridiche, che siano soggette al diritto dell’Unione Europea e/o di uno dei suoi Stati membri.

4 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile, preclude al soggetto finanziato di ricevere qualsiasi finanziamento pubblico fino a quando avrà ottemperato al recupero di cui al comma 1 e/o allo smaltimento di cui al comma 2 di questo articolo e infine di effettuare altri viaggi nello spazio, se non quelli necessari al recupero di cui al comma 1 e/o allo smaltimento di cui al comma 2 di questo articolo.

 

Immobili

 

Articolo 370

1 – In tutto il territorio dell’Unione Europea ogni costruzione iniziata e/o completata a partire dalla data di entrata in vigore di questa Costituzione deve essere antisismica, ecologica, a risparmio energetico.

2 – Il requisito della anti-sismicità è escluso per le costruzioni che si trovano in aree definite “non a rischio sismico” da un organismo unico per tutto il territorio dell’Unione Europea designato dal presidente della Commissione dell’Unione Europea.

3 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile, preclude al soggetto finanziato di ricevere i finanziamenti pubblici fino a quando avrà ottemperato a quanto previsto dal comma 1 e infine di iniziare e/o portare avanti e/o completare delle costruzioni, se non i lavori necessari all’attuazione di quanto previsto dal comma 1 di questo articolo.

 

Organismo geneticamente modificato

 

Articolo 374

1 – Qualsiasi organismo geneticamente modificato, comunque denominato e di qualsiasi tipo esso sia, non può essere prodotto, introdotto, circolare, essere detenuto in tutto il territorio dell’Unione Europea se non possiede congiuntamente le seguenti caratteristiche:

  • la dimostrazione scientifica che non nuoce alla salute umana;
  • la dimostrazione scientifica che non danneggia l’ambiente.

2 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile e preclude al soggetto finanziato di ricevere qualsiasi finanziamento pubblico fino a quando avrà ottemperato a quanto previsto dal comma 1 di questo articolo.

 

Servizio pubblico

 

Articolo 378

1 – Nessun soggetto, persona fisica e/o giuridica, può esercitare contemporaneamente l’attività di gestione di una rete di un servizio pubblico e l’attività di erogazione del servizio pubblico in tutto o in parte attraverso la medesima rete. 

2 – Il comma 1 di questo articolo si applica anche ai servizi di pubblica utilità.

3 – La violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionata con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

4 – Questo articolo si applica anche agli Stati membri dell’Unione Europea.

 

Articolo 379

1 – I servizi pubblici e i servizi di pubblica utilità sono gestiti con un’organizzazione aziendale.

2 – Al fine di garantire l’omogeneità delle prestazioni dei servizi di cui al comma 1 di questo articolo sul territorio nazionale, ogni Stato membro dell’Unione Europea stabilisce standard di qualità consistenti in tempi certi e livelli di costi, efficienza ed efficacia predeterminati.

3 – La violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionata con l’impossibilità per lo Stato membro inadempiente di percepire qualsiasi finanziamento pubblico da parte dell’Unione Europea.

4 – Questo articolo si applica anche agli Stati membri dell’Unione Europea.

 

Finanza

 

Articolo 383

1 – L’economia e la finanza hanno il loro limite intrinseco nell’essere essenzialmente relative alla persona umana e nell’avere quest’ultima come soggetto, fondamento e fine.

2 – La politica è sovraordinata all’economia e alla finanza.

3 – L’Unione Europea esercita la politica in modo da concretizzare le strutture istituzionali necessarie all’attuazione del comma 1 di questo articolo.  

 

Articolo 384

1 – Nessun soggetto, persona fisica e/o giuridica, operante nell’Unione Europea e/o operante nei confronti di persone fisiche e/o giuridiche che sono residenti o domiciliate nell’Unione Europea, può avere un’esposizione debitoria in strumenti finanziari superiore a un terzo del suo patrimonio.

2 – Il comma 1 di questo articolo non si applica agli strumenti finanziari interamente garantiti da uno o più Stati.

3 – La violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionata con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Mercato

 

Articolo 388

1 – Un mercato senza regole conduce al vuoto di valori umani, diventa un fine in se stesso e compromette l’equilibrio ecologico.

2 – L’Unione Europea si adopera perché quanto descritto nel comma 1 di questo articolo non accada.

 

Difesa

 

Articolo 392

1 – In applicazione del principio generale dell’ordinamento giuridico “vivere onestamente”, l’Unione Europea esercita la sua competenza in materia di politica estera, difesa e partecipazione alle missioni internazionali per dare attuazione ai principi dell’ordine pubblico internazionale di cui all’articolo 223 con gli strumenti della diplomazia, dei servizi di informazione, della cooperazione, dell’economia e, se necessario, anche con l’uso della forza nei casi di legittima difesa e nei casi in cui l’uso della forza è stato deliberato in base alla Carta istitutiva dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

2 – Ciascun Paese membro dell’Unione Europea contribuisce alla competenza in materia di difesa e partecipazione alle missioni internazionali dell’Unione Europea secondo il criterio: tutti sono necessari, nessuno è indispensabile.

 

Articolo 393

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea delibera lo stato di guerra e conferisce alla Commissione dell’Unione Europea i poteri necessari.

 

Articolo 394

1 – La difesa dell’Unione Europea è espletata da militari di carriera.

2 – Il Parlamento dell’Unione Europea può deliberare la coscrizione militare obbligatoria nei casi in cui questo è necessario per la difesa dell’Unione Europea.

 

Articolo 395

L’ordinamento delle Forze Armate si informa allo spirito democratico dell’Unione Europea.

 

Articolo 396

1 – Al fine di evitare che l’opinione pubblica sia impreparata ad affrontare gli eventi, all’inizio di ogni missione internazionale l’Unione Europea dà ai suoi cittadini informazioni sulle ragioni e sui rischi dell’intervento.

2 – Al fine di evitare la discussione e l’approvazione di ogni singola missione internazionale come un caso a se stante, l’Unione Europea inquadra sia le missioni internazionali in una strategia complessiva di perseguimento dei suoi interessi, sia la componente militare in una logica globale di intervento.

 

Organizzazioni internazionali

 

Articolo 400

1 – L’Unione Europea promuove e favorisce le organizzazioni internazionali aventi per scopo l’edificazione della pace, dello sviluppo e della giustizia tra le Nazioni.

2 – L’Unione Europea attua quanto previsto nel comma 2 di questo articolo evitando duplicazioni e sprechi nel suo agire e secondo i criteri di efficienza ed efficacia del suo agire in rapporto agli obiettivi programmati da ciascuna organizzazione internazionale alla quale partecipa o comunque contribuisce.

3 – La Commissione dell’Unione Europea pubblica ogni anno un chiaro resoconto dell’attività dell’Unione Europea presso le organizzazioni internazionali di cui al comma 3 di questo articolo.

4 – Il resoconto di cui al comma 3 di questo articolo è reso integralmente e gratuitamente disponibile al pubblico via internet per la durata di almeno cinque anni dalla data della sua pubblicazione integrale su internet.

 

Dato personale

 

Articolo 404

1 – Qualsiasi dato personale inerente a un cittadino dell’Unione Europea deve essere contenuto esclusivamente in strutture ubicate nel territorio dell’Unione Europea.

2 – La violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionata con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

3 – La violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo comporta altresì l’interdizione perpetua in tutto il territorio dell’Unione Europea dall’esercizio di qualsiasi professione, arte, industria, commercio, mestiere per ciascuna persona fisica e/o giuridica autrice della violazione e per tutti coloro che vi hanno dolosamente concorso in qualunque modo.

 

Articolo 405

1 – La catena del trattamento di ogni dato personale di un soggetto persona fisica e/o giuridica ubicato nel territorio dell’Unione Europea deve essere trasparente e monitorabile dal titolare del dato trattato dalla estrazione di esso al suo uso finale.

2 – Il titolare del dato personale deve poter negare il consenso al flusso del suo dato e al suo trattamento in qualsiasi momento.

3 – Le previsioni di questo articolo non si applicano quando il trattamento di uno o più dati di uno o più soggetti persone fisiche e/o giuridiche è necessario ai fini dell’ordine pubblico e/o della sicurezza pubblica e/o della salute pubblica e i dati siano trattati esclusivamente da soggetti di diritto pubblico.

4 – La violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionata con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Articolo 406

1 – Il software che consente l’attuazione di una o più funzioni amministrative di qualsiasi pubblica amministrazione è gestito unicamente da un soggetto di diritto pubblico.

2 – È prevista una ricompensa in contanti dell’ammontare pari a quindici volte lo stipendio mensile minimo di un impiegato per chiunque riesca a violare il software di cui al comma 1 di questo articolo e dopo spieghi come ci è riuscito perché in questo modo contribuisce al miglioramento della sicurezza del software.

 

Immigrazione

 

Articolo 410

1 – Il Parlamento dell’Unione Europea disciplina con legge l’ingresso nel territorio dell’Unione Europea da parte di chi non è cittadino dell’Unione Europea e la sua condizione giuridica.

2 – Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione dell’Unione Europea, può avere asilo nel territorio dell’Unione Europea secondo le condizioni stabilite dalla legge del Parlamento dell’Unione Europea.

3 – Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

4 – Il comma 3 di questo articolo non si applica ai delitti di genocidio.

5 – La legge di cui ai commi 1 e 2 di questo articolo prevede altresì le sanzioni per i casi di violazione delle sue previsioni.

 

Idoneità al servizio e auto-valutazione

 

Articolo 414

1- Tutti coloro che maneggiano armi, tutti gli addetti ai settori della salute, della sicurezza, delle emergenze e della giustizia – comunque denominati e di qualsiasi tipo essi siano – non possono assumere le loro funzioni se non hanno superato un test della personalità che attesti l’idoneità alla funzione concretamente svolta.

2- Tutti coloro che maneggiano armi, tutti gli addetti ai settori della salute, della sicurezza, delle emergenze e della giustizia – comunque denominati e di qualsiasi tipo essi siano – non possono proseguire l’esercizio delle loro funzioni se non hanno superato un test della personalità che attesti l’idoneità alla funzione concretamente svolta ogni cinque anni a decorrere dalla originaria assunzione delle loro mansioni.

3- Il test della personalità di cui ai commi 1 e 2 di questo articolo è disciplinato con un decreto del presidente della Commissione dell’Unione Europea.

4- Ogni atto compiuto in conseguenza della violazione di una o più delle diposizioni dei commi 1 e 2 di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Articolo 415

1 – Chiunque dirige un ufficio di un’amministrazione pubblica dell’Unione Europea o di un Paese membro dell’Unione Europea deve redigere un’auto-valutazione di merito dell’operato del suo ufficio e l’analisi costi-benefici dell’attività del suo ufficio.

2 – L’auto-valutazione e l’analisi di cui al comma 1 di questo articolo:

  • riguardano il periodo dal 01 gennaio al 31 dicembre di ogni anno; 
  • sono redatte ogni anno in modo da essere chiare e comprensibili per una persona di media diligenza ed esperienza; 
  • sono redatte in base a non più di cinque parametri, tre dei quali sono predisposti dall’opposizione e due dalla maggioranza presenti, rispettivamente, nel Parlamento dell’Unione Europea o nel Parlamento del Paese membro;
  • sono resi integralmente e gratuitamente disponibili al pubblico su internet entro il 31 gennaio di ogni anno e per la durata di almeno 5 anni dalla data della loro pubblicazione integrale su internet.

3 – La mancata pubblicazione integrale di un’auto-valutazione di merito e/o di un rendiconto economico di cui al comma 1 di questo articolo entro il 31 gennaio di ogni anno comporta l’impossibilità per l’ufficio di ricevere qualsiasi finanziamento pubblico e l’automatico azzeramento di ogni emolumento spettante a chi dirige l’ufficio la cui auto-valutazione di merito e/o l’analisi costi-benefici non siano state pubblicate fino al momento della loro avvenuta pubblicazione.

4 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina le modalità di attuazione di questo articolo per coloro che appartengono alle forze armate, alle forze dell’ordine e ai servizi di informazione.

5 – Ogni atto compiuto in conseguenza della violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Tecnica normativa

 

Articolo 419

1 – Ogni norma di legge e/o di regolamento dell’Unione Europea è scritta in modo da essere chiara e comprensibile per una persona di media diligenza ed esperienza.

2 – Ogni norma di legge e/o di regolamento dell’Unione Europea individua chiaramente i limiti della posizione giuridica disciplinata e i suoi destinatari senza alcuna deroga, surroga, proroga comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano.

3 – Ogni atto compiuto in conseguenza della violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

4 – Questo articolo si applica anche agli Stati membri dell’Unione Europea.

5 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Servizi d’informazione

 

Articolo 423

1 – I servizi di informazione di ciascun Paese membro dell’Unione Europea sono diretti da due persone che si ripartiscono i compiti all’inizio del loro incarico.

2 – Ogni tre anni, i membri in servizio effettivo di ciascun servizio di informazioni eleggono i due direttori del loro servizio.

3 – Uno dei due direttori deve avere la cittadinanza di un Paese membro dell’Unione Europea diverso da quello del servizio di informazioni che dirige e tiene i rapporti tra il servizio che dirige e le istituzioni dell’Unione Europea.

4 – Il servizio di proposta e coordinamento tra i servizi di informazione dell’Unione Europea è svolto da una persona eletta dai direttori aventi la cittadinanza del Paese membro al quale appartiene ciascun servizio.

 

Separazione delle funzioni

 

Articolo 427

1 – Tranne l’ufficio di diritto pubblico della dittatura di cui al preambolo di questa Costituzione, nessuno può esercitare più di un potere tra quelli legislativo, esecutivo, giudiziario.

2 – Le cariche di membro del Parlamento dell’Unione Europea, della Commissione dell’Unione Europea, del Parlamento e/o del Governo di uno degli Stati membri dell’Unione Europea, dell’organo parlamentare e/o dell’organo di governo di qualsiasi ente locale territoriale degli Stati membri dell’Unione Europea non sono cumulabili tra loro.

3 – Le cariche di cui al comma 2 di questo articolo sono incompatibili con qualsiasi salario e/o retribuzione ulteriore e/o diverso rispetto all’indennità dovuta per la carica.

4 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Materia penale

 

Articolo 431

1 – A partire dalla data di entrata in vigore di questa Costituzione, nel territorio dell’Unione Europea, le disposizioni – comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano – sul reperimento e sulla raccolta delle prove nel procedimento penale sono abrogate e sostituite dalla seguente disposizione: l’uso della violenza alla persona, la fabbricazione di uno o più elementi di prova falsi, l’alterazione di elementi di prova veri rendono la prova raccolta inutilizzabile.

2 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea può stabilire dei limiti di tempo all’attività di reperimento e di raccolta delle prove nel procedimento penale.

3 – Le disposizioni di questo articolo non possono essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Articolo 432

1 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina i reati di associazione per delinquere, sia in forma semplice sia in forma aggravata, in particolare per questa seconda forma quando c’è il metodo mafioso, la matrice terroristica, la riduzione in schiavitù e/o la tratta di schiavi, la pedofilia, la pedo-pornografia, la corruzione e/o la concussione in qualsiasi forma, l’investimento di denaro o altra utilità in qualsiasi realtà economica, l’infiltrazione in qualsiasi ente pubblico.

2 – La pena per ciascun reato fine dell’associazione per delinquere è aumentata della metà rispetto alla pena base prevista per il medesimo reato se commesso al di fuori dell’associazione per delinquere.

3 – Se la pena da comminare ai sensi dei commi 1 e 2 di questo articolo supera il limite massimo di pena detentiva previsto dalla legge:

  • il giudice commina la pena detentiva oltre il limite di legge;
  • il computo della pena detentiva da espiare inizia dal limite massimo di pena previsto dalla legge;
  • il computo ai fini dell’ottenimento dei benefici di pena inizia dall’ammontare della pena detentiva comminata dal giudice.

4 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina:

  • la sterilizzazione del diritto di voto, del diritto agli utili e l’annullamento di tutti gli strumenti finanziari detenuti direttamente o indirettamente dall’associazione per delinquere e/o da uno o più dei suoi membri, nonché quelli nei quali l’associazione per delinquere e/o uno o più dei suoi membri hanno investito denaro e/o altra utilità;
  • il sequestro e la confisca di ogni prezzo, prodotto, profitto del reato e di ogni mezzo e/o strumento usato per commettere o tentare di commettere qualsiasi reato;
  • le misure di prevenzione personali e patrimoniali da applicare, sia in generale per il contrasto alla criminalità, sia in particolare per le associazioni per delinquere;
  • la detenzione cha sia idonea a interrompere ogni legame con la realtà criminosa per gli appartenenti alle associazioni per delinquere aggravate di cui al comma 1 di questo articolo.

5 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina la Procura dell’Unione Europea per il contrasto alle associazioni per delinquere aggravate di cui al comma 1 di questo articolo e ai reati di grave allarme sociale con funzione di coordinamento delle indagini svolte in questo tipo di reati da più di una Procura nell’Unione Europea.

6 – A decorrere dalla data di entrata in servizio della Procura dell’Unione Europea di cui al comma 5 di questo articolo sono abrogate le Procure nazionali che hanno le sue stesse funzioni.

 

Solidarietà

 

Articolo 433

1 – Al fine di rendere concreto il dovere di solidarietà sociale con le persone che vivono nel Paese di provenienza, le persone che provengono da un Paese in via di sviluppo e che lavorano nell’Unione Europea non hanno il diritto a percepire il salario nell’Unione Europea per quattro mesi consecutivi all’anno.

2 – Quanto previsto dal comma 1 di questo articolo ha il fine di indurre a recarsi in un qualsiasi Paese in via di sviluppo per svolgere lì un servizio retribuito o volontario.

 

Economia

 

Articolo 437

1 – L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e dei prodotti esistenti il più a lungo possibile.

2 – Le attività dell’economia circolare sono soggette a un’imposizione fiscale pari alla metà di quella in vigore per le medesime attività svolte al di fuori all’economia circolare.

 

Azione collettiva

 

Articolo 441

1 – La legge del Parlamento dell’Unione Europea disciplina l’azione collettiva di natura inibitoria e/o risarcitoria secondo i seguenti principi:

  • alla parte ricorrente deve essere offerta la possibilità di intentare un’azione per ottenere la cessazione di un comportamento illecito (azione collettiva di natura inibitoria) e/o ottenere il risarcimento del danno (azione collettiva di natura risarcitoria) nel caso in cui almeno cinquanta persone siano danneggiate dal medesimo comportamento illecito;
  • tra i comportamenti illeciti che consentono di intentare l’azione collettiva devono essere compresi anche quelli dei reati contro l’ambiente e quello in cui chiunque al fine di uccidere compie atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità;
  • la possibilità di intentare un’azione collettiva non esclude l’applicabilità delle altre norme di legge e/o di regolamento;
  • le procedure dell’azione collettiva devono essere giuste, eque, celeri e non eccessivamente costose;
  • i sistemi dell’azione collettiva devono essere basati sul principio dell’auto-esclusione volontaria (opt out). Secondo questo principio, i potenziali ricorrenti che non hanno espresso direttamente il proprio rifiuto sono compresi nei membri del gruppo e quindi possono beneficiare direttamente di una risoluzione favorevole dei procedimenti di azione collettiva;
  • devono esistere meccanismi per fare in modo che l’azione collettiva costituisca un rimedio agli abusi del capitalismo, tra i quali:
    • la possibilità di esigere danni e interessi punitivi;
    • le organizzazioni rappresentative dei ricorrenti possono avere scopo di lucro;
    • gli avvocati non possono ricevere onorari calcolati in percentuale sulle somme accordate nella causa, ma possono concludere accordi con i loro clienti per ricevere un onorario per l’attività legale e un secondo onorario per l’eventuale vittoria in giudizio che non sia commisurato alla cosa controversa;
  • la parte soccombente rimborsa le spese legali sostenute dalla parte vittoriosa;
  • il giudice gestisce efficacemente l’azione collettiva e vigila contro ogni possibile abuso;
  • i ricorrenti possono risolvere la controversia per mezzo di meccanismi di soluzione consensuale e collettiva delle controversie in cui le parti raggiungono l’accordo su una soluzione.

2 – Fino all’entrata in vigore della legge del Parlamento dell’Unione Europea di cui al comma 1 di questo articolo, questo articolo è auto applicativo.

3 – Questo articolo non può essere oggetto di revisione costituzionale.

 

Diritti e obblighi

 

Articolo 445 

1 – In tutto il territorio dell’Unione Europea le immunità e i privilegi – qualsiasi sia il loro nome e il loro tipo – non sono riconosciuti.

2 – Fanno eccezione al comma 1 di questo articolo le immunità e i privilegi che abbiano entrambe le seguenti caratteristiche: 

  • siano necessari all’espletamento di un incarico disciplinato da un atto di diritto internazionale pubblico pattizio ratificato dal Parlamento dell’Unione Europea con legge e a condizione di reciprocità;
  • non siano usati per violare il diritto internazionale pubblico consuetudinario e/o pattizio, la Costituzione dell’Unione Europea, la Costituzione di uno o più dei Paesi membri dell’Unione Europea, la legge penale dell’Unione Europea.

3 – La violazione di una o più delle disposizioni del commi 1 e 2 di questo articolo comporta la revoca automatica della immunità e/o del privilegio, la sottoposizione a giudizio immediato per il trasgressore secondo la giurisdizione del luogo dove la violazione è stata commessa, la trascrizione della sentenza di condanna del casellario giudiziale dell’Unione Europea, l’espulsione del trasgressore dal territorio del Paese membro dell’Unione Europea nel quale è stata commessa la violazione e la sua estradizione verso il Paese che gli ha accordato il privilegio e/o l’immunità.

4 – Questo articolo è anche una norma di diritto internazionale pubblico pattizio alla quale, a decorrere dalla entrata in vigore di questa Costruzione, i Paesi membri dell’Unione Europea si conformano in deroga a qualsiasi altra disposizione antecedente, contemporanea o successiva all’entrata in vigore di questo articolo e/o che contrasti con esso.

 

Articolo 446

1 – Tutti coloro che svolgono attività di rappresentanza di interessi di qualsiasi tipo devono obbligatoriamente essere iscritti in un registro unico che la Commissione dell’Unione Europea tiene e rende disponibile al pubblico integralmente e gratuitamente tramite internet.

2 – Tutti coloro che sono iscritti nel registro di cui al comma 1 di questo articolo depositano ogni settimana con modalità telematiche una dichiarazione che contiene i seguenti dati:

  • i nominativi delle persone che hanno incontrato;
  • le mansioni svolte dalle persone di cui all’alinea precedente;
  • di quali argomenti hanno parlato con le persone di cui al primo alinea;
  • cosa hanno dato alle persone di cui al primo alinea;
  • cosa hanno ricevuto dalle persone di cui al primo alinea;
  • il denaro e le altre utilità che essi gestiscono, direttamente o per interposta persona, al fine di portare avanti l’attività di rappresentanza di interessi di cui al comma 1 di questo articolo;
  • tutte le persone fisiche e/o giuridiche che essi hanno finanziato con l’indicazione del tipo e dell’ammontare del finanziamento.

3 – L’obbligo di dichiarazione di cui al comma precedente riguarda i contatti, dovunque e in qualsiasi modo effettuati nell’esercizio dell’attività di rappresentanza di interessi, avuti con:

  • uno o più membri del Parlamento dell’Unione Europea,
  • uno o più membri della Commissione dell’Unione Europea,
  • uno o più membri della Corte di giustizia dell’Unione Europea;
  • uno o più membri dell’organo di vertice di tutte le altre istituzioni dell’Unione Europea, comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano;
  • uno o più membri che svolgono mansioni dirigenziali, comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano, all’interno delle realtà elencate in questo comma.

4 – L’obbligo di dichiarazione di cui al comma 2 di questo articolo si applica anche a tutti i soggetti elencati nel comma 3 di questo articolo.

5 – I soggetti di cui ai commi 1 e 3 di questo articolo possono depositare una dichiarazione congiunta con modalità telematiche secondo quanto disposto dal comma 2 di questo articolo.

6 – Le dichiarazioni di cui ai commi 2 e 5 di questo articolo restano depositate nel registro di cui al comma 1 di questo articolo per almeno cinque anni decorrenti dalla data del loro deposito.

7 – Salva l’applicazione di altre sanzioni disciplinari e/o legali, ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con:

  • l’automatica decurtazione di una mensilità dell’attuale stipendio per ciascun soggetto di cui al comma 3 di questo articolo coinvolto nella omessa dichiarazione;
  • l’impossibilità di esercitare l’attività di rappresentanza di interessi per un mese per ciascun soggetto di cui al comma 1 di questo articolo coinvolto nella omessa dichiarazione;
  • la pubblicazione del fatto che la dichiarazione è stata omessa sul registro di cui al comma 1 di questo articolo.

 

Articolo 447

1 – L’articolo 446 si applica altresì ai Paesi membri dell’Unione Europea con i seguenti adattamenti.

2 – Il registro di cui al comma 1 dell’articolo 446 è tenuto dal Governo nazionale.

3 – L’obbligo di comunicazione di cui al comma 3 dell’articolo 446 si applica ai contati avuti con:

  • uno o più membri del Parlamento nazionale;
  • uno o più membri del Governo nazionale;
  • uno o più membri della magistratura;
  • uno o più membri dell’organo di vertice dei soggetti nazionali finanziati in tutto o in parte con denaro pubblico;
  • uno o più membri che svolgono mansioni dirigenziali, comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano, all’interno delle realtà elencate in questo comma.

 

Articolo 448

1 – L’articolo 446 si applica altresì agli enti pubblici, sia territoriali sia non territoriali, dei Paesi membri dell’Unione Europea con i seguenti adattamenti.

2 – Il registro di cui al comma 1 dell’articolo 446 è tenuto dall’organo di governo dell’ente locale territoriale.

3 – L’obbligo di comunicazione di cui al comma 3 dell’articolo 446 si applica ai contati avuti con:

  • uno o più membri del Parlamento dell’ente locale, sia territoriale sia non territoriale;
  • uno o più membri dell’organo di governo dell’ente pubblico, sia territoriale sia non territoriale;
  • uno o più membri dell’organo di vertice dei soggetti finanziati in tutto o in parte con denaro pubblico di uno o più enti pubblici, sia territoriali sia non territoriali;
  • uno o più membri che svolgono mansioni dirigenziali, comunque denominate e di qualsiasi tipo esse siano, all’interno delle realtà elencate in questo comma.

 

Locazione

 

Articolo 452

1 – Il contratto di locazione è efficace tra le parti contraenti e i loro aventi causa solo e soltanto a partire dalla data della sua registrazione.

2 – Il canone di locazione della prima casa di abitazione è deducibile ai fini fiscali nella misura di un terzo di quanto pagato.

3 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Natura

 

Articolo 456

1 – I Paesi membri dell’Unione Europea destinano a riserva naturale non meno del dieci per cento del loro territorio prediligendo le aree che svolgono un ruolo più rilevante per l’equilibrio ambientale locale, nazionale, globale.

2 – Le riserve naturali di cui al comma 1 di questo articolo sono affidate alla gestione da parte di soggetti privati con una concessione di durata quinquennale non prorogabile aggiudicata tramite una procedura di evidenza pubblica svolta via internet in lingua inglese.

3 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Previdenza e assistenza

 

Articolo 460

1 – Tutti i trattamenti pensionistici in essere o futuri sono erogati in base al sistema contributivo senza ulteriori benefici o emolumenti.

2 – Il comma 1 di questo articolo si applica anche ai trattamenti pensionistici in essere o futuri erogati da soggetti pubblici degli Stati membri dell’Unione Europea.

3 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Articolo 461

1 – I privati possono offrire servizi di previdenza e/o di assistenza a condizione che il loro patrimonio sia investito unicamente secondo un profilo di rischio moderato.

2 – La violazione di quanto disposto dal comma 1 di questo articolo comporta il congelamento automatico dell’investimento per trenta giorni a decorrere dalla data della scoperta della violazione.

3 – Se, nel termine dei trenta giorni di cui al comma 2 di questo articolo, la Commissione dell’Unione Europea non ha espresso il suo consenso all’investimento, esso è collocato sul mercato per essere venduto.

4 – Il congelamento dell’investimento cessa con l’integrale pagamento del prezzo di vendita da parte dell’acquirente.

5 – Qualsiasi atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è nullo – vale a dire privo di effetti fin dalla sua origine – in modo insanabile.

 

Finanza

 

Articolo 465

1 – È vietata la negoziazione di strumenti finanziari eseguita in automatico.

2 – È vietato inserire ordini di negoziazione di strumenti finanziari che vengono cancellati prima di essere eseguiti allo scopo di ingannare gli investitori.

3 – Le disposizioni di questo articolo si applicano su tutto il territorio dell’Unione Europea nonché a tutti gli strumenti finanziari emessi da soggetti stabiliti nell’Unione Europea.

4 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Articolo 466

1 – Tutte le operazioni nei mercati regolamentati hanno a oggetto unicamente la negoziazione di strumenti finanziari che incorporano solo valori dell’economia reale.

2 – Tutte le operazioni diverse da quelle descritte nel comma 1 di questo articolo avvengono unicamente nei mercati non regolamentati (over the counter) e senza alcun collegamento con l’economia reale.

3 – Ogni atto compiuto in violazione di una o più delle disposizioni di questo articolo è sanzionato con la nullità – vale a dire la mancanza di effetti fin dall’origine – in modo insanabile.

 

Revocabilità

 

Articolo 470

Tutte le cariche pubbliche sono automaticamente revocate quando l’incaricato ha perso l’elettorato passivo a seguito di un provvedimento definitivo, oppure quando la metà più uno dei componenti del corpo elettorale di riferimento per la carica presa in esame voti la revoca di quest’ultima.

 

ENTRATA IN VIGORE, MUTAMENTO, ABROGAZIONE

 

Articolo 474

Questa Costituzione entra in vigore a partire dal giorno seguente a quello in cui viene proclamato l’esito positivo del referendum previsto dall’articolo 82 che si è svolto nel sesto Paese membro della vecchia Unione Europea – quella non disciplinata da questa Costituzione – e, comunque, non prima di due anni decorrenti dal giorno in cui è stato proclamato il risultato positivo del referendum previsto dall’articolo 477 che si è svolto nel primo Paese membro della vecchia Unione Europea.

 

Articolo 475

I Paesi membri della vecchia Unione Europea che vorranno diventare Paesi membri della nuova Unione Europea – quella disciplinata da questa Costituzione – dovranno adottare questa Costituzione nel loro ordinamento giuridico secondo le modalità descritte negli articoli 477, 478, 479, 480 e 481.

 

Articolo 476

Oltre a quanto previsto dall’articolo 475, i Paesi che non sono membri della vecchia Unione Europea potranno diventare Paesi membri della nuova Unione Europea solo dopo che sarà entrata in vigore questa Costituzione ai sensi dell’articolo 474 e con il voto favorevole e unanime dei Paesi che nel frattempo sono già divenuti membri della nuova Unione Europea.

 

Articolo 477

Questa Costituzione è adottata tramite referendum un popolare di tipo propositivo.

 

Articolo 478

Questa Costituzione ha efficacia di legge costituzionale del Paese membro dell’Unione Europea che la adotta.

 

Articolo 479

1 – Le norme di questa Costituzione prevalgono sulle norme delle Costituzioni degli Stati membri dell’Unione Europea.

2 – Le norme di questa Costituzione prevalgono su tutte le norme con essa contrastanti, comprese quelle che appartengono al diritto interno di uno o più Paesi membri dell’Unione Europea e quelle che appartengono al diritto dell’Unione Europea.

 

Articolo 480

La mancata adozione di questa Costituzione ai sensi dell’articolo 477 comporta l’impossibilità di divenire Paese membro della nuova Unione Europea.

 

Articolo 481

1 – Il rigetto – totale o parziale, esplicito o implicito – di questa Costituzione dopo la sua adozione ai sensi dell’articolo 477 comporta la decadenza dallo status di Paese membro della nuova Unione Europea.

2 – La decadenza di cui al comma 1 di questo articolo deve essere dichiarata dal Parlamento dell’Unione Europea e dallo stesso resa nota ai sensi dell’articolo 25.

3 – La decadenza di cui al comma 2 di questo articolo diviene effettiva a partire dal giorno seguente a quello nel quale essa è stata dichiarata.

 

Articolo 482

1 – La revisione o l’abrogazione di questa Costituzione sono decise con una legge del Parlamento dell’Unione Europea adottata a maggioranza dei due terzi di tutti i membri del Parlamento dell’Unione Europea.

2 – La legge del Parlamento dell’Unione europea di cui al comma 1 di questo articolo può essere sottoposta a un referendum popolare di tipo confermativo qualora, entro novanta giorni dalla data della sua pubblicazione, lo chiedano i Governi e/o i Parlamenti dei Paesi membri dell’Unione Europea che rappresentino la metà più uno di tutti i cittadini dell’Unione Europea.

3 – Il referendum confermativo di questo articolo si svolge in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea entro un anno dalla richiesta di cui al comma 2 di questo articolo.

4 – Il referendum confermativo di questo articolo ha esito positivo quando la legge del Parlamento dell’Unione Europea di cui al comma 1 di questo articolo è approvata dalla metà più uno di tutti gli elettori di cui all’articolo 4.

5 – La mancata effettuazione del referendum confermativo previsto da questo articolo equivale a un esito negativo del referendum nel Paese o nei Paesi membri dell’Unione Europea nei quali il referendum non si è svolto.

6 – L’efficacia della legge del Parlamento dell’Unione Europea di cui al comma 1 di questo articolo è sospesa fino al termine delle operazioni descritte in questo articolo.

 

Riflessioni sui consigli evangelici

Il diritto canonico afferma in più punti che i consigli evangelici sono la castità, la povertà e l’obbedienza.[1]

Lo scopo di questo articolo è verificare se nel Nuovo Testamento vi siano realmente i consigli in parola.

Se la ricerca darà esito negativo, sarà necessario modificare il diritto canonico al fine di renderlo conforme a quanto si legge nella Bibbia.

Come è noto, infatti, il diritto canonico si fonda sulla Scrittura della quale costituisce attuazione dettando regole per disciplinare la vita dei fedeli.

 

LA CASTITÀ

Nell’articolo “Riflessioni sul celibato”[2] ho citato i passi biblici in base ai quali l’obbligo della castità, del celibato, del nubilato non è imposto alle persone che hanno il sacerdozio ministeriale e nemmeno alle altre categorie di fedeli.

Al contrario, la Scrittura esige che coloro che hanno il sacerdozio ministeriale siano sposati una sola volta e sappiano amministrare bene le loro famiglie.

Per quanto riguarda le altre categorie di fedeli, la Scrittura prevede la possibilità di scegliere liberamente se assumere o meno il celibato/nubilato.

In conclusione, la castità non è un consiglio evangelico.

 

LA POVERTÀ

In passato si è molto discusso se Gesù Cristo fosse povero e se la Chiesa debba essere povera.

Per rispondere a queste domande, è sufficiente leggere cosa dice la Scrittura in proposito.

 

Per quanto riguarda Gesù, tutti e quattro i vangeli affermano che, dopo averlo crocifisso, i soldati divisero le sue vesti in parti tirando a sorte quale parte doveva toccare a ciascuno di essi.[3]

Ricordo molto bene che per molti anni in chiesa, ogni volta che si leggeva la passione di Gesù Cristo secondo Giovanni, il testo aveva alcune parole in più rispetto a quelle che si leggono oggi.

Dopo le parole “Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo” vi erano anche le parole “di grande valore”.

A prescindere dal fatto che le parole “di grande valore” siano nel testo del vangelo secondo Giovanni oppure no, resta il dato di fatto che i soldati non avrebbero avuto alcun interesse a fare in parti le vesti di Gesù e tirare a sorte tra loro per assegnarsele se queste vesti fossero state in condizioni deprecabili o senza alcun valore.

 

Inoltre, il vangelo secondo Giovanni afferma che Gesù e i dodici apostoli avevano una cassa comune.[4]

Il testo afferma anche che il cassiere era Giuda Iscariota e che si metteva in tasca i soldi della comunità, ma questo non cambia il dato di fatto: nella comunità di Gesù e degli apostoli c’era detenzione e maneggio di denaro.

Né avrebbe potuto essere altrimenti per fare fronte alle necessità di una comunità di più persone.

 

Infine, il vangelo secondo Luca dice che, con Gesù e i dodici apostoli, vi erano anche molte donne “che li assistevano con i loro beni”.[5]

 

In conclusione, i vangeli affermano chiaramente che Gesù Cristo non era povero e che non gli mancava alcunché.

 

A questa conclusione, non è utile opporre le parole di Gesù “il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” per argomentare che Gesù fosse povero.[6]

Gesù Cristo non aveva un posto dove posare il capo non perché fosse senza casa[7], ma perché era un predicatore itinerante e dimorava di volta in volta in luoghi diversi.

Ne parlano gli stessi passi dei due vangeli dai quali sono tratte le parole che abbiamo citato poc’anzi nella nota 6: nel vangelo secondo Matteo, capitolo 8, versetto 18, si legge “ordinò di passare all’altra riva” e nel vangelo secondo Luca, capitolo 9, versetto 56, si legge “mentre andavano per la strada”.

Ne parlano molti altri passi di tutti e quattro i vangeli.[8]

In conclusione, la povertà non è un consiglio evangelico.

 

Per quanto riguarda il comportamento che un fedele deve avere con il denaro e con le ricchezze è sufficiente leggere la Scrittura.

Nell’Antico Testamento, nel salmo 62 leggiamo: “alla ricchezza, anche se abbonda, non attaccate il cuore”.[9]

Nel Nuovo Testamento, Gesù stesso riprende questo insegnamento nella parabola del ricco stolto.[10]

In essa, Gesù porta a compimento la Legge e i profeti[11] e, all’insegnamento sul distacco del cuore dalla ricchezza, aggiunge quello di accumulare tesori davanti a Dio.

Sono queste le coordinate che ogni credente deve assumere nel suo rapporto con il denaro e con i beni.

Queste stesse coordinate il diritto canonico dovrà sancire per la vita di tutti i credenti cristiani.

 

L’OBBEDIENZA

Nel Nuovo Testamento molti passi affermano che Gesù Cristo era obbediente alla volontà di Dio Padre.

Il passo più conosciuto è quello della Lettera ai filippesi nel quale si afferma che Gesù “umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce”.[12]

Numerosi altri passi affermano lo stesso.[13]

L’obbedienza alla volontà di Dio Padre è quindi un dato inconfutabile della vita di Gesù Cristo.

 

Ci domandiamo ora se l’obbedienza sia l’unico consiglio evangelico.

La risposta è no.

Non si può prendere a modello Gesù Cristo per la vita dei credenti solo per uno o alcuni profili della sua vita e non per tutti gli altri.

In altre parole, non si può fare la scelta selettiva – quella che in inglese si chiama “cherry-picking” – con i profili della vita di Cristo.

È necessario individuare il complesso dei profili della vita da Gesù Cristo.

 

Partiamo dal testo dalla Lettera ai filippesi, capitolo 2, versetti 5-8.

Il testo inizia dicendo “Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù”.

Da questo abbiamo la conferma che il diritto canonico deve disciplinare la vita dei credenti in aderenza al complesso della vita di Gesù Cristo e non solo ad alcuni profili di essa.

I versetti 6, 7 e 8 del passo in esame descrivono in modo preciso la scelta di servizio compiuta da Gesù Cristo con cinque verbi in successione: “assumendo…divenendo…apparso…umiliò…facendosi”.

Ciascuno di questi verbi descrive un profilo della vita di Gesù Cristo che il diritto canonico dovrà sancire per la disciplina della vita di tutti i credenti.

Primo: “assumendo la condizione di servo”.

Gesù Cristo è servo perché svolge il servizio che Dio padre gli ha assegnato.

Secondo: “e divenendo simile agli uomini”.

Gesù Cristo svolge il suo servizio assimilandosi all’intera umanità.

Terzo: “apparso in forma umana”.

Gesù Cristo svolge il suo servizio vivendo la vita umana.

Quarto: “umiliò se stesso”.

Gesù Cristo svolge il suo servizio anche con l’umiliazione.

Quinto: “facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce”.

Il servizio di Gesù Cristo giunge alla morte infamante dei malfattori.

 

Queste stesse scelte il diritto canonico dovrà affermare come consigli evangelici per la vita di tutti i credenti cristiani: ogni credente deve svolgere il servizio che Dio gli assegna, assimilandosi all’intera umanità, vivendo la vita umana, anche attraverso la negazione di se stesso e la negazione infamante della sua vita.

A completamento di tutto questo, andranno aggiunte le parole di Gesù “Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.[14]

 

LE NORME DA MODIFICARE

I passi della Bibbia citati e le argomentazioni esposte in questo articolo conducono alla necessità di modificare alcuni canoni del diritto canonico al fine di renderli conformi alla Scrittura.

 

 

Sui doveri dei fedeli

Il canone 211 del codice di diritto canonico[15] e il canone 14 del codice dei canoni delle chiese orientali[16]

Il canone 211 del codice di diritto canonico e il canone 14 del codice delle chiese orientali vanno modificati nel modo seguente:

§1. Tutti i fedeli cristiani hanno il diritto e il dovere di impegnarsi perché il messaggio divino della salvezza giunga sempre più a tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutto il mondo.

§2. Al tal fine ogni fedele cristiano testimonia la sua adesione a Gesù Cristo risorto seguendo i consigli evangelici, vale a dire: svolgendo il servizio che Dio gli assegna, assimilandosi all’intera umanità, vivendo la vita umana, anche attraverso la negazione di se stesso e la negazione infamante della sua vita.

§3. Nel vivere i consigli evangelici ogni credente ricorda le parole di Gesù Cristo “Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.

§4. Ogni affermazione della povertà e della castità come consigli evangelici è abrogata.

§5. Ogni obbligo della povertà e della castità è abrogato.

§6. Ogni fedele vive il suo rapporto con il denaro e con i beni secondo l’insegnamento della Scrittura che afferma “alla ricchezza, anche se abbonda, non attaccate il cuore” e prescrive di accumulare tesori davanti a Dio.

§7. Ogni norma contraria a questo canone è abrogata.

 

 

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Tutti i passi dei testi citati in questo articolo sono presi dalle pagine internet indicate.

 

Se non altrimenti specificato, il sottolineato è mio.

 

Tutte le citazioni della Bibbia in questo articolo sono prese da “La Sacra Bibbia” edizione Conferenza episcopale italiana, in: http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM

 

Tutte le citazioni del codice di diritto canonico in questo articolo sono prese da “Codex iuris canonici” in: http://www.vatican.va/archive/ITA0276/_INDEX.HTM

 

Tutte le citazioni del codice dei canoni delle chiese orientali presenti in questo articolo sono prese da “Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium” in latino in:

http://www.vatican.va/archive/cdc/index_it.htm

e in italiano in:

https://www.iuscangreg.it/cceo_multilingue.php

 

Tutte le citazioni del Catechismo della chiesa cattolica presenti in questo articolo sono prese da:

http://www.vatican.va/archive/ccc/index_it.htm

 

 

 

[2] https://giorgiocannella.com/index.php/2020/06/01/riflessioni-sul-celibato/ 

 

 

 

[3] Vangelo secondo Marco, capitolo 15, versetti 22-24:

 

“[22] Condussero dunque Gesù al luogo del Gòlgota, che significa luogo del cranio,

[23] e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

[24] Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.”

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 27, versetti 33-36:

 

“[33] Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio,

[34] gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere.

[35] Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte.

[36] E sedutisi, gli facevano la guardia.”

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 23, versetti 33-34:

 

“[33] Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra.

[34] Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.
Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte.”

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 19, versetti 23-24:

 

“[23] I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo.

[24] Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:
Si son divise tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica han gettato la sorte.
E i soldati fecero proprio così.”

 

 

 

[4] Vangelo secondo Giovanni, capitolo 12, versetti 1-8:

 

“[1] Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti.

[2] Equi gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.

[3] Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento.

[4] Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse:

[5] “Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?“.

[6] Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.

[7] Gesù allora disse: “Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura.

[8] I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”.”

 

 

 

[5] Vangelo secondo Luca, capitolo 8, versetti 1-3:

 

“[1] In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.

[2] C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni,

[3] Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.”

 

 

 

[6] Vangelo secondo Matteo, capitolo 8, versetti 18-23:

 

“[18] Vedendo Gesù una gran folla intorno a sé, ordinò di passare all’altra riva.

[19] Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: “Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai”.

[20] Gli rispose Gesù: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo“.

[21] E un altro dei discepoli gli disse: “Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre”.

[22] Ma Gesù gli rispose: “Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti”.

[23] Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono.”

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 9, versetti 57-62:

 

“[57] Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: “Ti seguirò dovunque tu vada”.

[58] Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo“.

[59] A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose: “Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre”.

[60] Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio”.

[61] Un altro disse: “Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa”.

[62] Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”.”

 

 

 

[7] L’ABITAZIONE DI GESÙ CRISTO

Vangelo secondo Matteo, capitolo 4, versetti 12-13:

 

“[12] Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea

[13] e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali,”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 1, versetti 35-39:

 

“[35] Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli

[36] e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio!”.

[37] E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

[38] Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: “Che cercate?”. Gli risposero: “Rabbì (che significa maestro), dove abiti?”.

[39] Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.”

 

 

 

[8] GESÙ CRISTO PREDICATORE ITINERANTE

Vangelo secondo Marco, capitolo 1, versetto 45:

 

“[45] Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.”

 

 

 

Vangelo secondo Marco, capitolo 6, versetto 56:

 

“[56] E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.”

 

 

 

Vangelo secondo Marco, capitolo 11, versetti 15-21:

 

“[15] Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe

[16] e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio.

[17] Ed insegnava loro dicendo: “Non sta forse scritto:
La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le genti?
Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!”.

[18] L’udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato del suo insegnamento.

[19] Quando venne la sera uscirono dalla città.

[20] La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici.

[21] Allora Pietro, ricordatosi, gli disse: “Maestro, guarda: il fico che hai maledetto si è seccato”.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 9, versetti 1-2:

 

“[1] Salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città.

[2] Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 9, versetti 35-38:

 

“[35] Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità.

[36] Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore.

[37] Allora disse ai suoi discepoli: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi!

[38] Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!”.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 11, versetti 20-24:

 

“[20] Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite:

[21] “Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, già da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere.

[22] Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra.

[23] E tu, Cafarnao,
sarai forse innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi precipiterai!
Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!

[24] Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!”.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 21, versetti 10-22:

 

“[10] Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: “Chi è costui?”.

[11] E la folla rispondeva: “Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea”.

[12] Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe

[13] e disse loro: “La Scrittura dice:
La mia casa sarà chiamata casa di preghiera
ma voi ne fate una spelonca di ladri”.

[14] Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guarì.

[15] Ma i sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che acclamavano nel tempio: “Osanna al figlio di Davide”, si sdegnarono

[16] e gli dissero: “Non senti quello che dicono?”. Gesù rispose loro: “Sì, non avete mai letto:
Dalla bocca dei bambini e dei lattanti
ti sei procurata una lode?”.

[17] E, lasciatili, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.

[18] La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame.

[19] Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: “Non nasca mai più frutto da te”. E subito quel fico si seccò.

[20] Vedendo ciò i discepoli rimasero stupiti e dissero: “Come mai il fico si è seccato immediatamente?”.

[21] Rispose Gesù: “In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà.

[22] E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete”.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 4, versetti 16-44:

 

“[16] Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere.

[17] Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:

[18] Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto
messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,

[19] e predicare un anno di grazia del Signore.

[20] Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui.

[21] Allora cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”.

[22] Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: “Non è il figlio di Giuseppe?”.

[23] Ma egli rispose: “Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!”.

[24] Poi aggiunse: “Nessun profeta è bene accetto in patria.

[25] Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese;

[26] ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone.

[27] C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro”.

[28] All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;

[29] si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio.

[30] Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

[31] Poi discese a Cafarnao, una città della Galilea, e al sabato ammaestrava la gente.
[32] Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità.

[33] Nella sinagoga c’era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte:

[34] “Basta! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!”.

[35] Gesù gli intimò: “Taci, esci da costui!”. E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli alcun male.

[36] Tutti furono presi da paura e si dicevano l’un l’altro: “Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno?”.

[37] E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione.

[38] Uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.

[39] Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all’istante, la donna cominciò a servirli.

[40] Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.

[41] Da molti uscivano demòni gridando: “Tu sei il Figlio di Dio!”. Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo.

[42] Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro.

[43] Egli però disse: “Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato“.

[44] E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 7, versetti 11-17:

 

“[11] In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla.

[12] Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei.

[13] Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!”.

[14] E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!”.

[15] Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre.

[16] Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo”.

[17] La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 8, versetti 1-3:

 

“[1] In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.

[2] C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni,

[3] Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 9, versetti 10-11:

 

“[10] Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono a Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò verso una città chiamata Betsàida.

[11] Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 10, versetti 1-2:

 

“[1] Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

[2] Diceva loro: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 13, versetto 22:

 

“[22] Passava per città e villaggi, insegnando, mentre camminava verso Gerusalemme.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 19, versetti 1-3:

 

“[1] Entrato in Gerico, attraversava la città.

[2] Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,

[3] cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 19, versetti 41-45:

 

“[41] Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo:

[42] “Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi.

[43] Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;

[44] abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”.

[45] Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare i venditori,”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 4, versetti 1-6:

 

“[1] Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevan sentito dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni

[2] – sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi discepoli -,

[3] lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea.

[4] Doveva perciò attraversare la Samaria.

[5] Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:

[6] qui c’era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 10, versetti 39-42:

 

“[39] Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.

[40] Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò.

[41] Molti andarono da lui e dicevano: “Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero”.

[42] E in quel luogo molti credettero in lui.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 11, versetti 49-57:

 

“[49] Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla

[50] e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera”.

[51] Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione

[52] e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

[53] Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

[54] Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli.

[55] Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.

[56] Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: “Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?”.

[57] Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse, perché essi potessero prenderlo.”

 

 

 

[9] Libro dei salmi, salmo 62:

 

“[1] Al maestro del coro. Su “Iduthun”. Salmo. Di Davide.

[2] Solo in Dio riposa l’anima mia;
da lui la mia salvezza.

[3] Lui solo è mia rupe e mia salvezza,
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

[4] Fino a quando vi scaglierete contro un uomo,
per abbatterlo tutti insieme,
come muro cadente,
come recinto che crolla?

[5] Tramano solo di precipitarlo dall’alto,
si compiacciono della menzogna.
Con la bocca benedicono,
e maledicono nel loro cuore.

[6] Solo in Dio riposa l’anima mia,
da lui la mia speranza.

[7] Lui solo è mia rupe e mia salvezza,
mia roccia di difesa: non potrò vacillare.

[8] In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio.

[9] Confida sempre in lui, o popolo,
davanti a lui effondi il tuo cuore,
nostro rifugio è Dio.

[10] Sì, sono un soffio i figli di Adamo,
una menzogna tutti gli uomini,
insieme, sulla bilancia, sono meno di un soffio.

[11] Non confidate nella violenza,
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda,
non attaccate il cuore
.

[12] Una parola ha detto Dio,
due ne ho udite:
il potere appartiene a Dio,
tua, Signore, è la grazia;

[13] secondo le sue opere
tu ripaghi ogni uomo.”

 

 

 

[10] LA PARABOLA DEL RICCO STOLTO

Vangelo secondo Luca, capitolo 12, versetti 16-21:

 

“[16] Disse poi una parabola: “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto.

[17] Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti?

[18] E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni.

[19] Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia.

[20] Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?

[21] Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio“.”

 

 

 

[11] GESÙ CRISTO COMPIMENTO DELLA LEGGE E DEI PROFETI

Vangelo secondo Matteo, capitolo 5, versetto 17:

 

“[17] Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 3, versetti 13-15:

 

“[13] In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

[14] Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”.

[15] Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia“. Allora Giovanni acconsentì.”

 

 

 

Lettera ai romani, capitolo 3, versetti 27-31:

 

“[27] Dove sta dunque il vanto? Esso è stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede.

[28] Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge.

[29] Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani!

[30] Poiché non c’è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi, e per mezzo della fede anche i non circoncisi.

[31] Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient’affatto, anzi confermiamo la legge.”

 

 

 

[12] GESÙ CRISTO SERVO OBBEDIENTE

Lettera ai filippesi, capitolo 2, versetti 1-11:

 

“[1] Se c’è pertanto qualche consolazione in Cristo, se c’è conforto derivante dalla carità, se c’è qualche comunanza di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione,

[2] rendete piena la mia gioia con l’unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti.

[3] Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso,

[4] senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri.

[5] Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,

[6] il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;

[7] ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,

[8] umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

[9] Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;

[10] perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;

[11] e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.”

 

 

 

[13] L’OBBEDIENZA DI GESÙ CRISTO

Vangelo secondo Matteo, capitolo 26, versetti 36-46:

 

“[36] Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”.

[37] E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia.

[38] Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”.

[39] E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”.

[40] Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: “Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me?

[41] Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”.

[42] E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà“.

[43] E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti.

[44] E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole.

[45] Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: “Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori.

[46] Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina”.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 21, versetti 39-46:

 

“[39] Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono.

[40] Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”.

[41] Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava:

[42] “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà“.

[43] Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo.

[44] In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra.

[45] Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza.

[46] E disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione”.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 4, versetti 31-34:

 

“[31] Intanto i discepoli lo pregavano: “Rabbì, mangia”.

[32] Ma egli rispose: “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete”.

[33] E i discepoli si domandavano l’un l’altro: “Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?”.

[34] Gesù disse loro: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 5, versetto 19:

 

“[19] Gesù riprese a parlare e disse: “In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 5, versetti 30-32:

 

“[30] Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

[31] Se fossi io a render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera;

[32] ma c’è un altro che mi rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è verace.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 5, versetti 36-38:

 

“[36] Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

[37] E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto,

[38] e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 6, versetti 37-40:

 

“[37] Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò,

[38] perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

[39] E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno.

[40] Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 7, versetti 15-19:

 

“[15] I Giudei ne erano stupiti e dicevano: “Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?”.

[16] Gesù rispose: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato.

[17] Chi vuol fare la sua volontà, conoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso.

[18] Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia.

[19] Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?”.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 8, versetti 28-30:

 

“[28] Disse allora Gesù: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo.

[29] Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite“.

[30] A queste sue parole, molti credettero in lui.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 8, versetti 54-55:

 

“[54] Rispose Gesù: “Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”,

[55] e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 10, versetti 17-18:

 

“[17] Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.

[18] Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio“.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 10, versetti 24-30:

 

“[24] Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: “Fino a quando terrai l’animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente”.

[25] Gesù rispose loro: “Ve l’ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza;

[26] ma voi non credete, perché non siete mie pecore.

[27] Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

[28] Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.

[29] Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio.

[30] Io e il Padre siamo una cosa sola“.

 

[31] I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo.

[32] Gesù rispose loro: “Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?”.

[33] Gli risposero i Giudei: “Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”.

[34] Rispose loro Gesù: “Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei?

[35] Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata),

[36] a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio?

[37] Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi;

[38] ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre“.

[39] Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 12, versetti 48-50:

 

“[48] Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno.

[49] Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare.

[50] E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me“.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 14, versetti 9-11:

 

“[9] Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?

[10] Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere.

[11] Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 14, versetti 22-24:

 

“[22] Gli disse Giuda, non l’Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”.

[23] Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

[24] Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 14, versetti 28-31:

 

“[28] Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me.

[29] Ve l’ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.

[30] Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me,

[31] ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via di qui”.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 15, versetti 9-11:

 

“[9] Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.

[10] Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

[11] Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 15, versetto 15:

 

“[15] Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi.”

 

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 18, versetti 10-11:

 

“[10] Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco.

[11] Gesù allora disse a Pietro: “Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?”.”

 

 

 

Lettera ai romani, capitolo 5, versetti 17-19:

 

“[17] Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.

[18] Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita.

[19] Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.”

 

 

 

Lettera agli ebrei, capitolo 5, versetti 5-10:

 

“[5] Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse:
Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato.

[6] Come in un altro passo dice:
Tu sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchìsedek.

[7] Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà;

[8] pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì

[9] e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono,

[10] essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek.”

 

 

 

Lettera agli ebrei, capitolo 10, versetti 5-10:

 

“[5] Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice:
Tu non hai voluto né sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato.

[6] Non hai gradito
né olocausti né sacrifici per il peccato.

[7] Allora ho detto: Ecco, io vengo
– poiché di me sta scritto nel rotolo del libro –
per fare, o Dio, la tua volontà.

[8] Dopo aver detto prima non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose tutte che vengono offerte secondo la legge,

[9] soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Con ciò stesso egli abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo.
[10] Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.”

 

 

 

 

[14] Vangelo secondo Matteo, capitolo 11, versetti 28-30:

 

“[28] Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.

[29] Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.

[30] Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero“.”

 

 

 

Prima lettera di Giovanni, capitolo 5, versetto 3:

 

“[3] perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.”

 

 

 

[15] Codice di diritto canonico,

canone 211:

“Can. 211 – Tutti i fedeli hanno il dovere e il diritto di impegnarsi perché l’annuncio divino della salvezza si diffonda sempre più fra gli uomini di ogni tempo e di ogni luogo.”

 

 

 

[16] Codice dei canoni delle chiese orientali,

canone 14:

Can. 14 – Omnes christifideles ius et obligationem habent allaborandi, ut divinum salutis nuntium ad omnes homines omnium temporum ac totius orbis magis magisque perveniat.”

 

Canone 14 in italiano:

Can. 14 – Tutti i fedeli cristiani hanno il diritto e il dovere di impegnarsi perché il messaggio divino della salvezza giunga sempre più a tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutto il mondo.”

 

 

Le note sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito www.giorgiocannella.com

Riflessioni sul battesimo

I passi che il Nuovo Testamento dedica al battesimo ci permettono di migliorare le norme del diritto canonico che consentono di amministrare il battesimo ai neonati e ai bambini.[1]

Lo scopo di questo articolo è rendere i canoni in parola conformi a quanto si legge nella Bibbia.

Come è noto, infatti, il diritto canonico si fonda sulla Scrittura della quale costituisce attuazione dettando regole per disciplinare la vita dei fedeli.

 

 

Fin da quando studiavo teologia, desideravo scrivere le mie riflessioni sulla questione della validità del battesimo amministrato ai neonati e ai bambini.

Il compito è arduo perché l’argomento è già stato affrontato da molti celebri autori.

Dunque, cosa può offrire questo mio contributo?

La risposta è duplice: una trattazione comprensibile anche ai non addetti ai lavori, l’esame della questione anche da un punto di vista legale, oltre che teologico e scritturistico.

 

 

IL NUOVO TESTAMENTO

Partiamo dalle fondamenta: il Nuovo Testamento.

Non può esservi dubbio alcuno che il Nuovo Testamento sancisca che il battesimo vada amministrato unicamente a degli adulti consapevoli.

È sufficiente a tal fine leggere tutti i passi che vanno dal battesimo di conversione amministrato da Giovanni il battista[2] fino al battesimo amministrato nella Chiesa delle origini.[3]

 

A ulteriore dimostrazione di quanto appena detto, ci sono i passi dei vangeli di Marco, di Matteo e di Luca nei quali Gesù Cristo rimprovera gli apostoli perché cecavano di allontanare da lui dei bambini.

Nei passi in parola si legge che Gesù accarezzava e abbracciava i bambini, imponeva loro le mani, li benediceva e pregava per loro.[4]

Nulla di più!

Non c’è scritto che Gesù amministrava ai bambini il battesimo.

Per i cristiani, Gesù Cristo è il figlio di Dio che si è incarnato.

Dio è onnipotente.

Se vuole fare qualcosa, la fa.

Se non la vuole fare, non la fa.

Nulla e nessuno può impedire a Dio di fare ciò che egli desidera.

Se Gesù avesse voluto amministrare a quei bambini il battesimo, lo avrebbe fatto.

Se non lo ha fatto, è perché non ha voluto farlo.

Non si riesce a comprendere, dunque, per quale motivo i cristiani dovrebbero amministrare il battesimo ai neonati e ai bambini se Dio non ha voluto farlo.

 

 

L’OBIEZIONE DI JOACHIM JEREMIAS

Joachim Jeremias obietta[5] che il battesimo dei bambini sarebbe attestato dai passi del Nuovo Testamento nei quali si legge che una persona viene battezzata “con tutti i suoi” o “assieme alla sua famiglia”.[6]

L’obiezione in esame è interessante, ma non può essere condivisa per i seguenti motivi.

 

Innanzitutto, perché non si può dare a un testo un significato difforme da quello che emerge chiaramente dal testo stesso.

Se, come abbiamo letto poc’anzi in ben tre passi di tre vangeli diversi[7], Gesù Cristo non ha voluto amministrare il battesimo ai bambini, non è lecito interpretare le parole “con tutti i suoi” o “assieme alla sua famiglia” per sostenere che il Nuovo Testamento consentirebbe di battezzare i bambini.

 

In secondo luogo, perché senza precisi e inoppugnabili dati testuali, non si può affermare che gli apostoli e san Paolo di Tarso, apostolo delle genti[8], facessero qualcosa di contrario rispetto a quanto ha fatto Gesù Cristo.

Anche in questo caso, infatti, nulla nel Nuovo Testamento consente di dire che gli apostoli e san Paolo di Tarso abbiano scelto di andare contro l’insegnamento di Gesù Cristo il quale, lo ripetiamo, ha scelto di non amministrare il battesimo ai bambini.[9]

 

Inoltre, la cultura giudaica dalla quale provenivano sia gli apostoli, sia san Paolo di Tarso, prevedeva la sequela del Signore unicamente come atto volontario e consapevole compiuto da un adulto.

Nell’Antico Testamento, infatti, l’agire di Dio si attua attraverso un bambino solo in via di eccezione, per un compito preciso che Dio ha pensato per un bambino in particolare e senza conferirgli il battesimo.

Per rendersene conto, è sufficiente leggere i seguenti passi:

 

  • il passo in cui l’angelo del Signore annuncia alla moglie di Manoach, che era sterile, la nascita di suo figlio Sansone con la missione di iniziare a liberare Israele dalle mani dei Filistei.[10] Anche in questo caso, come nei tre passi dei vangeli citati nella nota 4, una volta nato Sansone, il testo dice che il Signore lo benedisse, non che gli diede il battesimo;[11]

 

  • il passo in cui il Signore suscita lo spirito del giovanetto Daniele perché dimostri pubblicamente come calunniosa l’accusa portata in giudizio da due anziani contro Susanna.[12] Anche in qui, come nei tre passi dei vangeli citati nella nota 4, il testo afferma che il Signore diede a Daniele il dono dell’anzianità per fare da giudice nella contesa tra i due anziani e Susanna e afferma anche che, in seguito a questo episodio, Daniele “divenne grande di fronte al popolo”, ma non si legge che il Signore diede a Daniele il battesimo.

 

Infine, va tenuto presente che, nella cultura romana, i neonati e i bambini non potevano prendere decisioni in modo autonomo, perché erano soggetti alla potestà del padre di famiglia.

D’altro canto, se il padre di famiglia avesse chiesto il battesimo per i neonati e i bambini della sua famiglia o, per ipotesi, questi ultimi lo avessero chiesto autonomamente per se stessi, le tre motivazioni già esposte in questo paragrafo portano a concludere che la richiesta sarebbe stata cortesemente rifiutata.

 

Alla luce delle motivazioni esposte, le parole “con tutti i suoi” e “assieme alla sua famiglia” presenti nei passi usati da Joachim Jeremias devono essere intese come riferite alle seguenti categorie di persone:

  • persone adulte e consapevoli non più soggette alla potestà del padre di famiglia a seguito della manumissio o della emancipatio; [13]
  • persone adulte e consapevoli non più soggette alla potestà del padre di famiglia perché la loro condizione schiavile era cessata a seguito di manumissio vindicta o di manumissio testamento o di manumissio censu;[14]
  • persone adulte e consapevoli soggette alla potestà del padre di famiglia le quali, con il consenso di quest’ultimo, hanno chiesto di ricevere il battesimo.

 

In conclusione, i passi biblici esaminati e le argomentazioni esposte finora ci portano ad affermare che:

  • Gesù Cristo ha scelto di non amministrare il battesimo ai neonati e ai bambini;
  • il battesimo nel Nuovo Testamento viene amministrato solo a degli adulti consapevoli;
  • sia nel Vecchio Testamento, sia nel Nuovo Testamento l’agire di Dio si attua attraverso un bambino solo in via di eccezione, per un compito preciso che Dio ha pensato per un bambino in particolare e senza somministrazione del battesimo.

 

 

L’ORIGINE DEL BATTESIMO DEI NEONATI E DEI BAMBINI

A questo punto dobbiamo domandarci come abbia avuto inizio la prassi di amministrare il battesimo ai neonati e ai bambini.

Troviamo la risposta nel paragrafo 4 della “Istruzione sul battesimo dei bambini” del 1980.[15]

Nel paragrafo in esame non si menziona alcun passo della Scrittura, ma si citano dei passi di alcuni scritti di Origène, sant’Agostino di Tagaste, sant’Ireneo di Lione, Ippolito Romano, san Cipriano di Cartagine e si fa menzione di un sinodo dei vescovi africani al quale san Cipriano di Cartagine ha partecipato e che ha sancito la possibilità di battezzare i bambini.

Esaminiamo queste fonti.

 

Per quanto riguarda gli scritti degli autori citati, è bene dare a ciascuno il suo giusto peso.

Per i cristiani, la Bibbia è la parola di Dio.

Le opinioni e le proposte espresse nella riflessione teologica costituiscono un esercizio del diritto alla libera manifestazione del pensiero.[16]

Tuttavia, Dio non è un teologo particolarmente versato al quale possono contrapporsi le affermazioni di altri teologi ugualmente capaci.

Se tutti i passi biblici che abbiamo citato ed esaminato finora sono concordi nell’affermare

  • che Gesù Cristo ha scelto di non amministrare il battesimo ai neonati e ai bambini,
  • che il battesimo nel Nuovo Testamento viene amministrato solo a degli adulti consapevoli
  • e che in tutta la Bibbia l’agire di Dio si attua attraverso un bambino solo in via di eccezione, per un compito preciso che Dio ha pensato per un bambino in particolare e senza somministrazione del battesimo,

le opinioni e le proposte di stampo diverso, per quanto autorevoli, non possono soppiantare il dato inequivocabile della Scrittura.

Nessuna affermazione umana, infatti, può stare alla pari, superare o contraddire la parola di Dio.

 

 

IL SINODO DI CARTAGINE

Prendiamo ora in esame il sinodo africano citato nel paragrafo 4 della “Istruzione sul battesimo dei bambini” del 1980.

Salvo errori da parte mia, si tratta del sinodo di Cartagine dell’anno 251 dopo Cristo, presieduto da san Cipriano vescovo della medesima città.[17] 

 

In ecclesiologia e in storia della chiesa si studia che, affinché un concilio faccia un’affermazione dogmatica, sono necessari tutti e tre i seguenti requisiti: soggetto, oggetto, atto.

Il soggetto è il collegio dei vescovi che devono essere presenti nel concilio per poter discutere e votare.

L’oggetto è la materia, vale a dire la rivelazione.

L’atto è l’intenzione di definire una questione.

Questa intenzione deve essere chiaramente presente negli atti emanati dal concilio: ad esempio, quando è usata la formula “Noi definiamo”.

Se l’intenzione in parola non è presente, non va cercata.

 

Il requisito del soggetto

Il diritto canonico insegna che il collegio dei vescovi è composto dal sommo pontefice che ne è il capo e dai vescovi in forza della consacrazione sacramentale e della comunione gerarchica con il capo e con i membri del collegio.[18]

Nel sinodo di Cartagine del 251 dopo Cristo:

  • non c’era il collegio dei vescovi, ma solo alcuni vescovi dell’allora porzione dell’Africa facente parte dell’impero romano;
  • non c’era il sommo pontefice.[19]

Questi due dati da soli implicano che il requisito del soggetto non può dirsi presente nel sinodo di Cartagine dell’anno 251 dopo Cristo.

 

Per completezza, va ricordato altresì che i sinodi di Cartagine degli anni ’50 del terzo secolo dopo Cristo non erano in comunione con il sommo pontefice e con il collegio dei vescovi.

Questo a causa del contrasto tra Roma e Cartagine sulla questione della validità del battesimo amministrato fuori della chiesa cattolica.[20]

 

Il requisito dell’oggetto

L’affermazione resa dal sinodo di Cartagine del 251 dopo Cristo secondo la quale si può amministrare il battesimo ai neonati e ai bambini è sicuramente non conforme alla rivelazione.

Questo perché l’esame dei passi biblici e delle argomentazioni esposte in questo articolo conducono alle seguenti conclusioni:

  • Gesù Cristo ha scelto di non amministrare il battesimo ai neonati e ai bambini;
  • il battesimo nel Nuovo Testamento viene amministrato solo a degli adulti consapevoli;
  • sia nel Vecchio Testamento sia nel Nuovo Testamento l’agire di Dio si attua attraverso un bambino solo in via di eccezione, per un compito preciso che Dio ha pensato per un bambino in particolare e senza somministrazione del battesimo.

Pertanto, l’affermazione della possibilità di battezzare neonati e bambini resa dal sinodo di Cartagine dell’anno 251 dopo Cristo non è conforme alla rivelazione e quindi non possiede il requisito dell’oggetto.

 

Il requisito dell’atto

Negli atti emanati dal sinodo di Cartagine in esame non c’è la formula “Noi definiamo” o altre espressioni che indichino la chiara intenzione di definire una questione.

Pertanto, l’affermazione resa dal sinodo di Cartagine sulla possibilità di battezzare neonati e bambini non ha il requisito dell’atto.

 

In conclusione, la mancanza dei tre requisiti del soggetto, dell’oggetto e dell’atto comporta che l’affermazione resa dal sinodo di Cartagine dell’anno 251 dopo Cristo secondo la quale è possibile battezzare i neonati e i bambini non è dogmatica.

Inoltre, poiché l’affermazione in parola ha un impatto sulla vita di tutti i fedeli, essa rientra nella competenza di un concilio ecumenico.

Poiché il sinodo di Cartagine del 251 dopo Cristo non fu ecumenico, la sua affermazione secondo la quale è possibile battezzare i neonati e i bambini non ha alcun valore.

 

 

IL VALORE DEL BATTESIMO DEI NEONATI E DEI BAMBINI

A questo punto dobbiamo chiederci quale sia il valore del battesimo conferito ai neonati e ai bambini.

 

In teologia sacramentaria si studia che lo schema di ogni sacramento è: Dio chiama, il soggetto risponde, la chiesa conferma.

Spieghiamo questo concetto con due esempi.

 

Il primo.

Tizio è in chiesa per sposarsi.

Non manifesta il consenso in alcun modo e non ha validamente delegato alcuno a rispondere al suo posto.

Risponde “sì” il padre di Tizio presente in chiesa.

Il matrimonio di Tizio è valido?

No.

Il matrimonio di Tizio è invalido per mancanza del consenso.

 

Il secondo esempio.

Tizio è in chiesa per ricevere il sacerdozio ministeriale.

Non manifesta il consenso in alcun modo e non ha validamente delegato alcuno a rispondere al suo posto.

Risponde “sì” la madre di Tizio presente in chiesa.

Il sacerdozio ministeriale è stato validamente conferito a Tizio?

No.

Il sacerdozio ministeriale non è stato validamente conferito a Tizio per mancanza del consenso.

 

Passiamo ora al battesimo.

Tizio – neonato o bambino – è in chiesa per ricevere il battesimo.

Non manifesta il consenso in alcun modo e non ha validamente delegato alcuno a rispondere al suo posto.

Rispondono “sì” i genitori di Tizio presenti in chiesa.

Il battesimo è stato validamente conferito a Tizio?

No.

Il battesimo non è stato validamente conferito a Tizio per mancanza del consenso.

Lo stesso va detto anche nel caso in cui Tizio, bambino, abbia detto “sì”.

Infatti, il neonato e il bambino non hanno ancora l’età della ragione necessaria per dare validamente il loro consenso e fare affermazioni con coscienza e volontà.

 

Un elemento utile a riflettere sull’età necessaria per esprimere un valido consenso ci viene fornito dal codice di diritto canonico e dal codice dei canoni delle chiese orientali.

A proposito dell’età minima per celebrare un valido matrimonio, i due codici citati fissano un’età minima di sedici anni compiuti per l’uomo e di quattrodici anni compiuti per la donna.[21]

Non si riesce a capire, quindi, per quale motivo persone di età inferiore dovrebbero poter esprimere un valido consenso per ricevere il battesimo.

A questa conclusione non vale opporre il fatto che, nel battesimo dei neonati e dei bambini, il consenso viene espresso da degli adulti al loro posto.

Infatti, come abbiamo ricordato all’inizio di questo paragrafo, in teologia sacramentaria si studia che lo schema di ogni sacramento è: Dio chiama, il soggetto risponde, la chiesa conferma.

Il soggetto risponde.

Non una persona diversa risponde al suo posto!

Né potrebbe obiettarsi, infine, che la Chiesa ha disciplinato il battesimo in modo che degli adulti possano esprimere il consenso al posto del neonato e del bambino.

In teologia sacramentaria, infatti, si studia che la Chiesa disciplina i sacramenti, ma non istituisce i sacramenti.

Lo stesso affermano i due codici di diritto canonico citati poc’anzi.[22]

I sacramenti li istituisce Dio.[23]

Solo Dio può decidere se, come e quando donare la sua grazia.

Nessuno vanta dei diritti sulla grazia di Dio.

Se tutti i passi biblici che abbiamo citato ed esaminato finora sono concordi nell’affermare

  • che Gesù Cristo ha scelto di non amministrare il battesimo ai neonati e ai bambini,
  • che il battesimo nel Nuovo Testamento viene amministrato solo a degli adulti consapevoli
  • e che in tutta la Bibbia l’agire di Dio si attua attraverso un bambino solo in via di eccezione, per un compito preciso che Dio ha pensato per un bambino in particolare e senza somministrazione del battesimo,

nessuna norma della Chiesa può stabilire che Dio deve donare la grazia del battesimo anche ai neonati e ai bambini.

Nessuno può costringere Dio a donare la sua grazia.

 

Inoltre, fissare l’età minima per ricevere validamente il battesimo a sedici anni compiuti per l’uomo e a quattordici anni compiuti per la donna – come abbiamo visto che già accade per il matrimonio – è utile anche per abbandonare la prassi di ricevere i tre sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, confermazione, eucaristia) in tre momenti diversi.

I due codici di diritto canonico della chiesa latina e delle chiese orientali, infatti, affermano che essi sono tra loro congiunti.[24]

Dunque, perché dividerli?

 

Molti pensano che il battesimo dei neonati e dei bambini sia necessario perché il bambino non battezzato non potrebbe salvarsi.

Un cristiano non può avere questa convinzione perché essa è contraria alla Scrittura.

Per rendersene conto è sufficiente leggere il passo del vangelo di Matteo nel quale è scritto che, al momento della morte di Gesù in croce, “i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono”.[25]

Queste persone erano nate, vissute e morte prima della morte di Gesù in croce e dunque non avevano potuto ricevere il battesimo cristiano.

Ciò non ostante, al momento della morte redentrice di Cristo, esse sono risuscitate.

 

Che dire poi di Mosè ed Elia?

Nati, vissuti e morti molto prima dell’incarnazione di Gesù Cristo, anch’essi non avevano potuto ricevere il battesimo cristiano, eppure appaiono vivi ai lati di Gesù durante la sua trasfigurazione mentre conversano con lui.[26]

Di conseguenza, la convinzione secondo la quale sarebbe necessario amministrare il battesimo ai neonati e ai bambini perché questi possano salvarsi è contraddetta dalla Scrittura e, dunque, non può appartenere alla fede cristiana.

 

Lo stesso va detto per la convinzione secondo la quale, in pericolo di morte, bisognerebbe amministrare il battesimo, la confermazione e ricevere per la prima volta l’eucaristia per consentire all’individuo di salvarsi.

I sacramenti ora citati servono per completare l’iniziazione cristiana.

Non sono amuleti o lascia passare per entrare in paradiso!

Come abbiamo letto poc’anzi, la grazia di Dio fa risorgere anche persone decedute prima della morte di Cristo e conduce in paradiso anche persone vissute prima della incarnazione di Cristo.

 

 

In conclusione, i passi biblici citati e le argomentazioni esposte finora non lasciano spazio al dubbio: il battesimo amministrato ai neonati e ai bambini non è conforme alla Scrittura ed è invalido per mancanza del consenso.

La conseguenza del battesimo invalido è chiaramente espressa in entrambi i codici di diritto canonico: senza il battesimo non si possono ricevere validamente gli altri sacramenti.[27]

 

 

I CANONI DA MODIFICARE

Per risolvere il problema fin qui messo in luce, è necessario modificare le norme del codice di diritto canonico e del codice dei canoni delle chiese orientali che permettono di amministrare il battesimo ai feti, ai neonati, ai bambini e a chi non è responsabile dei suoi atti.

A tale scopo, l’età minima per ricevere validamente il battesimo deve essere la medesima che il diritto canonico stabilisce per contrarre validamente il matrimonio.[28]

 

Codice di diritto canonico

I canoni 852, 867, 868, 870 e 871 sono abrogati.

 

Il testo del canone 852 viene sostituito dal seguente:

Can. 852 – §1. Il battesimo viene amministrato validamente solo a uno o più individui adulti e consapevoli.

§2. L’uomo prima dei sedici anni compiuti, la donna prima dei quattordici anni compiuti, non possono ricevere validamente il battesimo.

§3. La Conferenza episcopale è libera di fissare una età maggiore per ricevere validamente il battesimo.

§4. Congiuntamente con il battesimo viene amministrata la confermazione e viene ricevuta per la prima volta l’eucaristia.

§5. In nessun caso il pericolo di morte consente di ricevere validamente il battesimo, la confermazione e per la prima volta l’eucaristia.

§6. Tutti gli altri sacramenti non possono essere validamente ricevuti prima di avere ricevuto validamente il battesimo.

§7. Tutte le norme sul battesimo dei feti, dei neonati, dei bambini e di chi non è responsabile dei suoi atti sono abrogate.

§8. Ogni norma contraria a questo canone è abrogata.

 

 

 

Codice dei canoni delle chiese orientali

I canoni 680 e 681 sono abrogati.

 

Il paragrafo 1 del canone 686 è abrogato.

Nel canone 686, paragrafo 2, le parole “i genitori del bambino da battezzare, come pure” sono abrogate.

Nel canone 686, paragrafo 2, la virgola dopo la parola “padrino” è eliminata.

Il canone 686 risultante dalle modifiche è il seguente:

Can. 686 – § 1. [Paragrafo abrogato]

§2. Il parroco provveda che coloro che stanno per assumere la funzione di padrino siano istruiti convenientemente sul significato di questo sacramento e sugli obblighi che ne derivano e siano preparati bene alla celebrazione del sacramento.

 

Il testo del canone 680 è sostituito dal seguente:

Can. 680 – §1. Il battesimo viene amministrato validamente solo a uno o più individui adulti e consapevoli.

§2. L’uomo prima del sedicesimo anno di età compiuto, la donna prima del quattordicesimo anno di età compiuto non possono ricevere validamente il battesimo.

§3. La Conferenza episcopale è libera di fissare una età maggiore per ricevere validamente il battesimo.

§4. Congiuntamente con il battesimo viene amministrata la crismazione del santo myron e viene ricevuta per la prima volta l’eucaristia.

§5. In nessun caso il pericolo di morte consente di ricevere validamente il battesimo, la crismazione del santo myron e per la prima volta l’eucaristia.

§6. Tutti gli altri sacramenti non possono essere validamente ricevuti prima di avere ricevuto validamente il battesimo.

§7. Tutte le norme sul battesimo dei feti, dei neonati, dei bambini e di chi non è responsabile dei suoi atti sono abrogate.

§8. Ogni norma contraria a questo canone è abrogata.

 

 

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Tutti i passi dei testi citati in questo articolo sono presi dalle pagine internet indicate.

 

Se non altrimenti specificato, il sottolineato è mio.

 

Tutte le citazioni della Bibbia in questo articolo sono prese da “La Sacra Bibbia” edizione Conferenza episcopale italiana, in: http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM

 

Tutte le citazioni del codice di diritto canonico in questo articolo sono prese da “Codex iuris canonici” in: http://www.vatican.va/archive/ITA0276/_INDEX.HTM

 

Tutte le citazioni del codice dei canoni delle chiese orientali presenti in questo articolo sono prese da “Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium” in latino in:

http://www.vatican.va/archive/cdc/index_it.htm

e in italiano in:

https://www.iuscangreg.it/cceo_multilingue.php

 

 

Codice di diritto canonico,

canoni 852, 867, 868, 870 e 871:

 

“Can. 852 – §1. Le disposizioni contenute nei canoni per il battesimo degli adulti, si applicano a tutti coloro che, usciti dall’infanzia, hanno raggiunto l’uso di ragione.

§2. Viene assimilato al bambino, anche per quanto concerne il battesimo, colui che non è responsabile dei suoi atti.

 

Can. 867 – §1. I genitori sono tenuti all’obbligo di provvedere che i bambini siano battezzati entro le prime settimane; al più presto dopo la nascita, anzi anche prima di essa, si rechino dal parroco per chiedere il sacramento per il figlio e vi si preparino debitamente.

§2. Se il bambino è in pericolo di morte, lo si battezzi senza alcun indugio.

 

Can. 868 – §1. Per battezzare lecitamente un bambino si esige:

1) che i genitori o almeno uno di essi o chi tiene legittimamente il loro posto, vi consentano;

2)n che vi sia la fondata speranza che sarà educato nella religione cattolica fermo restando il §3; se tale speranza manca del tutto, il battesimo venga differito, secondo le disposizioni del diritto particolare, dandone ragione ai genitori.

§2. Il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori.

§3.n Il bambino di cristiani non cattolici è lecitamente battezzato, se i genitori o almeno uno di essi o colui che tiene legittimamente il loro posto lo chiedono e se agli stessi sia impossibile, fisicamente o moralmente, accedere al proprio ministro.

 

Can. 870 – Il bambino esposto o trovatello sia battezzato, a meno che, condotta una diligente ricerca, non consti del suo battesimo.

 

Can. 871 – I feti abortivi, se vivono, nei limiti del possibile, siano battezzati.

 

(n: Indica che il testo corrisponde alla nuova versione o a un nuovo paragrafo)

[Articoli modificati da Sua Santità Papa Francesco (cfr. Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio De concordia inter Codices” del 31 maggio 2016)]”

 

 

 

Codice dei canoni delle chiese orientali,

canoni 680, 681, 686:

 

Can. 680 – Foetus abortivus, si vivit et si id fieri potest, baptizetur.

 

Can. 681 – § 1. Ut infans licite baptizetur, oportet:

1° spes habeatur fundata eum in fide Erclesiae catholicae educatum iri firma § 5;

2° parentes, saltem eorum unus, aut is, qui legitime eorundem locum tenet, consentiant.

  • 2. Infans expositus et inventus, nisi de eiusdem baptismo certe constat, baptizetur.
  • 3. Rationis usu ab infantia destituti baptizandi sunt ut infantes.
  • 4. Infans sive parentum catholicornm sive etiam acatholicorum, qui in eo versatur vitae discrimine, ut prudenter praevideatur moriturus, antequam usum rationis attingit, licite baptizatur.
  • 5. Infans christianorum acatholicorum licite baptizatur, si parentes aut unus saltem eorum aut is, qui legitime eorundem locum tenet, id petunt et si eis physice aut moraliter impossibile est accedere ad ministrum proprium.

 

Can. 686 – § 1. Parentes obligatione tenentur, ut infans quam primum secundum legitimam consuetudinem baptizetur.

§2. Curet parochus, ut infantis baptizandi parentes itemque, qui munus patrini sunt suscepturi, de significatione huius sacramenti deque obligationibus cum eo cohaerentibus congrue edoceantur et ad celebrationem sacramenti apte praeparentur.”

 

 

I canoni 680, 681 e 686 in italiano:

 

Can. 680 – Un feto abortivo, se è vivo e se ciò è possibile, sia battezzato.

 

Can. 681 – § 1. Perché un bambino sia battezzato lecitamente si esige:

1° che vi sia fondata speranza che esso sarà educato nella fede della Chiesa cattolica, fermo restando il § 5;

2° che i genitori, almeno uno di essi, oppure chi ne fa le veci legittimamente, vi consentano.

  • 2. Il bambino esposto o trovatello, se non risulta con certezza che è stato battezzato, lo si battezzi.
  • 3. Coloro che sono privi dell’uso di ragione fin dall’infanzia devono essere battezzati come i bambini.
  • 4. Il bambino, sia di genitori cattolici sia anche di genitori acattolici, che si trova in un pericolo di morte tale da far ritenere prudentemente che morirà prima di raggiungere l’uso di ragione, è battezzato lecitamente.
  • 5. Il bambino di cristiani acattolici viene battezzato lecitamente se i genitori, oppure almeno uno di essi o colui che ne fa legittimamente le veci, lo richiedono e se ad essi è fisicamente oppure moralmente impossibile recarsi dal proprio ministro.

 

Can. 686 – § 1. I genitori hanno l’obbligo che il bambino sia battezzato al più presto secondo la legittima consuetudine.

§2. Il parroco provveda che i genitori del bambino da battezzare, come pure coloro che stanno per assumere la funzione di padrino, siano istruiti convenientemente sul significato di questo sacramento e sugli obblighi che ne derivano e siano preparati bene alla celebrazione del sacramento.”

 

 

 

[2] IL BATTESIMO AMMINISTRATO DA GIOVANNI IL BATTISTA

 

Vangelo secondo Marco, capitolo 1, versetti 1-11:

 

“[1] Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.

[2] Come è scritto nel profeta Isaia:
Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te,
egli ti preparerà la strada.

[3] Voce di uno che grida nel deserto:
preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri,

[4] si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

[5] Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

[6] Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico

[7] e predicava: “Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.

[8] Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”.

[9] In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.

[10] E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba.

[11] E si sentì una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 3, versetti 1-17:

 

“[1] In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea,

[2] dicendo: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”.

[3] Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!

[4] Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.

[5] Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano;

[6] e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.

[7] Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: “Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all’ira imminente?

[8] Fate dunque frutti degni di conversione,

[9] e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre.

[10] Gia la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.

[11] Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco.

[12] Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile”.

[13] In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

[14] Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”.

[15] Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Allora Giovanni acconsentì.

[16] Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.

[17] Ed ecco una voce dal cielo che disse: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 3, versetti 1-18:

 

“[1] Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène,

[2] sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.

[3] Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,

[4] com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!

[5] Ogni burrone sia riempito,
ogni monte e ogni colle sia abbassato;
i passi tortuosi siano diritti;
i luoghi impervi spianati.

[6] Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

[7] Diceva dunque alle folle che andavano a farsi battezzare da lui: “Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all’ira imminente?

[8] Fate dunque opere degne della conversione e non cominciate a dire in voi stessi: Abbiamo Abramo per padre! Perché io vi dico che Dio può far nascere figli ad Abramo anche da queste pietre.

[9] Anzi, la scure è già posta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco”.

[10] Le folle lo interrogavano: “Che cosa dobbiamo fare?”.

[11] Rispondeva: “Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto”.

[12] Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: “Maestro, che dobbiamo fare?”.

[13] Ed egli disse loro: “Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”.

[14] Lo interrogavano anche alcuni soldati: “E noi che dobbiamo fare?”. Rispose: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe”.

[15] Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo,

[16] Giovanni rispose a tutti dicendo: “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

[17] Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile”.

[18] Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella.”

 

 

 

[3] IL BATTESIMO AMMINISTRATO NELLA CHIESA PRIMITIVA

 

Sul fatto che prima di essere battezzati bisogna avere fede.

 

Vangelo secondo Marco, capitolo 16, versetti 15-16:

 

“[15] Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.

[16] Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.”

 

 

 

Sul fatto che per poter essere battezzati è necessario ascoltare l’annuncio della fede, sentirsi trafiggere il cuore da questo annuncio e chiedere cosa bisogna fare.

 

Atti degli apostoli, capitolo 2, versetti 14-37:

 

“[14] Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: “Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole:

[15] Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino.

[16] Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:

[17] Negli ultimi giorni, dice il Signore,
Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni.

[18] E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi
profeteranno.

[19] Farò prodigi in alto nel cielo
e segni in basso sulla terra,
sangue, fuoco e nuvole di fumo.

[20] Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue,
prima che giunga il giorno del Signore,
giorno grande e splendido.

[21] Allora chiunque invocherà il nome del Signore
sarà salvato.

[22] Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -,

[23] dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso.

[24] Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.

[25] Dice infatti Davide a suo riguardo:
Contemplavo sempre il Signore innanzi a me;
poiché egli sta alla mia destra, perché io non
vacilli.

[26] Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la
mia lingua;
ed anche la mia carne riposerà nella speranza,

[27] perché tu non abbandonerai l’anima mia negli
inferi,
né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.

[28] Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza.

[29] Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi.

[30] Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente,

[31] previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:
questi non fu abbandonato negli inferi,
né la sua carne vide corruzione.

[32] Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.

[33] Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.

[34] Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:
Disse il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,

[35] finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi.

[36] Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!”.

[37] All’udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”.”

 

 

 

Sul fatto che prima di essere battezzati bisogna pentirsi dei propri peccati.

 

Atti degli apostoli, capitolo 2, versetto 38:

 

“[38] E Pietro disse: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.”

 

 

 

Ancora sul fatto che per poter essere battezzati è necessario ascoltare l’annuncio della fede e chiedere il battesimo.

 

Atti degli apostoli, capitolo 8, versetti 34-40:

 

“[34] E rivoltosi a Filippo l’eunuco disse: “Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?”.

[35] Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù.

[36] Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: “Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?”.

[37] .

[38] Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò.

[39] Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino.

[40] Quanto a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo, predicava il vangelo a tutte le città, finché giunse a Cesarèa.”

 

 

 

[4] SUL FATTO CHE GESÙ NON AMMINISTRA IL BATTESIMO AI BAMBINI

 

Vangelo secondo Marco, capitolo 10, versetti 13-16:

 

“[13] Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.

[14] Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.

[15] In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”.

[16] E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 19, versetti 13-15:

 

“[13] Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano.

[14] Gesù però disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli”.

[15] E dopo avere imposto loro le mani, se ne partì.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 18, versetti 15-17:

 

“[15] Gli presentavano anche i bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli, vedendo ciò, li rimproveravano.

[16] Allora Gesù li fece venire avanti e disse: “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.

[17] In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà”.”

 

 

 

[5] Joachim Jeremias, Le baptême des enfants dans les quatre premiers siècles, Le Puy et Lyon, ed. Xavier Mappus, 1967.

Per una sintesi dei contenuti di questa opera si veda “Il battesimo dei bambini nella chiesa delle origini. Appunti su di un volume di Joachim Jeremias”, di Andrea Lonardo su: http://www.gliscritti.it/blog/entry/990

 

 

 

[6] I PASSI CITATI DA JOACHIM JEREMIAS NELL’OPERA CITATA NELLA NOTA 5

 

Atti degli apostoli, capitolo 16, versetto 15.

Qui di seguito, cito tutto il passo: capitolo 16, versetti 11-15:

 

“[11] Salpati da Troade, facemmo vela verso Samotracia e il giorno dopo verso Neapoli e

[12] di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedonia. Restammo in questa città alcuni giorni;

[13] il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera, e sedutici rivolgevamo la parola alle donne colà riunite.

[14] C’era ad ascoltare anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo.

[15] Dopo esser stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò: “Se avete giudicato ch’io sia fedele al Signore, venite ad abitare nella mia casa”. E ci costrinse ad accettare.”

 

 

 

Atti degli apostoli, capitolo 16, versetto 33.

Qui di seguito, cito tutto il passo: capitolo 16, versetti 25-34:

 

“[25] Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i carcerati stavano ad ascoltarli.

[26] D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito tutte le porte si aprirono e si sciolsero le catene di tutti.

[27] Il carceriere si svegliò e vedendo aperte le porte della prigione, tirò fuori la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti.

[28] Ma Paolo gli gridò forte: “Non farti del male, siamo tutti qui”.

[29] Quegli allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando si gettò ai piedi di Paolo e Sila;

[30] poi li condusse fuori e disse: “Signori, cosa devo fare per esser salvato?”.

[31] Risposero: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia”.

[32] E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.

[33] Egli li prese allora in disparte a quella medesima ora della notte, ne lavò le piaghe e subito si fece battezzare con tutti i suoi;

[34] poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.”

 

 

 

Atti degli apostoli, capitolo 18, versetto 8.

Qui di seguito, cito tutto il passo: capitolo 18, versetti 5-8:

 

“[5] Quando giunsero dalla Macedonia Sila e Timòteo, Paolo si dedicò tutto alla predicazione, affermando davanti ai Giudei che Gesù era il Cristo.

[6] Ma poiché essi gli si opponevano e bestemmiavano, scuotendosi le vesti, disse: “Il vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente; da ora in poi io andrò dai pagani”.

[7] E andatosene di là, entrò nella casa di un tale chiamato Tizio Giusto, che onorava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga.

[8] Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia; e anche molti dei Corinzi, udendo Paolo, credevano e si facevano battezzare.”

 

 

 

Prima lettera ai Corinzi, capitolo 1, versetto 16.

Qui di seguito, cito tutto il passo: capitolo 1, versetti 10-17:

 

“[10] Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d’intenti.

[11] Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo, fratelli, dalla gente di Cloe, che vi sono discordie tra voi.

[12] Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: “Io sono di Paolo”, “Io invece sono di Apollo”, “E io di Cefa”, “E io di Cristo!”.

[13] Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati?

[14] Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi, se non Crispo e Gaio,

[15] perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome.

[16] Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefana, ma degli altri non so se abbia battezzato alcuno.

[17] Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo.”

 

 

 

[7] Si veda la nota 4 con i passi evangelici in essa citati.

 

 

 

[8] Lettera ai romani, capitolo 11, versetto 13-14:

 

“[13] Pertanto, ecco che cosa dico a voi, Gentili: come apostolo dei Gentili, io faccio onore al mio ministero,

[14] nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni.”

 

 

 

Lettera ai galati, capitolo 1, versetti 13-17:

 

“[13] Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo, come io perseguitassi fieramente la Chiesa di Dio e la devastassi,

[14] superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri.

[15] Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque

[16] di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo,

[17] senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.”

 

 

 

Lettera ai galati, capitolo 2, versetti 7-9:

 

[7] Anzi, visto che a me era stato affidato il vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi –

[8] poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani

[9] e riconoscendo la grazia a me conferita, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi.”

 

 

 

[9] Si veda la nota 4 con i passi evangelici in essa citati.

 

 

 

[10] L’ANNUNCIO DELLA NASCITA DI SANSONE

Libro dei giudici, capitolo 13, versetti 1-5:

 

“[1] Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani dei Filistei per quarant’anni.

[2] C’era allora un uomo di Zorea di una famiglia dei Daniti, chiamato Manoach; sua moglie era sterile e non aveva mai partorito.

[3] L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: “Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio.

[4] Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla d’immondo.

[5] Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno; egli comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei“.”

 

 

 

[11] IL SIGNORE BENEDICE IL BAMBINO SANSONE

Libro dei giudici, capitolo 13, versetto 24:

 

“[24] Poi la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il Signore lo benedisse.”

 

 

 

[12] IL SIGNORE SUSCITA LO SPIRITO DEL GIOVANETTO DANIELE

Libro di Daniele, capitolo 13, versetti 45-64:

 

“[45] Mentre Susanna era condotta a morte, il Signore suscitò il santo spirito di un giovanetto, chiamato Daniele,

[46] il quale si mise a gridare: “Io sono innocente del sangue di lei!”.

[47] Tutti si voltarono verso di lui dicendo: “Che vuoi dire con le tue parole?”.

[48] Allora Daniele, stando in mezzo a loro, disse: “Siete così stolti, Israeliti? Avete condannato a morte una figlia d’Israele senza indagare la verità!

[49] Tornate al tribunale, perché costoro hanno deposto il falso contro di lei”.

[50] Il popolo tornò subito indietro e gli anziani dissero a Daniele: “Vieni, siedi in mezzo a noi e facci da maestro, poiché Dio ti ha dato il dono dell’anzianità“.

[51] Daniele esclamò: “Separateli bene l’uno dall’altro e io li giudicherò”.

[52] Separati che furono, Daniele disse al primo: “O invecchiato nel male! Ecco, i tuoi peccati commessi in passato vengono alla luce,

[53] quando davi sentenze ingiuste opprimendo gli innocenti e assolvendo i malvagi, mentre il Signore ha detto: Non ucciderai il giusto e l’innocente.

[54] Ora dunque, se tu hai visto costei, dì: sotto quale albero tu li hai visti stare insieme?”. Rispose: “Sotto un lentisco”.

[55] Disse Daniele: “In verità, la tua menzogna ricadrà sulla tua testa. già l’angelo di Dio ha ricevuto da Dio la sentenza e ti spaccherà in due”.

[56] Allontanato questo, fece venire l’altro e gli disse: “Razza di Cànaan e non di Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la passione ti ha pervertito il cuore!

[57] Così facevate con le donne d’Israele ed esse per paura si univano a voi. Ma una figlia di Giuda non ha potuto sopportare la vostra iniquità.

[58] Dimmi dunque, sotto quale albero li hai trovati insieme?”. Rispose: “Sotto un leccio”.

[59] Disse Daniele: “In verità anche la tua menzogna ti ricadrà sulla testa. Ecco l’angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano per spaccarti in due e così farti morire”.

[60] Allora tutta l’assemblea diede in grida di gioia e benedisse Dio che salva coloro che sperano in lui.

[61] Poi insorgendo contro i due anziani, ai quali Daniele aveva fatto confessare con la loro bocca di aver deposto il falso, fece loro subire la medesima pena alla quale volevano assoggettare il prossimo

[62] e applicando la legge di Mosè li fece morire. In quel giorno fu salvato il sangue innocente.

[63] Chelkìa e sua moglie resero grazie a Dio per la figlia Susanna insieme con il marito Ioakìm e tutti i suoi parenti, per non aver trovato in lei nulla di men che onesto.

[64] Da quel giorno in poi Daniele divenne grande di fronte al popolo.”

 

 

 

[13] Sulla cessazione della potestà del padre di famiglia per manumissio e per emancipatio si veda Feliciano Serrao, “Diritto privato economia e società nella storia di Roma”, prima parte, Jovene, Napoli, 1984, pagine 213-218.

 

 

 

[14] Sulla cessazione della condizione schiavile in seguito a manumissio vindicta, manumissio testamento, manumissio censu si veda l’opera di Feliciano Serrao citata nella nota precedente, pagine 270-274.

 

 

 

[15] L’ORIGINE DELLA PRASSI DI BATTEZZARE I NEONATI E I BAMBINI

Sacra Congregazione per la dottrina della fede,

Istruzione sul battesimo dei bambini,

20 ottobre 1980, in: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19801020_pastoralis_actio_it.html

 

Paragrafo 4

“4. Sia in Oriente che in Occidente la prassi di battezzare i bambini è considerata una norma di tradizione immemorabile. Origene, e più tardi S. Agostino, la ritenevano una « tradizione ricevuta dagli Apostoli » (2). Quando poi, nel secolo ІI, appaiono le prime testimonianze dirette, nessuna di esse presenta mai il battesimo dei bambini come una innovazione. S. Ireneo in particolare considera ovvia la presenza tra i battezzati « di infanti e di bambini » a fianco degli adolescenti, dei giovani e dei più anziani (3). Il più antico rituale conosciuto, quello che all’inizio del III secolo descrive la Tradizione apostolica, contiene la seguente prescrizione: « Battezzate in primo luogo i bambini: tutti coloro che possono parlare da soli, parlino; per coloro invece che non possono parlare da soli, parlino i genitori o qualcuno della loro famiglia » (4). S. Cipriano, partecipando ad un Sinodo dei vescovi africani, afferma che « non si può negare la misericordia e la grazia di Dio a nessun uomo che viene all’esistenza »; e lo stesso Sinodo, richiamandosi all’« uguaglianza spirituale » di tutti gli uomini « di qualsiasi statura ed età », decretò che si potevano battezzare i bambini « già dal secondo o terzo giorno dopo la nascita » (5).”

 

Note presenti nel testo ora citato

 

“(2) Origene, In Romanos, lib. V, 9: PG 14, 1047; cf. S. Agostino, De Genesi ad litteram, X, 23, 39: PL 34, 426; De peccatorum meritis et remissione et de baptismo parvulorum, I, 26, 39: PL 44, 131. In realtà tre passi degli Atti degli Apostoli (16, 15; 16, 33; 18, 8) ricordano il battesimo di « tutta una casa ».

(3) Adv. Haereses, II, 22, 4: PG 7, 784; Harvey, I, 330. In molti documenti epigrafici, già dal II secolo, i bambini vengono chiamati « Figli di Dio », titolo riservato ai battezzati, o si legge una esplicita menzione del loro battesimo; cf. ad esempio, Corpus inscriptionum graecarum, III, nn. 9727, 9817, 9801; E. Diehl, Inscriptiones latinae christianae veteres, Berlin 1961, nn. 1523 (3), 4429 A.

(4) Ippolito Romano, La Tradition apostolique, ed. e trad. di B. Botte, Münster W., Aschendolrff, 1963 (Liturgiewissenschaftliche Quellen und Forschungen 396), pp. 44-45.

(5) Epist. LXIV, Cyprianus et coeteri collegae, qui in concilio adfuerunt numero LXVI. Fido fratri: PL 3, 1013-1019; Hartel, CSEL, 3, pp. 717-721. Nella Chiesa africana tale prassi era particolarmente ferma, nonostante l’opposizione di Tertulliano, il quale consigliava di differire il battesimo dei bambini, a motivo della loro tenera età e per timore di eventuali defezioni giovanili. Cf. De baptismo, XVIII, 3-XIX, 1: PL 1, 1220-1222; De anima, 39-41: PL 2, 719 ss.”

 

 

 

[16] Su che cos’è e con quali regole si deve svolgere la riflessione teologica rinvio al mio articolo “Riflessioni sul primo concilio di Gerusalemme” …………..

 

 

 

[17] Negli anni ’50 del terzo secolo dopo Cristo, a Cartagine si tennero vari sinodi (anni 251, 253, 254 e 255) per affrontare, tra le altre, due questioni: la decisione da prendere nei confronti del lapsi e la discussa validità del battesimo amministrato fuori dalla chiesa cattolica.

 

Sulla storia dei sinodi di Cartagine in questo periodo si può leggere la voce “Concili e sinodi” nell’enciclopedia Treccani on-line consultabile all’indirizzo: http://www.treccani.it/enciclopedia/concili-e-sinodi_%28Enciclopedia-Costantiniana%29/

 

 

 

[18] Codice di diritto canonico,

canone 336

 

“Can. 336 – Il Collegio dei Vescovi, il cui capo è il Sommo Pontefice e i cui membri sono i Vescovi in forza della consacrazione sacramentale e della comunione gerarchica con il capo e con i membri del Collegio, e nel quale permane ininterrottamente il corpo apostolico, insieme con il suo capo e mai senza il suo capo, è pure soggetto di suprema e piena potestà sulla Chiesa universale.”

 

 

Codice dei canoni delle chiese orientali,

canone 49,

 

Can. 49 – Collegium Episcoporum, cuius caput est Romanus Pontifex cuiusque membra sunt Episcopi vi sacramentalis ordinationis et hierarchica communione cum Collegii capite et membris et in quo corpus apostolicum continuo perseverat, una cum capite suo et numquam sine hoc capite subiectum quoque supremae et plenae potestatis in universam Ecclesiam exsistit.”

 

Il canone 49 in italiano:

 

Can. 49 – Il Collegio dei Vescovi, il cui capo è il Romano Pontefice e le cui membra sono i Vescovi, in forza dell’ordinazione sacramentale e per la comunione gerarchica con il capo del Collegio e con le membra, e nel quale il corpo apostolico persevera continuamente assieme al suo capo e mai senza questo capo, è pure soggetto della suprema e piena potestà sulla Chiesa universale.”

 

 

 

[19] Anche se all’epoca il vescovo di Roma non aveva la suprema potestà dottrinale e giuridica che assunse in seguito, resta il dato di fatto che egli non partecipò al sinodo di Cartagine dell’anno 251 dopo Cristo.

 

 

 

[20] Enciclopedia Treccani on-line,

voce “Concili e sinodi”

in: http://www.treccani.it/enciclopedia/concili-e-sinodi_%28Enciclopedia-Costantiniana%29/

 

“Nonostante le comuni tradizioni, tra Roma e Cartagine vi è uno scarto fondamentale, concernente il battesimo degli eretici.

Il primo concilio di epoca ciprianea in cui viene trattata la disciplina battesimale è quello del 252, dove si discute il battesimo dei neonati e si decide che esso debba essere loro impartito il prima possibile30.

Sarà tuttavia un altro concilio, tre anni più tardi, a occuparsi primieramente della più complessa questione del battesimo degli eretici, cioè di chi, battezzato al di fuori della Catholica, volesse entrare a farvi parte.

Le comunità di Alessandria e Roma, da parte loro, avevano assunto una chiara posizione in merito al problema, decretando la validità di qualsiasi battesimo, purché amministrato nel nome di Gesù Cristo31.

Il concilio di Cartagine del 25532 confermerà invece la rigida disciplina che caratterizza la Chiesa ‘cattolica’ locale, avversando quanto più ogni soluzione di compromesso33 e stabilendo la necessità del battesimo per gli eretici e gli scismatici.

Queste conclusioni saranno ribadite dai settantuno vescovi riunitisi per il sinodo della primavera del 256 e dagli ottantasette vescovi convenuti nel settembre dello stesso anno per il sinodo con la partecipazione più elevata di tutto l’episcopato ciprianeo34.

Tra i problemi ivi dibattuti, vi è anche quello della posizione che la Chiesa cartaginese deve tenere con quella di Roma, dal momento che i rapporti tra le due realtà ecclesiali sono ormai tesi, per ragioni in parte dottrinali, relative alla questione del battesimo degli eretici, e in parte legate all’interpretazione protagonistica del ruolo del vescovo di Roma data dal vescovo romano Stefano35.”

 

Note presenti nel testo ora citato

 

30 Cfr. Cypr., epist. 64. Per la discussione si veda J.A. Fischer, A. Lumpe, Die Synoden, cit., pp. 194-197.

31 Cfr. Cypr., epist. 74,5,1 e 75,18,1-2. Cfr. P. Bernardini, Un solo battesimo, cit., p. 115.

32 Preceduto a sua volta di qualche mese da un incontro, in Numidia, di diciotto vescovi, probabilmente turbati dal fatto che Stefano I a Roma non considerasse problematico il battesimo degli eretici.

33 È legittimo supporre che ci siano anche gruppi disposti a ritenere valido il battesimo somministrato da eretici e scismatici, ma il concilio respinge ogni forma di compromesso. Cfr. J.A. Fischer, A. Lumpe, Die Synoden, cit., p. 244 nota 104.

34 Di quest’ultimo concilio ci sono giunte le Sententiae episcoporum (registrazione dei pronunciamenti dei vescovi partecipanti), una fonte importante per la storia della sinodalità nell’Occidente latino. Queste Sententiae infatti conservano il punto di vista di ciascun vescovo partecipante e ci consentono di capire come il concilio è stato vissuto (cfr. P. Bernardini, Un solo battesimo, cit.).

35 Cfr. Cypr., epist. 74 e 75, e P. Bernardini, Un solo battesimo, cit., p. 90; per approfondimenti, cfr. ivi, pp. 113-120.”

 

 

 

[21] Io sono convinto che l’età minima per celebrare un valido matrimonio debba essere quella nella quale si diventa maggiorenni (l’età nella quale si acquisisce la capacità di agire).

Questo al fine di evitare matrimoni di persone non consenzienti e/o non consapevoli.

L’articolo 84 del codice civile italiano, infatti, prevede il requisito della maggiore età.

L’unica eccezione è costituita dal matrimonio di persone che hanno compiuto i sedici anni di età.

Per quest’ultimo, però la legge esige un decreto pronunciato dal Tribunale in camera di consiglio su istanza dell’interessato nel quale si accerti la maturità psico-fisica del soggetto e i gravi motivi che dovrebbero portare all’accoglimento dell’istanza.

 

Il diritto canonico disciplina diversamente questo aspetto.

 

Codice di diritto canonico,

canone 1083:

 

“Can. 1083 – §1. L’uomo prima dei sedici anni compiuti, la donna prima dei quattordici pure compiuti, non possono celebrare un valido matrimonio.

  • 2. La Conferenza Episcopale è libera di fissare una età maggiore per la lecita celebrazione del matrimonio.”

 

 

Codice dei canoni delle chiese orientali,

canone 800:

 

Can. 800 – § 1. Vir ante decimum sextum aetatis annum expletum, mulier ante decimum quartum aetatis annum expletum matrimonium valide celebrare non possunt.

  • 2. Integrum est iuri particulari Ecclesiae sui iuris aetatis annum superiorem ad licitam matrimonii celebrationem statuere.”

 

Il canone 800 in italiano:

 

Can. 800 – § 1. L’uomo prima del sedicesimo anno di età compiuto, la donna prima del quattordicesimo anno di età compiuto non possono celebrare validamente il matrimonio.

  • 2. Il diritto particolare della Chiesa sui iurisha piena libertà di stabilire l’anno di età superiore per la lecita celebrazione del matrimonio.”

 

 

 

[22] Codice di diritto canonico,

canone 841:

 

“Can. 841 – Poiché i sacramenti sono gli stessi per tutta la Chiesa e appartengono al divino deposito, è di competenza unicamente della suprema autorità della Chiesa approvare o definire i requisiti per la loro validità e spetta alla medesima autorità o ad altra competente, a norma del can. 838, §§3 e 4, determinare quegli elementi che riguardano la loro lecita celebrazione, amministrazione e recezione, nonché il rito da osservarsi nella loro celebrazione.”

 

Codice dei canoni delle chiese orientali,

canone 669:

 

Can. 669 – Cum sacramenta eadem sint pro universa Ecclesia et ad divinum depositum pertineant, solius supremae Ecclesiae auctoritatis est approbare vel definire, quae ad eorum validitatem sunt requisita.”

 

Il canone 669 in italiano:

 

Can. 669 – Poiché i sacramenti sono gli stessi per la Chiesa universale e appartengono al divino deposito, spetta solamente alla suprema autorità della Chiesa approvare o definire quali sono i requisiti per la loro validità.”

 

 

 

[23] Codice di diritto canonico,

canone 840:

 

“Can. 840 – I sacramenti del Nuovo Testamento, istituiti da Cristo Signore e affidati alla Chiesa, in quanto azioni di Cristo e della Chiesa, sono segni e mezzi mediante i quali la fede viene espressa e rafforzata, si rende culto a Dio e si compie la santificazione degli uomini, e pertanto concorrono sommamente a iniziare, confermare e manifestare la comunione ecclesiastica; perciò nella loro celebrazione sia i sacri ministri sia gli altri fedeli debbono avere una profonda venerazione e la dovuta diligenza.”

 

 

Codice dei canoni delle chiese orientali,

canone 667:

 

Can. 667 – Per sacramenta, quae Ecclesia dispensare tenetur, ut sub signo visibili mysteria Christi communicet, Dominus noster Iesus Christus homines in virtute Spiritus Sancti sanctificat, ut singulari modo Dei Patris veri adoratores fiant, eosque sibi ipsi et Ecclesiae, suo Corpori, inserit; quare christifideles omnes, praesertim vero ministri sacri, eisdem sacramentis religiose celebrandis et suscipiendis praescripta Ecclesiae diligenter servent.”

 

Il canone 667 in italiano:

 

Can. 667 – Per mezzo dei sacramenti, che la Chiesa ha l’obbligo di distribuire per comunicare sotto un segno visibile i misteri di Cristo, il Signore nostro Gesù Cristo santifica gli uomini in virtù dello Spirito Santo affinché diventino in modo singolare veri adoratori di Dio Padre, e li innesta a se stesso e alla Chiesa, suo Corpo; perciò tutti i fedeli cristiani, ma specialmente i sacri ministri, nel celebrare e nel ricevere religiosamente gli stessi sacramenti, osservino diligentemente le prescrizioni della Chiesa.”

 

 

 

[24] Codice di diritto canonico,

canone 842:

 

“Can. 842 – §1. Chi non ha ricevuto il battesimo non può essere ammesso validamente agli altri sacramenti.

§2. I sacramenti del battesimo, della confermazione e della santissima Eucaristia sono tra loro talmente congiunti, da essere richiesti per la piena iniziazione cristiana.”

 

 

Codice dei canoni delle chiese orientali,

canone 695:

 

Can. 695 – § 1. Chrismatio sancti myri ministrari debet coniunctim cum baptismo, salvo casu verae necessitatis, in quo tamen curandum est, ut quam primum ministretur.

§2. Si celebratio chrismationis sancti myri non fit simul cum baptismo, minister tenetur de ea certiorem facere parochum loci, ubi baptismus ministratus est.”

 

Il canone 695 in italiano:

 

Can. 695 – § 1. La crismazione del santo myron deve essere amministrata congiuntamente col battesimo, salvo il caso di vera necessità, in cui tuttavia si deve provvedere che sia amministrata al più presto.

§2. Se la celebrazione della crismazione del santo myron non si fa assieme al battesimo, il ministro è obbligato a informarne il parroco del luogo dove è stato amministrato il battesimo.”

 

 

 

[25] LA RISURREZIONE DI MOLTI ALLA MORTE IN CROCE DI GESÙ

Vangelo secondo Matteo, capitolo 27, versetti 50-54:

 

“[50] E Gesù, emesso un alto grido, spirò.

[51] Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono,

[52] i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono.

[53] E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.

[54] Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio!”.

 

 

 

[26] MOSÈ ED ELIA DIALOGANO CON GESÙ DURANTE LA SUA TRASFIGURAZIONE

Vangelo secondo Marco, capitolo 9, versetti 2-8:

 

“[2] Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro

[3] e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.

[4] E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù.

[5] Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!”.

[6] Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento.

[7] Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: “Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!”.

[8] E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro.

[9] Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti.

[10] Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 17, versetti 1-9:

 

“[1] Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte.

[2] E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.

[3] Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

[4] Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: “Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”.

[5] Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo”.

[6] All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore.

[7] Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: “Alzatevi e non temete”.

[8] Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.

[9] E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti”.”

 

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 9, versetti 28-36:

 

“[28] Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.

[29] E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.

[30] Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia,

[31] apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.

[32] Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

[33] Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quel che diceva.

[34] Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura.

[35] E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”.

[36] Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.”

 

 

 

[27] Codice di diritto canonico,

canone 842:

 

“Can. 842 – §1. Chi non ha ricevuto il battesimo non può essere ammesso validamente agli altri sacramenti.

§2. I sacramenti del battesimo, della confermazione e della santissima Eucaristia sono tra loro talmente congiunti, da essere richiesti per la piena iniziazione cristiana.”

 

 

Codice dei canoni delle chiese orientali,

canone 675:

 

Can. 675 – § 1. In baptismo homo per lavacrum aquae naturalis cum invocatione nominis Dei Patris et Filii et Spiritus Sancti a peccato liberatur, ad vitam novam regeneratur, Christum induit et Ecclesiae, quae eius Corpus est, incorporatur.

§2. Tantummodo baptismo in re suscepto homo fit capax ceterorum sacramentorum.”

 

Il canone 675 in italiano:

 

Can. 675 – § 1. Nel battesimo, per mezzo del lavacro dell’acqua naturale con l’invocazione del nome di Dio Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, l’uomo è liberato dal peccato, è rigenerato a vita nuova, è rivestito di Cristo ed è incorporato alla Chiesa, che è il suo Corpo.

§2. Solamente col battesimo realmente ricevuto l’uomo diventa capace di tutti gli altri sacramenti.”

 

 

 

[28] Si veda la nota numero 21.

 

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito www.giorgiocannella.com