Una proposta per la soluzione delle controversie tra Grecia e Turchia

In questo articolo propongo delle soluzioni per risolvere la disputa nel Mare Egeo tra Grecia e Turchia e per delimitare le zone economiche esclusive greca e turca nel Mare Mediterraneo.

 

Gli ultimi fatti accaduti

Il 1° giugno 2022 è stata data la notizia che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato l’interruzione dei negoziati tra la Turchia e la Grecia.[1]

I colloqui erano ripresi dopo cinque anni di stallo e avevano a oggetto, tra l’altro, le opposte rivendicazioni nel Mare Egeo e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive nel Mare Mediterraneo.

Il 3 settembre 2022 è stata resa nota la dichiarazione del presidente turco Erdogan che ha accusato la Grecia di “occupare le isole nel Mare Egeo che hanno uno status demilitarizzato”.[2]

 

I fattori critici

La tensione in corso ha raggiunto livelli idonei a destare preoccupazione.

Il 7 settembre 2022 è stata diffusa la dichiarazione di Catherine Colonna, ministra francese degli Affari Esteri, la quale ha espresso la sua vicinanza alla Grecia e a Cipro anche in caso di attacchi alla sovranità.[3]

Il 10 settembre 2022 le pagine Facebook Greek Gateway e Greek Reporter hanno dato risalto a una dichiarazione resa nel maggio del 2018 dall’allora principe di Galles, oggi sovrano britannico con il nome di re Carlo III, durante una visita ufficiale in Grecia.[4]

Egli, memore della nascita in Grecia di suo nonno il principe Andrea e di suo padre il principe Filippo, in quella occasione ebbe a dichiarare: “La Grecia è nel mio sangue”.

Quello che un orecchio non esperto potrebbe qualificare come un ricordo di famiglia in occasione di una visita ufficiale, ha ben altra importanza per coloro che conoscono il peso degli eventi personali nelle scelte che orientano la storia.

Infine, non va trascurato che la Francia e la Gran Bretagna hanno delle basi militari nella zona geografica potenzialmente interessata da un, da chi scrive, malaugurato e non voluto confronto militare tra Grecia e Turchia.[5]  [6]

 

Quanto sin qui esposto lascia presagire la concreta e attuale eventualità di un conflitto tra Grecia e Turchia che coinvolga anche altri Paesi.

 

Il contesto regionale

Il mondo, oggi, è una realtà interconnessa di cose e persone.

Pertanto, gli effetti provocati da una tensione regionale non si esplicano unicamente all’interno del territorio dei Paesi in conflitto.[7]

Al momento in cui scrivo, la regione del Mediterraneo orientale è gravemente destabilizzata.

Infatti, sul Mare Mediterraneo si affacciano già due guerre civili: quella in Libia e quella in Siria.[8]

Ciascuna di esse vede l’intervento militarmente attivo di altri Paesi, confinanti e non con quelli che sono il teatro dello scontro.

Il Libano versa in una situazione di grave debolezza economica e sociale.[9]

Dal 24 febbraio 2022, è in corso il conflitto tra Ucraina e Russia.[10]

Pochi giorni fa, nella regione del Caucaso, sono riprese ostilità tra Armenia e Azerbaigian alle quali ha fatto rapidamente seguito una tregua.[11]  

Le situazioni ora descritte vanno inquadrate in uno scenario caratterizzato da una pandemia globale di covid-19 coronavirus dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2020, e tuttora in corso[12], e dalle conseguenze economiche del conflitto in Ucraina, tra le quali menziono l’inflazione in forte aumento, la cospicua diminuzione delle forniture di gas naturale dalla Russia, l’aumento dei prezzi dell’energia.[13]

In breve, la Turchia risulta attorniata da conflitti: a nord quello in Ucraina, a est quello tra Armenia e Azerbaigian, a sud quello in Siria, oltre alla grave situazione in Libano e alla guerra in Libia.

Si comprende bene, dunque, l’estrema gravità di un eventuale ulteriore conflitto nella medesima regione che coinvolga la Turchia contro la Grecia e Cipro, anche in questo caso con il probabile intervento di altri Stati.

Questo conflitto avrebbe luogo al centro dei conflitti già esistenti e ai quali ho accennato e contribuirebbe ad aggravare le criticità che li caratterizzano, sia a danno dei Paesi in essi già coinvolti, sia a danno dei Paesi vicini.

È urgente, quindi, mettere in campo una proposta che risolva le cause della tensione tra Grecia e Turchia tramite un assetto che soddisfi entrambe le parti.

 

Le opposte affermazioni.

Le opposte affermazioni della Grecia e della Turchia nel Mare Egeo e nel Mare Mediterraneo coinvolgono istituti diversi del diritto del mare.[14]

Non annoierò il lettore elencandole tutte perché esse sono oggetto del paragrafo che “Le soluzioni proposte” qui appresso.

In estrema sintesi:

  • la Grecia desidera estendere la sua sovranità nel Mare Egeo dalle attuali 6 miglia marine attorno alle sue isole a 12 miglia marine, ma la Turchia si oppone affermando che questo trasformerebbe il Mare Egeo in un lago interno della Grecia;
  • la Turchia desidera ampliare la sua zona economica esclusiva nel Mare Mediterraneo annettendo una parte della zona economica esclusiva della Grecia e una parte della zona economica esclusiva cipriota, desiderio che non trova d’accordo i Paesi interessati.

 

Le soluzioni proposte

1 – La delimitazione del Mare Egeo

Se si desidera comporre i dissidi tra la Grecia e la Turchia nel Mare Egeo, è necessario innanzitutto delimitare chiaramente il Mare Egeo.

A tale scopo, si inizia tracciando una linea che parte dal punto più meridionale di Capo Malea nel territorio della Grecia continentale fino al punto più settentrionale della penisola di Korykos nel territorio isolano di Creta.

Si prosegue tracciando una linea da Capo Sidéros nel territorio isolano di Creta, si toccano il punto più meridionale dell’isola di Caso e il punto più meridionale dell’isola di Scarpanto e si arriva al punto più meridionale dell’isola di Rodi.

Si finisce tracciando una linea che parte dal punto più settentrionale dell’isola di Rodi fino al punto più meridionale della penisola di Bozburun nel territorio della Turchia continentale.

La parte di mare compresa tra queste linee e la linea di costa della Grecia continentale e della Turchia continentale è il mare Egeo.

 

2 – Acque territoriali, spazio aereo, isolette e scogli

Stabilita l’estensione del Mare Egeo, si può procedere alla soluzione della disputa su di esso nel modo seguente:

  • la Grecia e la Turchia conservano nel Mare Egeo le isole che già hanno;
  • le acque territoriali della Grecia nel Mare Egeo si estendono per 6 (sei) miglia marine dalla linea di costa della Grecia continentale e dalla linea di costa delle isole greche nel Mare Egeo;
  • lo spazio aereo greco nel Mare Egeo è quello sovrastante le acque territoriali della Grecia e il territorio delle isole greche;
  • le acque territoriali della Turchia nel Mare Egeo si estendono per 6 (sei) miglia marine dalla linea di costa della Turchia continentale e dalla linea di costa delle isole turche nel Mare Egeo;
  • lo spazio aereo turco nel Mare Egeo è quello sovrastante le acque territoriali della Turchia e il territorio delle isole turche;
  • nei punti in cui le dette porzioni di mare territoriale e/o di spazio aereo si sovrappongono si procede a fare arretrare i rispettivi confini fino al punto in cui essi combaciano;
  • in deroga a ogni altra norma vigente, le isolette e gli scogli nel Mare Egeo sono assegnati alla sovranità della Turchia solo se sono interamente compresi entro le acque territoriali turche delimitate ai sensi delle affermazioni precedenti.

 

3 – La piattaforma continentale e la zona economica esclusiva nel Mare Egeo

La piattaforma continentale e la zona economica esclusiva greche nel Mare Egeo hanno un’ampiezza di 200 (duecento) miglia marine calcolate, secondo la richiesta della Grecia, tenendo conto non solo della linea di costa della Grecia continentale ma anche della linea di costa delle isole greche nel Mare Egeo.

 

4 – La piattaforma continentale e la zona economica esclusiva nel Mare Mediterraneo

La Grecia:

  • rinuncia alla sua sovranità sull’isola di Kastellorizo e la cede alla Turchia;
  • riconosce le acque territoriali turche e lo spazio aereo turco per una estensione di 6 (sei) miglia marine attorno all’isola di Kastellorizo;
  • cede alla Turchia la parte di zona economica esclusiva greca che si trova a oriente della linea che congiunge il punto più meridionale della zona economica esclusiva attualmente turca ubicata tra Rodi e Kastellorizo e il punto identificato con la lettera D, entrambi i punti sono visibili nella cartina geografica qui sotto.

 

Conflicting claims to the continental shelf and EEZ areas in the eastern Mediterranean. Blue: areas claimed by Greece and Cyprus; red: areas claimed by Turkey. Section labelled “A-B”: Claimed delimitation between Turkey and Libya as per November 2019 agreement. Section labelled “C-D”: Delimitation agreed between Greece and Egypt as per August 2020 agreement.
Credits image: https://en.wikipedia.org/wiki/Aegean_dispute

 

La Grecia e la Turchia riconoscono reciprocamente la sovranità di ciascuno dei loro Stati articolata nel modo appena detto e rinunciano a qualsiasi pretesa in contrasto con quanto appena detto.

 

5 – Installazioni militari

In deroga a ogni altra norma vigente, la Grecia e la Turchia si riconoscono reciprocamente la possibilità di realizzare installazioni militari in modo che, considerata una installazione militare greca e una installazione militare turca, esse abbiano la stessa distanza dal più vicino tra i seguenti: il confine di Stato, il limite delle acque territoriali.

 

6 – Diritto di passaggio inoffensivo e diritto di passaggio in transito

La Grecia e la Turchia si danno reciproca garanzia:

  • del diritto di passaggio inoffensivo per tutte le navi – compresi i sottomarini e ciò che si muove in tutto o in parte sotto l’acqua -, militari e non militari, di ciascuno dei due Paesi nelle acque territoriali dell’Altro. Al fine di dare un’applicazione senza incertezze a quanto ora detto, il contenuto del diritto di passaggio inoffensivo è quello di cui al testo in lingua inglese degli articoli dal 17 al 32 compresi e dell’articolo 45 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare firmata il 10 dicembre 1982 in vigore al momento della firma dell’accordo tra Grecia e Turchia;
  • del diritto di passaggio in transito per tutte le navi – compresi i sottomarini e ciò che si muove in tutto o in parte sotto l’acqua -, militari e non militari, e per tutti gli aerei, militari e non militari, di ciascuno dei due Paesi nella zona economica esclusiva e nello spazio aereo a essa sovrastante dell’Altro. Al fine di dare un’applicazione senza incertezze a quanto ora detto, il contenuto del diritto di passaggio in transito è quello di cui al testo in lingua inglese degli articoli dal 37 al 44 compresi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare firmata il 10 dicembre 1982 in vigore al momento della firma dell’accordo tra Grecia e Turchia.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Turkey’s Erdogan halts talks with Greece as tensions flare again, June 1, 2022, on:

https://www.reuters.com/world/middle-east/erdogan-says-turkey-will-no-longer-hold-bilateral-talks-with-greece-2022-06-01/

 

Ludovica Longo, Erdogan contro Atene: fine dei colloqui tra Turchia e Grecia, 1° giugno 2022, in:

https://it.euronews.com/2022/06/01/erdogan-contro-atene-fine-dei-colloqui-tra-turchia-e-grecia

 

 

[2] Erdogan accuses Greece of ‘occupying’ demilitarised islands, September 3, 2022, on:

https://www.reuters.com/world/europe/erdogan-accuses-greece-occupying-demilitarised-islands-2022-09-03/

 

Toni accesi tra Grecia e Turchia sulle isole dell’Egeo, diplomazie in campo, 7 settembre 2022, in:

https://it.euronews.com/2022/09/07/toni-accesi-tra-grecia-e-turchia-sulle-isole-dellegeo-diplomazie-in-campo

 

 

[3] Toni accesi tra Grecia e Turchia sulle isole dell’Egeo, diplomazie in campo, 7 settembre 2022, in:

https://it.euronews.com/2022/09/07/toni-accesi-tra-grecia-e-turchia-sulle-isole-dellegeo-diplomazie-in-campo

 

 

 

[4] Philip Chrysopoulos, ‘Greece is in my Blood’, says Prince Charles Ahead of Official Visit, May 8, 2018, on:

https://greekreporter.com/2018/05/08/greece-is-in-my-blood-says-prince-charles-ahead-of-official-visit/

 

Facebook, Greek Gateway, 10 settembre 2022

https://m.facebook.com/GreekGateway/photos/5839040612807148/

 

Facebook, Greek Reporter 10 settembre 2022

https://www.facebook.com/GreekReporter/videos/how-greek-is-king-charles/496977238430129/

 

 

[5] Per le basi militari della Francia a Cipro si vedano i seguenti.

 

Per la base navale di Mari, ora base navale Evangelos Florakis:

 

Minister: Cyprus working with France to expand naval base, May 16, 2019, in:

https://apnews.com/article/3d9374baacfa4fcd9beba5269bbba804

 

Naval News Staff, Cyprus Plans Mari Naval Base Expansion To Host French Navy Ships, May 23, 2019, on:

https://www.navalnews.com/naval-news/2019/05/cyprus-plans-mari-naval-base-expansion-to-host-french-navy-ships/

 

George Psyllides, Expansion of base for use of French navy a priority says minister, May 22, 2019, on:

https://cyprus-mail.com/2019/05/22/expansion-of-naval-base-for-french-navy-a-priority-says-minister/

 

Tom Kington, Rome, Lucy Fisher, Cyprus seeks French military help in snub to ‘distracted’ UK, May 17, 2019, on:

https://www.thetimes.co.uk/article/cyprus-seeks-french-military-help-in-snub-to-distracted-uk-xsfhx795q

 

Cyprus, France reportedly agree on use of naval base, May 16, 2019, on:

https://www.ekathimerini.com/news/240536/cyprus-france-reportedly-agree-on-use-of-naval-base/

   

Evangelos Florakis Naval Base, on:

https://en.wikipedia.org/wiki/Evangelos_Florakis_Naval_Base

 

 

Per la base aerea di Paphos si vedano:

 

French, Greek fighter jets land in Paphos, August 25, 2020, on:

https://www.financialmirror.com/2020/08/25/french-greek-fighter-jets-land-in-paphos/

 

Apostolis Tomaras, France testing Paphos National Guard air base, August 11, 2020, on:

https://knews.kathimerini.com.cy/en/comment/opinion/france-testing-paphos-national-guard-air-base

 

 

[6] Per le basi militari della Gran Bretagna a Cipro si vedano:

 

Andreas Stergiou (2015) The Exceptional Case of the British Military Bases on Cyprus, Middle Eastern Studies, 51:2, 285-300, DOI: http://10.1080/00263206.2014.947283

 

Akrotiri and Dhekelia, on:

https://en.wikipedia.org/wiki/Akrotiri_and_Dhekelia

 

British Forces Cyprus, on:

https://en.wikipedia.org/wiki/British_Forces_Cyprus

 

 

[7] Adele Ferrari, Le tre crisi infiammate dalla guerra in Ucraina, 15 maggio 2022, in:

https://it.insideover.com/guerra/le-tre-crisi-infiammate-dalla-guerra-in-ucraina.html

 

 

[8] Prima guerra civile in Libia, in:

https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_civile_in_Libia

 

Seconda guerra civile in Libia, in:

https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_civile_in_Libia

 

Guerra civile siriana, in:

https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_siriana

 

 

[9] Timour Azhari, Maya Gebeily, Analysis: Political and banking deadlock may plunge Lebanon deeper into crisis, June 30, 2022, on:

https://www.reuters.com/world/middle-east/political-banking-deadlock-may-plunge-lebanon-deeper-into-crisis-2022-06-30/

 

Andrea Barolini, Libano, le banche al centro di una delle peggiori crisi al mondo, 16 agosto 2022, in:

https://valori.it/libano-banche-crisi/

 

Carmen Geha, Un altro anno da incubo per il Libano, 11 marzo 2022, in:

https://www.affarinternazionali.it/anno-incubo-libano/

 

 

[10] Crisi russo-ucraina, in:

https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_russo-ucraina

 

 

[11] Avet Demourian, Cease-fire holds between Armenia and Azerbaijan, September 15, 2022, on:

https://apnews.com/article/russia-ukraine-azerbaijan-baku-armenia-aad40c240d888645d8129deb4a550a4b

 

EXPLAINER: What’s behind the new Armenia-Azerbaijan fighting, September 14, 2022, on:

https://apnews.com/article/russia-ukraine-azerbaijan-armenia-government-and-politics-cd9d3093885a3e1e26a2a9e43dbcc8d6

 

Gabrielle Tétrault-Farber, Analysis: Why are Armenia and Azerbaijan fighting again, and why does it matter?, September 13, 2022, on:

https://www.reuters.com/world/asia-pacific/why-are-armenia-azerbaijan-fighting-again-why-does-it-matter-2022-09-13/

 

Armenia-Azerbaigian: escalation pericolosa, 13 settembre 2022, in:

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/armenia-azerbaigian-escalation-pericolosa-36135

 

 

[12] Pandemia di COVID-19, in:

https://it.wikipedia.org/wiki/Pandemia_di_COVID-19

 

 

[13] Prospettive economiche dell’OCSE, Rapporto intermedio, marzo 2022: La guerra in Ucraina: conseguenze economiche e sociali e implicazioni per le politiche pubbliche, in:

https://www.oecd-ilibrary.org/sites/a148fedd-it/index.html?itemId=/content/publication/a148fedd-it

 

Jamey Keaten, WTO: War in Ukraine to curb trade, economic growth this year, April 12, 2022, on:

https://apnews.com/article/russia-ukraine-covid-business-health-economy-7c642406faad9bc903744623588900fc

 

Mario Barbati, Le conseguenze economiche della guerra in Ucraina, 6 maggio 2022, in:

https://www.micromega.net/conseguenze-guerra-ucraina/

 

 

[14] IILSS – International Institute for Law of the Sea Studies, maritime boundaries between Greece and Turkey, May 25, 2021, on:

http://iilss.net/maritime-boundaries-between-greece-and-turkey/

 

Si veda anche Aegean dispute, on:

https://en.wikipedia.org/wiki/Aegean_dispute

 

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito http://www.giorgiocannella.com

Superare la centralità del carcere nell’ambito penale

In questo articolo propongo delle modifiche al codice penale e alla legge sull’ordinamento penitenziario al fine di superare la centralità del carcere nell’ambito penale.

 

Premessa

Nel libro “Sulla giustizia”, l’ex cardinale arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini così si esprimeva sulla detenzione in carcere:

  • “La carcerazione deve essere un intervento funzionale e di emergenza, quale estremo rimedio temporale ma necessario per arginare una violenza gratuita e ingiusta, impazzita e disumana, per fermare colui che, afferrato da un istinto egoistico e distruttivo, ha perso il controllo di se stesso, calpesta i valori sacri della vita e delle persone, e il senso della convivenza sociale.”.[1]

L’autore proseguiva attribuendo alla detenzione in carcere il seguente ruolo:

  • “il cristiano…non potrà mai giustificare il carcere se non come momento di arresto di una grande violenza.”.[2]

In considerazione di tutto ciò, il cardinale Martini auspicava il superamento della centralità del carcere nell’ambito penale in questi termini:

  • “I modelli sanzionatori non devono ritenere scontate le modalità di risposta al reato fondate semplicemente sulla ritorsione, sulla pena fine a se stessa, sull’emarginazione.

È il tema del superamento della centralità del carcere nell’ambito penale.

Bisogna fare di tutto perché il carcere sia luogo di forte e austera risocializzazione, con programmi chiari e controllati, con l’impegno di persone motivate e con incentivi atti a promuovere tali processi.

Appare oggi più evidente l’inadeguatezza di misure repressive o punitive che un tempo la società non poneva in questione. È quindi necessario ripensare la stessa situazione carceraria nei suoi fondamenti e nelle sue finalità proprio a partire dalle attuali contraddizioni.”.[3]

 

Le alternative al carcere

Il diritto penale e l’ordinamento penitenziario italiani già offrono delle valide alternative al carcere: la colonia agricola e la casa di lavoro.

Tuttavia, esse possono essere applicate solo come misure di sicurezza personali di tipo detentivo e non come modalità di detenzione complementarie al carcere.

Mi spiego meglio.

 

Le misure di sicurezza

Le misure di sicurezza possono essere applicate soltanto alle persone socialmente pericolose, che abbiano commesso un fatto preveduto dalla legge come reato o, nei casi previsti dalla legge penale, alle persone socialmente pericolose per un fatto non preveduto dalla legge come reato (articolo 202 del codice penale italiano).

Agli effetti della legge penale, è socialmente pericolosa la persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso taluno dei fatti indicati nell’articolo precedente [l’articolo 202 citato qui sopra], quando è probabile che commetta nuovi fatti preveduti dalla legge come reati.

La qualità di persona socialmente pericolosa si desume dalle circostanze indicate nell’articolo 133 [4] del codice penale (articolo 203 del codice penale italiano).

Premesso questo, ricordiamo che le misure di sicurezza sono personali[5] o patrimoniali[6].

L’assegnazione a una colonia agricola o a una casa di lavoro è una misura di sicurezza personale di tipo detentivo.[7] [8] [9]

 

Il problema

Alla data in cui scrivo questo articolo, non conosco una norma di legge in base alla quale l’assegnazione alla colonia agricola o alla casa di lavoro possa essere disposta anche come modalità di espiazione della pena detentiva complementare al carcere.

 

La soluzione e i suoi benefici

Se vi fosse una norma di legge in base alla quale la pena detentiva può essere espiata in parte in carcere e in parte in una colonia agricola o in una casa di lavoro, vi sarebbero i seguenti benefici.

1)

Il carcere verrebbe configurato come un istituto nel quale si espia una parte della pena detentiva con il fine di condurre il detenuto a una forte e austera risocializzazione.

In questo modo, al carcere verrebbe attribuito il ruolo che esso può svolgere: momento di arresto di una grande violenza da ottenere con programmi chiari e controllati, con l’impegno di persone motivate e con incentivi atti a promuovere tali processi.

2)

La colonia agricola e la casa di lavoro verrebbero delineati come istituti nei quali si espia la rimanente parte della pena detentiva tramite il lavoro agricolo, artigianale, industriale, attuato in funzione della rieducazione del condannato.

Così facendo, la colonia agricola e la casa di lavoro avrebbero un ruolo differente da quello assegnato al carcere: rieducare il condannato tramite il lavoro.

3)

Questo assetto darebbe più compiuta attuazione all’articolo 27, comma 3, della Costituzione italiana che afferma “Le pene …devono tendere alla rieducazione del condannato.”

4)

Verrebbe superata la centralità del carcere nel diritto penale.

Il carcere, infatti, non sarebbe più l’unico istituto al quale è demandata l’attuazione di tutti i fini della pena detentiva con le conseguenti critiche in caso di insuccesso.

5)

Si darebbe attuazione alla certezza della pena nei termini nei quali ne parlava Cesare Beccaria: efficace deterrente contro la commissione di reati.[10]

La pena detentiva comminata, infatti, non verrebbe più ridotta in sede di esecuzione, come avviene oggi, al punto di non avere più alcuna efficacia deterrente contro la commissione di reati, ma verrebbe interamente espiata in due fasi, in carcere prima e nella colonia agricola o nella casa di lavoro poi.

6)

L’efficacia deterrente della pena così ottenuta aumenta il livello di sicurezza sociale percepito dalla gente.

7)

Gli obiettivi della spesa pubblica per le carceri verrebbero razionalizzati e resi più efficaci.

L’attribuzione di fondi pubblici al carcere verrebbe finalizzata unicamente a realizzare l’obiettivo che esso può conseguire: arrestare una grande violenza e condurre il detenuto a una forte e austera risocializzazione.

Avere un obiettivo chiaro orienta tutte le energie al suo raggiungimento.

Dunque, la spesa pubblica per il carcere avrebbe un più alto tasso di efficacia.

8)

La vita carceraria sarebbe migliore.

Il detenuto vivrebbe il carcere non più nell’ansiosa attesa della fine della pena o della sua liberazione anticipata, ma come un luogo dove impegnarsi per giungere alla sua risocializzazione con la consapevolezza che da quest’ultima dipende la sua uscita dal carcere e l’inizio del lavoro in funzione della sua rieducazione.

9)

La percentuale di detenuti che riescono a reinserirsi nella società aumenterebbe.

La ripartizione dei compiti tra istituti di pena differenti (carcere, colonia agricola, casa di lavoro), ciascuno dei quali finanziato perché consegua il suo scopo più autentico, sono fattori che conducono all’aumento del livello di risocializzazione e di rieducazione dei condannati in vista del loro reinserimento nella società.

10)

Il lavoro nella colonia agricola o nella casa di lavoro permetterebbe al detenuto di migliorare una competenza che già aveva oppure di acquisirla se prima non esercitava quelle mansioni.

11)

Il lavoro espletato nella colonia agricola o nella casa di lavoro può essere orientato alla produzione di beni o all’offerta di servizi utili all’economia nazionale.[11]

 

Per tutte le ragioni che ho fin ora esposto, vi offro la mia proposta di modifica del codice penale e della legge 26 luglio 1975, n. 354 Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà (le modifiche sono in grassetto).

 

Modifiche al codice penale

Libro I Dei reati in generale

Titolo V Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena

Capo II Della esecuzione della pena

Articolo 141 “Esecuzione delle pene detentive”

1. La pena detentiva comminata per un reato viene interamente espiata in due fasi, in carcere prima e nella colonia agricola o nella casa di lavoro poi.

2. Ai fini di quanto previsto dal comma 1 di questo articolo, la pena detentiva dell’ergastolo viene espiata nella colonia agricola o nella casa di lavoro non prima di avere espiato venticinque anni in carcere.

3. Le pene detentive comminate per reati commessi senza l’uso della violenza e della minaccia sono espiate interamente nella colonia agricola o nella casa di lavoro.

 

Articolo 142 “Finalità del carcere”

Il carcere è l’istituto nel quale si espia la prima parte della pena detentiva con i fini di arrestare la violenza e di condurre il detenuto a una forte e austera risocializzazione tramite programmi chiari e controllati, con l’impegno di persone motivate e con incentivi atti a promuovere tali processi.

 

Articolo 143 “Finalità della colonia agricola e della casa di lavoro”

La colonia agricola e la casa di lavoro sono gli istituti nei quali si espia la rimanente parte della pena detentiva tramite il lavoro agricolo, artigianale, industriale, attuato in funzione della rieducazione del condannato e del suo reinserimento sociale.

 

Modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354 Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà

Titolo II Disposizioni relative alla organizzazione penitenziaria

Capo I Istituti penitenziari

Articolo 61 Istituti per l’esecuzione delle pene

Gli istituti per l’esecuzione delle pene si distinguono in:

    1) case di arresto, per l’esecuzione della pena dell’arresto.

  Sezioni di case di arresto possono essere istituite presso le case di custodia mandamentali o circondariali;

    2) case di reclusione, per l’esecuzione della pena della reclusione.

Sezioni di case di reclusione possono essere istituite presso le case di custodia circondariali.

    3) colonie agricole e case di lavoro, per l’esecuzione delle pene detentive secondo quanto previsto dall’articolo 141 del codice penale. Le colonie agricole e le case di lavoro di questo numero non possono essere istituite presso le case di arresto, le case di reclusione, le case di custodia mandamentali o circondariali.

Per l’espiazione della prima parte della pena detentiva ai sensi dell’articolo 142 del codice penale, per esigenze particolari, e nei limiti e con le modalità previste dal regolamento, i condannati alla pena dell’arresto o della reclusione possono essere assegnati alle case di custodia preventiva; i condannati alla pena della reclusione possono essere altresì assegnati alle case di arresto.

 

Articolo 61-bis “Il lavoro nelle colonie agricole e nelle case di lavoro per l’espiazione delle pene detentive”

1. Le persone detenute nelle colonie agricole e nelle case di lavoro per l’espiazione delle pene detentive hanno l’obbligo di lavorare.

2. Il lavoro nelle colonie agricole e nelle case di lavoro per l’espiazione delle pene detentive è remunerato secondo quanto previsto dall’articolo 145 del codice penale.

3. Il mancato adempimento dell’obbligo di lavorare di cui al comma uno di questo articolo comporta il trasferimento in una casa di arresto o in una casa di reclusione o in una casa di custodia.

4. Il comma tre di questo articolo si applica anche alle persone la cui pena detentiva è stata comminata ai sensi dell’articolo 141, comma 3, del codice penale.

5. Il trasferimento in una casa di arresto o in una casa di reclusione o in una casa di custodia si applica anche nel caso di evasione consumata o tentata, procurata evasione consumata o tentata da parte di una o più persone assegnate alla colonia agricola o alla casa di lavoro per l’espiazione di tutta o di una parte della pena detentiva comminata.

6. Il trasferimento di cui ai commi 3, 4 e 5 di questo articolo è disposto per l’espiazione di tutta la rimanete parte della pena detentiva comminata.

7. Nei casi di cui al comma 5 di questo articolo, la pena detentiva comminata per i reati consumati o tentati posti in essere viene espiata interamente in carcere.

 

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Carlo Maria Martini, Sulla giustizia, Mondadori, prima edizione ottobre 1999, pagina 39.

Il corsivo è del testo citato.

 

[2] Carlo Maria Martini, Sulla giustizia, Mondadori, prima edizione ottobre 1999, pagina 40.

Il corsivo è del testo citato.

 

[3] Carlo Maria Martini, Sulla giustizia, Mondadori, prima edizione ottobre 1999, pagine 40-41.

Il corsivo è del testo citato.

 

[4] Codice penale della Repubblica italiana, Regio decreto 19 ottobre 1930, numero 1398,

articolo 133 Gravità del reato: valutazione agli effetti della pena:

 

“Nell’esercizio del potere discrezionale indicato nell’articolo precedente [articolo 132 Potere discrezionale del giudice nell’applicazione della pena: limiti], il giudice deve tener conto della gravità del reato, desunta:

 

  1° dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall’oggetto, dal tempo, dal luogo e da ogni altra modalità dell’azione;

 

  2° dalla gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato;

 

  3° dalla intensità del dolo o dal grado della colpa.

 

Il giudice deve tener conto, altresì, della capacità a delinquere del colpevole, desunta:

 

  1° dai motivi a delinquere e dal carattere del reo;

 

  2° dai precedenti penali e giudiziari e, in genere, dalla condotta e dalla vita del reo, antecedenti al reato;

 

  3° dalla condotta contemporanea o susseguente al reato;

 

  4° dalle condizioni di vita individuale, famigliare e sociale del reo.”

 

 

[5] Codice penale della Repubblica italiana, Regio decreto 19 ottobre 1930, numero 1398,

Titolo Ottavo Delle misure amministrative di sicurezza,

Capo I Delle misure di sicurezza personali,

Sezione II Disposizioni speciali,

articolo 215 Specie:

 

“Le misure di sicurezza personali si distinguono in detentive e non detentive.

 

Sono misure di sicurezza detentive:

 

  1° l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro;

 

  2° il ricovero in una casa di cura e di custodia;

 

  3° il ricovero in un manicomio giudiziario;

 

  4° il ricovero in un riformatorio giudiziario.

 

  Sono misure di sicurezza non detentive:

 

  1° la libertà vigilata;

 

  2° il divieto di soggiorno in uno o più Comuni, o in una o più Provincie;

 

  3° il divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche;

 

  4° l’espulsione dello straniero dallo Stato.

 

Quando la legge stabilisce una misura di sicurezza senza indicarne la specie, il giudice dispone che si applichi la libertà vigilata, a meno che, trattandosi di un condannato per delitto, ritenga di disporre l’assegnazione di lui a una colonia agricola o ad una casa di lavoro.”

 

 

[6] Codice penale della Repubblica italiana, Regio decreto 19 ottobre 1930, numero 1398,

Titolo Ottavo Delle misure amministrative di sicurezza,

Capo II Delle misure di sicurezza patrimoniali,

articolo 236 Specie: regole generali,

comma 1:

 

“Sono misure di sicurezza patrimoniali, oltre quelle stabilite da particolari disposizioni di legge:

 

  1° la cauzione di buona condotta;

 

  2° la confisca.”

 

 

[7] Si veda l’articolo 215 del codice penale citato nella nota 5.

 

[8] Codice penale della Repubblica italiana, Regio decreto 19 ottobre 1930, numero 1398,

Titolo Ottavo Delle misure amministrative di sicurezza,

Capo I Delle misure di sicurezza personali,

Sezione II Disposizioni speciali,

articolo 216 Assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro:

 

“Sono assegnati a una colonia agricola o ad una casa di lavoro:

 

  1° coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza;

 

  2° coloro che, essendo stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, e non essendo più sottoposti a misura di sicurezza, commettono un nuovo delitto, non colposo, che sia nuova manifestazione della abitualità, della professionalità o della tendenza a delinquere;

 

  3° le persone condannate o prosciolte, negli altri casi indicati espressamente nella legge.”

 

 

[9] Si veda anche “La casa di lavoro e la colonia agricola”, in “Il carcere visto da dentro. XVIII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione” in:

https://www.rapportoantigone.it/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/la-casa-di-lavoro-e-la-colonia-agricola/

 

[10] “Il fine [delle pene] dunque non è altro, che d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini, e di rimuovere gli altri dal farne uguali.”

Dei delitti e delle pene, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, catalogazione 1115 1, anno 1764, pagina 31, titolo a margine Fine delle pene.

Il libro è disponibile on line su Google Libri all’indirizzo:

https://www.google.it/books/edition/Dei_delitti_e_delle_pene/Qc2w2id9DXIC?hl=it&gbpv=1&dq=dei+delitti+e+delle+pene&printsec=frontcover

 

[11] Si pensi al caso di una colonia agricola nella quale si coltivano cereali antichi, o al caso di una casa di lavoro nella quale si recuperano i materiali contenuti in oggetti dismessi.

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito http://www.giorgiocannella.com

Ipotesi sui quark nell’elettrone

INTRODUZIONE

Questo articolo contiene delle ipotesi sui quark nell’elettrone.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque.[1]

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

1^ PARTE 

In un mio precedente articolo ho parlato della caduta degli elettroni sul nucleo dell’atomo attorno al quale essi ruotano.[2]

In questo articolo sviluppo questa affermazione e formulo delle ipotesi sul contributo che i quark danno a questo evento.

 

Ipotizzo che nell’elettrone vi siano tre quark.

Tutti e tre hanno al loro interno due zone elettricamente cariche, rispettivamente positiva e negativa, posizionate l’una opposta all’altra.

Due di essi hanno la rimanente parte del quark composta da energia con carica elettrica nulla.[3]

Il terzo dei tre ha la rimanente parte del quark composta da energia con carica elettrica negativa.

 

La posizione delle zone elettricamente cariche si inverte quando l’elettrone cade nel nucleo dell’atomo e torna alla posizione originaria quando l’elettrone ne viene espulso.[4]

 

Più precisamente, quando l’elettrone cade nel nucleo dell’atomo, si posizionano in modo da fronteggiarsi tra loro: 

  • le due zone con carica elettrica negativa appartenenti ai due quark con la restante parte avente carica elettrica nulla 
  • e la zona con carica elettrica negativa appartenente al quark con la restante parte avente carica elettrica negativa.

 

La repulsione elettrica che in questo modo si produce fa sì che il tragitto dell’elettrone nel nucleo dell’atomo non sia rallentato dalle cariche elettriche presenti nei quark.

 

2^ PARTE

L’interazione tra il campo dell’elettrone e quello del nucleo dell’atomo 

 

Domanda

Cosa provoca la descritta opposizione fra loro di zone cariche negativamente quando l’elettrone sta per cadere nel nucleo dell’atomo e cosa provoca il loro tornare alla posizione originaria quando l’elettrone se ne allontana?

 

Risposta

Ipotizzo che il fenomeno ora descritto sia causato dalla interazione del campo dell’elettrone con quello del nucleo dell’atomo.

Mi spiego meglio.

 

Ipotizzo che il campo dei neutroni presenti nel nucleo dell’atomo possa essere formalizzato come segue:

(t . 1/k) + (1/g – sopra la linea di frazione t . s sotto la linea di frazione d)

 

Ipotizzo che il campo dei protoni presenti nel nucleo dell’atomo possa essere formalizzato come segue:

(t . 1/k) + g . (d . k)

 

Ipotizzo che il campo del nucleo dell’atomo possa essere formalizzato come segue:

2 (t . 1/k) + (d . k)/d

 

Ipotizzo che il campo dell’elettrone che ruota attorno al nucleo dell’atomo possa essere formalizzato come segue:

(s + 1/k) + [f – (t + 1/2g)]

 

Infine, ipotizzo che l’interazione tra il campo dell’elettrone e il campo del nucleo dell’atomo possa essere formalizzata nel modo seguente:

1/k . s – [ f + (2g/d)]

 

CONCLUSIONE

Se uno o più degli esperimenti che verranno effettuati confermeranno la validità di una o più delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica delle particelle sub atomiche.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

 

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[2] Cfr. Ipotesi su un elettrone, in:

https://giorgiocannella.com/index.php/2021/07/19/ipotesi-su-un-elettrone/

 

[3] Cfr. Ipotesi sull’energia oscura, in:

https://giorgiocannella.com/index.php/2020/01/15/ipotesi-energia-oscura/

 

 

[4] Cfr. Ipotesi su un elettrone, in:

https://giorgiocannella.com/index.php/2021/07/19/ipotesi-su-un-elettrone/

 

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito https://giorgiocannella.com/ 

 

https://orcid.org/0000-0002-9912-6273

Ipotesi sul moto dei quanti

INTRODUZIONE

Questo articolo contiene delle ipotesi sul moto dei quanti.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque.[1]

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

 

DOMANDE E RISPOSTE

1)

Parto dalla domanda: come si muovono i quanti?

 

Ipotizzo che essi non si muovano per compensare la loro carenza, vale a dire da dove sono in maggior numero a dove sono in minor numero. 

Ipotizzo che il moto dei quanti possa essere formalizzato nel modo seguente:

m = [(sopra la linea di frazione d + s/2 sotto la linea di frazione f . d/t) + 

(g + sopra la linea di frazione d + f funzione   sotto la linea di frazione m + 2t . s)] . 

(s/t + 2g . r)

 

Spiegazione

 

(sopra la linea di frazione d + s/2 sotto la linea di frazione f . d/t) 

è l’origine del moto

 

(g + sopra la linea di frazione d + f funzione   sotto la linea di frazione m + 2t . s) 

è l’espressione del moto 

 

(s/t + 2g . r) 

è la stabilizzazione del moto

 

 

Esperimento proposto

 

Si prenda una fonte di quanti stabili e si verifichi la loro consistenza energetica.

 

Ipotizzo che i quanti stabili possano essere formalizzati nel modo seguente:

d + f . (t . s/2)

Ipotizzo che una fonte di quanti stabili sia costituita dalle emissioni periodiche di una stella di neutroni.

 

Ipotizzo che la verifica della consistenza energetica dei quanti possa essere effettuata tramite un rilevatore della consistenza energetica dei quanti d + f.

Se d ha valori al di sopra dello zero, la consistenza energetica dei quanti è positiva.

Se d ha valori al di sotto dello zero, la consistenza energetica dei quanti è negativa.

 

Ipotizzo che un quanto con consistenza energetica pari a zero non possa esistere nella nostra realtà a tre dimensioni perché – come ho scritto in un precedente articolo[2] – in essa è presente dell’energia che era già presente al momento del così detto Big Bang e che non si è concretizzata nella quarta dimensione della realtà che vediamo perché la quantità di materia non era sufficiente.

Dunque, un quanto con valore energetico pari a zero indicherebbe che l’energia della quale ho appena detto si sia trasformata in materia, ma questo è impossibile perché la materia presente nella nostra realtà a tre dimensioni non è sufficiente per questa trasformazione.

 

 

2)

Mi chiedo cosa faccia in modo che i quanti siano prodotti con una consistenza energetica positiva o negativa.

 

Ipotizzo che questo possa accadere se la fonte dalla quale promanano i quanti abbia una consistenza energetica d + f nella quale d abbia, rispettivamente, valori al di sopra o al di sotto dello zero.

 

 

3)

Mi chiedo se sia possibile cambiare la consistenza energetica dei quanti da negativa a positiva.

 

Ipotizzo che questo possa accadere se la realtà che contiene i quanti negativi, che essa produce e/o che essa riceve, assimili una quantità di d con valore al di sopra dello zero.

 

Questa mutazione può essere formalizzata nel modo seguente:

s/2 + (2t . g) +

f . 1/d con valore energetico negativo –

m + sopra la linea di frazione f + g sotto la linea di frazione 1/t+g 

 

Ipotizzo che la trasformazione della consistenza energetica dei quanti da negativa a positiva non sia possibile perché 

f . 1/d con valore energetico negativo

non può essere invertito.

 

 

4)

Mi chiedo quale sia l’interazione tra la consistenza energetica dei quanti e la materia.

 

Poiché la consistenza energetica dei quanti è d + f, ipotizzo che l’interazione della materia con dei quanti con un valore di d positivo o negativo provochi, rispettivamente, un aumento o una diminuzione del valore di d nello stato quantistico della materia interagente.

 

 

5)

Mi chiedo se un essere senziente possa operare un cambiamento nella consistenza energetica dei quanti da negativa a positiva o viceversa.

 

Ipotizzo che questo cambiamento possa accadere secondo l’interazione descritta nel precedente punto 4.

 

 

6)

In considerazione di quanto ho scritto nel punto 5 che precede, mi domando attraverso quali procedimenti un essere senziente possa generare d con un valore positivo o negativo.

 

Ipotizzo che generare d con un valore positivo richiede l’impiego di energia oscura in potenza[3]

f = 4 t quadro . 3/2 g – d/3g

secondo il procedimento che ho esplicitato nel punto 3 che precede e che qui appresso scrivo nuovamente

s/2 + (2t . g) +

f . 1/d con valore energetico negativo –

m + sopra la linea di frazione f + g sotto la linea di frazione 1/t+g 

 

Dalla mia ipotesi – secondo la quale la trasformazione della consistenza energetica dei quanti da negativa a positiva non è possibile perché 

f . 1/d con valore energetico negativo

non può essere invertito – deriva che non è possibile generare d con un valore energetico negativo attraverso lo stesso procedimento ora descritto con il quale si può generare d con un valore energetico positivo.

 

Ipotizzo quindi che un essere senziente possa generare d con un valore negativo solo se sceglie di consumare la consistenza energetica dei propri quanti tramite il seguente procedimento:

 

f = 1/t

 

In parole semplici, tramite una scelta come quella da ultimo esposta, un essere senziente decide di consumare il proprio assetto energetico.

 

 

CONCLUSIONE

Se uno o più degli esperimenti che verranno effettuati confermeranno la validità di una o più delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica quantistica.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[2] Si veda Ipotesi su un elettrone, in:

https://giorgiocannella.com/index.php/2021/07/19/ipotesi-su-un-elettrone/

 

[3] Si veda Ipotesi sull’energia oscura, in:

https://giorgiocannella.com/index.php/2020/01/15/ipotesi-energia-oscura/

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito https://giorgiocannella.com/

 

https://orcid.org/0000-0002-9912-6273

Ipotesi su un elettrone – seconda parte

INTRODUZIONE

Questo articolo contiene delle ipotesi su un elettrone.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque.[1]

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

 

DOMANDA E RISPOSTA

Parto da questa domanda: perché un elettrone orbita attorno al nucleo di un atomo senza descrivere la traiettoria meno dispendiosa dal punto di vista energetico?[2]

Dopo quanto ho scritto nell’articolo “Ipotesi su un elettrone”[3], per rispondere a questa domanda è sufficiente che io fornisca la formalizzazione delle forze attrattiva e repulsiva che agiscono sull’elettrone.

La forza attrattiva che agisce sull’elettrone può essere formalizzata nel modo seguente:

 

(sopra la linea di frazione) Delta a (sotto la linea di frazione) t . s = Delta (sopra la linea di frazione) -g del nucleo atomico (sotto la linea di frazione c’è un’altra frazione) f di j / e dei protoni presenti nel nucleo dell’atomo 

 

La forza repulsiva può essere formalizzata nel modo seguente[4]:

 

f di e = (sopra la linea di frazione) d . j (sotto la linea di frazione) s . 1 / m . s

 

Ipotizzo, quindi, che la traiettoria dell’elettrone attorno al nucleo dell’atomo è la risultante delle forze che ho ora formalizzato, così come essa è influenzata dalle tensioni che ho esplicitato nell’articolo “Ipotesi su un elettrone”.

 

CONCLUSIONE

Se uno o più degli esperimenti che verranno effettuati confermeranno la validità di una o più delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica delle particelle sub atomiche.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[2] Ad esempio, circonferenze concentriche sul medesimo piano.

 

[3] https://giorgiocannella.com/index.php/2021/07/19/ipotesi-su-un-elettrone/

 

[4] Questa è la formalizzazione come forza dell’energia che si trova all’interno dell’elettrone e della quale ho scritto nell’articolo “Ipotesi su un elettrone” (il collegamento internet per poterlo leggere è nella nota 3).

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito https://giorgiocannella.com/

 

https://orcid.org/ 0000-0002-9912-6273

Riflessioni sul giubileo

Da quando sono nato nel 1975, si sono svolti quattro anni santi giubilari e nei prossimi anni fino al 2034 ne sono previsti altri due.[1]

 

In questo articolo condurremo un breve esame della Scrittura per comprendere se l’anno giubilare, come viene praticato oggi, è conforme a quanto si legge nella Bibbia.

Successivamente, esamineremo la Bolla di indizione del primo giubileo svoltosi a Roma nel 1300.

Scopriremo poi che la celebrazione del giubileo in modo conforme alla Scrittura genera benefici incalcolabili.

Concluderemo proponendo le norme che è opportuno inserire nel diritto canonico per far sì che, d’ora in poi, l’anno giubilare sia vissuto in modo conforme all’insegnamento della Scrittura.

Come è noto, infatti, il diritto canonico si fonda sulla Scrittura della quale costituisce attuazione dettando regole per disciplinare la vita dei fedeli.

 

 

IL GIUBILEO NELLA SCRITTURA

Iniziamo dall’Antico testamento.

Nel libro del levitico, il capitolo 25 tratta del giubileo.[2]

Il testo in esame afferma che gli israeliti sono individui liberi perché il Signore li ha liberati dalla condizione di schiavitù in Egitto (“Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto, per darvi il paese di Cànaan” Levitico 25, 38).

Nella terra che il Signore assegna loro (“Quando entrerete nel Paese che io vi do” Levitico 25, 2), gli israeliti sono servitori del Signore (“Poiché essi sono miei servi, che io ho fatto uscire dal paese d’Egitto” Levitico 25, 42; il concetto è ribadito in Levitico 25, 55).

Inoltre, essi si trovano in quella terra “come forestieri e inquilini” presso il Signore il quale rimane l’unico proprietario della terra che egli assegna a ciascuno di loro (“perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini” Levitico 25, 23).

Dunque, poiché la libertà, la terra e la casa sono doni che Dio fa al popolo ebraico e i doni di Dio sono irrevocabili[3], al fine di evitare che coloro ai quali li assegna perdano i suoi doni in eterno, Dio istituisce l’anno giubilare ogni cinquant’anni (“Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia” Levitico 25, 10; “In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo” Levitico 25, 13; Levitico 25, 54 “Se non è riscattato in alcuno di quei modi, se ne andrà libero l’anno del giubileo: lui con i suoi figli.”).

Riassumendo, il testo in esame istituisce un giubileo di natura materiale, economica, che riguarda la restituzione della libertà agli individui caduti in schiavitù e la restituzione della terra e della casa agli originari assegnatari.

 

Nel Nuovo testamento, Gesù riprende l’insegnamento vetero-testamentario sul giubileo.

Non possiamo dimenticare, infatti, che l’insegnamento di Gesù non si pone in contrapposizione con la Legge e con i profeti, ma ne costituisce il pieno compimento.[4]

Il vangelo espone che Gesù, tornato a Nazareth ed entrato di sabato in sinagoga, si alzò per leggere.

Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia e dopo avere letto il passo di Isaia capitolo 61, versetti 1-2a, disse: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”.[5]

Sebbene il vangelo riporti il passo di Isaia letto da Gesù in una forma non identica rispetto al medesimo passo presente nel libro del profeta Isaia[6], il contenuto salvifico dei due brani biblici è lo stesso.

Gesù è colui che è stato inviato “per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore”.

 

Per capire quale lieto messaggio Gesù ha portato ai poveri, proseguiamo nella lettura del vangelo secondo Luca: è Gesù stesso che dice: “Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.”.[7]

 

Per comprendere chi siano i prigionieri che Gesù è venuto a liberare, leggiamo la lettera ai romani e ci accorgiamo che i fedeli erano prigionieri del peccato ma, con la vita nuova in Cristo risorto, sono morti al peccato “per servire nel regime nuovo dello Spirito”.[8]

 

Per sapere a quali ciechi Gesù fa riferimento, leggiamo il vangelo secondo Matteo.

Qui troviamo che, ai discepoli che gli comunicano che i farisei si sono scandalizzati nell’udire le sue parole, Gesù risponde: “Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!”.[9]

Per comprendere, poi, quale vista Gesù è venuto a proclamare ai questi ciechi, continuiamo a leggere lo stesso vangelo.

Dal versetto 13 al versetto 36 del capitolo 23, Gesù definisce ciechi per ben cinque volte gli scribi e i farisei che applicano in modo letterale la Legge ebraica, persino oltre quanto in essa è prescritto, ma senza l’adesione del loro cuore a Dio e senza compiere le opere di giustizia, di compassione e di fede.[10] 

Per quanto riguarda gli oppressi e la libertà che Gesù dona loro, leggiamo il libro del profeta Isaia.

Esso ci dice che “L’imbroglione – iniqui sono i suoi imbrogli – macchina scelleratezze per rovinare gli oppressi con parole menzognere, anche quando il povero può provare il suo diritto.”[11], al contrario il Messia “ prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese”.[12]

 

Per quanto riguarda infine l’espressione “e predicare un anno di grazia del Signore” (vangelo secondo Luca capitolo 4, versetto 19), i commentatori la riconducono alle parole “a promulgare l’anno di misericordia del Signore” (libro del profeta Isaia capitolo 61, versetto 2a) e affermano che in questo modo Gesù afferma chiaramente la sua natura messianica.[13]

 

Dunque, al giubileo materiale ed economico del quale parla il libro del levitico, Gesù aggiunge il giubileo della liberazione e della grazia.

Non può esservi dubbio alcuno, quindi, nell’affermare che, secondo la Scrittura, l’anno giubilare ha al contempo due valenze:

  • una valenza materiale ed economica che riguarda la restituzione della libertà agli individui caduti in schiavitù e la restituzione della terra e della casa agli originari assegnatari;
  • e una valenza di grazia e di liberazione consistente nell’annunziare ai poveri un lieto messaggio, proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore.

 

 

IL GIUBILEO COME VIENE VISSUTO OGGI

Al contrario, l’anno giubilare che viviamo oggi è un periodo di tempo durante il quale il papa concede l’indulgenza plenaria ai fedeli che si recano a Roma, o nelle chiese giubilari della loro diocesi di appartenenza, e compiono delle particolari pratiche religiose.

Questo trae origine dalla tesi secondo la quale il peccato avrebbe due conseguenze: la colpa per l’azione o per l’omissione compiuta e la pena da subire per espiare agli occhi di Dio la colpa per i peccati commessi.

Con la riconciliazione-confessione verrebbe perdonata la colpa per i peccati commessi, ma rimarrebbe la pena da espiare al cospetto di Dio, in questa vita terrena o nella vita dopo la morte.

Durante l’anno giubilare, il fedele che compie le pratiche religiose prescritte otterrebbe la cancellazione della pena in parola.

La chiesa potrebbe concedere questa cancellazione della pena – chiamata indulgenza – attingendo al patrimonio dei meriti di Cristo e dei santi.

L’indulgenza sarebbe plenaria o parziale a seconda che essa copra la pena da espiare davanti a Dio per tutti i peccati commessi fino al momento della concessione della medesima indulgenza, oppure solo una parte della pena in parola.

Dispiace dover constatare che queste affermazioni non sono conformi alla Scrittura.

 

Infatti, i passi biblici che abbiamo esaminato nel paragrafo precedente non recano traccia di un anno giubilare finalizzato a condonare la pena da espiare agli occhi di Dio per i peccati commessi dopo che, tramite la riconciliazione-confessione, il fedele ha ottenuto il perdono della colpa per quei medesimi peccati.

Come abbiamo letto poc’anzi, la parola di Dio ha istituito l’anno giubilare con delle connotazioni del tutto diverse da questa.

Inoltre, dire che Dio perdona la colpa ma il penitente deve comunque espiare agli occhi di Dio la pena per i peccati commessi significa affermare che, a seguito della riconciliazione-confessione, l’atteggiamento di Dio nei confronti del penitente sarebbe questo: <<Io ti perdono, ma tu me la devi pagare lo stesso.>>.

È la Scrittura a smentire questo assunto.

Nell’Antico testamento, infatti, leggiamo che il perdono che Dio concede per i peccati non distingue tra la colpa perdonata e la pena ancora da espiare innanzi alla sua giustizia: “come dista l’oriente dall’occidente, così allontana da noi le nostre colpe.”[14] (salmo 103, versetto 12).

Nel Nuovo testamento, Gesù porta a compimento l’insegnamento vetero testamentario[15] e insegna che riconciliarsi con la persona offesa dopo il male commesso nei suoi confronti è necessario per poter continuare a rendere culto a Dio: “Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.” (vangelo secondo Matteo, capitolo 5, versetti 23-24).

 

È necessario ora soffermarsi sulla differenza che c’è tra la presunta pena da espiare al cospetto di Dio, la quale rimarrebbe anche dopo il perdono da parte sua del peccato, e la reintegrazione dell’ordine violato.

Mentre la prima non esiste (salmo 103, versetto 12), la seconda è necessaria sia per restaurare il rapporto con gli altri, che è stato leso dal male commesso con il peccato, sia per proseguire nel culto da rendere a Dio (libro del levitico capitolo 5, versetti 20-26: sacrificio di riparazione per le colpe commesse contro il prossimo; libro dei numeri, capitolo 5, versetti 5-8: risarcimento del danno per le colpe commesse contro il prossimo; vangelo secondo Matteo capitolo 5, versetti 23-24: riconciliarsi con il fratello dopo la colpa commessa contro di lui).

Chi è veramente pentito del male commesso, infatti, non vede l’ora di restaurare il rapporto con gli altri per poter rientrare nella comunione di amore con questi ultimi e con Dio.

Poiché il peccato non ha unicamente conseguenze morali, ma anche materiali, la restaurazione della comunione con gli altri esige altresì l’assunzione della responsabilità legale per il male commesso, la restituzione del mal tolto e il risarcimento dei danni causati.

Al contrario, chi non desidera restaurare il rapporto con gli altri, leso dal male commesso, non è pentito e dunque il perdono non può operare in lui il reingresso nella comunione di amore con Dio e con gli altri rimanendo quindi senza alcun effetto, anche se fosse concesso.

 

Alla luce di questo inequivocabile insegnamento della Scrittura, viene da chiedersi su che cosa si fondi la configurazione dell’anno giubilare come un periodo utile per ottenere le indulgenze.

 

 

LA BOLLA DI INDIZIONE DEL PRIMO GIUBILEO A ROMA NEL 1300

Il primo anno giubilare svoltosi a Roma fu istituito da papa Bonifacio VIII con la Bolla Antiquorum habet del febbraio del 1300.[16]

Essa afferma che “C’è adesione degna di fede da parte di vecchi che a coloro, i quali accedono all’onoranda Basilica del principe degli Apostoli di Roma, sono concesse grandi missioni ed indulgenze dei peccati.”.

Per quanto riguarda la testimonianza di persone anziane della quale parla la Bolla in esame, una ricerca su internet dà conto del fatto che:

  • “memorie del cardinale Jacopo Caetani degli Stefaneschi nel documento De centesimo sive Jubileo anno liber parlano di un vecchio di 108 anni che, interrogato da Bonifacio, asserì che 100 anni prima, il 1º gennaio 1200, all’età di soli 7 anni, assieme al padre si sarebbe recato innanzi a Innocenzo III per ricevere l’“Indulgenza dei Cent’Anni”. Nonostante la testimonianza di questo centenario esista, non abbiamo fonti coeve a Innocenzo o più antiche che testimonino di quest’usanza (per la quale Innocenzo è l’unico papa menzionato), né di altre indulgenze simili.”.[17]

 

In breve, la Bolla in parola fonda la concessione delle indulgenze – e di conseguenza l’indizione del primo anno giubilare svoltosi a Roma nel 1300 – sul ricordo di una persona ultra-centenaria di avere beneficiato delle indulgenze durante la propria infanzia.

Se consideriamo che, al contrario, la Bibbia afferma che, quando Dio perdona, egli allontana da sé le nostre colpe “come dista l’oriente dall’occidente” (salmo 103, versetto 12) – e dunque, dopo la confessione-riconciliazione, non esiste alcuna pena da rimettere tramite le indulgenze – il contenuto della Bolla Antiquorum habet appare sorprendente.

Infatti, non solo essa ritiene preferibile la testimonianza di una persona anziana rispetto all’affermazione a essa contraria contenuta nella Bibbia (salmo 103, versetto 12), ma altresì usa questa testimonianza per fondare la pratica di vivere l’anno giubilare al fine di ottenere le indulgenze e dunque per un fine diverso da quelli esposti nei passi dell’Antico e del Nuovo testamento che abbiamo esaminato nel primo paragrafo di questo articolo.

 

Chi scrive non ignora la tesi secondo la quale l’indizione dell’anno del 1300 sarebbe stata dettata da motivazioni di tipo politico – affermare il potere temporale del papa – e di tipo economico consistenti nei guadagni ottenuti a seguito del massiccio afflusso di pellegrini che si recarono a Roma per l’evento in parola.[18]

Tuttavia, se questa affermazione fosse vera, essa renderebbe la vicenda ancora più grave.

Infatti, in quest’ultimo caso, la scelta di andare contro la parola di Dio non sarebbe stata colposa, ovvero frutto di un grave errore scritturistico, ma dolosa perché volutamente preordinata a ottenere potere e denaro.

 

Per completezza, va detto che le medesime considerazioni ora esposte sulle indulgenze durante l’anno giubilare che si svolge a Roma valgono per ogni altro evento nel quale si possono ottenere le indulgenze, a prescindere dalla sua durata e dal momento in cui è stato indetto.

A titolo di esempio, posso citare l’anno giacobeo istituito da papa Callisto II nel 1122 che viene celebrato a partire dal 1126 e i molteplici eventi di Perdonanza istituiti nel corso dei secoli.

Contrariamente a quanto accade oggi, durante tutti questi eventi ogni fedele dovrebbe credere fermamente di ottenere il perdono dei peccati da Dio tramite la confessione-riconciliazione all’esito della quale – lo si ripete ancora una volta – Dio allontana da sé le nostre colpe “come dista l’oriente dall’occidente” (salmo 103, versetto 12), senza che ai suoi occhi residui alcuna pena da condonare tramite le indulgenze.

 

 

IL GIUBILEO COME DOVREBBE ESSERE CELEBRATO OGGI

Ora che abbiamo capito che, agli occhi di Dio, non esiste la pena da espiare come conseguenza della colpa per il peccato commesso ma unicamente la necessità di riconciliarsi con la persona offesa (salmo 103, versetto 12 e vangelo secondo Matteo, capitolo 5, versetti 23-24), non facciamo fatica a comprendere che non ha motivo di esistere la remissione di questa pena, vale a dire le indulgenze.

Di conseguenza, l’anno giubilare come viene celebrato oggi va abbandonato per tornare all’anno giubilare da celebrare secondo quanto afferma la parola di Dio.

Infatti, i gravi errori scritturistici e le motivazioni di essi – che, come abbiamo compreso, sono stati alla base della scelta di indire gli anni santi giubilari e gli altri eventi simili poc’anzi citati – non permettono ai credenti di vivere l’evento del giubileo come insegna la Bibbia.

 

Vivere il giubileo per ottenere le indulgenze è del tutto diverso dal vivere il giubileo per attuare le sue due valenze delle quali parla la Scrittura – materiale ed economica, da una parte, di grazia e di liberazione, dall’altra parte – delle quali abbiamo scritto nel primo paragrafo di questo articolo.

L’attuazione della valenza materiale ed economica del giubileo consiste nel compiere le scelte sociali e legali che l’Antico testamento espone nel venticinquesimo capitolo del libro del levitico.

L’attuazione della valenza di grazia e di liberazione dell’anno giubilare richiede un deciso impegno della pastorale per produrre, sia nei pastori di anime sia nel popolo di Dio, i cambiamenti dei quali parla Gesù Cristo nella sinagoga di Nazareth e che la parola di Dio esplicita nei passi che abbiamo riportato nel primo paragrafo di questo articolo.[19]

 

Se quest’ultima valenza non incontra obiezioni di fondo, più contestata appare l’attuazione della valenza materiale ed economica dell’anno giubilare perché si ritiene che essa contrasti con il diritto di proprietà e con la certezza delle transazioni commerciali.

Inoltre, va tenuto presente che il capitolo 25 del libro del levitico fonda la restituzione della terra e della casa sul fatto che Dio stesso dona questi beni al popolo ebraico quando lo fa entrare nella terra promessa.

Altri popoli hanno delle vicende costitutive diverse da questa.

Di conseguenza, il tentativo di attuare anche per questi ultimi la restituzione della terra e della casa della quale parla il libro del levitico incontrerebbe, tra gli altri, l’ostacolo del momento storico da scegliere come situazione base a partire dalla quale reintegrare la proprietà della terra e della casa a ogni anno giubilare.

 

In considerazione di queste difficoltà, è necessario pensare a delle modalità nuove attraverso le quali vivere l’insegnamento sempre attuale che ci offre la Scrittura quando parla della valenza materiale ed economica del giubileo.

 

Per vivere l’insegnamento in parola nei Paesi in via di sviluppo, penso cha sia utile dare attuazione alle proposte contenute nell’articolo “Cooperazione internazionale e geo-politica” che ho pubblicato nel 2019.[20]

In esso ho descritto un percorso chiaro con obiettivi certi per fare in modo che le persone che vivono in questi Paesi possano far crescere il proprio patrimonio di conoscenze e innovazioni, senza regalare loro del know-how sensibile per gli equilibri geo-politici.

Attuare questo percorso conduce al risultato di restituire la casa e la terra a interi popoli i quali, ancora oggi, non ne sono pienamente titolari, nemmeno all’interno del loro Paese.

Esattamente quello che l’Antico testamento afferma che va fatto, ogni cinquant’anni, all’interno del popolo ebraico.

I benefici derivanti dall’attuazione di questo percorso sono incalcolabili.

Milioni di individui che divengono titolari della loro casa e della loro terra sono non soltanto nuovi consumatori di beni e servizi, ma altresì soggetti ideatori e produttori di innovazioni e benessere per se stessi e per gli altri.

 

Il fine di restituire la casa e la terra non può essere disgiunto dall’ulteriore fine di restituire la libertà agli individui.

Questo obiettivo va attuato sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nei Paesi sviluppati.

L’agire finalizzato a tale scopo può attingere senza esitazioni dall’insegnamento contenuto nella lettera enciclica Caritas in veritate del 29 giugno 2009.

I paragrafi dal 21 al 32, dal 42 al 51, dal 55 al 67 e dal 71 al 76 del documento in parola contengono proposte concrete necessarie a realizzare lo sviluppo umano integrale e liberante.

Ogni individuo sceglierà una di queste proposte e procederà a concretizzarla durante l’anno giubilare, da solo e/o nelle formazioni sociali dove svolge la sua esistenza.

Anche in questo caso, i benefici che deriveranno da questa scelta sono incalcolabili.

Infatti, lo sviluppo umano integrale delineato dalla Caritas in veritate non è solo più giusto, ma anche fonte di maggiore ricchezza per tutti.

 

 

Le difformità che sono state qui esposte e dimostrate tra l’insegnamento contenuto nella Scrittura e il modo odierno di celebrare l’anno giubilare devono essere corrette.

Come è noto, per i cristiani la Bibbia è la parola di Dio.

Dio non è un teologo particolarmente versato al quale possono contrapporsi le affermazioni di altri teologi ugualmente capaci.

Qualsiasi tesi contraria all’insegnamento che la Bibbia offre sull’anno giubilare non può avere alcun valore per la vita dei fedeli.

Nessuna affermazione umana, infatti, può stare alla pari, superare o contraddire la parola di Dio.

Per queste ragioni, è necessario tornare all’insegnamento della Bibbia e vivere l’anno giubilare secondo le due valenze che essa gli conferisce.

 

 

LE MODIFICHE DA APPORTARE

I passi biblici citati e le motivazioni esposte in questo articolo rendono necessario apportare le seguenti aggiunte alla normativa vigente nella Chiesa.

 

Codice di diritto canonico

Nel libro IV “La funzione di santificare della Chiesa”, parte III “I luoghi e i tempi sacri”, dopo il titolo II “I tempi sacri”, è aggiunto il titolo III “L’anno giubilare” con i seguenti canoni.

 

Codice dei canoni delle chiese orientali

Nel titolo XVI “Il culto divino e specialmente i sacramenti”, capitolo VIII “I sacramentali, i luoghi e i tempi sacri, il culto dei santi, il voto e il giuramento”, dopo l’Art. III “I giorni di festa e di penitenza”, è aggiunto l’Art. III-bis “L’anno giubilare” con i seguenti canoni.

 

Canone 1253-bis del codice di diritto canonico

Canone 883-bis del codice dei canoni delle chiese orientali

§1. Assieme alla Bibbia, la Chiesa afferma che, quando Dio perdona, egli allontana da sé le nostre colpe “come dista l’oriente dall’occidente”[21] e di conseguenza, dopo la confessione-riconciliazione, non esiste alcuna pena agli occhi di Dio da rimettere tramite le indulgenze.

§2. Queste ultime, quindi, sono in contrasto con la Scrittura e dunque ogni provvedimento, da chiunque emanato e di qualsiasi tipo esso sia, che istituisca, accordi, disciplini in qualsiasi modo indulgenze di qualunque genere e durata va considerato come se non ci fosse (“tamquam non esset”).

 

Canone 1253-ter del codice di diritto canonico

Canone 883-ter del codice dei canoni delle chiese orientali

§1. Conformemente all’insegnamento biblico, la Chiesa ribadisce la differenza che c’è tra la presunta pena da espiare al cospetto di Dio, la quale rimarrebbe anche dopo il perdono da parte sua del peccato, e la reintegrazione dell’ordine violato.

§2. Mentre la prima non esiste[22], la seconda è necessaria sia per restaurare il rapporto con gli altri, che è stato leso dal male commesso con il peccato, sia per proseguire nel culto da rendere a Dio.[23]

§3. Chi è veramente pentito del male commesso, infatti, non vede l’ora di restaurare il rapporto con gli altri per poter rientrare nella comunione di amore con questi ultimi e con Dio.

§4. Poiché il peccato non ha unicamente conseguenze morali, ma anche materiali, la restaurazione della comunione con gli altri esige altresì l’assunzione della responsabilità legale per il male commesso, la restituzione del mal tolto e il risarcimento dei danni causati.

§5. Al contrario, chi non desidera restaurare il rapporto con gli altri, leso dal male commesso, non è pentito e dunque il perdono non può operare in lui il reingresso nella comunione di amore con Dio e con gli altri rimanendo quindi senza alcun effetto, anche se fosse concesso.

 

Canone 1253-quater del codice di diritto canonico

Canone 883-quater del codice dei canoni delle chiese orientali

§1. Ammaestrata dalla parola del Signore, la Chiesa afferma che l’anno giubilare ha al contempo due valenze:

una valenza materiale ed economica che riguarda la restituzione della libertà agli individui caduti in schiavitù e la restituzione della terra e della casa agli originari assegnatari;[24]

e una valenza di grazia e di liberazione consistente nell’annunziare ai poveri un lieto messaggio, proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore.[25]

§2. Consapevole di questo insegnamento, la Chiesa universale celebra un anno giubilare ogni cinquanta anni: all’inizio di ogni secolo e al cinquantesimo anno di ogni secolo.

§3. L’attuazione della valenza di grazia e di liberazione dell’anno giubilare si realizza con un deciso impegno della pastorale per produrre, sia nei pastori di anime sia nel popolo di Dio, i cambiamenti dei quali parla Gesù Cristo nella sinagoga di Nazareth[26] e che la parola di Dio non manca di esplicitare.[27]

§4. L’attuazione della restituzione della casa e della terra durante l’anno giubilare si compie dando ai Paesi in via di sviluppo la possibilità di compiere un percorso chiaro con obiettivi certi per fare in modo che le persone che vivono in questi Paesi possano far crescere il proprio patrimonio di conoscenze e innovazioni, senza regalare loro del know-how sensibile per gli equilibri geo-politici.

§5. L’attuazione della restituzione della libertà durante l’anno giubilare si compie attingendo all’insegnamento contenuto nella lettera enciclica Caritas in veritate del 29 giugno 2009.

§6. Poiché i paragrafi dal 21 al 32, dal 42 al 51, dal 55 al 67 e dal 71 al 76 del documento in parola contengono proposte concrete necessarie a realizzare lo sviluppo umano integrale e liberante, ogni individuo scelga una di queste proposte e proceda a concretizzarla durante l’anno giubilare, da solo e/o nelle formazioni sociali dove svolge la sua esistenza.

 

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Anni santi giubilari svoltisi dal 1975 al 2021.

Giubileo ordinario del 1975 indetto da papa Paolo VI.

Giubileo straordinario del 1983 – 1984 indetto da papa Giovanni Paolo II per il 1950º anniversario della Redenzione.

Giubileo ordinario del 2000 indetto da papa Giovanni Paolo II.

Giubileo straordinario del 2015 – 2016 indetto da papa Francesco per il 50º anniversario della conclusione del concilio Vaticano II.

 

Anni santi giubilari in programma dal 2021 al 2034

Giubileo ordinario del 2025.

Giubileo straordinario del 2033 – 2034 per il 2000º anniversario della Redenzione.

 

Si vedano:

https://it.wikipedia.org/wiki/Giubileo_universale_della_Chiesa_cattolica

e

https://www.giubileo-2025.it/

 

 

 

[2] Tutti i passi dei testi citati in questo articolo sono presi dalle pagine internet indicate.

 

Se non altrimenti specificato, il sottolineato è mio.

 

Tutte le citazioni della Bibbia in questo articolo sono prese da “La Sacra Bibbia” edizione Conferenza episcopale italiana, in: http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM

 

Tutte le citazioni del codice di diritto canonico in questo articolo sono prese da “Codex iuris canonici” in: http://www.vatican.va/archive/ITA0276/_INDEX.HTM

 

Tutte le citazioni del codice dei canoni delle chiese orientali presenti in questo articolo sono prese da “Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium” in latino in:

http://www.vatican.va/archive/cdc/index_it.htm

e in italiano in:

https://www.iuscangreg.it/cceo_multilingue.php

 

Tutte le citazioni del Catechismo della chiesa cattolica presenti in questo articolo sono prese da:

http://www.vatican.va/archive/ccc/index_it.htm

 

 

Libro del levitico, capitolo 25, versetti 1 – 55:

 

“[1] Il Signore disse ancora a Mosè sul monte Sinai:

[2] “Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel paese che io vi dò, la terra dovrà avere il suo sabato consacrato al Signore.

[3] Per sei anni seminerai il tuo campo e poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti;

[4] ma il settimo anno sarà come sabato, un riposo assoluto per la terra, un sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo e non poterai la tua vigna.

[5] Non mieterai quello che nascerà spontaneamente dal seme caduto nella tua mietitura precedente e non vendemmierai l’uva della vigna che non avrai potata; sarà un anno di completo riposo per la terra.

[6] Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento a te, al tuo schiavo, alla tua schiava, al tuo bracciante e al forestiero che è presso di te;

[7] anche al tuo bestiame e agli animali che sono nel tuo paese servirà di nutrimento quanto essa produrrà.

[8] Conterai anche sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni.

[9] Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese.

[10] Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia.

[11] Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate.

[12] Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi.

[13] In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo.

[14] Quando vendete qualche cosa al vostro prossimo o quando acquistate qualche cosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello.

[15] Regolerai l’acquisto che farai dal tuo prossimo in base al numero degli anni trascorsi dopo l’ultimo giubileo: egli venderà a te in base agli anni di rendita.

[16] Quanti più anni resteranno, tanto più aumenterai il prezzo; quanto minore sarà il tempo, tanto più ribasserai il prezzo; perché egli ti vende la somma dei raccolti.

[17] Nessuno di voi danneggi il fratello, ma temete il vostro Dio, poiché io sono il Signore vostro Dio.
[18] Metterete in pratica le mie leggi e osserverete le mie prescrizioni, le adempirete e abiterete il paese tranquilli.

[19] La terra produrrà frutti, voi ne mangerete a sazietà e vi abiterete tranquilli.

[20] Se dite: Che mangeremo il settimo anno, se non semineremo e non raccoglieremo i nostri prodotti?,

[21] io disporrò in vostro favore un raccolto abbondante per il sesto anno ed esso vi darà frutti per tre anni.

[22] L’ottavo anno seminerete e consumerete il vecchio raccolto fino al nono anno; mangerete il raccolto vecchio finché venga il nuovo.

[23] Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini.

[24] Perciò, in tutto il paese che avrete in possesso, concederete il diritto di riscatto per quanto riguarda il suolo.

[25] Se il tuo fratello, divenuto povero, vende una parte della sua proprietà, colui che ha il diritto di riscatto, cioè il suo parente più stretto, verrà e riscatterà ciò che il fratello ha venduto.

[26] Se uno non ha chi possa fare il riscatto, ma giunge a procurarsi da sé la somma necessaria al riscatto,

[27] conterà le annate passate dopo la vendita, restituirà al compratore il valore degli anni che ancora rimangono e rientrerà così in possesso del suo patrimonio.

[28] Ma se non trova da sé la somma sufficiente a rimborsarlo, ciò che ha venduto rimarrà in mano al compratore fino all’anno del giubileo; al giubileo il compratore uscirà e l’altro rientrerà in possesso del suo patrimonio.

[29] Se uno vende una casa abitabile in una città recinta di mura, ha diritto al riscatto fino allo scadere dell’anno dalla vendita; il suo diritto di riscatto durerà un anno intero.

[30] Ma se quella casa, posta in una città recinta di mura, non è riscattata prima dello scadere di un intero anno, rimarrà sempre proprietà del compratore e dei suoi discendenti; il compratore non sarà tenuto a uscire al giubileo.

[31] Però le case dei villaggi non attorniati da mura vanno considerate come parte dei fondi campestri; potranno essere riscattate e al giubileo il compratore dovrà uscire.

[32] Quanto alle città dei leviti e alle case che essi vi possederanno, i leviti avranno il diritto perenne di riscatto.

[33] Se chi riscatta è un levita, in occasione del giubileo il compratore uscirà dalla casa comprata nella città levitica, perché le case delle città levitiche sono loro proprietà, in mezzo agli Israeliti.

[34] Neppure campi situati nei dintorni delle città levitiche si potranno vendere, perché sono loro proprietà perenne.

[35] Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria ed è privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e inquilino, perché possa vivere presso di te.

[36] Non prendere da lui interessi, né utili; ma temi il tuo Dio e fà vivere il tuo fratello presso di te.

[37] Non gli presterai il denaro a interesse, né gli darai il vitto a usura.

[38] Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto, per darvi il paese di Cànaan, per essere il vostro Dio.

[39] Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria e si vende a te, non farlo lavorare come schiavo;

[40] sia presso di te come un bracciante, come un inquilino. Ti servirà fino all’anno del giubileo;

[41] allora se ne andrà da te insieme con i suoi figli, tornerà nella sua famiglia e rientrerà nella proprietà dei suoi padri.

[42] Poiché essi sono miei servi, che io ho fatto uscire dal paese d’Egitto; non debbono essere venduti come si vendono gli schiavi.

[43] Non lo tratterai con asprezza, ma temerai il tuo Dio.
[44] Quanto allo schiavo e alla schiava, che avrai in proprietà, potrete prenderli dalle nazioni che vi circondano; da queste potrete comprare lo schiavo e la schiava.

[45] Potrete anche comprarne tra i figli degli stranieri, stabiliti presso di voi e tra le loro famiglie che sono presso di voi, tra i loro figli nati nel vostro paese; saranno vostra proprietà.

[46] Li potrete lasciare in eredità ai vostri figli dopo di voi, come loro proprietà; vi potrete servire sempre di loro come di schiavi; ma quanto ai vostri fratelli, gli Israeliti, ognuno nei riguardi dell’altro, non lo tratterai con asprezza.

[47] Se un forestiero stabilito presso di te diventa ricco e il tuo fratello si grava di debiti con lui e si vende al forestiero stabilito presso di te o a qualcuno della sua famiglia,

[48] dopo che si è venduto, ha il diritto di riscatto; lo potrà riscattare uno dei suoi fratelli

[49] o suo zio o il figlio di suo zio; lo potrà riscattare uno dei parenti dello stesso suo sangue o, se ha i mezzi di farlo, potrà riscattarsi da sé.

[50] Farà il calcolo con il suo compratore, dall’anno che gli si è venduto all’anno del giubileo; il prezzo da pagare sarà in proporzione del numero degli anni, valutando le sue giornate come quelle di un bracciante.

[51] Se vi sono ancora molti anni per arrivare al giubileo, pagherà il riscatto in ragione di questi anni e in proporzione del prezzo per il quale fu comprato;

[52] se rimangono pochi anni per arrivare al giubileo, farà il calcolo con il suo compratore e pagherà il prezzo del suo riscatto in ragione di quegli anni.

[53] Resterà presso di lui come un bracciante preso a servizio anno per anno; il padrone non dovrà trattarlo con asprezza sotto i suoi occhi.

[54] Se non è riscattato in alcuno di quei modi, se ne andrà libero l’anno del giubileo: lui con i suoi figli.

[55] Poiché gli Israeliti sono miei servi; miei servi, che ho fatto uscire dal paese d’Egitto. Io sono il Signore vostro Dio”.”

 

 

 

[3] Lettera ai Romani, capitolo 11, versetti 25-32:

 

“[25] Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti.

[26] Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto:
Da Sion uscirà il liberatore,
egli toglierà le empietà da Giacobbe.

[27] Sarà questa la mia alleanza con loro
quando distruggerò i loro peccati.

[28] Quanto al vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla elezione, sono amati, a causa dei padri,

[29] perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!

[30] Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza,

[31] così anch’essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi, perché anch’essi ottengano misericordia.

[32] Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia!”

 

 

 

[4] Vangelo secondo Matteo, capitolo 5, versetto 17:

 

“[17] Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 3, versetti 13-15:

 

“[13] In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

[14] Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”.

[15] Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia“. Allora Giovanni acconsentì.”

 

 

 

Lettera ai romani, capitolo 3, versetti 27-31:

 

“[27] Dove sta dunque il vanto? Esso è stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede.

[28] Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge.

[29] Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani!

[30] Poiché non c’è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi, e per mezzo della fede anche i non circoncisi.

[31] Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient’affatto, anzi confermiamo la legge.”

 

 

 

[5] Vangelo secondo Luca, capitolo 4, versetti 14-21:

“[14] Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito Santo e la sua fama si diffuse in tutta la regione.

[15] Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.

[16] Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere.

[17] Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:

[18] Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto
messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi
,

[19] e predicare un anno di grazia del Signore.

[20] Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui.

[21] Allora cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi“.”

 

 

 

[6] Confronto libro del profeta Isaia – vangelo secondo Luca

 

Libro del profeta Isaia, capitolo 61, versetti 1-2a:

“[1] Lo spirito del Signore Dio è su di me
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,

[2] a promulgare l’anno di misericordia del Signore,”

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 4, versetti 18-19:

 

“[18] Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto
messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,

[19] e predicare un anno di grazia del Signore.”

 

 

 

[7] Vangelo secondo Luca, capitolo 6, versetti 17-20:

 

“[17] Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone,

[18] che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti.

[19] Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti.

[20] Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
Beati voi poveri,
perché vostro è il regno di Dio
.”

 

 

 

[8] Lettera ai romani, capitolo 7, versetti 1-6:

 

“[1] O forse ignorate, fratelli – parlo a gente esperta di legge – che la legge ha potere sull’uomo solo per il tempo in cui egli vive?

[2] La donna sposata, infatti, è legata dalla legge al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è libera dalla legge che la lega al marito.

[3] Essa sarà dunque chiamata adultera se, mentre vive il marito, passa a un altro uomo, ma se il marito muore, essa è libera dalla legge e non è più adultera se passa a un altro uomo.

[4] Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla legge, per appartenere ad un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio.

[5] Quando infatti eravamo nella carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte.

[6] Ora però siamo stati liberati dalla legge, essendo morti a ciò che ci teneva prigionieri, per servire nel regime nuovo dello Spirito e non nel regime vecchio della lettera.”

 

 

 

[9] Vangelo secondo Matteo, capitolo 15, versetti 1-14:

 

“[1] In quel tempo vennero a Gesù da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero:

[2] “Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo!”.

[3] Ed egli rispose loro: “Perché voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?

[4] Dio ha detto:
Onora il padre e la madre
e inoltre:
Chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.

[5] Invece voi asserite: Chiunque dice al padre o alla madre: Ciò con cui ti dovrei aiutare è offerto a Dio,

[6] non è più tenuto a onorare suo padre o sua madre. Così avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione.

[7] Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo:

[8] Questo popolo mi onora con le labbra
ma il suo cuore è lontano da me.

[9] Invano essi mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.

[10] Poi riunita la folla disse: “Ascoltate e intendete!

[11] Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!”.

[12] Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: “Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?”.

[13] Ed egli rispose: “Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata.

[14] Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!“.”

 

 

 

[10] Vangelo secondo Matteo, capitolo 23, versetti 13-36:

 

“[13] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci

[14] ].

[15] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.

[16] Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l’oro del tempio si è obbligati.

[17] Stolti e ciechi: che cosa è più grande, l’oro o il tempio che rende sacro l’oro?

[18] E dite ancora: Se si giura per l’altare non vale, ma se si giura per l’offerta che vi sta sopra, si resta obbligati.

[19] Ciechi! Che cosa è più grande, l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta?

[20] Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra;

[21] e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l’abita.

[22] E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.

[23] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle.

[24] Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!

[25] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza.

[26] Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto!

[27] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.

[28] Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità.

[29] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti,

[30] e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti;

[31] e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti.

[32] Ebbene, colmate la misura dei vostri padri!

[33] Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?

[34] Perciò ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città;
[35] perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachìa, che avete ucciso tra il santuario e l’altare.

[36] In verità vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.”

 

 

 

[11] Libro del profeta Isaia, capitolo 32, versetti 1-8:

 

“[1] Ecco, un re regnerà secondo giustizia
e i principi governeranno secondo il diritto.

[2] Ognuno sarà come un riparo contro il vento
e uno schermo dall’acquazzone,
come canali d’acqua in una steppa,
come l’ombra di una grande roccia su arida terra.

[3] Non si chiuderanno più gli occhi di chi vede
e gli orecchi di chi sente staranno attenti.

[4] Gli animi volubili si applicheranno a comprendere
e la lingua dei balbuzienti parlerà
spedita e con chiarezza.

[5] L’abietto non sarà chiamato più nobile
né l’imbroglione sarà detto gentiluomo,

[6] poiché l’abietto fa discorsi abietti
e il suo cuore trama iniquità,
per commettere empietà
e affermare errori intorno al Signore,
per lasciare vuoto lo stomaco dell’affamato
e far mancare la bevanda all’assetato.

[7] L’imbroglione – iniqui sono i suoi imbrogli –
macchina scelleratezze
per rovinare gli oppressi con parole menzognere,
anche quando il povero può provare il suo diritto
.

[8] Il nobile invece si propone cose nobili
e agisce sempre con nobiltà.”

 

 

 

[12] Libro del profeta Isaia, capitolo 11, versetti 1-5:

 

“[1] Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.

[2] Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.

[3] Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;

[4] ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.
La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento;
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.

[5] Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia,
cintura dei suoi fianchi la fedeltà.”

 

 

 

[13] “Luca, invece, racconta che Gesù «si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me…!»(Lc 4,16-18; Is 61,1). In modo molto significativo, l’ultima espressione isaiana letta da Gesù recita: «predicare un anno di grazia del Signore»(Lc 4,19; Is 61,2), e subito dopo, il messaggio di Gesù consiste nel dichiarare che proprio “questa Scrittura” era adempiuta in quel giorno. L’espressione di Is 61,2 tradotta “anno di grazia” si rifà chiaramente alla legislazione del Libro del Levitico sull’anno giubilare (Lev 25,10-13). Era quindi un anno giubilare che Gesù proclamava a Nazaret.

È chiaro quindi che l’intenzione di Luca non è stata quella di dare precisazioni cronologiche. Qual’é stata allora? È stata – i commentatori sono concordi nel riconoscerlo – quella di conferire all’episodio un valore programmatico. Gesù a Nazaret definisce la propria missione messianica e la definisce come il compimento di una profezia che annunziava la predicazione di un anno giubilare. Tutto il ministero di Gesù va quindi capito in questa prospettiva.”

 

Albert Vanhoye, L’anno giubilare nel vangelo di Luca, in:

https://www.vatican.va/jubilee_2000/magazine/documents/ju_mag_01031997_p-22_it.html

 

 

[14] La traduzione che preferisco è quella di David Maria Turoldo tratta da:

Gianfranco Ravasi, David Maria Turoldo (a cura di), “I Salmi”, Milano, 1987.

Salmo 103, versetto 12:

“Quanto dista oriente da ovest, tanto getta lontano da sé tutti i nostri misfatti e rivolte”.

 

 

 

[15] Si veda la nota numero 4.

 

 

 

[16] Papa Bonifacio VIII, Bolla Antiquorum habet

Il documento è consultabile su internet in varie lingue:

 

 

– testo latino con data 23 febbraio 1300, da Bullarium Romanum, volume 4, pagine 156-157, in: https://www.icar.beniculturali.it/biblio/pdf/bolTau/tomo_04/03_T04_123_180.pdf

Papa Bonifacio VIII Bolla Antiquorum habet

 

– testo latino non integrale con data 22 febbraio 1300, da Denzinger, Heinrich Joseph Dominicus (et. al.) Enchiridion symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, in: http://patristica.net/denzinger/enchiridion-symbolorum.html paragrafo 868 467

 

868 467 Antiquorum habet fida relatio, quod accedentibus ad honorabilem basilicam principis Apostolorum de Urbe concessae sunt magnae remissiones et indulgentiae peccatorum. Nos igitur … huiusmodi remissiones et indulgentias omnes et singulas ratas et gratas habentes, ipsas auctoritate Apostolica confirmamus et approbamus … Nos de omnipotentis Dei misericordia et eorundem Apostolorum eius meritis et auctoritate confisi, de fratrum Nostrorum consilio et Apostolicae plenitudine potestatis omnibus … ad basilicas ipsas accedentibus reverenter, vere paenitentibus et confessis . . . in huiusmodi praesenti et quolibet centesimo secuturo annis non solum plenam et largiorem, immo plenissimam omnium suorum concedemus et concedimus veniam peccatorum …”

 

 

– testo in inglese non integrale con data 22 febbraio 1300, da Denzinger, Heinrich Joseph Dominicus (et. al.) Enchiridion symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, in: http://patristica.net/denzinger/ paragrafo 467

 

“BONIFACE VIII 1294-1303

Indulgences *

[From the jubilee Bull “Antiquorum habet” Feb. 22, 1300]

467 A faithful report of the ancients holds that to those approaching the honorable Basilica of the Prince of the Apostles are granted great remissions of sins and indulgences. We….. confirm and by apostolic authority approve all such remissions and indulgences, holding them all and individually valid and pleasing . . . .”

 

 

– testo in francese non integrale con data 22 febbraio 1300, in: http://catho.org/9.php?d=bwk#c4g numero 868

 

868
Une relation digne de foi des anciens rapporte qu’à ceux qui se rendaient à la vénérable basilique des princes des apôtres de la Ville, étaient accordées de grandes rémissions et indulgences des péchés.
Nous donc… qui considérons toutes et chacune de ces rémissions et de ces indulgences comme légitimes et bienvenues, nous les confirmons et les approuvons en vertu de l’autorité apostolique…
Confiants en la miséricorde de Dieu tout-puissant et dans les mérites et l’autorité de ces mêmes apôtres, sur le conseil de nos frères et en vertu de la plénitude du pouvoir apostolique, à tous ceux qui… se rendent avec respect dans ces basiliques, qui ont vraiment fait pénitence et se sont confessés,… dans la présente année et dans chaque centième année qui suivra, nous concéderons et nous concédons un pardon non seulement large et plénier, mais le plus plénier, de tous leurs péchés.”

 

 

– testo in italiano con data 22 febbraio 1300, in: http://www.totustuustools.net/denzinger/b8antiqu.htm

 

22 febbraio 1300

 

Bonifacio Vescovo, servo dei servi di Dio, per la certezza dei presenti e la memoria dei futuri.

 

C’è adesione degna di fede da parte di vecchi che a coloro, i quali accedono all’onoranda Basilica del principe degli Apostoli di Roma, sono concesse grandi missioni ed indulgenze dei peccati.

 

Noi dunque, che secondo i doveri del nostro ufficio, ricerchiamo e procuriamo con viva soddisfazione il vantaggio dei singoli, ritenendo certe e da rispettarsi tutte queste indulgenze, queste stesse con 1’autorita apostolica confermiamo, approviamo, ed anche rinnoviamo con il patrocinio di questa scrittura. E pertanto, poiché‚ i Beatissimi apostoli Pietro e Paolo più sono onorati tanto devotamente le loro Basiliche saranno affollate dai fedeli e affinché‚ gli stessi si sentano sempre più rinfrancati con un’elargizione di doni spirituali, per questo, noi accordiamo, affidandoci alla misericordia di Dio Onnipotente ed ai meriti ed alla autorità dei medesimi Apostoli, col consiglio dei nostri fratelli e nella pienezza del potere apostolico, a tutti quelli che nel presente anno mille e trecento, cominciato da poco con la festa della Natività di nostro Signore Gesù Cristo, ed in qualunque altro centesimo anno seguente accederanno alle suddette Basiliche con riverenza e veramente pentiti e confessati, ed a quelli che veramente si pentiranno in questo presente centesimo anno ed in qualunque anno centesimo avvenire, non solo pieno ed assai largo, ma anzi assai pienissimo perdono dei loro peccati.

 

Stabiliamo che coloro i quali vogliano essere fatti partecipi di simile indulgenza da Noi concessa accedano alle suddette Basiliche, se saranno romani almeno per trenta giorni continui od intercalati ed almeno una volta al giorno; se poi saranno pellegrini o forestieri facciano allo stesso modo per quindici giorni. Ciascuno tanto più meriti e tanto più efficacemente consegna 1’indulgenza se le stesse Basiliche più ampiamente e devotamente frequenterà. A nessun uomo giammai sia lecito in firmare questo pubblico atto della conferma, approvazione, innovazione, concessione e costituzione nostra, né‚ gli sia lecito con temerario ordine contraddirvi. Se poi alcun avrà avuto la presunzione di ciò, sappia che incorrerà nello sdegno di Dio Onnipotente e dei Beati Pietro e Paolo Apostoli.

 

Dato in Roma, presso san Pietro il 22 febbraio, anno sesto del Nostro Pontificato.

 

 

 

[17] Cito da: https://it.wikipedia.org/wiki/Giubileo_universale_della_Chiesa_cattolica

 

 

 

[18] Paolo Farinella, Storia del Giubileo pubblicata a puntate sulla rivista Missioni Consolata da ottobre 2015 a dicembre 2016, capitolo 8 Il Giubileo snaturato, paragrafo L’invenzione del giubileo, pagine 46-47, in:

https://www.rivistamissioniconsolata.it/wp/wp-content/uploads/2017/01/Paolo-Farinella-Storia-del-Giubileo.pdf

 

“Il vero inventore del Giubileo nella storia della Chiesa fu Bonifacio VIII, anche se in un primo momento fu riluttante fino al punto di tentare di abolire le concessioni date dai predecessori Onorio a Francesco e Celestino V alla cattedrale di Collemaggio (L’Aquila), ma senza riuscirci. Egli si dovette rassegnare all’uso ormai invalso e, da fine politico, lo trasformò in strumento prezioso per affermare il suo potere sia sul piano interno della Chiesa, sia su quello prettamente politico internazionale.

 

Eletto il 24 dicembre 1294 e insediatosi il 23 gennaio del 1295 emanò subito una bolla pontificia con cui concesse l’indulgenza plenaria ai crociati che partivano, ai francescani che andavano in missione presso i Tartari, e a chiunque si fosse armato per combattere i Siciliani di Carlo d’Angiò e la famiglia dei Colonna che osavano mettere in discussione la legittimità della sua elezione. In cambio, si poteva commutare l’indulgenza con 300 libbre di tornesi (moneta d’argento, ufficiale nella Francia di Filippo IV il Bello e nella Sicilia dei d’Angiò).

 

Con la pubblicazione della bolla «Unam Sanctam», il papa affermò in modo solenne la superiorità del suo potere su quello di qualsiasi principe e imperatore in base al principio che lo spirituale è superiore al materiale. Uno degli strumenti usati a questo scopo, fu appunto il giubileo del 1300.

 

Avendo visto che il popolo romano, al compimento del secolo, spontaneamente si ammassava in san Pietro e nelle altre basiliche perché convinto che nell’anno «centesimo» (il 1300) vi fosse automaticamente la remissione dei peccati, Bonifacio VIII il 16 febbraio 1300 (quasi due mesi dopo l’inizio del nuovo secolo) indisse un giubileo con valore retroattivo, a partire dal 25 dicembre del 1299 ed esteso fino alla Pasqua successiva. La remissione fu concessa a tutti coloro che, pur avendone avuta l’intenzione, non erano potuti arrivare a Roma o erano morti lungo il viaggio. Per dare più importanza al documento, fece modificare la data d’indizione, portandola al 22 febbraio, ricorrenza della memoria della «Cattedra di san Pietro», sottolineando così l’autorità papale assoluta e indiscussa.

 

Per l’occasione il papa fece organizzare una processione che attraversò Roma con una fila interminabile di preti, vescovi e cardinali che lo precedevano. Il papa, assiso su un cavallo bianco, le cui briglie erano tenute da due chierici. Davanti a loro, due palafrenieri portavano su cuscino rosso, una spada e una tiara bipartita, simboli dell’unione del potere temporale e di quello spirituale. In questo modo il papa intendeva dire al mondo e specialmente a Filippo IV di Francia chi era il capo indiscusso. Il successo del Giubileo fu così grande che lo stesso Bonifacio VIII stabilì che ogni cento anni se ne celebrasse uno.

 

La questione delle indulgenze fu affrontata dal punto di vista teologico, attraverso una ricerca storica, arrivando alla conclusione che esse sono fondate sui meriti di Gesù Cristo, morto e risorto; questo tesoro prezioso, affidato all’amministrazione della Chiesa, è concesso dal papa, la massima autorità in terra. Vedremo nell’ultima puntata come papa Francesco ribalta questa concezione, non solo non parlando mai d’indulgenze nel senso tradizionale del termine, ma sempre di «indulgenza di Dio», mai di «Giubileo», ma di «Anno della Misericordia», concetti apparentemente simili, ma profondamente differenti dal punto di vista teologico.

 

Se Bonifacio VIII, quando, spinto dalla pietà popolare, si rese conto della forza del Giubileo, se ne servi come strumento politico nella geografia mondiale del potere del suo tempo, papa Francesco oggi afferma solo il primato di Dio e la sua natura di «Padre a perdere» che non si dà pace finché anche uno solo dei suoi figli resta fuori dal suo affetto e dal suo amore. Non si tratta di riscuotere «buoni» per la salvezza a buon mercato, ma favorire l’incontro con Dio attraverso l’unica via possibile che è la persona fisica di Gesù, venuto non solo a «fare l’esegeta del Padre» (Gv 1,18), ma anche a «cercare ciò che era perduto» (Lc 19,10) perché «questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno» (Gv 6,39).”

 

 

Federica D’Alfonso, Cinque curiosità storiche sul Giubileo, in:

https://www.fanpage.it/cultura/cinque-curiosita-storiche-sul-giubileo/

 

“Il primo Anno Santo fu indetto nel 1300 da Bonifacio VIII, il papa che viene inserito da Dante nel girone infernale dei simoniaci: in effetti, la tradizione storica vuole che motivazioni non del tutto spirituali, ma economiche, siano state la motivazione del primo Giubileo della storia. Nello spirito popolare del tempo l’anno 1300 venne vissuto come un’epoca di passaggio, e numerosi frati predicavano una rivoluzione spirituale che sarebbe avvenuta proprio il primo giorno dell’anno: numerosi pellegrini si riversarono così nella Basilica di San Pietro nella speranza di ottenere un’indulgenza straordinaria, e Bonifacio VIII, sfruttando lo spontaneo moto popolare, decise di stabilire l’Anno Santo, per confermare il proprio potere temporale e riaffermare l’autorità spirituale della Chiesa.”

 

 

Papa Bonifacio VIII, paragrafo 2.6 L’istituzione del Giubileo, in:

https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Bonifacio_VIII

 

“Il Giubileo ebbe un grande successo e l’afflusso di pellegrini a Roma fu enorme (il Villani parla di 300.000 pellegrini[37]). A parte la diffusa e sentita necessità di “indulgenza” in quel periodo (anche la partecipazione alle crociate offriva questo stesso beneficio), l’arrivo dei pellegrini a Roma da tutto il mondo, oltre a significare un notevole apporto di denaro, esaltava la magnificenza della Città Eterna e consolidava il primato e il prestigio del pontefice[39].

 

Secondo molti storici, il Giubileo rappresentò per il papa «una breve ma felice parentesi di pace»[40], che gli permise, tra l’altro, di rimpinguare le finanze pontificie. Il papa però non ricevette l’omaggio dei sovrani d’Europa e questo fu per lui motivo di grande delusione. Le assenze dei regnanti volevano in qualche modo significare che la sua aspirazione di riunire nelle sue mani sia il potere spirituale che quello temporale era probabilmente soltanto un’illusione.”

 

Note del testo ora citato

 

“37 C. Rendina, I papi, p. 510.

38 Claudio Rendina, La vita segreta dei Papi, Mondadori, Cap 17: “L’invenzione dell’Anno

     Santo”, p. 87.

39 Del grande afflusso di pellegrini parla anche Dante Alighieri:

     «Deh peregrini, che pensosi andate, / forse di cosa che non v’è presente, / venite voi da

     sì lontana gente, / com’a la vista voi ne dimostrate»

 

     (Dante Alighieri, Vita Nuova, XL, 24)

    

     «…/come i Roman per l’essercito molto, / l’anno del giubileo, su per lo ponte / hanno

     a passar la gente modo colto, / che dall’un lato tutti hanno la fronte / verso ‘l castello e

     vanno a Santo Pietro; / dall’altra sponda vanno verso il monte.»

 

     (DanteAlighieri, Divina commedia, Inferno, Canto XVIII, 28-33)

 

40 Vedi E. Duprè Thesèider, Bonifacio VIII, op. cit.”

 

 

[19] Si vedano i passi citati nella nota 5 e nelle note dalla 7 alla 12.

 

 

 

[20] https://giorgiocannella.com/index.php/2019/07/10/cooperazione-internazionale-geo-politica/

 

 

[21] Salmo 103, versetto 12.

 

 

[22] Salmo 103, versetto 12.

 

 

[23] Libro del levitico capitolo 5, versetti 20-26.

Libro dei numeri, capitolo 5, versetti 5-8.

Vangelo secondo Matteo capitolo 5, versetti 23-24.

 

 

[24] Libro del levitico, capitolo 25, versetti 1-55.

 

 

[25] Libro del profeta Isaia, capitolo 61, versetti 1-2a.

Vangelo secondo Luca, capitolo 4, versetti 14-21.

 

 

[26] Vangelo secondo Luca, capitolo 4, versetti 14-21.

 

 

[27] Vangelo secondo Luca, capitolo 6, versetto 20.

Lettera ai romani, capitolo 7, versetti 4-6.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 15, versetti 1-14.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 23, versetti 13-36.

Libro del profeta Isaia, capitolo 32, versetto 7.

Libro del profeta Isaia, capitolo 11, versetto 4.

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito https://giorgiocannella.com/

 

Energia nucleare e Green Deal europeo

L’11 dicembre 2019 la Commissione dell’Unione Europea ha presentato il Green Deal europeo.[1]

Esso consiste in una “tabella di marcia con azioni[2] per stimolare l’uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un’economia circolare e pulita, arrestare i cambiamenti climatici, mettere fine alla perdita di biodiversità e ridurre l’inquinamento. Esso illustra gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento disponibili e spiega come garantire una transizione giusta e inclusiva.”.[3]

Il Green Deal europeo riguarda anche il settore dell’energia perché “La produzione e l’utilizzo di energia rappresentano oltre il 75% delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE.”.[4]

Il terzo principio fondamentale del Green Deal europeo per la transizione verso un’energia pulita si prefigge, tra l’altro, di “sviluppare un settore energetico basato in larga misura sulle fonti rinnovabili”.[5]

Il 1° gennaio 2022, il Financial Times[6] e l’agenzia di stampa Bloomberg[7] hanno dato notizia del fatto che il giorno precedente la Commissione dell’Unione Europea avrebbe inviato ai Governi dei Paesi membri una proposta mirata a far includere:

  • la generazione di energia elettrica tramite gas fossile come fonte di transizione per giungere all’obiettivo della creazione di un settore energetico europeo basato sulle fonti rinnovabili

e

  • la generazione di energia elettrica tramite fissione nucleare come fonte di energia verde, dunque, già idonea a costituire attuazione dell’obiettivo ora citato.

 

Qui di seguito dimostro che l’inclusione dell’energia nucleare nella tassonomia verde dell’U.E. danneggia gravemente l’Unione Europea.

 

BREVE PREMESSA STORICA 

Iniziamo ricordando la storia recente.

Nella seconda metà del ventesimo secolo, i Paesi europei erano pienamente coinvolti nella guerra fredda.[8]

L’arma nucleare era parte di quel contesto geo-politico.

Ciascun Paese dell’Europa occidentale dovette decidere se dotarsene o no.

A tale riguardo, prendo brevemente in considerazione le vicende di due di essi: la Gran Bretagna e la Francia.

 

La Gran Bretagna decise di acquistare le armi atomiche dagli Stati Uniti d’America.[9]

Per il pragmatismo inglese, le armi nucleari erano uno strumento geo-politico e dunque non aveva alcuna importanza il fatto che esse fossero prodotte in patria o acquistate dall’estero.

 

Non così avvenne in Francia dove il forte sentimento di orgoglio per la propria Nazione non poteva conciliarsi con l’acquisto di armi nucleari da un altro Paese.

Per proporre questo ragionamento geo-politico all’opinione pubblica francese senza andare incontro alle forti obiezioni dei costi molto più alti che questa scelta comportava rispetto all’acquisto da un altro Paese delle armi nucleari già fabbricate, si scelse di accostare la geo-politica alla politica energetica.[10]

Non si decise di costruire solo un ristretto numero di centrali necessarie a produrre il materiale per fabbricare le armi nucleari, ma tutte quelle necessarie a impostare la politica energetica francese sull’energia atomica.

La scelta di vendere all’estero sia una parte dell’energia elettrica così prodotta[11], sia la tecnologia per la costruzione delle centrali nucleari[12], era utile per ammortizzare una parte dei costi della nuova politica energetica nazionale.

 

IL PROBLEMA

Veniamo al presente.

Le centrali nucleari francesi hanno bisogno di una decisa opera di ammodernamento il cui costo ammonta a decine di miliardi di euro.[13]

Affrontare questa spesa con i soldi del bilancio nazionale francese irriterebbe i contribuenti.

La forte spesa da affrontare e le gravissime criticità del settore nucleare civile in Francia, già pubblicamente denunciate nel 2016[14], causerebbero vibranti proteste sociali.

Una facile ricerca su internet dà conto del fatto che “Dall’inizio dei negoziati sulla tassonomia dell’UE, la Francia ha spinto per reintrodurre l’energia nucleare, con grande sgomento della Germania.”.[15]

Il medesimo strumento riporta che “Lanciato nel 2018, il piano d’azione per la finanza sostenibile della Commissione ha lo scopo di incanalare i flussi di capitale verso attività economiche sostenibili. Nell’ambito di questo processo, la Commissione ha presentato nel maggio 2018 una proposta per un quadro normativo per gli investimenti sostenibili, chiamato anche regolamento sulla tassonomia.”.[16]

Ebbene, con tutta la possibile buona fede, è difficile non vedere lo stretto collegamento tra le gravissime criticità del settore nucleare civile in Francia, pubblicamente denunciate nel 2016, e l’azione di lobby della Francia per l’inserimento dell’energia nucleare nella tassonomia verde dell’Unione Europea fin dall’inizio dei relativi negoziati nel 2018.

 

Per abbassare i costi dell’ammodernamento delle centrali nucleari e l’impatto finanziario delle criticità del settore alle quali ho accennato qui sopra, sarebbe oltremodo utile che l’Unione Europea finanziasse l’energia elettrica prodotta con la fissione nucleare.

In questo modo, infatti, verrebbe allargata la platea dei contribuenti che dovrebbero affrontare la spesa: da quelli di una sola Nazione a quelli di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.

 

Il problema di questa soluzione è la completa perdita di credibilità dell’Unione Europea.

L’energia elettrica da fissione nucleare non è verde a causa dei problemi in caso di incidente[17] e delle scorie radioattive[18] che la generazione dell’elettricità dal sole e dal vento non presentano.

La fissione nucleare per produrre energia elettrica, inoltre, non è rinnovabile a causa del fatto che la generazione dell’uranio e del plutonio – al pari del petrolio e del gas – occupa il tempo di intere ere geologiche[19], mentre la fonte solare e la fonte eolica sono generate ogni giorno.

 

Se l’Unione Europea finanziasse il gas e la fissione nucleare come fonti di transizione, rinnovabili e/o verdi, comunicherebbe a tutti che le linee di politica da essa stessa annunciate (“sviluppare un settore energetico basato in larga misura sulle fonti rinnovabili”[20]) possono essere abbandonate in considerazione degli interessi economico e geo-politico a esse contrarie espresse da qualcuno dei suoi Stati membri (ripartire fra tutti i cittadini europei il costo dell’ammodernamento delle sue centrali nucleari e le criticità del proprio settore nucleare civile).

 

Di fronte a questo stato di cose, ogni Stato membro dell’Unione Europea prenderebbe atto del fatto che non sono questi i motivi per i quali ha scelto di entrare nell’Unione Europea.

Nulla di meglio per alimentare le tesi degli euro-scettici di abbandonare l’Unione Europea e l’euro e per dividere gli Stati europei.

 

LE SOLUZIONI 

Sono convinto che nessuno, nelle istituzioni dell’Unione Europea, desidera il verificarsi di queste conseguenze.

Per queste ragioni, propongo che l’Unione Europea:

  • rigetti la proposta di inserire il gas e/o la fissione nucleare come fonti di transizione per la produzione di energia;
  • rigetti la proposta di inserire il gas e/o la fissione nucleare come fonti verdi e/o rinnovabili per la produzione di energia;
  • finanzi la ricerca e la produzione di energia solo dall’idrogeno generato senza l’impiego di combustibili fossili, dalla fusione nucleare dell’idrogeno, dal sole, dal vento, da impianti idroelettrici, dalle biomasse, dalla geotermia, dal movimento ondoso, dall’efficientamento della rete elettrica, dal risparmio energetico.

 

Propongo altresì che gli Stati membri dell’Unione Europea:

  • dimezzino il prelievo fiscale sulla produzione di energia elettrica da fissione nucleare solo per il caso di impiego di combustibile nucleare già usato con il risultato concreto di diminuire la sua radioattività a partire dalla soglia del novanta per cento[21] della radioattività che il combustibile in parola aveva al momento del suo primo impiego per la produzione di energia.

 

 

AGGIORNAMENTI

Il 22 aprile 2022, un articolo pubblicato su internet ha dato conto delle gravi sofferenze economiche e finanziarie che il settore nucleare francese causerebbe alla maggiore azienda produttrice e distributrice di energia in Francia: Électricité de France (EDF).

L’articolo in parola ha anche adombrato la possibilità di una completa nazionalizzazione della compagnia in parola, già di proprietà dello Stato francese per l’80%.[22]

 

Il 20 maggio 2022, un altro articolo ha dato conto delle consistenti pressioni che le compagnie russe attive nel settore dell’energia – Gazprom, Lukoil e Rosatom – avrebbero esercitato su vari esponenti dell’Unione Europea per fare in modo che il gas e il nucleare venissero inclusi nella tassonomia verde di quest’ultima.

Lo stesso articolo ha messo in luce la correlazione d’intenti che esiste tra le compagnie russe ora citate e il settore dell’energia in Francia e ha anche messo in guardia sulle conseguenze geopolitiche che l’azione di lobbying delle aziende russe in parola avrà sull’Unione Europea, sui suoi Paesi membri e sul conflitto in Ucraina in corso.[23]

 

Il 14 giugno 2022, in una riunione congiunta della Commissione per i problemi economici e monetari e della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, i deputati del Parlamento Europeo – con 76 voti favorevoli, 62 contrari e 4 astenuti – hanno approvato un’obiezione alla proposta della Commissione Europea di includere l’energia nucleare e il gas nell’elenco delle attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale incluse nella cosiddetta tassonomia verde dell’Unione Europea.

I parlamentari europei riconoscono il ruolo del nucleare e del gas fossile nel garantire un approvvigionamento energetico stabile durante la transizione verso un’economia sostenibile. Tuttavia, ritengono che gli standard di controllo tecnico proposti dalla Commissione Europea, nel suo regolamento delegato, a sostegno della loro inclusione non rispettino i criteri per le attività economiche ecosostenibili di cui all’articolo 3 del Regolamento europeo sulla tassonomia.

Inoltre, la risoluzione approvata dai parlamentari europei chiede che eventuali atti delegati nuovi o modificati siano soggetti alla consultazione pubblica e a delle valutazioni d’impatto, in quanto potrebbero avere impatti economici, ambientali e sociali significativi.[24]

 

Il 6 luglio 2022 il Parlamento dell’Unione Europea, riunito in seduta plenaria, ha respinto la risoluzione che chiedeva di eliminare gas e nucleare dalla tassonomia delle attività economiche sostenibili.[25]

 

 

I motivi di possibile impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia dell’U.E.

Emergono fin da ora diversi possibili motivi di impugnazione dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

È utile ricordare che, per essere incluse nella tassonomia delle attività sostenibili per l’ambiente, le attività economiche devono soddisfare tutti i quattro requisiti stabiliti dall’art. 3 del Regolamento UE 2020/852.[26] 

Sia la fissione nucleare sia il gas, come fonti di produzione di energia, non soddisfano tutti e quattro questi criteri.

Inoltre, come abbiamo detto all’inizio di questo articolo, la Commissione dell’Unione Europea ha trasmesso la bozza da essa predisposta dell’atto delegato agli Stati membri il 31 dicembre 2021.

Questo è avvenuto senza avere prima consultato il Parlamento europeo.

Quest’ultimo è co-legislatore assieme alla Commissione e doveva essere previamente consultato per esprimere il suo parere e le sue osservazioni sulla bozza in parola.

Infine, come abbiamo detto poc’anzi, il 14 giugno 2022 due Commissioni del Parlamento europeo – quella per i problemi economici e monetari e quella per l’ambiente – avevano richiesto alla Commissione dell’Unione Europea di sottoporre l’atto delegato a una consultazione pubblica e di far eseguire una seria valutazione d’impatto degli effetti dell’atto stesso.

La Commissione ha ignorato tale richiesta.[27]

A questi motivi, già messi in luce dai commentatori, se ne possono aggiungere altri.

Innanzitutto, la violazione delle risoluzioni dell’Unione Europea in materia di politica estera e di sicurezza comune (PESCO) e di coesione economica, sociale e territoriale tra i suoi Stati membri, le Regioni e le città.

È conforme alla PESCO la decisione di finanziare con fondi europei la dipendenza energetica dell’Unione Europea da Paesi non U.E. fornitori di gas?

È conforme alla citata politica di coesione la decisione di finanziare con fondi europei – dunque di tutti gli Stati membri dell’Unione Europea – la ristrutturazione di decine di centrali nucleari di un suo importante Paese membro: la Francia?

Questa ristrutturazione a spese di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea è conforme alla PESCO alla luce delle pressioni esercitate sulla Commissione dell’Unione europea da parte delle aziende russe del settore dell’energia – Gazprom, Lukoil e Rosatom – e delle quali la stampa e le associazioni ambientaliste hanno già dato conto?[28]

Le violazioni delle citate politiche dell’Unione Europea che le domande scritte qui sopra manifestano in modo chiaro possono forse essere ignorate in un momento storico nel quale l’Unione Europea è impegnata a far sentire in tutto il mondo la sua voce contro l’uso della forza nelle relazioni internazionali da parte della Russia nei confronti dell’Ucraina?

A prescindere da chi abbia ragione e da chi abbia torto nel conflitto in Ucraina, se domani cessassero le ostilità, le violazioni delle politiche europee qui sopra messe in luce dovrebbero essere ignorate?

Come è stato scritto in questo articolo, la risposta a queste domande incide, tra l’altro, sulla credibilità dell’Unione Europea.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] La cronologia degli eventi del Green Deal europeo è pubblicata su

“Un Green Deal europeo

Puntare a essere il primo continente a impatto climatico zero”, in:

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it

 

“Il Green Deal europeo: domande e risposte”, in italiano:

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/QANDA_19_6690

 

“The European Green Deal: Questions & Answers”, in inglese:

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/QANDA_19_6690

 

 

[2] La tabella di marcia del Green Deal europeo è pubblicata su

“Allegato della comunicazione sul Green Deal europeo

Tabella di marcia – Azioni chiave”, in:

EUR-Lex – 52019DC0640 – IT – EUR-Lex (europa.eu)

 

La tabella di marcia è disponibile anche in inglese su

“Annex to the Communication on the European Green Deal

Roadmap – Key actions”, in:

EUR-Lex – 52019DC0640 – EN – EUR-Lex (europa.eu)

 

 

[3] Cito da “Il Green Deal europeo illustra le strategie per fare dell’Europa il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, dando impulso all’economia, migliorando la salute e la qualità della vita delle persone e tutelando la natura e senza che nessuno sia escluso da questo processo”

Comunicato stampa, 11 dicembre 2019, Bruxelles, in:

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_19_6691

 

 

[4] Cito da “L’energia e il Green Deal”, in:

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/energy-and-green-deal_it

 

La citazione è disponibile anche in inglese su

“Energy and the Green Deal”, in:

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/energy-and-green-deal_en

 

 

[5] “Il Green Deal europeo si concentra su 3 principi fondamentali per la transizione verso l’energia pulita, che contribuiranno a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini:

 

  1. garantire un approvvigionamento energetico dell’UE sicuro e a prezzi accessibili
  2. sviluppare un mercato dell’energia pienamente integrato, interconnesso e digitalizzato
  3. dare la priorità all’efficienza energetica, migliorare il rendimento energetico dei nostri edifici e sviluppare un settore energetico basato in larga misura sulle fonti rinnovabili.”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da “L’energia e il Green Deal”, in:

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/energy-and-green-deal_it

 

 

“The European Green Deal focuses on 3 key principles for the clean energy transition, which will help reduce greenhouse gas emissions and enhance the quality of life of our citizens:

 

  1. ensuring a secure and affordable EU energy supply
  2. developing a fully integrated, interconnected and digitalised EU energy market
  3. prioritising energy efficiency, improving the energy performance of our buildings and developing a power sector based largely on renewable sources

(the underline is mine)

 

Cito da “Energy and the Green Deal”, in:

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/energy-and-green-deal_en

 

 

[6] “Brussels proposes green label for nuclear and natural gas

European Commission paves way for investments despite concerns over toxic waste and methane emissions”, in:

https://www.ft.com/content/7872a05f-9e38-4740-9b1b-4efc69ca316c

 

 

[7] “Europe Seeks Green Label for Certain Gas and Nuclear Projects

European Commission is designing sustainable investment rules

 Draft EU taxonomy proposal sparks criticism from the Greens”, in:

https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-01-01/europe-seeks-green-label-for-certain-gas-and-nuclear-projects?srnd=premium-europe

 

 

[8] “È anche, però, il periodo della guerra fredda, destinata a dividere il continente per oltre 40 anni.” Cito da “Storia dell’Unione europea 1945-1959”, in:

https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59_it

 

 

“This period, however, also sees the emergence of a Cold War that divides the continent for more than 40 years.”

Cito da “History of the European Union 1945-59”, in:

https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59_en

 

 

[9]The US also supplied the Royal Air Force and British Army of the Rhine with nuclear weapons under Project E in the form of aerial bombs, missiles, depth charges and artillery shells until 1992. Nuclear-capable American aircraft have been based in the UK since 1949, but the last US nuclear weapons were withdrawn in 2006.

 

In 1982, the Polaris Sales Agreement was amended to allow the UK to purchase Trident II missiles. Since 1998, when the UK decommissioned its tactical WE.177 bombs, the Trident has been the only operational nuclear weapons system in British service. The delivery system consists of four Vanguard-class submarines based at HMNB Clyde in Scotland. Each submarine is armed with up to sixteen Trident II missiles, each carrying warheads in up to eight multiple independently targetable re-entry vehicles (MIRVs). With at least one submarine always on patrol, the Vanguards perform a strategic deterrence role and also have a sub-strategic capability.”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da “Nuclear weapons of the United Kingdom”, in:

https://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_weapons_of_the_United_Kingdom

 

 

[10] DATE ed EVENTI del programma nucleare MILITARE francese

 

“However, in the 1950s a civilian nuclear research program was started, a byproduct of which would be plutonium. In 1956 a secret Committee for the Military Applications of Atomic Energy was formed and a development program for delivery vehicles was started. The intervention of the United States in the Suez Crisis that year is credited with convincing France that it needed to accelerate its own nuclear weapons program to remain a global power.[16] As part their military alliance during the Suez Crisis in 1956 the French agreed to secretly build the Dimona nuclear reactor in Israel and soon after agreed to construct a reprocessing plant for the extraction of plutonium at the site. In 1957, soon after Suez and the resulting diplomatic tension with both the Soviet Union and the United States, French president René Coty decided on the creation of the C.S.E.M. in the then French Sahara, a new nuclear testing facility replacing the CIEES.[17]

 

In 1957 Euratom was created, and under cover of the peaceful use of nuclear power the French signed deals with Germany and Italy to work together on nuclear weapons development.[18] The Chancellor of Germany Konrad Adenauer told his cabinet that he “wanted to achieve, through EURATOM, as quickly as possible, the chance of producing our own nuclear weapons”.[19] The idea was short-lived. In 1958 de Gaulle became President and Germany and Italy were excluded.[citation needed]

 

With the return of Charles de Gaulle to the presidency of France in the midst of the May 1958 crisis, the final decisions to build an atomic bomb were taken, and a successful test took place in 1960 with Israeli scientists as observers at the tests and unlimited access to the scientific data.[20] Following tests de Gaulle moved quickly to distance the French program from involvement with that of Israel.[21] Since then France has developed and maintained its own nuclear deterrent, one intended to defend France even if the United States refused to risk its own cities by assisting Western Europe in a nuclear war.[22]

 

The United States began providing technical assistance to the French program in the early 1970s through the 1980s. The aid was secret, unlike the relationship with the British nuclear program. The Nixon administration, unlike previous presidencies, did not oppose its allies’ possession of atomic weapons and believed that the Soviets would find having multiple nuclear-armed Western opponents more difficult. Because the Atomic Energy Act of 1946 prohibited sharing information on nuclear weapon design, a method known as “negative guidance” or “Twenty Questions” was used; French scientists described to their U.S. counterparts their research, and were told whether they were correct. Areas in which the French received help included MIRV, radiation hardening, missile design, intelligence on Soviet anti-missile defences, and advanced computer technology. Because the French program attracted “the best brains” of the nation, the U.S. benefited from French research as well. The relationship also improved the two nations’ military ties; despite its departure from NATO’s command structure in 1966, France developed two separate nuclear targeting plans, one “national” for the Force de Frappe’s role as a solely French deterrent, and one coordinated with NATO.[22]”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da “France and weapons of mass destruction”, in:

https://en.wikipedia.org/wiki/France_and_weapons_of_mass_destruction   

 

 

 

DATE ed EVENTI del programma nucleare CIVILE francese

 

France’s decision to launch a large nuclear program dates back to 1973 and the events in the Middle East that they refer to as the “oil shock.” The quadrupling of the price of oil by OPEC nations was indeed a shock for France because at that time most of its electricity came from oil burning plants. France had and still has very few natural energy resources. It has no oil, no gas and her coal resources are very poor and virtually exhausted.

Ironically, the French nuclear program is based on American technology. After experimenting with their own gas-cooled reactors in the 1960s, the French gave up and purchased American Pressurized Water Reactors designed by Westinghouse. Sticking to just one design meant the 56 plants were much cheaper to build than in the US. Moreover, management of safety issues was much easier: the lessons from any incident at one plant could be quickly learned by managers of the other 55 plants. The “return of experience” says Mandil is much greater in a standardized system than in a free for all, with many different designs managed by many different utilities as we have in America.” (il sottolineato è mio)

 

Cito da Jon Palfreman, “Why the French Like Nuclear Energy”, in:

https://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/shows/reaction/readings/french.html

 

 

[11] “Over the last decade France has exported up to 70 TWh net each year. In 2018 exports were principally to Italy, Spain, the UK, Germany, Switzerland and Luxembourg.”

 

Cito da World Nuclear Association, “Nuclear Power in France”, articolo aggiornato a gennaio 2021, in:

https://www.world-nuclear.org/information-library/country-profiles/countries-a-f/france.aspx

 

 

[12] “Reactors and especially fuel products and services have been a significant export.”

 

Cito da World Nuclear Association, “Nuclear Power in France”, articolo aggiornato a gennaio 2021, in:

https://www.world-nuclear.org/information-library/country-profiles/countries-a-f/france.aspx

 

 

[13]In February 2014 EDF gave parliament a breakdown of its €55 billion grand carénage reactor life extension program, mostly to be completed by 2025. This includes spending €15 billion replacing heavy components within its fleet of 58 nuclear units, €10 billion on post-Fukushima modifications and €10 billion to boost safety against external events. It pointed out that there are only two parts of a nuclear reactor that cannot be replaced, the reactor pressure vessel and the reactor containment building. The rest of the components have a normal lifespan of 25-35 years and require renovation or replacement. ASN said it would evaluate life extensions on the basis of Generation III criteria regardless of when particular reactors were built. In 2017 EdF’s grand carénage cost estimate to 2025 was reduced to €48 billion, including both maintenance and upgrading, but in October 2020 it was increased to €49.4 billion.

 

In March 2015 the ASN said that there were no generic elements to prevent the twenty 1300 MWe units operating safely to 40 years. It considers the actions planned or already taken by EDF to assess the condition of the reactors and control ageing issues up to their fourth inspection are adequate. However, it said these assessments do not take into account any evaluations of the fitness of the units’ reactor pressure vessels for operation beyond 30 years, nor the results of tests carried out during the reactors’ third ten-yearly inspections, from April 2015 to 2024.

 

In February 2016 the Court of Audit estimated that EdF’s Grand carenage reactor life extension program to 2030, and including €25 billion operating costs, would come to about €100 billion. It said: “Despite uncertainties identified to date, estimated at approximately €13.3 billion, the effects of this program on the production cost of nuclear electricity are limited.” It also noted that the effect of France’s 2015 energy transition law requiring a reduction of nuclear output would likely be much greater, though “no economic evaluation of the potential consequences have been conducted before the publication of the law,” and this was needed.”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da World Nuclear Association, “Nuclear Power in France”, articolo aggiornato a gennaio 2021, in:

https://www.world-nuclear.org/information-library/country-profiles/countries-a-f/france.aspx

 

 

[14] “3. The market missing from the French model

 

The sequence of events and public statements following the resignation of EDF’s Chief Financial Officer demonstrated the French government’s strong commitment to the Hinkley Point project.  To facilitate the project’s financing, French taxpayers are required to support EDF twice: the government will inject equity capital into EDF, and not take dividends for a few years.

 

This decision is aligned with the industrial policy followed by the successive French governments for nearly 400 years, which involves creating “national champions”.[12]  A fascinating example is the company “Manufacture royale de glaces de miroirs”, a precursor of Saint Gobain created by Colbert in 1655, under conditions which would now shock competition authorities: creation of a Royal monopoly accompanied by subsidies, allocation of this monopoly to a financier, the Orléans tax collector, and protection of the monopoly against competition and innovation for several decades.[13]

 

The “national champions” which have featured prominently in the politicians’ speeches since the liberation in 1945 are the more recent examples of this industrial policy.  This consistency is remarkable and deserves to be recognised.  Contrary to popular belief, French governments are very consistent.  Revolutions, wars and regime changes have not altered their determination in this matter.  Unfortunately this economic policy is counter-productive.  Since the start of the 18th century, economists have disputed its “intellectual” foundations, and history has since demonstrated its futility.[14]

 

The Areva fiasco is perhaps the most shocking failure of a “national champion”.  The merger of prosperous companies in the early 2000s to create Areva produced a nuclear giant, which political leaders were proud of for a decade.  Now they are trying to protect Areva from bankruptcy, costing the taxpayer around €10 billion.

 

What caused this fiasco?  The immediate cause was the contract to supply an EPR in Finland, which is comparable to Hinkley Point in England: the company agreed to provide megawatthours at a fixed price.  However the Hinkley Point contract is considerably more generous.

 

There is another, deeper cause: the government exercised political and not economic oversight over the company, which lead to a lack of effective control by the shareholders.

 

The French government controlled (and still controls) Areva as a political project, to portray a certain image of France, while it was an industrial company competing with foreign firms in a globalized industry.  For example, the government allowed Areva to take full responsibility for the design, development, and delivery of the EPR in Finland, when nothing in its previous experience suggested it was even remotely qualified for this challenging task.

 

This confusion between the economic and political aspects is very worrying for the taxpayer.  Our objective here is not to question the legitimacy of political decisions.  Since the first cities emerged in the Fertile Crescent, and perhaps before, humans were organised politically.  Our objective is to clearly distinguish political decisions, for example the fight against climate change, from the economic tools and methods used to reach these objectives.  In the case of Areva the tools to be used are a sound capital allocation rules, and a rigorous investment approval process.  These extremely ordinary management techniques are taught in every business school and used by thousands of industrial companies.  Non applying them Areva is costing the French taxpayer around €10 billion, and the French economy thousands of qualified jobs.  Despite the efforts of the “French Nuclear Platform“, whose mission is to develop consistent positions against major issues in the French nuclear sector, and to prepare appropriate decisions, this fiasco is a serious blow to the entire sector.[15]

 

The French government has favoured politics over economics when running its nuclear industryBy doing so, as with the British government, it has compromised the viability of the sector.”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da FSR – Florence School of Regulation, “Financing French nuclear power in France and overseas”, 29 luglio 2016, in:

https://fsr.eui.eu/nuclear-power-france-overseas/

 

 

[15] “Since the beginning of the negotiations on the EU’s taxonomy, France has been pushing to reintroduce nuclear power, much to Germany’s dismay.”

 

Cito da Cécile Barbière, “Paris, Berlin divided over nuclear’s recognition as green energy”, traduzione di Daniel Eck, in:

https://www.euractiv.com/section/energy-environment/news/france-and-germany-divided-over-nuclears-inclusion-in-eus-green-investment-label/

 

 

[16] “Launched in 2018, the Commission’s sustainable finance action plan is meant to channel capital flows towards sustainable economic activities. As part of this process, the Commission issued in May 2018 a proposal for a regulatory framework for sustainable investment, also called the Taxonomy Regulation.”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da “Green investments: EU progresses towards an EU-wide taxonomy”, 05 luglio 2019, in:

https://www.ferma.eu/green-investments-eu-progresses-towards-an-eu-wide-taxonomy/

 

 

[17] “17 October 1969   Saint-Laurent, France 50 kg of uranium in one of the reactors at the Saint-Laurent Nuclear Power Plant began to melt, an event classified at ‘level 4’ on the International Nuclear Event Scale (INES).[82] As of March 2011, this remains the most serious civil nuclear power accident in France.

12 September 2011    Marcoule, France       One person was killed and four injured, one seriously, in a blast at the Marcoule Nuclear Site. The explosion took place in a furnace used to melt metallic waste and did not represent a nuclear accident.” (il sottolineato è mio)

 

Cito da “Nuclear power in France”, in:

https://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_power_in_France

 

 

“Worldwide, many nuclear accidents and serious incidents have occurred before and since the Chernobyl disaster in 1986. Two thirds of these mishaps occurred in the US.[1] The French Atomic Energy Commission (CEA) has concluded that technical innovation cannot eliminate the risk of human errors in nuclear plant operation.

At least 57 accidents and severe incidents have occurred since the Chernobyl disaster, and over 56 severe incidents have occurred in the USA. Relatively few accidents have involved fatalities.[6]

 

Note that not all ratings are final as Cancer and Uncounted/Hidden results may have/will occur.”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da “List of nuclear power accidents by country”, in:

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_nuclear_power_accidents_by_country

 

 

Si veda anche “Lists of nuclear disasters and radioactive incidents”, in:

https://en.wikipedia.org/wiki/Lists_of_nuclear_disasters_and_radioactive_incidents

 

 

[18]Nuclear waste is an enormously difficult political problem which to date no country has solved. It is, in a sense, the Achilles heel of the nuclear industry. Could this issue strike down France’s uniquely successful nuclear program? France’s politicians and technocrats are in no doubt. If France is unable to solve this issue, says Mandil, then “I do not see how we can continue our nuclear program.””

(il sottolineato è mio)

 

Cito da Jon Palfreman, “Why the French Like Nuclear Energy”, in:

https://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/shows/reaction/readings/french.html

 

 

[19] “So, we know that the Earth’s uranium was produced through one or more of these processes, and that this material was inherited by the solar system of which the Earth is a part.

We can estimate how long ago this synthesis of uranium occurred, given:

The present day abundances of U-235 and U-238 in the various ‘shells’ forming our planet.

A knowledge of the half-lives of these isotopes.

The age of the Earth (ca. 4.55 billion years) – known from various radiometric ‘clocks’, including those of the uranium-to-lead decay chains.

We can calculate the abundances of U-235 and U-238 at the time the Earth was formed. Knowing further that the production ratio of U-235 to U-238 in a supernova is about 1.65, we can calculate that if all of the uranium now in the solar system were made in a single supernova, this event must have occurred some 6.5 billion years ago.

This ‘single stage’ is, however, an oversimplification. In fact, multiple supernovae from over 6 billion to about 200 million years ago were involved.

It is likely that the process or processes which transferred uranium from the mantle to the continental crust are complex and multi-step. However, for at least the past 2 billion years they have involved:

  • Formation of oceanic crust and lithosphere through melting of the mantle at mid-ocean ridges.
  • Migration of this oceanic lithosphere laterally to a site of plate consumption (this is marked at the surface by a deep-sea trench).
  • Production of fluids and magmas from the downgoing (subducted) lithospheric plate and overriding mantle ‘wedge’ in these subduction zones.
  • Transfer of these fluids/melts to the surface in zones of ‘island arcs’ (such as the Pacific’s Ring of Fire).
  • Production of continental crust from these island arc protoliths, through remelting, granite formation and intra-crustal recycling.

Since 2.5 billion years ago, ore deposits of uranium have been formed primarily where reduction of uranium-bearing fluids was achieved, for example by bacteria or through contact with graphitic shales.”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da World Nuclear Association, “The Cosmic Origins of Uranium”, articolo aggiornato ad aprile 2021, in:

https://world-nuclear.org/information-library/nuclear-fuel-cycle/uranium-resources/the-cosmic-origins-of-uranium.aspx

 

 

[20] Si veda il terzo principio fondamentale del Green Deal europeo citato nella nota 5.

 

 

[21] “More than 90% of its potential energy still remains in the fuel, even after five years of operation in a reactor.”

 

Cito da United States of America, Department of Energy, Office of Nuclear Energy, “5 Fast Facts about Spent Nuclear Fuel”, 30 marzo 2020, in:

https://www.energy.gov/ne/articles/5-fast-facts-about-spent-nuclear-fuel

 

 

[22]Il parco di reattori nucleari francesi ha comunque un grosso limite: l’età media superiore a 34 anni.

Non deve quindi stupire come nel tempo la produzione di elettricità da questi impianti stia diminuendo sensibilmente. Se nel 2005 era pari a 429 TWh all’anno, nel 2021 non ha superato i 360 TWh e le previsioni di EDF per il 2022 attualmente oscillano attorno ai 310 TWh (-28% rispetto al massimo).

Sono infatti sempre di più i problemi tecnici che richiedono di mettere in manutenzione straordinaria gli impianti nucleari esistenti, a volte per mesi. A inizio aprile 27 reattori su 56 erano fermi.

 

 

La situazione di crisi ha anche numerose altre importanti conseguenze. Da una parte il regolatore del mercato elettrico francese ha chiesto a tutti i cittadini e le imprese di diminuire i consumi di energia. «Dobbiamo risparmiare gas ed elettricità fin da subito, altrimenti il prossimo inverno la situazione potrebbe essere davvero grave», ha detto Jean-François Carenco, presidente della Commission de régulation de l’énergie, organismo regolatore transalpino.

 

Dall’altra il gigante energetico Edf, appesantito dai debiti, si prepara a una colossale ristrutturazione che dovrebbe prevedere la cessione di tutte le attività nel campo delle rinnovabili per potersi concentrare solo sul nucleare e finanziare sei nuovi reattori EPR.

Ma poiché le sofferenze economiche e finanziarie vengono proprio dal nucleare, questa mossa sarà probabilmente realizzata solo dopo la completa nazionalizzazione di EDF. Al momento proprietà dello Stato per l’80% delle quote. Al momento gli interessati smentiscono, ma le Borse sono già in fibrillazione.”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da Gianluca Ruggieri, Rinnovabili, perché la Francia è l’unico Paese ad aver mancato gli obiettivi europei   Reattori fermi, riaperture di centrali a carbone, obiettivi mancati sulle rinnovabili. La zoppicante strategia energetica della Francia, 22 aprile 2022, in:

https://valori.it/rinnovabili-francia-nucleare-carbone/

 

 

[23] “Un rapporto di Greenpeace svela in che modo i colossi russi dell’energia Gazprom, Lukoil e Rosatom siano riusciti ad esercitare enormi pressioni su Bruxelles a tale scopo.

 

L’intensa attività di lobbying ha, d’altra parte, obiettivi finanziari ma anche politici. L’introduzione di gas e nucleare nella tassonomia fa comodo, infatti, soprattutto alla Russia. E concede a Vladimir Putin un potere negoziale molto più elevato nei confronti dell’Ue. Oltre a fornire introiti che potranno essere utilizzati per proseguire la guerra in Ucraina.

 

«La tassonomia con gas e nucleare rafforzerebbe il potere di Putin»

 

«Quest’ultima pone in evidenza le conseguenze drammatiche che provocherebbe l’inclusione di gas e nucleare nella tassonomia – ha commentato Pauline Boyer, responsabile della campagna transizione energetica presso Greenpeace Francia -. Oltre a rappresentare una catastrofe per il clima e l’ecologia, e a togliere fondi necessari per accelerare la transizione, l’atto delegato della Commissione rafforzerebbe di fatto il potere geopolitico di Putin e la dipendenza europea dall’energia russa nei decenni a venire».

 

Il rapporto rivela in particolare che i rappresentanti delle tre aziende russe hanno incontrato commissari e funzionari europei sia direttamente, sia attraverso controllate estere o gruppi di pressione. E lo hanno fatto in almeno 18 occasioni, da quando la Commissione di Bruxelles ha pubblicato il suo piano d’azione sulla finanza sostenibile (nel marzo del 2018). Un incontro ogni due mesi in media.

 

I 18 incontri dei lobbisti russi con commissari e funzionari europei

 

«La Russia potrebbe guadagnare – spiega Greenpeace – 4 miliardi di euro in più all’anno con nuovi progetti legati al gas e finanziati grazie alla tassonomia europea. Di qui al 2030, il totale arriverà a 32 miliardi di euro». Inoltre, «l’inclusione dell’energia nucleare nella lista permetterà a Rosatom, società pubblica russa che presenta stretti legami commerciali con l’industria atomica europea, in particolare francese, di beneficiare di una quota importante di investimenti. Valutati in 500 miliardi di euro»

Basti pensare, d’altra parte, che la Russia fornisce attualmente il 45% del gas e il 20% dell’uranio utilizzati in Europa. E garantisce la manutenzione tecnica di 18 centrali nucleari di fabbricazione russa, oltre ad importare grandi quantità di rifiuti radioattivi sul proprio territorio.

Sarà un caso se, ad oggi, le importazioni di gas fossile, di turbine a gas, di uranio e di servizi legati al nucleare siano stati esclusi dalle sanzioni economiche che Bruxelles ha imposto alla Russia?”

(il sottolineato è mio)

 

Cito da Andrea Barolini, Che gas e nucleare per l’Ue siano sostenibili l’ha deciso la Russia?   Un rapporto di Greenpeace svela l’intensa attività di lobbying di Gazprom, Lukoil e Rosatom per far includere gas e nucleare nella tassonomia, 20 maggio 2022, in:

https://valori.it/gas-nucleare-lobby-russia-putin-tassonomia/

 

COLLEGAMENTI presenti nel testo ora citato

 

Il rapporto di Green Peace

 

Greenpeace European Unit, ‘Russian doll’ gas and nuclear lobbying threatens EU energy independence – new research, 17 maggio 2022, in:

https://www.greenpeace.org/eu-unit/issues/climate-energy/46227/russian-doll-gas-nuclear-lobbying-taxonomy-eu/

 

 

L’articolo con il commento di Pauline Boyer, responsabile della campagna transizione energetica presso Greenpeace Francia

 

RAPPORT : l’inclusion du gaz fossile et du nucléaire dans la taxonomie européenne va renforcer notre dépendance à la Russie, 17 maggio 2022, in:

https://www.greenpeace.fr/espace-presse/rapport-linclusion-du-gaz-fossile-et-du-nucleaire-dans-la-taxonomie-europeenne-va-renforcer-notre-dependance-a-la-russie/

 

 

[24] Si veda News European Parliament, Taxonomy: MEPs object to Commission’s plan to include gas and nuclear activities, 14 giugno 2022, in:

https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20220613IPR32812/taxonomy-meps-object-to-commission-s-plan-to-include-gas-and-nuclear-activities

 

La bozza di risoluzione approvata nella riunione congiunta del 14 giugno 2022 dalla Commissione per i problemi economici e monetari e dalla Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

 

Parlamento Europeo, Draft motion for a Resolution 2022/2594(DEA), 14 giugno 2022, in:

https://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2014_2019/plmrep/COMMITTEES/CJ36/RD/2022/06-14/1257367EN.pdf

 

 

[25] Si veda:

https://www.eunews.it/2022/07/06/parlamento-europeo-gas-nucleare-tassonomia/

 

[26] I quattro requisiti stabiliti dall’art. 3 del Regolamento UE 2020/852 sono i seguenti:

1) le attività economiche devono contribuire in modo sostanziale a uno o più degli obiettivi ambientali stabiliti all’art. 9 dello stesso Regolamento;

2) non devono arrecare danni significativi a quegli stessi obiettivi;

3) devono essere realizzate in conformità con le minime garanzie di salvaguardia ambientale stabilite all’art. 18 del Regolamento in parola;

4) devono essere conformi ai criteri tecnici di monitoraggio stabiliti dal Regolamento ora citato. 

 

[27] Si veda:

https://valori.it/tassonomia-dalla-sinistra-alla-destra-estrema-come-hanno-votato-gli-eurodeputati/

 

[28] Si veda la nota numero 23 che precede.

 

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito https://giorgiocannella.com/

La nuova matematica

INTRODUZIONE 

Ho letto[1] un articolo[2] che parla di un libro[3].

Cinque giovani matematici hanno esaminato, spiegato in modo più chiaro e in parte anche corretto, la prova data da Michael Freedman nel 1981 della congettura quadri-dimensionale di Pointcaré.

 

Ho trovato interessanti il tema e le vicende esposte nell’articolo, ma la comprensione dei concetti matematici ai quali l’articolo fa riferimento richiede una dote intellettuale che non tutti possiedono.

 

Per questa ragione, ho pensato che sarebbe utile avere una nuova matematica comprensibile da gran parte delle persone (penso agli studenti di ogni tipo di liceo).

Questo permetterebbe a chiunque desideri studiare la matematica di poterlo fare senza dover rinunciare al proprio desiderio a causa dell’alto livello di complessità della materia.

 

 

CARATTERISTICHE 

Penso che questa nuova matematica debba essere costruita in questo modo:

1 – per essere comprensibile, deve esprimere con i numeri la realtà a tre dimensioni nella quale viviamo;

2 – per essere corretta, deve esprimere una relazione al contempo di dare e avere tra le grandezze matematiche che essa usa;

3 – perché le generazioni future la trovino interessante, deve essere ciclica. 

Questo significa che i suoi procedimenti devono essere strutturati come le fasi della vita: nascita – crescita – maturità – invecchiamento – morte. 

In ciascuna di queste fasi chi la usa deve poter trovare almeno una utilità. 

Ogni fase del suo procedimento matematico deve dischiudere la fase successiva e/o uno o più nuovi procedimenti matematici.

 

 

FORMALIZZAZIONI

La matematica che viene usata oggi può essere formalizzata nel modo seguente:

h + 2n – (r + 4g) = [h . g – (f . j al quadrato) + n – (1/-4g)

 

La nuova matematica che propongo in questo articolo può essere formalizzata nel modo seguente:

g + 4n = h . [r + (f . g)]

 

 

Vediamo ora alcune applicazioni pratiche formalizzate prima con la matematica che viene usata oggi e poi con la nuova matematica che propongo in questo articolo.

 

 

1 – una costruzione edile

 

f . g – {r + [g + (d al quadrato – 2r + 5n) . s/2] + 2 n/2 + 4s} = 5a . sopra la linea di frazione d . s sotto la linea di frazione f . g

 

g + 4(n + 2h) = h – {f . g – [d + 2 (s + 4n)]}

 

 

2 – etica

 

d . f/{2n – 3g + [2h – (r + 2n)]}

 

f + d al quadrato = g . (2 n/c)

 

 

3 – morale

 

h – 2 (t al quadrato + a) = 2 g – (f . t al quadrato)   morale sociale

h = (h . 2n – 5 s/g = 2 t + h)   morale familiare

h + 3 [g – h (1/4t . n)] = s . g – (2 f . 1/g)    morale sessuale

 

h = – 2 n/g . (d + 3n/2 + 2t)    morale sociale

h + 2n/t = d + 4 d/g   morale familiare

h + 2 g al quadrato = t + n/s    morale sessuale

 

 

4 – diritto

 

f . g – (4c + r/2) = t . 5[r – (2t + m) + 3(f.a)/2]

 

 f . g = r + (t + d)

 

 

5 – giustizia

 

f + [d . sopra la linea di frazione (f + 2 n) sotto la linea di frazione [f – (n + g)] = [f + (d – s)] . (g – h)]

 

f + (g . h) = f + g/t

 

 

6 – economia 

 

d + 4 (n . a/2) = d + (s . t al quadrato) – 2n.a + [(d + a) – 3 (b + n/2)]

 

d – (r + g) = a – (s . t)

 

 

7 – finanza

 

i + [d . (f – s/r)] = 2t . (s – e/t) + [2f + a . (g . s)]

 

i – (s . 2t) = f . (g + n/h)

 

 

8 – politica 

 

g + [(d . f) + (d . g) = – f . (d . h)    politica interna

f – (t . h) = f + (g + h)    politica estera

 

g + -(d + f) = g + (f . h)   politica interna

g + f + 2d = d al quadrato  politica estera

 

 

9 – chimica

 

f – (2g . n) = d – sopra la linea di frazione (f al quadrato) sotto la linea di frazione (d . s al quadrato)

 

f = (d . h/2)

 

 

10 – biologia 

 

f . {d + [s . 2 (g al quadrato)]} = g – [(n + h) : (d + 2 n)

 

f = [ g – (d . 1/n)]

 

 

ADATTAMENTI

Nell’articolo che ho citato all’inizio, si parla del fatto che Michael Freedman dovette impegnarsi molto per formalizzare e per spiegare la soluzione alla congettura di Pointcaré perché quest’ultima faceva riferimento a una realtà con quattro dimensioni.

 

Penso quindi che sia utile offrire una formalizzazione dell’adattamento necessario per usare la nuova matematica che propongo in questo articolo, sia in una realtà con più di tre dimensioni, sia in una realtà con meno di tre dimensioni.

 

Il primo adattamento in parola può essere formalizzato così:

(d . f) – sopra la linea di frazione (1/g . r/2) sotto la linea di frazione (s – d/2).

 

Per ciascuna dimensione in più rispetto alla quarta dimensione va aumentato il denominatore di (s – d/2).

Per una realtà a cinque dimensioni si dovrà usare (s – d/3).

Per una realtà a sei dimensioni si dovrà usare (s – d/4).

Per una realtà a sette dimensioni si dovrà usare (s – d/5).

…e così oltre.

 

Il secondo adattamento del quale ho detto può essere formalizzato così:

  • per una realtà a due dimensioni 

(d . f) – sopra la linea di frazione (1/g . r/2) sotto la linea di frazione (s – 2d) 

  • per una realtà a una dimensione

(d . f) – sopra la linea di frazione (1/g . r/2) sotto la linea di frazione (s – 3d).

 

 

CONCLUSIONE

Se gli addetti ai lavori troveranno corretta e utile la nuova matematica che ho proposto in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca di una nuova matematica che sia comprensibile da gran parte delle persone.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

 

[2] Kevin Hartnett, New Math Book Rescues Landmark Topology Proof, Quanta Magazine, September 9th, 2021, in: 

https://www.quantamagazine.org/new-math-book-rescues-landmark-topology-proof-20210909/?utm_source=Nature+Briefing&utm_campaign=f68bb0d42e-briefing-dy-20210913&utm_medium=email&utm_term=0_c9dfd39373-f68bb0d42e-46635050

 

 

[3] Stefan Behrens e altri, The disk embedding theorem, Oxford University Press, 2021.

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito https://giorgiocannella.com/

 

https://orcid.org/ 0000-0002-9912-6273

Riflessioni sul digiuno e sulla penitenza

Ogni anno vengono pubblicati molti sussidi per aiutare i cristiani a vivere il periodo della quaresima.[1]

Pochi pongono mente al fatto che la prima preghiera comunitaria che viene recitata durante il periodo della quaresima contiene delle indicazioni utili per vivere bene il digiuno quaresimale.

Mi riferisco alla prima preghiera della Liturgia delle ore del primo giorno della quaresima: l’Ufficio delle letture del mercoledì delle ceneri.

In essa, dopo l’invitatorio con il suo salmo, l’inno e tre brani presi dal libro dei salmi, vi sono due letture: un brano preso dal libro del profeta Isaia e un brano preso dalla Lettera ai corinzi di san Clemente I papa.

 

Condurremo un breve esame a partire dalla prima delle due letture ora dette per verificare se il digiuno quaresimale e di altri periodi dell’anno, come viene praticato oggi e come è disciplinato nel diritto canonico, è conforme a quanto si legge nella Bibbia.

Successivamente, faremo lo stesso partendo da un passo della Bibbia che parla della penitenza.

Concluderemo proponendo le modifiche necessarie per far sì che la disciplina del digiuno e della penitenza contenuta nel diritto canonico sia conforme all’insegnamento della Scrittura.

Come è noto, infatti, il diritto canonico si fonda sulla Scrittura della quale costituisce attuazione dettando regole per disciplinare la vita dei fedeli.

 

 

 

IL DIGIUNO CHE È GRADITO A DIO

Come abbiamo detto poc’anzi, nell’Ufficio delle letture del mercoledì delle ceneri si legge un brano tratto dal libro del profeta Isaia.

Si tratta del capitolo 58, versetti 1-12, “Il digiuno che è gradito a Dio”.[2]

Il testo in esame afferma chiaramente che il digiuno gradito a Dio non è il digiuno dai cibi e dalle bevande, ma il digiuno dall’odio, dall’ingiustizia e dallo sfruttamento, per praticare le opere di carità e la giustizia.

 

Nel Nuovo testamento Gesù arricchisce l’insegnamento vetero-testamentario sul digiuno con la sua parola e il suo esempio di vita.

Non possiamo dimenticare, infatti, che l’insegnamento di Gesù non si pone in contrapposizione con la Legge e con i profeti, ma ne costituisce il pieno compimento.[3]

Ebbene, in tutto il Nuovo testamento Gesù non impone alcuna pratica di digiuno o di astinenza, ma digiuna o dice che bisogna digiunare in tre occasioni.

In primo luogo, Gesù[4] digiuna per prepararsi alla missione che Dio padre gli assegna, come Mosè[5] ed Elia[6] si sono astenuti dal cibo per prepararsi all’incontro con Dio.

Poi Gesù afferma che i suoi discepoli digiuneranno quando egli sarà loro tolto.[7]

Infine, Gesù dice che il digiuno e la preghiera servono per cacciare dei demoni di una razza particolare.[8]

Non vi può essere esitazione dunque nell’affermare che, secondo la Scrittura:

  • il digiuno gradito a Dio non è il digiuno dai cibi e dalle bevande, ma il digiuno dall’odio, dall’ingiustizia e dallo sfruttamento, per praticare le opere di carità e la giustizia;
  • nessuna pratica di digiuno o di astinenza viene imposta da Gesù;
  • secondo l’insegnamento di Gesù, il cristiano digiuna quando deve prepararsi a intraprendere la missione che Dio gli assegna, nel periodo dalle ore 15.00 del venerdì santo[9] all’aurora della domenica di Pasqua[10] e quando deve cacciare demoni di una razza particolare.

 

Al contrario, il diritto canonico e gli atti pastorali delle autorità della Chiesa prevedono una pratica generalizzata dell’astinenza dalle carni e del digiuno da compiere durante vari giorni dell’anno.

Il canone 1251 del codice di diritto canonico, infatti, recita:

  • “Si osservi l’astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, in tutti e singoli i venerdì dell’anno, eccetto che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità; l’astinenza e il digiuno, invece, il mercoledì delle Ceneri e il venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo.”.

 

Il canone 1252 del medesimo codice, poi, prevede il limite minimo di età a partire dal quale devono essere osservati l’astinenza e il digiuno sanciti nel canone 1251:

  • “Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14° anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato. Tuttavia i pastori d’anime e i genitori si adoperino perché anche coloro che non sono tenuti alla legge del digiuno e dell’astinenza a motivo della minore età, siano formati al genuino senso della penitenza.”

 

Un’opportunità per rendere la pratica del digiuno conforme all’insegnamento contenuto nel passo libro del profeta Isaia che abbiamo poc’anzi citato è contenuta nelle affermazioni secondo le quali il digiuno dai cibi e dalle bevande può essere sostituito da esercizi di preghiera e opere di carità.

Mi riferisco al canone 1253 del codice di diritto canonico secondo il quale:

  • “La Conferenza Episcopale può determinare ulteriormente l’osservanza del digiuno e dell’astinenza, come pure sostituirvi, in tutto o in parte, altre forme di penitenza, soprattutto opere di carità ed esercizi di pietà.”.

 

Penso altresì alla costituzione apostolica Paenitemini di papa Paolo VI[11] del 17 febbraio 1966 nella quale, anche se viene ribadito il digiuno dai cibi e dalle bevande, si legge che:

  • “Perciò la Chiesa, conservando – là dove più opportunamente potrà essere mantenuta – la consuetudine (osservata per tanti seco li con norme canoniche) di esercitare la penitenza anche mediante l’astinenza dalle carni e il digiuno, pensa di convalidare con sue prescrizioni anche gli altri modi di far penitenza, là dove alle Conferenze Episcopali sembrerà opportuno sostituire l’osservanza della astinenza dalla carne e del digiuno con esercizi di preghiera ed opere di carità.”.

 

Purtroppo, non ho trovato un’identica opportunità nella nota pastorale dell’episcopato italiano Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza pubblicata il 21 ottobre 1994 sul Notiziario della conferenza episcopale italiana.[12]

In quest’ultimo documento, infatti, si afferma più volte che il digiuno e l’astinenza possono essere accompagnati – ma non sostituiti – da esercizi di preghiera e opere di carità.

 

 

 

LA PENITENZA CHE È GRADITA A DIO

Passiamo ora a esaminare la penitenza.

Anche in questo caso, partiamo dalla Scrittura.

Nell’Antico testamento, il libro del profeta Gioele chiarisce qual’è la penitenza gradita a Dio: quella con la quale ci si lacera il cuore e non le vesti.[13]

Anche in questo caso, l’insegnamento di Gesù porta a compimento la Legge e i profeti esplicitando le tre componenti della penitenza – l’elemosina, la preghiera, il digiuno – e chiarendo quale sia il modo di compierle quando si fa penitenza[14]:

  • fare l’elemosina senza vantarsi di quello che si è fatto;
  • pregare individualmente nella propria stanza;[15]
  • digiunare senza darlo a vedere.

 

È bene ricordare che la penitenza non è la contropartita da pagare per poter essere giustificati dalla redenzione operata da Cristo.

La Scrittura, infatti, afferma chiaramente che la giustificazione in parola è gratuita.[16]

Dopo secoli di incomprensioni su questo tema, la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, firmata da cattolici e luterani ad Augusta, in Germania, il 31 ottobre 1999, ha riconosciuto che “noi, in quanto peccatori, dobbiamo la nostra vita nuova soltanto alla misericordia di Dio che perdona e che fa nuove tutte le cose,  misericordia  che  noi  possiamo  ricevere  soltanto  come  dono  nella fede, ma che non possiamo meritare mai e in nessun modo”.[17]

A questo punto, il lettore si potrebbe domandare perché la Bibbia parli della penitenza se al contempo afferma che la giustificazione, che è frutto della redenzione operata da Cristo, è gratuita.

In altre parole, a che cosa serve la penitenza?

La Scrittura ci instrada verso la risposta a questa domanda dicendo che il credente:

  • deve trasformarsi rinnovando la sua mente “per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto”[18] e per “rivestire l’uomo nuovo”[19];
  • deve inoltre gettare via le opere delle tenebre per rivestire le armi della luce[20], l’“armatura di Dio”, la “corazza della giustizia”, “lo zelo”, “lo scudo della fede” e “l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio”[21].

 

Il credente, dunque, si lacera il cuore e compie le altre opere della penitenza delle quali parla la Scrittura al fine di ritornare al Signore suo Dio, come si legge nel libro del profeta Gioele.[22]

In questo modo, egli riscopre ogni giorno l’amore infinito che Dio ha per lui.

Con la consapevolezza di questo amore, il credente potrà compiere con gioia le azioni necessarie per rinnovare la sua mente e rivestire l’uomo nuovo.

La compresenza di questi due profili – giustificazione gratuita frutto della redenzione e costante necessità di rinnovare la mente e rivestire l’uomo nuovo anche tramite la penitenza – è chiaramente esposta nella Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione del 31 ottobre 1999.[23]

Il diritto canonico oggi vigente non esprime affatto la ricchezza di questo insegnamento biblico sulla penitenza.

Infatti, i canoni 1249 e 1250 recitano:

  • “Can. 1249 – Per legge divina, tutti i fedeli sono tenuti a fare penitenza, ciascuno a proprio modo; ma perché tutti siano tra loro uniti da una comune osservanza della penitenza, vengono stabiliti dei giorni penitenziali in cui i fedeli attendano in modo speciale alla preghiera, facciano opere di pietà e di carità, sacrifichino se stessi compiendo più fedelmente i propri doveri e soprattutto osservando il digiuno e l’astinenza a norma dei canoni che seguono.
  • 1250 – Sono giorni e tempi di penitenza nella Chiesa universale, tutti i venerdì dell’anno e il tempo di quaresima.”

 

Lo stesso va detto del codice dei canoni delle chiese orientali che dedica alla penitenza il canone 882 con il seguente testo:

  • 882 – Nei giorni di penitenza i fedeli cristiani hanno l’obbligo di osservare il digiuno o l’astinenza nel modo stabilito dal diritto particolare della propria Chiesa sui iuris.”

 

 

Le difformità che sono state evidenziate tra l’insegnamento contenuto nella Scrittura e il diritto canonico devono essere corrette.

Per i cristiani, infatti, la Bibbia è la parola di Dio.

Come ho già scritto in altri articoli, Dio non è un teologo particolarmente versato al quale possono contrapporsi le affermazioni di altri teologi ugualmente capaci.

Qualsiasi tesi contraria all’insegnamento che la Bibbia offre sul digiuno e sulla penitenza non può avere alcun valore per la vita dei fedeli.

Nessuna affermazione umana, infatti, può stare alla pari, superare o contraddire la parola di Dio.

 

 

LE MODIFICHE DA APPORTARE

I passi biblici citati e le motivazioni esposte in questo articolo rendono necessario apportare le seguenti modifiche al fine di rendere la normativa vigente nella Chiesa conforme alla Scrittura.

 

Codice di diritto canonico, canoni 1249-1251.

I canoni dal 1249 al 1251 sono modificati come segue:

Can. 1249 – §1. Seguendo l’insegnamento dell’Antico testamento, la Chiesa insegna che la penitenza gradita a Dio è quella con la quale il credente si lacera il cuore, non le vesti, al fine di ritornare al Signore suo Dio.[24]

§2. In questo modo, il credente riscopre ogni giorno l’amore infinito che Dio ha per lui. Con la consapevolezza di questo amore, egli potrà compiere con gioia le azioni necessarie per rinnovare la sua mente e rivestire l’uomo nuovo.[25]

 

Can. 1250 §1. Consapevole che Gesù divino maestro non è venuto ad abolire la Legge e i profeti ma a darvi pieno compimento[26], la Chiesa afferma che le tre componenti della penitenza sono l’elemosina, la preghiera e il digiuno.[27]

§2. L’elemosina si pratica senza vantarsi di quello che si è fatto.

§3. La preghiera della penitenza si effettua individualmente nella propria stanza.

§4. Il digiuno si pratica senza darlo a vedere.

 

Can. 1251 – Seguendo l’insegnamento dell’Antico testamento, la Chiesa insegna che il digiuno gradito a Dio non è il digiuno dai cibi e dalle bevande, ma il digiuno dall’odio, dall’ingiustizia e dallo sfruttamento, per praticare le opere di carità e la giustizia.[28]

 

Can. 1252 – Fondandosi sulla parola e sull’esempio di vita del Figlio di Dio fatto uomo, la Chiesa afferma che nessuna pratica di digiuno o di astinenza viene imposta da Gesù, ma che il cristiano digiuna quando deve prepararsi a intraprendere la missione che Dio gli assegna[29], nel periodo dalle ore 15.00 del venerdì santo all’aurora della domenica di Pasqua[30] e quando deve cacciare demoni di una razza particolare[31].

 

Can. 1253 – Ogni disposizione contraria ai canoni 1249, 1250, 1251, 1252 è abrogata.

 

 

Codice dei canoni delle chiese orientali, canone 882.

Il canone 882 del codice dei canoni delle chiese orientali è modificato nel modo seguente:

Can. 882 – §1. Seguendo l’insegnamento dell’Antico testamento, la Chiesa insegna che la penitenza gradita a Dio è quella con la quale il credente si lacera il cuore, non le vesti, al fine di ritornare al Signore suo Dio.[32]

§2. In questo modo, il credente riscopre ogni giorno l’amore infinito che Dio ha per lui. Con la consapevolezza di questo amore, egli potrà compiere con gioia le azioni necessarie per rinnovare la sua mente e rivestire l’uomo nuovo.[33]

 

Can. 882-bis – §1. Consapevole che Gesù divino maestro non è venuto ad abolire la Legge e i profeti ma a darvi pieno compimento[34], la Chiesa afferma che le tre componenti della penitenza sono l’elemosina, la preghiera e il digiuno.[35]

§2. L’elemosina si pratica senza vantarsi di quello che si è fatto.

§3. La preghiera della penitenza si effettua individualmente nella propria stanza.

§4. Il digiuno si pratica senza darlo a vedere.

 

Can. 882-ter – Seguendo l’insegnamento dell’Antico testamento, la Chiesa insegna che il digiuno gradito a Dio non è il digiuno dai cibi e dalle bevande, ma il digiuno dall’odio, dall’ingiustizia e dallo sfruttamento, per praticare le opere di carità e la giustizia.[36]

 

Can. 882-quater – Fondandosi sulla parola e sull’esempio di vita del Figlio di Dio fatto uomo, la Chiesa afferma che nessuna pratica di digiuno o di astinenza viene imposta da Gesù, ma che il cristiano digiuna quando deve prepararsi a intraprendere la missione che Dio gli assegna[37], nel periodo dalle ore 15.00 del venerdì santo all’aurora della domenica di Pasqua[38] e quando deve cacciare demoni di una razza particolare[39].

 

Can. 882-quinquies – Ogni disposizione contraria ai canoni 882, 882-bis, 882-ter, 882-quater è abrogata.

 

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Qui appresso cito alcuni dei molti sussidi pubblicati in occasione della quaresima 2021.

“Messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2021” in:

https://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/lent/documents/papa-francesco_20201111_messaggio-quaresima2021.html

 

Monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano “Celebriamo una Pasqua nuova. Il Mistero della Pasqua del Signore Lettera per il tempo di Quaresima e il Tempo di Pasqua” in:

https://www.chiesadimilano.it/documento/celebriamo-una-pasqua-nuova-il-mistero-della-pasqua-del-signore-368471.html

 

Monsignor Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli “Per raccogliere i dettagli della vita… Messaggio per la Quaresima 2021” in:

https://www.chiesadinapoli.it/wd-doc-ufficiali/per-raccogliere-i-dettagli-della-vita/

 

 

 

[2] Tutti i passi dei testi citati in questo articolo sono presi dalle pagine internet indicate.

 

Se non altrimenti specificato, il sottolineato è mio.

 

Tutte le citazioni della Bibbia in questo articolo sono prese da “La Sacra Bibbia” edizione Conferenza episcopale italiana, in: http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM

 

Tutte le citazioni del codice di diritto canonico in questo articolo sono prese da “Codex iuris canonici” in: http://www.vatican.va/archive/ITA0276/_INDEX.HTM

 

Tutte le citazioni del codice dei canoni delle chiese orientali presenti in questo articolo sono prese da “Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium” in latino in:

http://www.vatican.va/archive/cdc/index_it.htm

e in italiano in:

https://www.iuscangreg.it/cceo_multilingue.php

 

Tutte le citazioni del Catechismo della chiesa cattolica presenti in questo articolo sono prese da:

http://www.vatican.va/archive/ccc/index_it.htm

 

 

 

Libro del profeta Isaia, capitolo 58, versetti 1-12:

 

“[1] Grida a squarciagola, non aver riguardo;
come una tromba alza la voce;
dichiara al mio popolo i suoi delitti,
alla casa di Giacobbe i suoi peccati.

[2] Mi ricercano ogni giorno,
bramano di conoscere le mie vie,
come un popolo che pratichi la giustizia
e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
mi chiedono giudizi giusti,
bramano la vicinanza di Dio:

[3] “Perché digiunare, se tu non lo vedi,
mortificarci, se tu non lo sai?”.
Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate tutti i vostri operai.

[4] Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.

[5] È forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?

Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?

[6] Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?

[7] Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?

[8] Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.

[9] Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,

[10] se offrirai il pane all’affamato,
se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio.

[11] Ti guiderà sempre il Signore,
ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono.

[12] La tua gente riedificherà le antiche rovine,
ricostruirai le fondamenta di epoche lontane.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
restauratore di case in rovina per abitarvi.”

 

 

 

[3] Vangelo secondo Matteo, capitolo 5, versetto 17:

 

“[17] Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 3, versetti 13-15:

 

“[13] In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.

[14] Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”.

[15] Ma Gesù gli disse: “Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia“. Allora Giovanni acconsentì.”

 

 

 

Lettera ai romani, capitolo 3, versetti 27-31:

 

“[27] Dove sta dunque il vanto? Esso è stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede.

[28] Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge.

[29] Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani!

[30] Poiché non c’è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi, e per mezzo della fede anche i non circoncisi.

[31] Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient’affatto, anzi confermiamo la legge.”

 

 

 

[4] Il digiuno di Gesù

Vangelo secondo Marco, capitolo 1, versetti 9-13:

 

“[9] In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.

[10] E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba.

[11] E si sentì una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.

[12] Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto

[13] e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.”

 

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 4, versetti 1-11:

 

“[1] Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.

[2] E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.

[3] Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane”.

[4] Ma egli rispose: “Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

[5] Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio

[6] e gli disse: “Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo,
ed essi ti sorreggeranno con le loro mani,
perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede”.
[7] Gesù gli rispose: “Sta scritto anche:
Non tentare il Signore Dio tuo”.

[8] Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:
[9] “Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai”.

[10] Ma Gesù gli rispose: “Vattene, satana! Sta scritto:
Adora il Signore Dio tuo
e a lui solo rendi culto”.

[11] Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.”

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 4, versetti 1-13:

 

“[1] Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto

[2] dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame.

[3] Allora il diavolo gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane”.

[4] Gesù gli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo”.

[5] Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse:

[6] “Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio.

[7] Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo”.

[8] Gesù gli rispose: “Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai”.

[9] Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù;

[10] sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordine per te,
perché essi ti custodiscano;

[11] e anche:
essi ti sosterranno con le mani,
perché il tuo piede non inciampi in una pietra”.

[12] Gesù gli rispose: “È stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo”.

[13] Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.”

 

 

 

 

[5] Il digiuno di Mosè

Libro dell’esodo, capitolo 34, versetto 27-35:

 

“[27] Il Signore disse a Mosè: “Scrivi queste parole, perché sulla base di queste parole io ho stabilito un’alleanza con te e con Israele”.

[28] Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole.

[29] Quando Mosè scese dal monte Sinai – le due tavole della Testimonianza si trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte – non sapeva che la pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui.

[30] Ma Aronne e tutti gli Israeliti, vedendo che la pelle del suo viso era raggiante, ebbero timore di avvicinarsi a lui.

[31] Mosè allora li chiamò e Aronne, con tutti i capi della comunità, andò da lui. Mosè parlò a loro.

[32] Si avvicinarono dopo di loro tutti gli Israeliti ed egli ingiunse loro ciò che il Signore gli aveva ordinato sul monte Sinai.

[33] Quando Mosè ebbe finito di parlare a loro, si pose un velo sul viso.

[34] Quando entrava davanti al Signore per parlare con lui, Mosè si toglieva il velo, fin quando fosse uscito. Una volta uscito, riferiva agli Israeliti ciò che gli era stato ordinato.

[35] Gli Israeliti, guardando in faccia Mosè, vedevano che la pelle del suo viso era raggiante. Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin quando fosse di nuovo entrato a parlare con lui.”

 

 

 

[6] Il digiuno di Elia

Primo libro dei re, capitolo 19, versetti 1-10:

 

“[1] Acab riferì a Gezabele ciò che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti.

[2] Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: “Gli dei mi facciano questo e anche di peggio, se domani a quest’ora non avrò reso te come uno di quelli”.

[3] Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. Là fece sostare il suo ragazzo.

[4] Egli si inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto un ginepro. Desideroso di morire, disse: “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”.

[5] Si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo toccò e gli disse: “Alzati e mangia!”.

[6] Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d’acqua. Mangiò e bevve, quindi tornò a coricarsi.

[7] Venne di nuovo l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: “Su mangia, perché è troppo lungo per te il cammino”.

[8] Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.

[9] Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco il Signore gli disse: “Che fai qui, Elia?”.

[10] Egli rispose: “Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita”.”

 

 

 

[7] Il digiuno dei discepoli di Gesù

Vangelo secondo Marco, capitolo 2, versetti 18-20:

 

“[18] Ora i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: “Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?”.

[19] Gesù disse loro: “Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare.

[20] Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno.”

 

 

 

[8] Il digiuno necessario per cacciare dei demoni di una razza particolare

Vangelo secondo Matteo, capitolo 17, versetti 14-21:

 

“[14] Appena ritornati presso la folla, si avvicinò a Gesù un uomo

[15] che, gettatosi in ginocchio, gli disse: “Signore, abbi pietà di mio figlio. Egli è epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell’acqua;

[16] l’ho già portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo”.

[17] E Gesù rispose: “O generazione incredula e perversa! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatemelo qui”.

[18] E Gesù gli parlò minacciosamente, e il demonio uscì da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito.

[19] Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: “Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?“.

[20] Ed egli rispose: “Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile.

[21] Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno]”.”

 

 

 

[9] L’ora della morte di Gesù in croce: le tre del pomeriggio.

Vangelo secondo Marco, capitolo 15, versetti 33-37:

 

“[33] Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.

[34] Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

[35] Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: “Ecco, chiama Elia!”.

[36] Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: “Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce”.

[37] Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.”

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 27, versetti 45-50:

 

“[45] Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra.

[46] Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

[47] Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: “Costui chiama Elia”.

[48] E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere.

[49] Gli altri dicevano: “Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!”.

[50] E Gesù, emesso un alto grido, spirò.”

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 23, versetti 44-46:

 

“[44] Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio.

[45] Il velo del tempio si squarciò nel mezzo.

[46] Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo spirò.”

 

 

 

[10] Il momento della risurrezione di Gesù: l’aurora del primo giorno dopo il sabato.

Vangelo secondo Marco, capitolo 16, versetti 1-8:

 

“[1] Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.

[2] Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole.

[3] Esse dicevano tra loro: “Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro?”.

[4] Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande.

[5] Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura.

[6] Ma egli disse loro: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto.

[7] Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”.

[8] Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.”

 

 

Vangelo secondo Matteo, capitolo 28, versetti 1-8:

 

“[1] Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro.

[2] Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa.

[3] Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve.

[4] Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite.

[5] Ma l’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso.

[6] Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto.

[7] Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto”.

[8] Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.”

 

 

Vangelo secondo Luca, capitolo 24, versetti 1-10:

 

“[1] Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato.

[2] Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro;

[3] ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.

[4] Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti.

[5] Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?

[6] Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea,

[7] dicendo che bisognava che il Figlio dell’uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno”.

[8] Ed esse si ricordarono delle sue parole.

[9] E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri.

[10] Erano Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli.”

 

 

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 20, versetti 1-2:

 

“[1] Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.

[2] Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”.”

 

 

 

[11] Costituzione apostolica Paenitemini di papa Paolo VI del 17 febbraio 1966, in:

https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/apost_constitutions/documents/hf_p-vi_apc_19660217_paenitemini.html

 

 

 

[12] Nota pastorale dell’episcopato italiano Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza, pubblicata il 21 ottobre 1994 sul Notiziario della conferenza episcopale italiana, in:

http://banchedati.chiesacattolica.it/documenti/2012/10/00015968_il_senso_cristiano_del_digiuno_e_dell_ast.html

 

 

 

[13] La penitenza gradita a Dio

Libro del profeta Gioele, capitolo 2, versetto 13:

 

“[13] Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore vostro Dio,
perchè egli è misericordioso e benigno,
tardo all’ira e ricco di benevolenza
e si impietosisce riguardo alla sventura.”

 

 

 

[14] L’insegnamento di Gesù sulle tre componenti della penitenza: l’elemosina, la preghiera, il digiuno.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 6, versetti 1-18:

 

“[1] Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.

[2] Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

[3] Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra,

[4] perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

[5] Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

[6] Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

[7] Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.

[8] Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.

[9] Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;

[10] venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.

[11] Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

[12] e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

[13] e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
[14] Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;

[15] ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

[16] E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

[17] Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto,

[18] perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.”

 

 

 

[15] Si tenga presente che qui si sta parlando della preghiera durante la penitenza e non della preghiera della comunità dei credenti.

 

 

 

[16] Lettera ai romani, capitolo 3, versetti 19-26:

“[19] Ora, noi sappiamo che tutto ciò che dice la legge lo dice per quelli che sono sotto la legge, perché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio.

[20] Infatti in virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a lui, perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato.

[21] Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti;

[22] giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c’è distinzione:

[23] tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,

[24] ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù.

[25] Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia, dopo la tolleranza usata verso i peccati passati,

[26] nel tempo della divina pazienza. Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente, per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù.”

 

 

 

[17] Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, 31 ottobre 1999, paragrafi 15-17 e 38-39:

 

“15. Insieme  crediamo  che  la  giustificazione  è  opera  di  Dio  uno  e  trino. 

Il Padre ha inviato il Figlio nel mondo per la salvezza dei peccatori.

L’incarnazione, la morte e la resurrezione di Cristo sono il fondamento

e  il  presupposto  della  giustificazione.  Pertanto,  la  giustificazione  si-

gnifica che Cristo stesso è la nostra giustizia, alla quale partecipiamo,

secondo la volontà del Padre, per mezzo dello Spirito Santo. Insieme

confessiamo che non in base ai nostri meriti, ma soltanto per mezzo

della grazia, e nella fede nell’opera salvifica di Cristo, noi siamo accettati

da Dio e riceviamo lo Spirito Santo, il quale rinnova i nostri cuori, ci

abilita e ci chiama a compiere le buone opere.11 ”

 

Nota presente nel testo citato

 

“11 Cfr. Tutti sotto uno stesso Cristo, n. 14, EO 1/1405ss.”

 

 

“16. Tutti gli uomini sono chiamati da Dio alla salvezza in Cristo. Soltanto

per  mezzo  di  lui  noi  siamo  giustificati  dal  momento  che  riceviamo 

questa salvezza nella fede. La fede stessa è anch’essa dono di Dio

per mezzo dello Spirito Santo che agisce, per il tramite della Parola

e dei Sacramenti, nella comunità dei credenti, guidandoli verso quel

rinnovamento della vita che Dio porta a compimento nella vita eterna.

 

17. Condividiamo anche la convinzione che il messaggio della giustificazione

ci orienta in modo particolare verso il centro stesso della testimonianza

che il Nuovo Testamento dà dell’azione salvifica di Dio in Cristo : essa

ci dice che noi, in quanto peccatori, dobbiamo la nostra vita nuova

soltanto alla misericordia di Dio che perdona e che fa nuove tutte le

cose,  misericordia  che  noi  possiamo  ricevere  soltanto  come  dono 

nella fede, ma che non possiamo meritare mai e in nessun modo.”

 

in:

http://www.christianunity.va/content/unitacristiani/it/dialoghi/sezione-occidentale/luterani/dialogo/documenti-di-dialogo/1999-dichiarazione-congiunta-sulla-dottrina-della-giustificazion/20th-anniversary-edition.html

 

 

 

[18] Lettera ai romani, capitolo 12, versetti 1-2:

 

“[1] Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.

[2] Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.”

 

 

 

[19] Lettera agli efesini, capitolo 4, versetti 17-32:

 

“[17] Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente,

[18] accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell’ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore.

[19] Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile.

[20] Ma voi non così avete imparato a conoscere Cristo,

[21] se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù,

[22] per la quale dovete deporre l’uomo vecchio con la condotta di prima, l’uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici

[23] e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente

[24] e rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.

[25] Perciò, bando alla menzogna: dite ciascuno la verità al proprio prossimo; perché siamo membra gli uni degli altri.

[26] Nell’ira, non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira,

[27] e non date occasione al diavolo.

[28] Chi è avvezzo a rubare non rubi più, anzi si dia da fare lavorando onestamente con le proprie mani, per farne parte a chi si trova in necessità.

[29] Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano.

[30] E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione.

[31] Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità.

[32] Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.”

 

 

 

[20] Lettera ai romani, capitolo 13, versetti 12-14:

 

“[12] La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

[13] Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie.

[14] Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.”

 

 

 

[21] Lettera agli efesini, capitolo 6, versetti 10-17:

 

“[10] Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza.

[11] Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo.

[12] La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

[13] Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove.

[14] State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia,

[15] e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace.

[16] Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno;

[17] prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.”

 

 

 

[22] Si veda il testo citato nella nota 13.

 

 

 

[23] Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, 31 ottobre 1999, paragrafi 28. 38-39:

 

“28. Insieme confessiamo che nel battesimo lo Spirito Santo unisce l’uomo

a Cristo, lo giustifica e effettivamente lo rinnova. E tuttavia il giustificato,

durante tutta la sua vita, non può mai fare a meno della grazia incon-

dizionatamente giustificante di Dio. Inoltre l’uomo non è svincolato dal

dominio che esercita su di lui il peccato e che lo stringe nelle sue spire

(cfr. Rm 6, 12-14), né egli può esimersi dal combattimento di tutta una

vita contro l’opposizione a Dio che proviene dalla concupiscenza egoistica

del vecchio Adamo (cfr. Gal 5, 16 ; Rm 7, 7.10). Anche il giustificato deve

chiedere ogni giorno perdono a Dio, così come si fa nel Padre nostro

(Mt 6, 12 ; 1 Gv 1, 9) ; egli è continuamente chiamato alla conversione

e alla penitenza e continuamente gli viene concesso il perdono.

 

 

38. Secondo la concezione cattolica, le buone opere, compiute per mezzo

della grazia e dell’azione dello Spirito Santo, contribuiscono ad una cre-

scita nella grazia, di modo che la giustizia ricevuta da Dio è preservata

e la comunione con Cristo approfondita. Quando i cattolici affermano

il «carattere meritorio» delle buone opere, essi intendono con ciò che,

secondo la testimonianza biblica, a queste opere è promesso un salario

in cielo. La loro intenzione è di sottolineare la responsabilità dell’uomo

nei confronti delle sue azioni, senza contestare con ciò il carattere di

dono delle buone opere, e tanto meno negare che la giustificazione

stessa resta un dono immeritato della grazia.

 

39. Anche nei luterani si riscontra il concetto di una preservazione della grazia

e  di  una  crescita  nella  grazia  e  nella  fede.  Anzi,  essi  sottolineano  che 

la giustizia in quanto accettazione da parte di Dio e partecipazione alla

giustizia di Cristo, è sempre perfetta. Al tempo stesso affermano che i suoi

effetti possono crescere nella vita cristiana. Considerando le buone opere

del cristiano come «frutti» e «segni» della giustificazione e non «meriti»

che gli sono propri, essi comprendono, allo stesso modo, conformemente

al Nuovo Testamento, la vita eterna come «salario» immeritato nel senso

del compimento della promessa di Dio ai credenti (cfr. Fonti del cap. 4.7).”

 

in:

http://www.christianunity.va/content/unitacristiani/it/dialoghi/sezione-occidentale/luterani/dialogo/documenti-di-dialogo/1999-dichiarazione-congiunta-sulla-dottrina-della-giustificazion/20th-anniversary-edition.html

 

 

 

[24] Libro del profeta Gioele, capitolo 2, versetto 13.

 

 

 

[25] Lettera ai romani, capitolo 12, versetti 1-2.

Lettera agli efesini, capitolo 4, versetti 17-32.

Lettera ai romani, capitolo 13, versetti 12-14.

Lettera agli efesini, capitolo 6, versetti 10-17.

 

 

 

[26] Vangelo secondo Matteo, capitolo 3, versetti 13-15; capitolo 5, versetto 17.

Lettera ai romani, capitolo 3, versetti 27-31.

 

 

 

[27] Vangelo secondo Matteo, capitolo 6, versetti 1-18.

 

 

 

[28] Libro del profeta Isaia, capitolo 58, versetti 1-12.

 

 

 

[29] Il digiuno di Gesù

Vangelo secondo Marco, capitolo 1, versetti 9-13.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 4, versetti 1-11.

Vangelo secondo Luca, capitolo 4, versetti 1-13.

 

Il digiuno di Mosè

Libro dell’esodo, capitolo 34, versetto 27-35.

 

Il digiuno di Elia

Primo libro dei re, capitolo 19, versetti 1-10.

 

 

 

[30] Vangelo secondo Marco, capitolo 2, versetti 18-20.

Vangelo secondo Marco, capitolo 15, versetti 33-37.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 27, versetti 45-50.

Vangelo secondo Luca, capitolo 23, versetti 44-46.

Vangelo secondo Marco, capitolo 16, versetti 1-8.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 28, versetti 1-8.

Vangelo secondo Luca, capitolo 24, versetti 1-10.

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 20, versetti 1-2.

 

 

 

[31] Vangelo secondo Matteo, capitolo 17, versetti 14-21.

 

 

 

[32] Libro del profeta Gioele, capitolo 2, versetto 13.

 

 

 

[33] Lettera ai romani, capitolo 12, versetti 1-2.

Lettera agli efesini, capitolo 4, versetti 17-32.

Lettera ai romani, capitolo 13, versetti 12-14.

Lettera agli efesini, capitolo 6, versetti 10-17.

 

 

 

[34] Vangelo secondo Matteo, capitolo 3, versetti 13-15; capitolo 5, versetto 17.

Lettera ai romani, capitolo 3, versetti 27-31.

 

 

 

[35] Vangelo secondo Matteo, capitolo 6, versetti 1-18.

 

 

 

[36] Libro del profeta Isaia, capitolo 58, versetti 1-12.

 

 

 

[37] Il digiuno di Gesù

Vangelo secondo Marco, capitolo 1, versetti 9-13.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 4, versetti 1-11.

Vangelo secondo Luca, capitolo 4, versetti 1-13.

 

Il digiuno di Mosè

Libro dell’esodo, capitolo 34, versetto 27-35.

 

Il digiuno di Elia

Primo libro dei re, capitolo 19, versetti 1-10.

 

 

 

[38] Vangelo secondo Marco, capitolo 2, versetti 18-20.

Vangelo secondo Marco, capitolo 15, versetti 33-37.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 27, versetti 45-50.

Vangelo secondo Luca, capitolo 23, versetti 44-46.

Vangelo secondo Marco, capitolo 16, versetti 1-8.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 28, versetti 1-8.

Vangelo secondo Luca, capitolo 24, versetti 1-10.

Vangelo secondo Giovanni, capitolo 20, versetti 1-2.

 

 

 

[39] Vangelo secondo Matteo, capitolo 17, versetti 14-21.

 

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito https://giorgiocannella.com/