Poveri nella grotta di Alì Babà

Ieri mattina sono andato al Passo del Moncenisio.

Sul versante francese c’è un lago artificiale che alimenta una centrale idroelettrica.

Il lago è circondato da un prato senza alberi.

Il Colle del Moncenisio, panoramica
Credits image: https://www.wikiwand.com/it/Colle_del_Moncenisio

 

 

 

 

 

Nel 1971, è stato piantato il Giardino del Moncenisio con molte piante della zona alpina.

Giardino botanico presso la Piramide
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È stata edificata una chiesa in cemento armato a forma di piramide e, nei pressi, dei bagni pubblici.

La piramide-chiesa
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La chiesa è officiata da una comunità di suore che alloggia in stanze sul retro della chiesa.

Sono state edificate tre strutture turistiche (ristoranti e luoghi di soggiorno) ed è stato tracciato il sentiero che costeggia il lago.

Quando vi sono stato, il luogo era frequentato da molte persone tra chi prendeva il sole, chi passeggiava e chi si aggirava per il giardino.

Un luogo senza alcuna attrattiva è divenuto un luogo piacevole e invitante.

Questa mattina un amico mi ha portato a vedere la Torre Delfinale di Oulx.

È datata 1350-1370.

La struttura esterna (mura e merlatura) della Torre è ancora intatta, gli interni sono stati restaurati.

Si pensa che fu edificata per testimoniare il potere del Delfino del re di Francia in alta Val di Susa.

La Torre si raggiunge percorrendo un vicolo del Borgo antico di Oulx dove io non sarei mai entrato perché è stretto, buio e senza alcuna indicazione che parli della Torre.

Attorno alla torre ho trovato dei resti di deiezioni dei cani, nonostante un cartello vieti di abbandonarle sul posto.

Un prato leggermente in pendenza verso la Torre non era accessibile perché recintato.


Le potenzialità della Torre sono consistenti:

– struttura di accoglienza turistica;

– sosta all’interno di un percorso storico artistico nel Borgo vecchio di Oulx: palazzi, chiese e strutture del passato da visitare anche al loro interno (mi è stato detto che alcune case del Borgo antico di Oulx hanno degli splendidi affreschi al loro interno);

– testimonianza di storia locale e di architettura medievale da scoprire accompagnati da una guida;

– ubicazione per un punto vendita di cibi e artigianato locali ispirati al 1300: i cibi e le bevande prodotte a Oulx e dintorni ispirate a quello che si mangiava e beveva nel 1300, le ceramiche decorate come quelle che si facevano nel 1300, le statue di legno a soggetto religioso o laico lavorate a mano come avveniva nel 1300, et cetera;

– luogo di rappresentazione di testi teatrali e opere musicali del Medioevo con lo sfondo della scena teatrale costituito dalla Torre Delfinale opportunamente illuminata.

Mi è stato detto che, in passato, la Torre ha ospitato una mostra di artisti piemontesi contemporanei e che il prato attorno è stato l’ambientazione di alcune rappresentazioni teatrali e musicali.

Nulla di tutto questo era presente durante la mia visita, probabilmente a causa delle prescrizioni sanitarie di contrasto al Covid-19 Coronavirus.

Ciò non ostante, mi chiedo quante delle attività che ho elencato poc’anzi sono state realizzate negli scorsi anni e con quale frequenza?


Un moto di rabbia mi ha colto pensando al fatto che, mentre in Francia un luogo senza attrattive è stato lodevolmente trasformato in un luogo piacevole e accogliente, in Italia, un luogo con una Torre del 1350 con mura e merlatura ancora intatte e con potenzialità artistiche, turistiche e commerciali consistenti non è minimamente valorizzato.


Quanti altri luoghi così esistono in Italia?

Che senso ha lamentarsi della mancanza di opportunità di lavoro in Italia, se non valorizziamo le immense opportunità che ci offrono questi luoghi?

Mentre ci riflettevo, mi veniva in mente un’amara constatazione: la mancata valorizzazione delle innumerevoli potenzialità che l’Italia ci offre è il modo migliore per essere poveri nel Paese più bello e più ricco del mondo.

Poveri nella grotta di Alì Babà!

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3 thoughts on “Poveri nella grotta di Alì Babà

  1. Si, concordo con te. Sono innumerevoli i luoghi, i borghi, i paesaggi incantati dell’Italia, che purtroppo non vengono valorizzati. Ma non dobbiamo demordere, ma investire nel turismo soprattutto eco sostenibile.

  2. Hai ragione Giorgio dovremmo organizzare meglio le risorse artistiche ed economiche che abbiamo disposizione. Questo ci permetterebbe di crescere sotto tanti aspetti, soprattutto di creare possibilità di lavoro e di confronto, infine di alimentare conoscenza e amore per il nostro prezioso Paese.

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