Proposte di modifiche del Codice della nautica da diporto

La disciplina attualmente in vigore per la nautica da diporto[1] è stata – a mio avviso a ragione – accusata di essere difficile, intricata e costosa[2].

Come dimostrerò qui appresso, essa è ricca di distinguo normativi irrilevanti ai fini della sicurezza della navigazione, adempimenti amministrativi inutili e costi occulti.

Tutto ciò provoca il diffuso fenomeno di dismissione della bandiera italiana e conseguente scelta di issare la bandiera belga da parte dei proprietari di unità da diporto che stazionano in Italia[3].

Il Belgio è un Paese membro dell’Unione Europea con 66 chilometri di coste.

L’Italia ne ha circa 2.700 chilometri.

Ciò non ostante, il Belgio ha una normativa per la navigazione da diporto molto più semplice e meno costosa di quella italiana[4].

Ecco qui di seguito i principali vantaggi offerti dalla disciplina belga[5].

 

            1 – La navigazione dei natanti.

Per la legge belga, anche un natante può navigare in acque internazionali e senza alcun limite dalla costa.

In Belgio, infatti, tutte le barche con lo scafo compreso tra 2,5 e 24 metri sono considerate imbarcazioni e sono soggette alla medesima normativa.

La legge italiana, al contrario, non solo distingue tra natanti[6] e imbarcazioni[7], ma pone vari limiti dalla linea di costa per la navigazione dei natanti[8].

Ai fini della sicurezza della navigazione da diporto, quale può essere la differenza tra un’unità con lo scafo lungo 9 metri (natante) e una con lo scafo lungo 11 metri (imbarcazione)?

 

            2 – Le dotazioni di sicurezza.

Per la legge belga, le dotazioni di sicurezza da tenere a bordo sono minime.

Questo perché si lascia piena autonomia decisionale allo skipper che, di volta in volta, deciderà quali siano le dotazioni necessarie per la navigazione da intraprendere

La normativa italiana, invece, impone rigide norme comportamentali[9].

Per giunta, esse sono differenziate a seconda della lunghezza dello scafo dell’unità da diporto e della sua distanza dalla costa.

Questa rigidità normativa rende spesso le dotazioni di sicurezza superflue e costose.

Inoltre, a che serve la rigida previsione legale di dotazioni di sicurezza a bordo[10], se poi la legge italiana prevede ben tre così detti bonus ubriacatura[11]?

Continuare a prevedere complesse e costose dotazioni di sicurezza obbligatorie è uno dei maggiori incentivi per i diportisti a dismettere la bandiera italiana e issare la bandiera belga[12].

Le conseguenze di questa scelta – già in atto[13] – sono: perdite di denaro per l’erario italiano e minori possibilità per le autorità italiane di effettuare controlli a bordo delle unità da diporto.

Come è noto, infatti, una barca battente bandiera belga è territorio belga.

Di conseguenza, essa pagherà le tasse belghe e sarà soggetta ai controlli delle autorità belghe.

 

            3 – Gli obblighi amministrativi.

Il codice italiano della navigazione da diporto prevede che un’unità con uno scafo lungo 11 metri (imbarcazione) abbia vari obblighi amministrativi.

Tra questi ricordiamo l’obbligo di iscrizione nell’Archivio telematico centrale delle unità da diporto, l’obbligo di avere la licenza di navigazione e l’obbligo di avere il certificato di sicurezza. [14].

La stessa normativa non prevede questi obblighi per un’unità da diporto con uno scafo lungo 9 metri (natante)[15].

Quale logica di sicurezza della navigazione giustifica in Italia questa disparità di trattamento sconosciuta alla legge belga?

 

            4 – Le revisioni e i controlli periodici.

La legge belga non prevede che le dotazioni di bordo siano soggette a ripetitive e talvolta inutili revisioni.

Essa, inoltre, non prevede i costosi controlli periodici a bordo dell’unità da diporto.

La legge italiana, al contrario, prevede tutto questo[16] e impone dei costi per ogni revisione e controllo periodico[17].

Le previsioni normative alla base di queste revisioni e controlli periodici:

  • comportano dei costi continui che spingono i proprietari di unità da diporto a dismettere la bandiera italiana e a scegliere la bandiera belga. Le conseguenze per l’erario e per i controlli a bordo da parte delle autorità italiane sono quelle che abbiamo poc’anzi enunciato;
  • sono inutili. Infatti, i controlli necessari per garantire la sicurezza della navigazione da diporto sono già previsti con cadenza occasionale – e dunque a sorpresa – dall’articolo 26-bis del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

 

            5 – La tassa annuale sulle unità da diporto.

In Belgio, tutte le unità da diporto con lunghezza superiore a 7,5 metri pagano una tassa di circolazione calcolata in base all’età della barca.

La tassa belga in parola va dai 2.478,00 euro per un’unità nuova ai 61,50 euro per un’unità con più di 10 anni.

In seguito, ogni proprietario paga 98,00 euro ogni cinque anni per il rinnovo della tassa di circolazione.

In Italia, la tassa sulle unità da diporto viene chiesta[18] annualmente in misura fissa, a prescindere dall’età dell’unità da diporto e l’importo è incomprensibilmente maggiore quanto più lungo è lo scafo.

Probabilmente, quando è stata varata la norma di legge sulla tassa annuale per le unità da diporto, il legislatore aveva in mente la tassa di circolazione degli autoveicoli.

Quest’ultima viene calcolata in base ai chilowatt di potenza del motore e alla loro classe ambientale.

Questa scelta normativa è giustificata dal fatto che un motore più potente sposta un veicolo più pesante il quale, di conseguenza, usura maggiormente il manto stradale.

Tuttavia, applicare questo ragionamento anche alle unità da diporto è manifestamente irragionevole.

Questo, sia perché uno scafo più lungo non usura maggiormente l’acqua, sia perché quest’ultima non deve essere riparata come al contrario avviene per il manto stradale.

Recentemente, la norma di legge che imponeva la tassa di circolazione delle unità da diporto è stata totalmente abrogata[19].

Contro l’ipotesi di una nuova previsione di questa tassa, faccio notare che il proprietario di un’unità da diporto paga già l’i.v.a. più e più volte, sia quando acquista la barca, sia quando acquista un qualsiasi bene o servizio a essa collegato (dotazioni di bordo, carburante, manutenzione, servizio di rimorchio, riparazioni).

Non vi è dunque alcun bisogno di una norma di legge che imponga nuovamente la tassa di circolazione delle unità da diporto.

 

            Conclusione.

La mia proposta vuole rendere il Codice della nautica da diporto “user friendly” – amico dell’utente.

A tal fine, essa opera una decisa semplificazione normativa e una conseguente riduzione di tutti gli adempimenti amministrativi e dei costi inutili che frenano le potenzialità di sviluppo del settore.

Gli effetti saranno molteplici:

  • rilanciare gli acquisti di unità da diporto maggiori;
  • attrarre gli investimenti nel settore della nautica da diporto;
  • aumentare l’occupazione in tutti i settori della nautica da diporto (costruzione, manutenzione e servizi);
  • convincere i proprietari di unità da diporto che issano bandiera non italiana a tornare a issare quella italiana. Questo porterebbe a un aumento della domanda di servizi legali, amministrativi e fiscali legati al fatto che un’unità da diporto che issa bandiera italiana è territorio italiano. Inoltre, aumenterebbero le opportunità per le autorità italiane di effettuare controlli a sorpresa a bordo in base all’articolo 26-bis del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171;
  • l’aumento dei posti di lavoro e del fatturato legati al settore della nautica da diporto avrebbe come conseguenza anche l’aumento del gettito fiscale da essi derivante.

 

Allego qui sotto il file .pdf contenente il testo vigente del Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171 con le modifiche che propongo.

Vi ringrazio molto per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

D. Lgs. n. 171 del 2005 – modifiche

 

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, “Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172”

 

[2] Fabrizio Coccia, Sventola bandiera belga, in: Bolina, n. 280, novembre 2010, pagina 45.

Roberto Caldara, Considerazioni in merito alla registrazione all’estero di unità da diporto che stazionano in porti italiani: la bandiera belga, in: Temi Romana, n. 3, luglio – settembre 2018, pagine 6-8.

 

[3] Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza di unità da diporto battenti bandiera straniera che navigano nelle acque territoriali italiane, 12 maggio 2014, in: http://www.guardiacostiera.gov.it/normativa-e-documentazione/Documents/Circolare%20n.%2042645%20in%20data%2012.05.2014%20%20Mezzi%20di%20salvataggio%20e%20dotazioni%20di%20sicurezza%20di%20unit%C3%A0.pdf

 

[4] Service public fédéral Mobilité et Transports, Vade- mecum de la navigation de plaisance en Belgique, 32esima edizione 01 febbraio 2016, in: https://mobilit.belgium.be/sites/default/files/resources/files/vademecum_fr_editie32.pdf .

 

[5] Le affermazioni sulla legge belga contenute da qui in poi all’inizio di ogni paragrafo sono estrapolate da: Roberto Caldara, Considerazioni in merito alla registrazione all’estero di unità da diporto che stazionano in porti italiani: la bandiera belga, in: Temi Romana, n. 3, luglio – settembre 2018, pagine 6-8.

 

[6] Unità da diporto con lo scafo lungo fino a 10 metri (articolo 3, comma 1, lettera g, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171).

 

[7] Unità da diporto con lo scafo lungo da 10 a 24 metri (articolo 3, comma 1, lettera f, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171).

 

[8] Articolo 27, commi 3 e 4, del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

 

[9] Articolo 29, comma 11-ter, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

Si vedano anche:

articolo 22 “Apparato ricetrasmittente di bordo per la navigazione temporanea”;

Norme di sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto: 48 “Finalità e campo di applicazione”, 53 “Requisiti e caratteristiche tecniche dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza”, 54 “Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza”, 58 “Motore ausiliario”;

Norme di sicurezza per le navi da diporto: 72 “Apparato motore, impianti e allestimento”, 73 “Protezione contro gli incendi”, 74 “Mezzi di salvataggio”, 75 “Dotazioni di sicurezza”, 76 “Requisiti e caratteristiche dei mezzi di salvataggio, dei segnali di soccorso e delle bussole”;

Norme di sicurezza per unità da diporto impiegate per attività di noleggio: 88 “Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza”;

Norme di sicurezza per unità da diporto impiegate come unità di appoggio per immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo: 90 “Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza”;

Disposizioni complementari e finali: 92 “Motori a doppia alimentazione”;

e gli allegati V, VIII e IX del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 29 luglio 2008, n. 146.

 

[10] Si veda il testo della nota numero 9.

 

[11] 1° bonus ubriacatura: articolo 53-ter, comma 1, lettera a, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171. Bonus ubriacatura pari addirittura a sette anni in base al combinato disposto con l’articolo 39, comma 3, lettera c, del medesimo decreto legislativo.

2° bonus ubriacatura: articolo 53-ter, comma 1, lettera b, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171. Bonus ubriacatura perpetuo per chi utilizza l’unità da diporto a fini non commerciali.

3° bonus ubriacatura: articolo 53-ter, comma 4, seconda parte, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171. Per evitare la revoca della patente nautica, è sufficiente che Tizio, dagli anni 14 agli anni 21, sia colto con un tasso alcolemico nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro solo una volta ogni due anni.

 

[12] Secondo il disposto del già vigente articolo 21 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

 

[13] Si veda il contenuto del comunicato del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto citato nella nota numero 3.

 

[14] Articolo 15, comma 1, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

Articolo 23, comma 1, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

Articolo 26, comma 1, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

 

[15] Articolo 27, comma 1, decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

 

[16] Norme di sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto: articolo 57 “Modalità di esecuzione degli accertamenti tecnici per il rilascio, il rinnovo e la convalida del certificato di sicurezza”; Norme di sicurezza per le navi da diporto: articolo 62 “Tipi di visite”, 63 “Visita iniziale”, 64 “Visite periodiche”, 65 “Visite occasionali”, 66 “Visite dopo un periodo di disarmo”, 67 “Organi di esecuzione delle visite”, 68 “Deficienze e inconvenienti temporaneamente tollerabili”, 69 “Mantenimento delle condizioni dopo le visite”; Norme di sicurezza per unità da diporto impiegate per attività di noleggio: articolo 80 “Tipi di visite”, 85 “Visita iniziale”, 86 “Visite periodiche”, 87 “Visite occasionali” del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 29 luglio 2008, n. 146.

 

[17] Allegato XVI, tabella A, allegata al decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171.

 

[18] Si veda il sito internet dell’Agenzia delle Entrate alla pagina: https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Archivio/ArchivioSchedeAdempimento/Schede+adempimento+2015/Versare+2015/Tassa+annuale+sulle+unita+da+diporto/InfoGen+Tassa+Diporto/

 

[19] Articolo 1, comma 366, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) che ha abrogato l’articolo 16, comma 2, del decreto legge 06 dicembre 2011, n. 201, convertito in legge con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

 

Le citazioni sono state verificate alla data della pubblicazione di questo articolo sul sito www.giorgiocannella.com

Ipotesi su due isotopi

INTRODUZIONE

Questo articolo contiene alcune ipotesi su due isotopi[1]: uno dell’idrogeno e uno dell’elio.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque[2].

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

PRIMA IPOTESI

Nelle condizioni di 20 gradi centigradi[3] di temperatura, 1 atmosfera[4] di pressione e 1 barn[5] di area, si dà un atomo composto da 1 protone, 2 neutroni e 2 elettroni.[6]

ESPERIMENTI

Per studiare l’atomo che ho ora ipotizzato, propongo di effettuare i seguenti esperimenti.

Se un quark up viene sparato e colpisce uno dei neutroni, il neutrone colpito esplode e uno degli elettroni si dirige verso lo spazio circostante.

Se un quark up viene sparato e colpisce il protone, il protone colpito emette radiazione luminosa costante di forma sferica.

Se un quark up viene sparato e colpisce uno degli elettroni, l’elettrone colpito diventa un fotone e si dirige verso lo spazio circostante.

 

SECONDA IPOTESI

Nelle condizioni di 20 gradi centigradi di temperatura, 1 atmosfera di pressione e 1 barn di area, si dà un atomo composto da 3 neutroni, 2 protoni, 6 elettroni.[7]

ESPERIMENTI

Per studiare l’atomo che ho ora ipotizzato, propongo di effettuare i seguenti esperimenti.

Se un quark down viene sparato e colpisce uno dei neutroni, il neutrone colpito esplode. Il nucleo dell’atomo si divide in due parti. Ciascuna parte è composta da un protone, un neutrone e due dei sei elettroni che l’atomo aveva originariamente. I rimanenti due elettroni si allontanano verso lo spazio circostante.

Se un quark down viene sparato e colpisce uno dei protoni, il nucleo dell’atomo collassa su se stesso, subito dopo esplode e gli elettroni che l’atomo aveva si dirigono verso lo spazio circostante.

Se un quark down viene sparato e colpisce uno degli elettroni, l’elettrone colpito scompare e l’atomo inizia a cercare di formare un legame chimico per ottenere l’elettrone che gli è venuto a mancare.

 

TESI

Se uno o più degli esperimenti che ho poc’anzi proposto – e/o altri esperimenti che verranno effettuati – confermeranno la validità delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica delle particelle sub-atomiche.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Italiano: https://it.wikipedia.org/wiki/Isotopo

English: https://en.wikipedia.org/wiki/Isotope

 

[2] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[3] Italiano: https://it.wikipedia.org/wiki/Grado_Celsius

English: https://en.wikipedia.org/wiki/Celsius

 

[4] Italiano: https://it.wikipedia.org/wiki/Atmosfera_(unità_di_misura)

English: https://en.wikipedia.org/wiki/Atmosphere_(unit)

 

[5] Italiano: https://it.wikipedia.org/wiki/Barn

English: https://en.wikipedia.org/wiki/Barn_(unit)

 

[6] Immaginate il trizio (https://it.wikipedia.org/wiki/Isotopi_dell%27idrogeno) con due elettroni invece di uno.

 

[7] Immaginate l’elio-5 (https://it.wikipedia.org/wiki/Isotopi_dell%27elio) con sei elettroni invece di due.

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo articolo sul sito www.giorgiocannella.com

Ipotesi su una massa di neutroni e una di fotoni interagenti fra loro

INTRODUZIONE

Questo articolo contiene delle ipotesi su una massa di neutroni e una di fotoni interagenti fra loro.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque[1].

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

IPOTESI
Si danno due masse[2]
⁃ una fatta di neutroni che genera un campo gravitazionale;
⁃ una fatta di fotoni che genera radiazioni luminose e un campo gravitazionale.

La massa di neutroni è formata da molti neutroni non fusi tra loro ma coesi dalla loro gravità; la superficie esterna di questa massa è una sfera liscia.
La massa di fotoni è fatta da fotoni fusi tra loro; la superficie esterna di questa massa è composta da tante calotte sferiche.

Nulla ruota attorno alla massa di neutroni.
Attorno alla massa di fotoni ruotano altri fotoni.

I neutroni della massa di neutroni non emettono luce.
I fotoni della massa di fotoni emettono luce in forma sferica di intensità diversa a seconda dell’interazione gravitazionale che essi subiscono da parte degli altri fotoni in movimento attorno all massa di fotoni.

Ciascun fotone si muove attorno alla massa di fotoni alla velocità di circa duecentomila chilometri al secondo e non sullo stesso piano, ma su piani diversi.

La superficie della massa di neutroni è composta da aree circolari con caratteristiche di attrazione elettrica diverse:
⁃ alcune aree attraggono una carica elettrica negativa che viene avvicinata a loro proveniente dallo spazio esterno alla massa di neutroni e la immettono all’interno della massa di neutroni;
⁃ altre aree sferiche attigue alle prime respingono una carica elettrica negativa che viene avvicinata a loro proveniente dallo spazio esterno alla massa di neutroni formando uno schermo elettrico con carica negativa e con forma cilindrica che si eleva dalla superficie dell’area sferica verso lo spazio esterno alla massa di neutroni;
⁃ i due tipi di aree sferiche ora descritti si comportano in modo opposto a quanto descritto nei due trattini precedenti quando viene avvicinata a loro una carica elettrica positiva proveniente dallo spazio esterno alla massa di neutroni;
⁃ tutto questo si verifica anche quando alle medesime aree sferiche viene avvicinata una carica elettrica proveniente dallo spazio interno alla massa di neutroni. Il comportamento in questo caso è opposto a quello descritto nei tre trattini precedenti.

 

ESPERIMENTI

Per studiare la struttura che ho ora ipotizzato, propongo di effettuare i seguenti esperimenti.

Ciascun neutrone della massa di neutroni è composto da tre particelle che identifico con tre colori diversi: una gialla e una rossa tangenti e una blu sotto di loro tangente a entrambe.

 

1° gruppo di esperimenti

Se viene proiettato un raggio di luce costante sulla particella gialla, essa esplode.
Se viene proiettato un raggio di luce costante sulla particella rossa, essa emette bagliori di luce rossa che si ripetono a intervalli di alcuni secondi.
Se viene proiettato un raggio di luce costante sulla particella blu, il raggio di luce viene polarizzato nel modo seguente:
⁃ se i fotoni in entrata ruotano verticalmente in senso orario, quelli in uscita ruotano verticalmente in senso anti orario; 
⁃ se i fotoni in entrata ruotano verticalmente in senso anti orario, quelli in uscita ruotano verticalmente in senso orario; 
⁃ se i fotoni in entrata ruotano orizzontalmente in senso orario quelli in uscita ruotano orizzontalmente, sia in senso orario, sia in senso anti orario;
⁃ se i fotoni in entrata ruotano orizzontalmente in senso anti orario quelli in uscita ruotano orizzontalmente, sia in senso orario, sia in senso anti orario.

 

2° gruppo di esperimenti
Se viene inserita una micro carica elettrica positiva da 2 micro Ampere nella particella gialla, essa emette bagliori di luce bianca di forma sferica a circa un minuto-secondo l’uno dal successivo fino a quando perdura la carica elettrica positiva al suo interno.

Se viene inserita una micro carica elettrica negativa da 2 micro Ampere nella particella gialla, essa assorbe la carica negativa fino alla sua saturazione elettrica, dopo di che emette bagliori di luce bianca di forma sferica a intervalli di tempo maggiori l’uno dal successivo quanto meno intensa è la carica elettrica negativa inserita al suo interno. Questa emissione di bagliori di luce perdura fino a quando perdura la carica elettrica negativa al suo interno.

Se viene inserita una micro carica elettrica positiva da 2 micro Ampere nella particella rossa, essa entra in vibrazione ed emette radiazioni elettro-magnetiche costanti composte da ioni positivi. Questa emissione perdura fino a quando perdura la carica elettrica positiva al suo interno.

Se viene inserita una micro carica elettrica negativa da 2 micro Ampere nella particella rossa, essa assorbe la carica negativa fino alla saturazione del suo potenziale elettrico, dopo di che il processo di assorbimento si interrompe e si forma uno schermo sferico attorno alla carica elettrica negativa immessa all’interno della particella.

Se viene inserita una micro carica elettrica positiva da 2 micro Ampere nella particella blu, essa emette un bagliore costante di forma sferica di luce blu. Questa emissione perdura fino a quando perdura la carica elettrica positiva al suo interno.

Se viene inserita una micro carica elettrica negativa da 2 micro Ampere nella particella blu, essa entra in vibrazione ed emette, sia un bagliore costante di forma sferica di luce blu, sia radiazioni elettro-magnetiche costanti composte da ioni negativi. La vibrazione, l’emissione di luce blu e l’emissione di radiazioni elettro-magnetiche perdurano fino a quando perdura la carica elettrica negativa all’interno della particella.

 

TESI

Se uno o più degli esperimenti che ho poc’anzi proposto – e/o altri esperimenti che verranno effettuati – confermeranno la validità delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica delle particelle sub-atomiche.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[2] Dati:
⁃ 0,3 gradi di oscillazione dell’asse di rotazione della massa di neutroni;
⁃ 13,5 gradi di oscillazione dell’asse di rotazione della massa di fotoni;
⁃ 0,15 micron di spessore del diaframma tra i due campi di forza gravitazionale;
⁃ il raggio di luce costante proiettato lungo la direttrice sud – nord dell’asse di rotazione che oscilla di 0,3 gradi effettua un movimento a spirale attorno all’asse di rotazione;
⁃ il raggio di luce costante proiettato lungo la direttrice sud – nord dell’asse di rotazione che oscilla di 13,5 gradi viene diffratto con un angolo di 92-93 gradi;
⁃ il raggio di luce costante proiettato da sud a nord all’interno del diaframma tra i due campi gravitazionali diviene una membrana luminosa che oscilla secondo le stesse variazioni della superficie esterna dei due campi gravitazionali a contatto con il diaframma.

Ipotesi sul nucleo di un atomo di berillio

INTRODUZIONE

Questo articolo contiene delle ipotesi sul nucleo di un atomo di berillio.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque[1].

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

IPOTESI
Si dà un nucleo di un atomo di berillio 113 in condizione statica. Al suo interno si rinviene una struttura a forma di cono di colore verde con il vertice rivolto verso il basso.
Osservando dall’alto la base del cono, si nota che il cono gira in senso antiorario.
Osservando dal basso il vertice del cono, ci si rende conto che la struttura è composta da due coni uno dentro l’altro.
Il cono esterno è un tronco di cono con la circonferenza minore molto vicina al cono interno.
Il cono interno è intero e ha la parte sommitale che emerge dalla circonferenza minore del cono esterno.
Il cono interno gira in senso orario all’interno del cono esterno.

 

ESPERIMENTI

Per studiare il nucleo dell’atomo di berillio ora ipotizzato, propongo di effettuare i seguenti esperimenti.

 

1° gruppo di esperimenti
Se viene arrestata la rotazione antioraria del cono esterno, la rotazione in senso orario del cono interno non subisce variazioni, mentre le particelle subatomiche che compongono il nucleo dell’atomo di berillio 113 si disperdono nello spazio circostante.

Se si consente al cono esterno di riprendere a ruotare in senso antiorario, le particelle subatomiche che componevano il nucleo dell’atomo di berillio 113 tornano ad aggregarsi fra loro.

Se viene arrestata la rotazione oraria del cono interno, aumenta la velocità della rotazione antioraria del cono esterno e aumenta altresì la velocità del moto degli elettroni che girano attorno al nucleo dell’atomo di berillio 113 da circa 200 mila chilometri al secondo a circa 280 mila chilometri al secondo.

Se si consente al cono interno di riprendere a ruotare in senso orario, la rotazioni citate del cono esterno e degli elettroni tornano alle loro velocità originarie.

 

2° gruppo di esperimenti
Il neutrone del nucleo dell’atomo di berillio 113 è composto da tre particelle: una gialla e una blu tangenti e una rossa sotto di loro tangente a entrambe.

Se viene tolta la particella gialla, la particella rossa di allontana e si disperde nello spazio circostante.

Se viene tolta la particella blu, la particella rossa esplode.

Se viene tolta la particella rossa, le particelle gialla e blu si fondono tra loro e si trasformano in un quark down che si disperde nello spazio circostante.

 

TESI

Se uno o più degli esperimenti che ho poc’anzi proposto – e/o altri esperimenti che verranno effettuati – confermeranno la validità delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica delle particelle sub-atomiche.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTA A PIE’ DI PAGINA

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

Ipotesi su un neutrone di un atomo di cesio

INTRODUZIONE

Questo articolo contiene delle ipotesi su un neutrone di un atomo di cesio.

Le ipotesi possono essere formulate da chiunque[1].

Come è noto, il metodo sperimentale si articola in tre fasi diverse: ipotesi, esperimento, tesi.

Per questa ragione, tutte le ipotesi – comprese quelle esposte in questo articolo – sono destinate a rimanere tali fino a quando la ricerca scientifica non giunge a confermarle o a smentirle.

 

IPOTESI
Si dà un generatore di plasma a forma di ciambella cilindrica con un diametro misurato dai suoi punti esterni pari a 4,5 metri.

All’interno della ciambella del generatore, paralleli alle sue linee sommitale e infima, vi sono degli specchi rotondi di circa 10 centimetri di diametro.

L’impulso elettrico viene fatto circolare lungo la parte esterna della ciambella del generatore: in un senso lungo la parte alta, nel senso opposto lungo la parte bassa.

Dopo che gli specchi dei quali ho appena detto sono stati inclinati in modo da formare angoli alterni interni di 45 gradi, l’impulso elettrico viene convogliato dall’esterno all’interno della ciambella del generatore. La conseguenza è che la temperatura del gas interno alla ciambella del generatore inizia ad aumentare.

Quando il gas interno alla ciambella del generatore raggiunge la temperatura di 2495 gradi centigradi, l’inclinazione degli specchi interni viene cambiata in modo che ciascuno specchio sulla linea sommitale punti in direzione dello specchio successivo a quello che si trova in basso lungo la linea perpendicolare al terreno.

In questo modo, il gas interno alla ciambella del generatore inizia ad avere un moto rotatorio.

Il moto rotatorio in parola è conforme alla nuova angolazione assunta dagli specchi[2].

Viene introdotto un atomo di cesio 120 nel gas che ruota all’interno della ciambella del generatore.

L’atomo aggrega a sé altre particelle sub-atomiche fino a diventare un atomo di cesio 128.

 

ESPERIMENTI

Per studiare il neutrone dell’atomo di cesio in parola, propongo di effettuare i seguenti esperimenti.

Il neutrone preso in esame è composto da tre particelle che identifico con tre colori diversi: una gialla, una rossa e una blu.

 

1° gruppo di esperimenti

Se dal neutrone viene tolta la particella gialla, il neutrone si disgrega.

Se dal neutrone viene tolta la particella rossa, il neutrone trema per qualche istante e poi esplode emettendo radiazione luminosa e campo elettromagnetico entrambi in forma sferica.

Se dal neutrone viene tolta la particella blu, il neutrone deflagra proiettando parti della sua massa.

 

2° gruppo di esperimenti

Se al neutrone viene aggiunta una particella gialla, il neutrone emette un campo elettromagnetico stabile di forma sferica attorno a sé come fa una stella quando diventa una gigante rossa.

Se al neutrone viene aggiunta una particella rossa, il neutrone diventa un elettrone e si dirige verso il gas che lo circonda.

Se al neutrone viene aggiunta una particella blu, la particella blu si posiziona all’opposto della particella blu già presente nel neutrone. Il neutrone genera un’esplosione di campo di forma sferica, che subito dopo riassorbe in una sorta di rimbalzo. Quindi, il neutrone assume proprietà di attrazione e repulsione elettrica: ora infatti, se si avvicina al neutrone una carica elettrica positiva questa viene attratta, se si avvicina al neutrone una carica elettrica negativa questa viene respinta.

 

TESI

Se uno o più degli esperimenti che ho poc’anzi proposto – e/o altri esperimenti che verranno effettuati – confermeranno la validità delle ipotesi che ho formulato in questo articolo, sarò felice di avere dato un contributo al progresso della conoscenza.

In caso contrario, sono comunque felice di avere dato il mio contributo alla riflessione e alla ricerca nel campo della fisica delle particelle sub-atomiche.

 

Vi ringrazio per il vostro tempo e per la vostra attenzione.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Io svolgo la professione di avvocato e il mio interesse per gli argomenti trattati in questo articolo è puramente personale.

 

[2] Lungo un ipotetico vettore parallelo al terreno, il verso della rotazione del gas è quello in direzione dell’angolo ottuso creato da uno specchio in alto e da quello in basso successivo a quello lungo la sua perpendicolare