BUONI UFFICI PER LE AUTORITÀ CINESI E IL FALUN GONG

Pochi giorni fa[1], ho visto un gruppo di persone che praticavano il Falun Gong per la strada.

Alcuni di loro distribuivano un pieghevole con alcune informazioni su questa pratica[2].

Vi era anche un cartello che auspicava la fine dei problemi giudiziari e sociali che coloro che praticano il Falun Gong hanno in Cina.

 

Con questo articolo intendo fare un regalo a decine di milioni di persone: la mia proposta per risolvere le incomprensioni esistenti tra le Autorità cinesi e i praticati del Falun Gong.

L’unico scopo di questo articolo è contribuire alla pace sociale; non vi sono altri fini al di fuori di questo.

 

Nel diritto internazionale pubblico, questo tipo di intervento viene definito “buoni uffici”[3].

Essi consistono nell’intervento di un terzo – ad esempio: uno Stato, un individuo, un’organizzazione internazionale – per ottenere l’avvio o la ripresa dei negoziati tra le parti.

I buoni uffici non sono sottoposti ad alcuna formalità, all’infuori dell’accettazione delle parti.

 

Il pieghevole del quale ho parlato all’inizio di questo articolo afferma che, fino al 1999, la pratica del Falun Gong sarebbe stata sostenuta dal Governo cinese, ma, nel luglio di quell’anno, alcuni alti esponenti del Partito comunista cinese avrebbero iniziato a osteggiarla.

La motivazione sarebbe dovuta al fatto che il Falun Gong avrebbe raggiunto i cento milioni di praticanti in Cina e questo numero così elevato verrebbe visto come un possibile problema di ordine pubblico.

In altre parole, le tensioni esistenti non sarebbero dovute ai contenuti della pratica del Falun Gong, ma alla necessità di gestire i fenomeni di massa in un paese come la Cina che ha superato il miliardo e duecento milioni di abitanti.

 

Ritengo che il problema che ho descritto si possa risolvere nel modo seguente[4].

I praticanti del Falun Gong potrebbero continuare a praticare la loro disciplina all’interno della “Sezione sport” istituita nei Municipi di ogni Comune dove essi si radunano, ad esempio: Comune di Pechino, Municipio 3, Sezione sport; Comune di Shanghai, Municipio 5, Sezione sport, et cetera.

L’attuazione pratica di questa soluzione consisterebbe in una iscrizione gratuita nell’elenco della “Sezione sport”, a richiesta della persona interessata, in qualità di “praticante il Falun Gong”.

Per l’iscrizione sarebbe necessario fornire solo le generalità: nome, cognome, luogo e data di nascita.

La cancellazione dall’elenco avverrebbe con le stesse modalità.

Le autorità cinesi potrebbero partecipare – senza impedimenti, ma con discrezione – alle sessioni di Falun Gong per verificare con i loro occhi che gli esercizi di questa pratica non rappresentano un pericolo per la pacifica convivenza sociale.

I praticanti del Falun Gong, dal canto loro, non verrebbero costretti a prendere la tessera del Partito comunista cinese.

I vantaggi di questa proposta sono evidenti.

Le autorità cinesi otterrebbero la serenità di sapere che un fenomeno di massa come il Falun Gong si svolge all’interno delle strutture amministrative comunali e non rappresenta un pericolo per l’ordine pubblico, mentre i praticanti del Falun Gong potrebbero effettuare i loro esercizi senza timori e senza l’obbligo di prendere la tessera di un partito politico.

Questa ritrovata concordia porterebbe alla messa in libertà di tutti i praticanti del Falun Gong affinché possano nuovamente contribuire al progresso materiale e spirituale della Cina.

 

Auguro alla Cina e al popolo cinese un futuro ricco di ogni bene.

Vi ringrazio per il vostro tempo.

 

NOTE A PIE’ DI PAGINA

[1] Venerdì 14 ottobre 2016.

[2] Il pieghevole afferma che Falun Gong è un modo con cui viene chiamata la pratica del Falun Dafa.

[3] Si vedano, ad esempio:

[4] Non voglio appropriarmi delle buone idee degli altri e, pertanto, dichiaro che l’intuizione, dalla quale in seguito ho sviluppato questa mia proposta, mi è stata offerta dal mio istruttore di tai chi chuan.

 

Le citazioni sono state verificate alla data di pubblicazione di questo contributo sul sito www.giorgiocannella.com .

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